Il blog degli ecorisparmiatori: far convivere l'ambiente e il portafogli. Consigli pratici per risparmiare e difendere la natura, il clima e la nostra salute

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venerdì 11 marzo 2011

Come previsto: paghiamo di più le buste di plastica biodegradabile

Le buste di plastica biodegradabile costano, fino a 0,15 euro l'una!
Alcuni casi concreti: librerie, negozi sportivi, supermercati e farmacie.
Elimina le buste usa e getta: passa alle borse riutilizzabili, usa i cartoni nei supermercati oppure rispolvera il carrello della spesa. In questo modo puoi risparmiare e fare del bene all'ambiente.
Rifiuta anche le buste gratuite (anche se sono biodegradabili) perché in ogni caso sono inutili e costose per l'ambiente.


Torniamo ancora una volta sulle buste di plastica biodegradabile.
Come avevamo previsto, si è scatenato un caos notevole in materia.
Vediamo alcuni casi concreti.

Primo caso
La grande catena di librerie, per smaltire le residue buste in plastica inquinanti, le dà gratis ai clienti che fanno acquisti.
Le borse di carta, che fino a qualche settimana fa si potevano scegliere gratuitamente, ora costano!
Complimenti per la coerenza e la serietà!

Secondo caso
La grande catena di negozi sportivi che hanno già la fornitura di buste di plastica biodegradabile, al modico prezzo di 0,15 euro, cioè 300 lire del vecchio conio. Inutile dire che anche questa catena, fino a pochi mesi fa, NON faceva pagare le buste.

Terzo caso
I supermercati sono tra i più virtuosi. Gran parte delle catene vende delle borse in stoffa o in plastica capienti, resistenti e riutilizzabili. Le buste di plastica biodegradabile sono già disponibili in quasi tutti i supermercati: costano ma anche prima le buste di plastica costavano, quindi almeno c'è stato un comportamento più coerente e corretto.
Le buste di plastica biodegradabile costano di più? Nel supermercato dove vado spesso no, ma non so dirti che cosa accade in altri posti.
Sul giornalino di una di queste catene ho letto un interessante suggerimento di un cliente: perché non riconoscere un premio (uno sconto, un bonus sulla raccolta punti ecc.) per i clienti che fanno la spesa senza acquistare le buste usa e getta (il fatto che siano biodegradabili migliora la situazione ma non è la  soluzione migliore)?

Quarto caso
La farmacia comunale vicino casa mia è stata il primo posto dove mi hanno dato gratis e senza sovrapprezzo una bustina di plastica biodegradabile in regola con le nuove norme. Però, una confezione piccola come quella che di solito si acquista in farmacia meglio metterla direttamente nella nostra borsa o nello zaino, rinunciando a un ennesimo involucro superfluo.

Un'osservazione importante che avevo dimenticato.
Oltre tutto, nella maggior parte dei casi ci fanno pagare buste che sponsorizzano la marca del posto dove stiamo facendo acquisti.
Quindi, fatemi capire: io ti faccio pubblicità in giro per la strada e devo pure pagarti?
Stanno scherzando, vero?



Come risparmiare (senza) buste usa e getta
Il suggerimento che ti rinnoviamo è quello di fornirti sempre di borse e buste riutilizzabili, da portare sempre con te, da lasciare in macchina, da mettere nella borsa o nello zainetto ecc.
Ci sono addirittura le borse riutilizzabili del commercio equo e solidale.

Un'altra soluzione, valida soprattutto in alcuni supermercati e discount, è usare le scatole di cartone vuote che vengono lasciate a disposizione dei clienti: ovviamente, quando non ti servono più o sono rotte, smaltiscile (attenzione: non parliamo più di buttare!) nella raccolta differenziata della carta.

Stanno anche ritornando di moda, soprattutto in città, i carrelli della spesa con le ruote. Comodi, soprattutto per le persone anziane.

Visto che, come abbiamo visto, le buste di plastica biodegradabile costano (spesso anche parecchio), meglio evitarle del tutto e passare alla busta della spesa riutilizzabile. In ogni caso, evita le buste inutili anche quando sono gratis: fai del bene all'ambiente, a te stesso e a tutti noi.

Altre notizie su risparmio, ambiente e buste di plastica.
   

venerdì 14 gennaio 2011

Cinque ottimi motivi per odiare ed eliminare le buste di plastica

Cinque ottimi motivi per odiare le buste di plastica. 
Non si decompongono, inquinano mari e oceani, producono diossine e nanoparticelle negli inceneritori, richiedono enormi quantità di petrolio per la loro produzione, sono uno dei rifiuti più diffusi nell'ambiente.
Non sei ancora convinto? Usa le borse riutilizzabili e rifiuta da subito le buste di plastica.


Dal 1 gennaio 2011 le buste di plastica usa e getta sono fuorilegge, anche se tantissimi negozi continuano a darcele con la scusa di dover esaurire le scorte.
In un paese civile si sarebbe proceduto in un altro modo: con un congruo anticipo (diciamo 2-3 anni per tenerci larghi) bisognava dire: "dal 1 gennaio 2011 non si potrà usare per nessun motivo ed in nessun negozio, supermercato e altro esercizio commerciale nessuna tipologia di busta di plastica usa e getta".
Invece dobbiamo vedere ancora milioni di buste di plastica che entreranno nelle nostre vite.

Ti suggerisco: rifiuta subito, da oggi, tutte le buste di plastica usa e getta!
Vuoi una buona ragione?
Te ne dò cinque: cinque buoni motivi per odiare ed eliminare i sacchetti di plastica

1. Per decomporre una busta di plastica ci vogliono 200 anni.

2. Milioni di buste finiscono nei corsi d'acqua e nel mare, dove soffocano pesci e cetacei e inquinano la catena alimentare. Le buste uccidono ogni anno oltre centomila esseri viventi: mammiferi marini (come i delfini), tartarughe, uccelli ecc.

3. Le buste bruciate come rifiuto negli inceneritori producono diossine, nanoparticelle e altre sostanze inquinanti e cancerogene.

4. La produzione delle buste di plastica è molto inquinante: per produrre 200mila tonnellate di buste occorre consumare 430mila tonnellate di petrolio! La produzione di plastica assorbe l' 8% della produzione mondiale di petrolio; di questa quantità, il 50% consiste in imballaggi, buste e altri prodotti usa e getta.

5. Le buste di plastica sono una delle 12 tipologie di rifiuto più diffuse nel pianeta, come risulta dall'analisi dei rifiuti raccolti durante le giornate di pulizia International Coastal Cleanup, organizzate da Ocean Conservancy (fonte Porta la sporta).

Se non sei ancora convinto, qui trovi altri dati e notizie sulle buste di plastica!

[foto Ocean Conservancy]
 

lunedì 27 dicembre 2010

Buste di plastica: nessuna proroga! Vanno in pensione dal 1 gennaio 2011

Dal 1 gennaio 2011 le inquinanti buste di plastica sono vietate.
Esaurite le vecchie scorte, si potranno usare solo buste di carta o di plastica compostabile.
Per risparmiare, usa le buste riutilizzabili e rifiuta le buste usa e getta.


Non ci sarà un'altra proroga per i sacchetti di plastica. Dal 1 gennaio 2011 non si potranno più produrre nuove buste di plastica. Negozi e supermercati potranno smaltire le scorte esistenti ma poi dovranno usare solo buste "ecologiche", per esempio di carta o di plastica compostabile, quella ottenuta dal mais o dalle patate.

Lo smaltimento del scorte dei negozi è un elemento decisamente ambiguo: non sarebbe stato meglio, con l'ultima proroga ai sacchetti di plastica, decisa a fine 2009, dare un anno di tempo per smaltire le scorte e poi vietare qualunque busta di plastica? C'è da dire che in un paese dove si fa un "decreto milleproroghe", dobbiamo accontentarci di questo importante risultato.

Non basta: le buste di carta e quelle di plastica "ecologica" sono comunque dei prodotti usa e getta, quindi non sono buoni per l'ambiente e anche per le nostre tasche. Le buste di plastica "verdi" svolgono la loro funzione se nel tuo Comune c'è la raccolta della frazione umida o compostabile dei rifiuti. In caso contrario, le buste di plastica "ecologica" finiscono tra i rifiuti indifferenziati, quindi sono destinate alla discarica o agli inceneritori. Così ovviamente non sono più ecologiche! Il riuso è sempre la migliore soluzione.

Attenzione a un altro aspetto.
I nuovi sacchetti di plastica ecologica, soprattutto nei supermercati, continueranno a costare. Anzi, con la scusa dell'ecologia, non ci sarebbe da stupirsi che i nuovi sacchetti costino ancora di più. Per risparmiare rispettando l'ambiente il nostro consiglio è quello di usare sempre le buste riutilizzabili, le sporte di stoffa o anche di plastica. Lasciatele in macchina, tenetele a portata di mano, lasciatene una nella borsa o nello zaino, abituate i vostri figli a usarle.
Potete anche usare il vecchio carrello della spesa: magari non sarà elegante ma è comodissimo!
Trova qui altri consigli dal sito Porta la sporta.

Usando le borse riutilizzabili per fare ogni tipo di spesa, potete risparmiare fino a 10 euro all'anno, come vi abbiamo già spiegato.
Se andate per lavoro o per piacere in una fiera o in una mostra, spesso potete trovare gratuitamente borse di stoffa riutilizzabili offerte per pubblicità da aziende e istituzioni. Ne ho una bella collezione, comprese una del ministero dell'agricoltura polacco!

Gli italiani, spiega la Coldiretti, sono tra i più grossi consumatori europei di shopper di plastica, con un consumo medio annuale di 300 sacchetti a testa (per un modico totale di circa 18 miliardi!). Da noi arriva un quarto dei 100 miliardi di pezzi consumati in Europa, importati per la maggioranza da paesi asiatici come Cina, Thailandia e Malesia.

lunedì 3 gennaio 2011

Addio buste di plastica? Occhio alla fregatura!

Dal 1 gennaio 2011 le buste di plastica "usa e getta" sono andate in pensione.
Con questa scusa, c'è il rischio che le altre buste ci costino di più.
Il (cattivo) esempio di una nota catena di librerie: 0,10 euro per una borsa di carta con il marchio della libreria, mentre la busta di plastica è gratis!
Per risparmiare: portiamo la borsa (riutilizzabile) da casa!


Fatta la legge, trovato l'inganno (a danno degli ecorisparmiatori)!

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato una notizia sulle buste di plastica, vietate a partire del 1 gennaio 2011. Abbiamo ribadito il nostro consiglio: il problema non è tanto quello delle buste di plastica ma in genere delle buste "usa e getta", inutili, dannose e costose. Le buste di plastica sono peggiori ma non è che con quelle di carta o di plastica ecologica le cose siano perfette.

Abbiamo anche lanciato un allarme: non è che con la scusa della fine delle buste di plastica qualche negozio o supermercato penserà bene di far pagare di più le altre buste?

Bene: detto, fatto. In una nota catena italiana di librerie, ho acquistato due libri che sono stati automaticamente messi dalla commessa in una busta di plastica. Ho visto in un angolo una pila di buste di carta e quindi ho chiesto gentilmente: "Scusi, posso avere al posto di questa una busta di carta?". "Ehm, le buste di carta costano dieci centesimi" ha risposto imbarazzata la commessa. "Bene, allora niente busta, neanche di plastica!". C'è rimasta un po' male ma ha taciuto.

Mi sembra già scandaloso che una libreria (anzi, una grande catena) non abbia fatto già da anni almeno la scelta della busta di carta (carta, libri... c'è qualcosa in comune). La cosa ancora più scandalosa è che avrei dovuto pagare 0,10 euro per una busta di carta (di dimensioni peraltro contenute) con la pubblicità della suddetta catena. Ma come, devo pagare e farti pure la pubblicità?

Da questo episodio ho dedotto alcuni insegnamenti:
  • ho rafforzato la convinzione di usare solo le buste NON "usa e getta", possibilmente di stoffa. Vedrete che il costo delle buste "usa e getta" non di plastica andrà a crescere, con la scusa che non inquinano (il che non è vero). Penso che alla fine, usando borse riutilizzabili, si possa risparmiare una cifra anche superiore ai 10 euro che avevamo stimato qualche tempo fa.

  • da oggi in poi boicotterò la suddetta catena di librerie, tranne casi di forza maggiore. Chi se ne frega del miraggio di uno sconto (posticipato) del 10% legato alla carta punti, dopo una spesa faraonica. Molte piccole librerie indipendenti fanno già sconti e promozioni. Inoltre, se proprio devo risparmiare, allora compro i libri al supermercato, con uno sconto medio del 15%. Supermercato e piccole librerie indipendenti: è una ricetta che mi sembra adatta.

  • il motivo del boicottaggio è che la singola busta, comprata in uno stock di qualche milione, costa alla libreria non più di 0,1 centesimi. La stessa busta mi viene rivenduta a dieci volte il suo valore. Come lo chiameresti un comportamento del genere? Siamo ai limiti della borsa nera! In più, sono obbligato a pagare la libreria per poi fare pubblicità alla libreria stessa! Ma siamo impazziti? Se vuoi darmi una busta che devo pagare, allora voglio una busta bianca, altrimenti la busta te la tieni!

  • occorre vigilare perché ogni novità, soprattutto quelle a favore dell'ambiente, sono l'occasione per nuovi comportamenti furbeschi e truffaldini. 
[foto PortalaSporta.it]

    sabato 12 marzo 2011

    Si fa presto a dire plastica

    Non tutti gli imballaggi di plastica possono essere smaltiti nella raccolta differenziata.
    Molti (buste, flaconi ecc.) sono in cosiddetta "plastica mista" che deve essere buttata tra i rifiuti indifferenziati (quelli molto inquinanti che vanno all'inceneritore, e quindi nei nostri polmoni, o in discarica).
    Abbiamo solo una soluzione: evitiamo, quando possibile, tutti gli imballaggi in plastica mista e in genere gli imballaggi destinati ai rifiuti indifferenziati.
    Leggiamo sempre le etichette di smaltimento, quando presenti sulla confezione.


    Parliamo normalmente di plastica ma sarebbe molto più corretto parlare di "plastiche". Le plastiche sono una miriade e in continuazione si aggiungono nuovi materiali.

    Qui, per farti un'idea, trovi i codici di smaltimento di riciclaggio e smaltimento della plastica e degli altri materiali.

    Il risultato è che si fa presto a dire plastica, soprattutto quando devi fare la raccolta differenziata. In certi casi comuni e aziende per l'igiene ambientale pensano di avere di fronte un popolo di laureati in chimica industriale o di periti chimici!

    Per fortuna ci vengono in soccorso aziende e catene di supermercati che sempre più spesso mettono sulle confezioni dei prodotti un'etichetta per lo smaltimento corretto degli imballaggi nei rifiuti.
    Etichette utilissime anche per chi si occupa di questi temi, figuriamoci per la casalinga di Voghera!

    Queste etichette, però, ci fanno scoprire anche tante sorprese. Su vari tipi di imballaggi che avrei senza dubbio definito "di plastica" e che quindi avrei raccolto nel sacco della plastica, c'è una scritta oscura e (per le sue conseguenze) inquietante: plastica mista. L'etichetta non spiega altro ma dà un verdetto gravissimo: "rifiuti indifferenziati". Insomma quella plastica va all'inceneritore o alla discarica.

    La "plastica mista" si annida dovunque: è di plastica mista la confezione dei piselli surgelati biologici che ho appena buttato.

    Ironia della sorte: compro spesso delle buste di ricarica di bagnoschiuma. Il prezzo è ottimo ed effettivamente si riducono molto i rifiuti: di solito i flaconi dello stesso prodotto sono da 250 ml, quindi consumo una busta di ricarica rispetto a quattro flaconi di plastica. Ma...
    C'è un ma: la busta di ricarica in plastica è in famigerata "plastica mista" (quindi va all'indifferenziato) mentre i flaconi sono di solito in plastica adatta per la raccolta differenziata (per esempio, nel caso specifico, HDPE 2 o PE-HD che dovrebbe essere un polietilene ad alta densità, usato anche per i vasetti di yogurt).

    Ci sarebbe una soluzione? Certo che ci sarebbe! Basterebbe (prima) imporre una tassa su tutti i tipi di imballaggi non riciclabili o riciclabili sono con processi difficili e costosi. Poi, dopo qualche anno, si potrebbe anche vietare del tutto questo tipo di materiali, come la "plastica mista", i poliaccoppiati ecc.
    Nell'attesa (molto improbabile) di queste soluzioni, cerchiamo nei limiti del possibile di non acquistare prodotti con imballaggi in plastica mista o comunque non riciclabili.
        

    mercoledì 4 novembre 2009

    Buste di plastica? No, grazie

    Le buste di plastica ci soffocano, ci circondano, ci perseguitano: soffocano i delfini, vagano negli oceani, sporcano i boschi, bruciano negli inceneritori e ci avvelenano l'aria.
    Ma non basta: le pure paghiamo! Nei supermercati i sacchetti costano da 3 a 5 centesimi e non si fanno sconti, mentre uno o due centesimi di resto vengono molto spesso "condonati".
    In tanti negozi dove la busta di plastica non ce la fanno pagare, in fondo la paghiamo ugualmente e in più dobbiamo anche buttarla.
    Le buste di plastica dovevano morire il 31 dicembre 2009 ma potete scommettere che risorgeranno dalle loro ceneri. Qui trovate davvero tante notizie e curiosità sulle buste di plastica.

    Per risparmiare e non inquinare, però, basta dire subito: NO!
    Il sacchetto, la bustina, la sportina di plastica non li vogliamo: subito!
    Le alternative: borse di stoffa, come quelle che ormai vendono molti supermercati (per esempio la Coop) o, ancora meglio, come quelle gratuite che vengono distribuite come materiale promozionale nelle fiere e in altre occasioni. Magari trovate anche qualche borsa di stoffa di qualche ente o associazione che volete sostenere e così, mentre risparmiate, fate anche un po' di pubblicità utile.

    Facciamo due conti.
    Andiamo a fare la spesa nel supermercato una volta a settimana e ci riportiamo in media quattro buste di plastica.
    Totale = 208 buste
    A 5 centesimi l'una, sono 10 euro e rotti all'anno.
    Pochi? Beh, con dieci euro potete comprare uno o due libri tascabili, andare in due al cinema nei giorni in cui ci sono gli sconti, comprare una bottiglia di vino decente per brindare con i vostri cari ecc. ecc.

    [foto Vistaprint.it]

    giovedì 13 gennaio 2011

    Borse fai da te al posto delle vecchie buste di plastica

    Contro le vecchie buste di plastica e le altre buste usa e getta preferisci le borse riutilizzabili.
    Notizie e consigli per realizzare da te le borse per la spesa: cartamodelli, suggerimenti, idee.
    Con le borse riutilizzabili non inquini, riduci i rifiuti e ottieni anche un piccolo risparmio.


    Le buste di plastica "usa e getta" sono andate in pensione il 1 gennaio 2011, con tutti i problemi del caso. Ne abbiamo già parlato qui e qui.

    La soluzione ideale per l'ecorisparmiatore, attento all'ambiente e al portafogli, sono le borse riutilizzabili che ci portiamo da casa.
    Secondo quanto ci consiglia Porta la sporta, occorre seguire sempre le Quattro Erre (4 R):
    • Rifiuta (l'usa e getta)
    • Riduci
    • Riusa
    • Ricicla

    La borsa riutilizzabile sta diventando sempre più frequente; la vedi in metropolitana, in autobus e ovviamente al supermercato. E' ora di usarla anche in tutti i negozi, anche quelli che (in teoria) ti danno la busta gratis. La borsa di stoffa in altri paesi sta diventando trendy e di moda.

    Se sei bravo/a con la macchina da cucire, puoi anche fare da te le borse di stoffa per la spesa.
    Qui, nel sito di PortalaSporta, trovi alcuni cartamodelli che puoi facilmente seguire per fare le tue borse personalizzate, magari usando scampoli di stoffa oppure una vecchia tenda.
    Trovi addirittura il modello per la borsa del pane e la borsa fatta riutilizzando un ombrello rotto.

    C'è addirittura un sito specializzato sull'autoproduzione di borse per la spesa (anche in italiano): Morsbags.

    Restano sempre validi gli altri nostri consigli:
    • usa le borse di stoffa che puoi prendere gratuitamente nelle fiere 
    • metti sempre borse di stoffa nel tuo zaino, in macchina, nel portabagagli
    • porta sempre le borse riutilizzabili quando esci, non solo per andare al supermercato 
    • usare le borse di stoffa e rifiutare quelle "usa e getta" è anche un discreto risparmio perché molte buste "usa e getta" le devi pagare
    E tu, hai altre idee per usare le borse riutilizzabili al posto delle vecchie buste di plastica? 

    [immagine PortalaSporta]
     

    lunedì 24 maggio 2010

    No alle buste di plastica: "Porta la sporta"

    I sacchetti di plastica (forse) saranno vietati anche in Italia dal 1 gennaio 2011, anche se non scommetterei mezzo euro contro una possibile, ulteriore proroga.

    Nell'attesa, però, possiamo cominciare tutti a dire: no!

    Il modo più semplice e più efficace è quello di portare sempre con noi buste riutilizzabili di stoffa o di altro materiale.  Ormai si trovano un po' dappertutto, in vendita nei supermercati, ma anche ad esempio in tante fiere e manifestazioni, come gadget aziendali gratuiti.

    Su questo argomento della guerra alle buste di plastica, vi segnalo il sito "Porta la sporta", creato dall'Associazione comuni virtuosi. Ci sono tante informazioni, materiali e  consigli utili per iniziative da fare come singoli, aziende, negozi e scuole.
    Nella homepage trovate anche un interessante e angosciante contatore sui sacchetti usati dall'inizio dell'anno.
    [per la cronaca: mentre scrivo questo post, siamo già oltre quota 192 miliardi!].

    Tra i tanti materiali e documenti, c'è questa posizione sui sacchetti di plastica e anche sui sacchetti biodegradibili (quelli ottenuti dal mais o dalle patate, per capirci). Giustamente, anche questi ultimi sono ritenuti molto dannosi e inutili, soprattutto se alla fine vanno a finire in un inceneritore o in discarica e non nella frazione umida della raccolta differenziata.
    Inoltre, aggiungo io, paghiamo anche i sacchetti di plastica biodegradabile: perchè pagare se posso usare la mia borsa di tela gratis?

    In un precedente post ho stimato un risparmio di circa 10 euro all'anno usando borse di tela e rifiutando sempre e comunque le buste di plastica. In tempi di crisi, manovre economiche, stangate, Grecia e via tagliando, non butterei 10 euro! Voi che ne pensate?

    venerdì 3 dicembre 2010

    Natale verde: pacchetti, nastri, carte ...

    Terza puntata del nostro Natale verde, dopo il presepe ed i regali.
    Preparare i nostri doni risparmiando e senza riempire la casa di carte, nastri e coccarde.
    Tante idee creative e a basso costo: borse di stoffa, poesie e disegni, origami, noci e nocciole al posto della paglia di plastica, cestini, pacchi sorpresa...



    Riduci, riduci, riduci! Riutilizza, riutilizza, riutilizza! Ricicla, ricicla, ricicla! E' il nostro imperativo per confezionare i regali di Natale.

    Evita pacchetti inutili, fiocchi, coccarde, bigliettini e tante altre cose inutili, destinate alla discarica e agli inceneritori. Aumentano inutilmente il costo e l'impatto ambientale dei tuoi regali e non aumentano davvero il piacere del dono.

    Qui trovi alcuni consigli per presentare bene i tuoi regali, in modo creativo e originale, risparmiando e senza inquinare (o almeno inquinando meno).

    • Evita soprattutto plastica, carte plastificate e metallizzate, coccarde e altri ammennicoli non riciclabili. Se proprio devi usare della carta regalo, verifica almeno che sia carta perfettamente riciclabile. Esiste anche carta regalo di origine riciclata o proveniente da foreste gestite in modo ecocompatibile: se possibile, usa questa.
    • Per confezionare i tuoi pacchetti puoi usare foglie, ricci di castagne, rametti al posto di nastri e coccarde. Puoi fissarli su scatole e pacchetti con un goccio di colla.
    • Puoi usare delle borse o dei sacchetti di stoffa per mettere, ad esempio, tutti i regali dei membri di una stessa famiglia, senza impacchettarli uno per uno.
    • Rifiuta le buste di plastica in tutti i negozi dove farai gli acquisti di Natale: chiedi una busta di semplice carta oppure porta con te una o due borse di stoffa riutilizzabili.
    • Se hai delle borse da regalo di carta, molto diffuse negli ultimi anni, confezionale in modo da permettere di riutilizzarle. Di solito hanno i manici di corda o di plastica: chiudi i manici con due fiocchetti (due pezzi di nastro colorato legati, poi con le forbici ottieni i caratteristici riccioli). Non usare nastro adesivo o punti metallici. Basta togliere i nastri e la busta si riusa perfettamente.
    • Usa scatole, barattoli, ceste e cestini per confezionare i regali: possono essere riutilizzati da chi li riceve in casa o per il prossimo Natale.
    • I libri puoi anche non impacchettarli: usa un segnalibro come biglietto di auguri.
    • Se regali cibi e vini, fai da te la confezione con un cestino o un sacchetto di iuta. Al posto dell'orribile “paglietta di plastica” o di altro materiale inquinante, usa la frutta secca (mandorle, noci ecc.): è bella da vedere e buona da mangiare.
    • Per un grande regalo, ad esempio una bicicletta, basta un bel fiocco colorato.
    • Se regali liquori e marmellate fatte da te, riutilizza bottiglie particolari di vino o di liquore e barattoli di marmellata. Lavali bene (per esempio con la soda), aggiungi un tappo particolare, un'etichetta fatta a mano ed il gioco è fatto.
    • Un mio amico molto bravo fa dei piccoli animaletti di carta con la tecnica dell'origami e li usa come biglietti di auguri. Puoi anche fare degli origami di Natale.
    • Un cartoncino bianco è un'ottima base per creare dei biglietti d'auguri personalizzati, ad esempio con dei disegni. Se c'è una bambina o un bambino in casa, mettili al lavoro: i nonni saranno entusiasti! Un'alternativa: crea piccole poesie di auguri.
    • Fai qualche pacco a sorpresa: prendi 3-4 scatole di cartone recuperate di diverse misure, mettile una dentro l'altra, magari avvolgile di carta di giornale e nascondi dentro i regali, soprattutto per bambine e bambini. Scartare un pacco sorpresa sarà di per sé un bel divertimento!
    • In ogni caso, invita amici e parenti a differenziare e riutilizzare carte, buste e contenitori.

     [foto Origami Club]

    martedì 23 novembre 2010

    Contro i rifiuti una legge a costo zero

    Per ridurre i rifiuti occorre la raccolta differenziata porta a porta.
    Occorre però sapere facilmente come differenziare i vari rifiuti.
    Una legge a costo zero, proposta dal nostro blog, vuole inserire nelle confezioni di tutti i prodotti una "etichetta intelligente dei rifiuti", cioè informazioni chiare sullo smaltimento delle varie parti dell'imballaggio nei rifiuti.
    Alcune aziende italiane già lo fanno.


    Questo blog non si occupa - almeno apparentemente - di politica. In realtà lo facciamo sempre, in tutti i post, perché ci occupiamo di cose che riguardano tutti noi, come l'ambiente ed il risparmio, e quindi facciamo politica.

    Ora però, nell'accezione più comune, oggi ci occupiamo anche di politica.
    Vogliamo infatti proporre a tutte le forze politiche una semplice legge a costo zero per migliorare la politica di gestione dei rifiuti.

    I rifiuti non sono una cosa da bruciare (come nella logica clientelare degli inceneritori, che qualcuno si ostina a chiamare termovalorizzatori, nonostante la UE abbia chiarito che non si può usare questo termine). I rifiuti sono una risorsa, sono una materia prima rinnovabile, sono una ricchezza. L'importante è defferenziarli in modo adeguato.

    A tutt'oggi la soluzione migliore è senza dubbio la raccolta differenziata porta a porta. All'inizio forse è un po' complessa per i cittadini, ma in realtà è la soluzione che dà di gran lunga i migliori risultati.
    Con la raccolta porta a porta si arriva con pochi mesi al 60-65% di percentuale di raccolta differenziata: roba che Bertolaso sarebbe rimasto disoccupato già qualche anno fa!

    Uno dei problemi di chi fa la raccolta porta a porta è capire precisamente dove vanno i diversi materiali. Ci sono tanti contenitori apparentemente di plastica che però non possono andare nella raccolta differenziata della plastica perché non sono riciclabili. Insomma, indovinare dove buttare i vari rifiuti non è semplicissimo.

    Qui interviene la nostra legge. Bisogna rendere obbligatoria su tutte le confezioni e gli imballaggi un'etichetta "segnala rifiuti" che spieghi come differenziare le varie parti delle confezioni. Una cosa del genere la fanno già, di propria iniziativa, alcune aziende, come Coop Italia (vedi immagine sopra), Barilla e Pavesi.

    La legge sarebbe a costo zero: basterebbe dare un congruo periodo a tutte le aziende per adeguare le confezioni (diciamo 3-4 anni), in modo da smaltire le giacenze di etichette, scatole e buste, senza avere danni economici.

    Con la nostra legge non solo si aiuterebbero i cittadini a smaltire correttamente i rifiuti. Nei fatti si darebbe anche uno strumento per orientare i nostri acquisiti.
    Vi faccio un esempio. A volte acquisto (o meglio, acquistavo) una ricarica di bagno schiuma: un sacchetto di plastica molto leggero che serve a ricaricare flaconi e dosatori. Dall'etichetta intelligente sui rifiuti ho scoperto però che questo sacchetto è in "plastica mista" e quindi va tra i rifiuti indifferenziati. In pratica, non è riciclabile. Bene: la prossima volta eviterò di comprarlo.

    E voi, cosa ne pensate della legge sui rifiuti proposta dal blog?

    lunedì 22 novembre 2010

    5 trucchi per il compost

    Il compost è il concime organico a costo zero che puoi preparare in casa con il compostaggio dei tuoi rifiuti organici.
    Cinque primi consigli per ottenere un compost di qualità:
    1. scegliere il posto adatto
    2. sapere cosa compostare
    3. sminuzzare il materiale
    4. seguire alcune regole per formare il cumulo del compost
    5. fare la manutenzione giusta

    Scegli il posto adatto
    Scegli un posto ombreggiato d'estate, protetto dalla pioggia e senza ristagni d'acqua.

    Che cosa puoi compostare?
    In teoria tutte le sostanze organiche; in pratica ci vuole una certa esperienza. Devi rispettare alcune regole.

    Il compost si fa con tre elementi fondamentali:
    • scarti di cucina e altre sostanze ricche di azoto: bucce di frutta e verdura, sfalci d’erba, foglie verdi, erbe spontanee, letame;
    • sostanze organiche povere d'azoto: foglie secche, paglia, ramoscelli;
    • acqua: è indispensabile la giusta umidità.
    Sono compostabili anche fondi di caffè, bustine del tè, capelli e peli degli animali, gusci d'uovo, fiori appassiti, la terra delle piante in vaso. Senza esagerare, si può compostare anche una quota di carta (es. tovaglioli di carta usati, batuffoli di ovatta ecc.).

    Sono compostabili anche le buste
    o i piatti in plastica biodegradabile ottenuta dal mais o dalle patate: in alcuni supermercati, per esempio, trovi l'insalata già pronta dentro buste di plastica biodegradabile.
    Evita invece scarti di carne e di formaggio.


    Sminuzza il materiale
    Nei limiti del possibile, devi spezzettare tutti i materiali (una buccia di patata si composta prima se la tagli a pezzetti). L'ideale è avere pezzetti di non più di 5-10 cm.

    Come formare il cumulo
    Inizia dal fondo con uno strato di materiale più grossolano.

    Poi segui una semplice regola:
    • uno strato sottile di sostanze ricche d'azoto (vedi sopra: scarti alimentari ecc.);
    • uno strato di foglie secche, paglia, ramoscelli, eventualmente terra, per coprire lo strato precedente;
    • umidifica abbondantemente ma senza eccessi.

    La manutenzione del compost
    Controlla regolarmente il cumulo.
    Non lasciarlo seccare ma non sommergerlo d'acqua.
    Puoi aggiungere cenere di legna (non trattata) del camino o farina di roccia (es. farina d'argilla o bentonite) per ridurre eventuali cattivi odori; queste hanno anche altri effetti positivi. La cenere apporta soprattutto potassio (di solito scarso nel compost) mentre le farine di roccia migliorano la struttura del compost e apportano microelementi utili.

    [immagine Shropshire Council]

    lunedì 13 dicembre 2010

    Natale verde: un regalo per i più piccoli da evitare

    Per Natale non comprate a bambine e neonati i tappetini puzzle di plastica (EVA).
    Francia e Belgio li stanno ritirando dal mercato perché contengono sostanze cancerogene.
    Del resto, i tappetini puzzle non sono indispensabili: meglio un bel tappeto di stoffa, morbido e lavabile anche in lavatrice.



    Il mondo del consumo per neonati e bambini è un vero campo minato. Tra biberon al bisfenolo, coloranti per tessuti allergenici, merendine "spazzatura" e altre amenità, mamme e papà devono fare lo slalom tra le tante insidie per far crescere in modo sano bimbe e bimbi.

    Ora, in tempo di Natale, la corsa è al regalo. Bene, vi forniamo un primo consiglio per gli acquisti. Evitate i tappetini puzzle di plastica, molto diffusi soprattutto tra i più piccoli (sotto i 3 anni).

    Francia e Belgio, infatti, hanno già deciso il ritiro dal mercato di questi prodotti. Il motivo? Sono pieni di varie schifezze ma in particolare di formammide, un derivato dell’acido formico, sostanza cancerogena che sarà vietata dal 2013.

    Sui tappetini puzzle varie associazioni dei consumatori europei avevano lanciato l'allarme già nel 2009.
    Sette tappetini su nove, secondo Altroconsumo, emettono formammide, il solvente che sarà bandito dalla nuova direttiva sui giocattoli. Non basta: in vari tappetini sono state trovate altre sostanze che non fanno bene (per essere eufemistici), come acetofenone, etil metil chetone, alfa metil stirene, alfaalfa dimetil benzene metano.
    Altroconsumo spiega inoltre che anche le buste riutilizzabili in cui sono confezionati i tappetini possono essere pericolose perché spesso contengono bisfenoli.

    I (saggi) consigli di Altroconsumo sull'uso di questi giocattoli sembrano più adatti a un farmaco o a un oggetto pericoloso:
    • dopo l'acquisto, lasciate i pezzi del puzzle all’aria aperta (sul balcone) per qualche giorno prima di utilizzarli;
    • non lasciate a bambine e bambini la confezione, anche se riutilizzabile;
    • controllate che non mettano in bocca i pezzi dei puzzle;
    • ecc. ecc.

    Insomma, mi chiedo e vi chiedo: questi famosi tappetini puzzle sono necessari? Sono utili? Non è meglio un bel tappeto di stoffa che si può anche lavare facilmente in lavatrice?


    Qui trovate una completa analisi dei tappetini puzzle dal sito di Altroconsumo.

    Nei prossimi giorni altri consigli del nostro Natale verde per i regali dei più piccoli.

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