Il blog degli ecorisparmiatori: far convivere l'ambiente e il portafogli. Consigli pratici per risparmiare e difendere la natura, il clima e la nostra salute

lunedì 29 novembre 2010

Lavare i piatti a mano o in lavastoviglie: che cosa inquina di più?

Confronto tra lavaggio dei piatti a mano o in lavastoviglie.
Il problema vero è di usare al meglio le due tecniche.
Consigli semplici per risparmiare e inquinare meno lavando i piatti a mano o in lavapiatti.
Risparmiare elettricità, acqua e detersivo.


Mi sono imbattuto su internet in una analisi molto approfondita sul confronto tra lavaggio dei piatti a mano o in lavapiatti. Quale dei due inquina di più? Quale dei due costa di più? Il problema non è semplice perché occorre tenere conto di tutto. Inquinano di più i detersivi per piatti o quelli per lavastoviglie? Quanta acqua consumiamo normalmente per lavare i piatti? E per un ciclo di lavastoviglie? Qual'è l'impatto ambientale di una vecchia lavastoviglie? E quello dei contenitori del sapone per piatti?

Credo però che si tratti in realtà di un falso problema. Per molte persone e famiglie la lavastoviglie è uno strumento utilissimo se non indispensabile. Va bene, qualcuno potrà dire: ma se domani tutto il mondo iniziasse a usare la lavastoviglie, che cosa succederebbe?
Senza avventurarmi in analisi complesse, ecco alcuni (semplici) consigli da seguire per ottimizzare il lavaggio dei piatti a mano o in lavastoviglie, puntando come al solito al risparmio e al rispetto dell'ambiente.

Chi inquina di più, dunque?

Inquini di più usando la lavastoviglie se...
  • usi programmi a temperature altissime che quasi sempre sono inutili.
  • lavi o sciacqui i piatti prima di metterli in lavastoviglie: se esageri, meglio lavare a mano!
  • fai il lavaggio con la lavastoviglie mezza vuota. Fai sempre il lavaggio a pieno carico; se avanza spazio, puoi lavare oggetti come: gli accessori che sono nel tuo frigorifero (ripiani, contenitori ecc.); le parti dei fornelli a gas (dopo il lavaggio, rimontali e poi accedi il fuoco qualche secondo per asciugarli perfettamente) o del forno; altri oggetti della tua cucina, come poggiamestoli e poggiapentole; accessori per i bimbi (es. biberon, bicchieri, piatti ecc.).
  • usi tanti prodotti inutili, costosi e inquinanti, come il brillantante o il deodorante per lavastoviglie (esiste pure quello!). Al posto del brillantante, puoi usare del comune aceto bianco. Ogni tanto, puoi fare un lavaggio a vuoto a bassa temperatura usando la soda Solvay al posto del detersivo per tenere pulita la lavastoviglie.
  • non pulisci spesso i filtri.
  • non usi detersivo Ecolabel o ecologico per lavastoviglie.
  • superi le dosi di detersivo consigliate.
  • non hai scelto una lavastoviglie con consumi elettrici almeno di classe A e con bassi consumi di acqua. Esistono anche lavastoviglie che si possono collegare all'attacco dell'acqua calda sanitaria (scaldare l'acqua con il gas della caldaia è più economico).
  • qui altri consigli utili sull'uso della lavastoviglie.

Inquini di più lavando i piatti a mano se...
  • lasci il rubinetto aperto per tutto il tempo del lavaggio, magari sull'acqua calda. Meglio una bacinella con l'acqua ed il detersivo. Un vecchio consiglio, sempre ottimo: raccogli l'acqua della pasta e usala per lavare i piatti. È già calda e contiene amido che aiuta a sgrassare i piatti.
  • usi inutilmente acqua troppo calda.
  • usi troppo detersivo senza motivi: inquini di più e devi sprecare più acqua per risciacquare i piatti.
  • non usi detersivo per i piatti Ecolabel, ecologico ecc.

sabato 27 novembre 2010

Compostiera gratis: altri comuni che aderiscono

Il compostaggio domestico dei rifiuti organici è una delle soluzioni immediate e poco costose al problema dei rifiuti.
Il risultato è il compost, un ottime concime biologico gratuito per orti e giardini.
Tanti comuni italiani offrono la compostiera gratis ai cittadini e, spesso, una riduzione della tariffa dei rifiuti.
Il caso di Roma, Genova e della provincia di Lucca.


La nuova (o meglio vecchia) emergenza rifiuti di Napoli e della Campania riporta di attualità uno dei problemi reali del nostro paese, cioè la gestione razionale dei rifiuti.
Nel blog ci siamo occupati varie volte di compostaggio domestico e di compost.

Abbiamo già dato informazioni sui tanti comuni italiani che offrono una compostiera gratis ai cittadini per incoraggiare il compostaggio domestico.

Ecco un elenco di altri comuni che offrono questa opportunità per diminuire i rifiuti conferiti, risparmiare sulla tariffa dei rifiuti (in molti casi) e per avere a disposizione un ottimo concime organico perfettamente biologico.

Roma
L'Ama dà gratis la compostiera ai cittadini che fanno il compostaggio domestico e applica loro una riduzione del 30% sulla parte variabile della Tariffa Rifiuti.
Per avere diritto alla riduzione:
  • occorre avere un giardino di almeno 25 mq per ogni componente del nucleo familiare
  • la richiesta deve pervenire ad Ama tra il 1 ottobre ed il 30 novembre di ogni anno (non si capisce bene questa limitazione temporale ma comunque ormai se ne riparla nel 2011).
Provincia di Lucca
In provincia di Lucca possono chiedere una compostiera gratis i cittadini di Pietrasanta, Forte dei Marmi, Seravezza, Massarosa, Stazzema che hanno un giardino.

Capannori (Lucca)
Qui da pochi giorni è stata attivata la prima compostiera collettiva. Serve un nucleo di circa 250 persone; l'impianto permette di produrre compost in sole quattro settimane.
A Capannori si fa anche il compostaggio domestico: la compostiera è gratis e inoltre si ha uno sconto del 10% sulla parte variabile della tariffa di igiene ambientale (TIA).

Genova
Compostiera gratis (in comodato gratuito) anche a Genova. Per riceverla bisogna avere un giardino, un orto o un terrazzo di almeno 15 mq.
I cittadini "virtuosi" possono ottenere in questo modo uno sconto sulla TIA: 10 euro per il singolo utente, 15 euro per il nucleo familiare con due o più componenti.
Ma non basta: il Comune di Genova organizza anche corsi gratuiti per imparare a fare bene il compostaggio.

[immagine Gal Piceno]

venerdì 26 novembre 2010

Natale Verde: il presepe ecologico

Natale verde, ecologico e a basso costo: prima puntata.
Qui potete trovare tutti gli articoli dello speciale Natale verde.

Cominciamo dal presepe.
Usate materiali da riciclare, come cartone e sughero; raccogliete rametti, foglie e muschio nel bosco.
Farina per fare la neve. Usate segatura, sassolini, terriccio...
Costruite da soli casette, ovili, pozzi, alberelli

Cominciamo una serie di articoli che parleranno nei prossimi giorni e settimane del Natale verde, all'insegna del risparmio e dell'ecologia.
Iniziamo oggi con l'antica tradizione del presepe.

Il presepe è una bellissima tradizione di origine tutta italiana, visto che le sue origini risalgono a Francesco di Assisi e al presepe di Greccio.

Dopo parecchi anni di abbandono, il presepe è tornato ad essere più presente nella case degli italiani, soprattutto vedendo le decine di confezioni presenti ormai da qualche settimana sugli scaffali di negozi e supermercati.

Dalla Cina (soprattutto) ci arriva davvero di tutto.
Ho trovato delle bustine che contenevano paglia marcate "made in China". Per capirci: bustine di paglia già confezionate hanno fatto il giro di mezzo mondo su una nave porta container per arrivare sui nostri scaffali.
Riuscite a immaginare qualcosa di più folle, inquinante e costoso?
La bustina di paglia, per la cronaca, costava 1,50 euro:  più o meno, il costo di una balla di paglia comprata direttamente dal contadino! Allora, tanto valeva comprare una balla di paglia e poi rivenderla a tutta la città per fare il presepe!

Aggiornamento
Evidentemente il carovita colpisce anche il presepe.
Oggi ho visto in un supermercato di fascia media due bustine di paglia nel reparto natalizio. Un tipo costava ben 3 euro, l'altro tipo "solo" 2,70 euro: ma siamo impazziti?! Seimila lire per una bustina con 20-30 grammi di paglia?
Un'alternativa: se avete un amico che frequenta un maneggio oppure che ha a casa un coniglio o un porcellino d'India, potete procurarvi una manciata di paglia gratis.
Altra soluzione: una passeggiata domenicale in un agriturismo in cui potete chiedere una manciata di paglia.

Noi vogliamo fare il presepe senza spendere e sprecare soldi inutili, senza inquinare ma anzi riciclando e riutilizzando tanti materiali usati.

Il consiglio di partenza è quindi uno solo (anzi due):
  • non comprare nulla per il vostro presepe ma prima riutilizza, ricicla, reinventa ...
  • soprattutto, non comprare prodotti inutili ed inquinanti: neve spray, muschio e statuine di plastica ecc.

Montagne e paesaggi 
Basta qualche scatola vecchia, un po' di carta di giornale e la "carta montagna" a coprire il tutto per fare un bellissimo scenario per il tuo presepe. Per fissare la carta montagna usa qualche spillo (fai attenzione alle dita!) e un po' di nastro adesivo da applicare sul retro della carta: in questo modo, puoi riutilizzare la carta per parecchi anni. Anche la carta da pacchi usata è utilissima per creare sfondi e scenari.

Facciamo la spesa gratis per il presepe
Inizia a mettere da parte oggetti e materiali destinati ai rifiuti (differenziati, ovviamente!) e che invece possono essere utili per tante applicazioni nel nostro presepe. Basta solo un po' di fantasia.
Un esempio: il cilindro di cartone del rotolo di carta igienica può diventare la base per costruire un bellissimo pozzo per il vostro presepe.
Per colori, tempere, das, plastilina ecc. puoi chiedere aiuto e consiglio a tua figlia o a tuo nipote che sono senz'altro fornitissimi, senza dover spendere soldi inutilmente.

Casette, stalle, ovili, recinti
Con un po' di fantasia e di manualità, puoi arricchire il tuo presepe di varie costruzioni.
Qui ti segnalo il progetto di un ovile, che trovi sul sito del mensile "Vita in Campagna" (vedi la foto).
Il cartone ondulato è ottimo per fare i tetti delle case; applica un po' di gesso (lo compri dal ferramenta, lo impasti con acqua e poi lo stendi con una spatolina) e poi pitturalo. L'effetto del tetto di tegole è ottimo.
Il gesso è utile anche da applicare sui muri esterni delle casette; non c'è bisogno di essere troppo precisi, anzi così puoi aumentare l'effetto di "rusticità" della costruzione.
Il sughero (anche recuperato, compreso quello dei tappi delle bottiglie di vino) è un altro materiale ecologico utilissimo per il tuo presepe.

Neve, prati, strade, alberi
Niente (costosa) neve spray, niente muschio sintetico...
Per la neve a costo (quasi) zero, metti un po' di farina o di bicarbonato in un colino e poi spargila quando hai finito il tuo presepe.
Il muschio lo trovi a costo zero nei boschi. Non esagerare, prendi solo quello che ti serve. Nei boschi puoi raccogliere anche rami, rametti, sassolini, foglie, pezzi di corteccia ecc. Non danneggiare le piante! Non ce n'è bisogno. Guardati intorno e troverai tante cose utili per il presepe.
Per gli alberi, ad esempio, basta una piccola base di cartone e un po' di plastilina o di Das come base in cui inserire un rametto. Alcuni usano anche piante vere prese dal balcone o dal terrazzo: un'altra ottima idea.

Illuminazione
Sarebbe meglio usare le luci a led (già disponibili anche per l'albero di Natale) che consumano meno ma mi rendo conto che l'effetto estetico è pessimo.
Cosa fare allora?
Comprate delle luci tradizionali, cercando di acquistare un prodotto di discreta qualità che duri un po' nel tempo. In qualche caso trovate nelle confezioni una o due lampadine di riserva, molto utili per non dover buttare tutto il filo quando si fulmina una singola lampadina.
Spegnete sempre l'impianto delle luci quando non serve, soprattutto la notte. Io ho fatto così: da una vecchia lampada da terra rotta ho recuperato il filo elettrico che ha un interruttore. Ho costruito così una comoda prolunga a cui è collegato tutto l'impianto elettrico, che posso spegnere in un colpo solo.
Per il presepe personalmente non amo le luci a intermittenza. Ci sono sistemi più sofisticati per simulare ad esempio il passaggio dalla notte al giorno ma qui andiamo sul difficile.
Per migliorare l'effetto, puoi applicare all'interno delle finestre delle vostre case autocostruite dei pezzetti di carta velina o crespata colorata che daranno un bell'aspetto alle luci delle case.

Statuine
Eviterei il più possibile le statuine di plastica dozzinale, mal fatte e mal colorate, che trovi ormai dappertutto. Beh, la faccio facile perchè ho ancora delle bellissime statuine di gesso che ha comprato mio padre 50 anni fa. Sono dei piccoli capolavori in miniatura e, ai loro tempi, costavano abbastanza poco.
Ho ritrovato le stesse statuine (cioè le figure fatte sugli stessi stampi originali) in terracotta ma occorre pitturarle, con colori a tempera o acrilici. Non sono bravissimo ma con un po' di pazienza si può fare. Coinvolgi tua figlia o tuo figlio: di sicuro sono più bravi di noi!

E dopo l'Epifania?
All'Epifania, o giù di lì, il presepe va smontato. Un buon consiglio può essere la domenica dopo l'Epifania, almeno hai tempo di osservare anche i re Magi, se li hai inseriti nel tuo presepe. Io comunque non faccio testo: fin da quando ero ragazzo ero molto, molto restio a smontare il presepe. Diciamo che fine gennaio per me sarebbe il periodo adatto!
Quando smontiamo il presepe dobbiamo essere molto bravi e agire da bravi ecorisparmiatori.
Il consiglio è semplice: conserva con cura tutto quanto puoi riutilizzare l'anno prossimo, compreso paglia, muschio, rametti e alberelli, carta montagna ecc.
Tutto il materiale di contorno usato deve essere assolutamente differenziato prima di buttarlo.
Semplice, no?



Alcuni siti utili
Trovi con facilità libri e siti dedicati al presepe.
Per i libri, puoi anche andare in una biblioteca, non è indispensabile comprarli.
Tra i siti ti consiglio questi. Attenzione: sono dei siti sul presepe, non sul "presepe ecologico e a basso costo", quindi fai attenzione ad eventuali consigli ed indicazioni costosi e inquinanti.

http://www.presepio.org/
http://www.saperlo.it/guida/come-costruire-un-presepe-4526/
http://www.passionepresepe.com/
http://www.presepio.it/


[foto Vita in Campagna]

giovedì 25 novembre 2010

Ecologia in ufficio: penne, portamine ed evidenziatori

Consigli per risparmiare in ufficio e rispettare l'ambiente.
Usa le penne con cartucce (come le stilografiche) e le penne con il corpo in plastica biodegradabile.
Preferisci il portamine alle matite.
Scegli penne ricaricabili e portamine anche come gadget aziendali.
Cerca evidenziatori e correttori (o bianchetti) a base d'acqua e senza solventi organici.


Usare prodotti ecologici in ufficio serve a rafforzare un'immagine positiva della propria azienda ma può anche essere un modo per risparmiare. Non si tratta tanto di usare un tipo di prodotto al posto di un altro quanto di avviare una gestione “verde” dell'ufficio.
Vediamo in questo post alcuni (primi) consigli per un ufficio ecologico e a prova di risparmio. Molti di questi consigli sono ovviamente applicabili anche nelle nostre case: sono utili soprattutto per le nostre bambine e i nostri bambini, grandi consumatori di penne, pennarelli, colori ecc.
Cominciamo proprio da penne, matite, evidenziatori e correttori (o bianchetti)

Penne
Il problema

Molto spesso le penne che usiamo sono destinate ai rifiuti indifferenziati, quindi sono molto inquinanti perché non sono riciclabili.

Le soluzioni
  • Usa penne con cartucce sostituibili (tipo le stilografiche). La singola penna costa di più ma le cartucce permettono alla fine di risparmiare. Inoltre si può usare una penna di migliore qualità e più elegante.
  • Usa penne usa e getta con il corpo in plastica biodegradabile (ottenuta dal mais o dalle patate). Ovviamente il corpo in plastica biodegradabile va riciclato con la frazione organica (o umida) dei tuoi rifiuti. Ci sono anche penne con il corpo in plastica riciclata, in legno o addirittura in cartone. Il corpo della penna va nei rifiuti da differenziare, a seconda del tipo di materiale.
  • Chiudi sempre le penne dopo l'uso per conservarle al meglio e non sprecarle.
  • Se usi una penna con cartuccia ricaricabile anche come gadget aziendale, avrai ottenuto un doppio risultato: la penna inquinerà di meno e soprattutto la tua immagine rimarrà in circolazione per molto tempo, rispetto alle penne usa e getta.

Matite
Il problema

Anche le matite contribuiscono a sprecare risorse, cioè il legno necessario per costruirle.

La soluzione

  • Usa il portamine al posto delle matite. Con 2-3 euro compri un buon portamine. Il costo delle mine che servono per la ricarica è davvero molto basso e quindi ottieni un buon risparmio.
  • Il portamine, come la penna con cartucce, è un ottimo gadget aziendale, perché dura nel tempo. Io uso un portamine che ho preso in omaggio almeno cinque anni fa in una fiera dell'alimentazione a Rimini. Rendo onore al merito, per la cronaca: il portamine è dell'Uniprom, il consorzio per la promozione dei prodotti ittici.
  • Usa quando possibile matite (anche colorate) ottenute da legno di provenienza certificata. Se cerchi, trovi in cartolerie e supermercati matite colorate (adatte anche per bambine e bambini) certificate Pefc e Fsc.
  • Le matite colorate sono un'ottima alternativa agli evidenziatori che spesso (come vedremo) sono molto dannosi per l'ambiente e la salute.

Evidenziatori
Il problema

Gli evidenziatori sono fondamentalmente di tre tipi: a base di acqua, a base di alcool e a base di solventi organici (sostanze tossiche come xilene o toluene). Questi ultimi sono i più dannosi per l'ambiente e la salute. Inoltre gli evidenziatori sono tipicamente un prodotto usa e getta. Per la cronaca: venti anni fa gli evidenziatori non c'erano e vivevamo bene lo stesso.

La soluzione

  • Preferisci gli evidenziatori a base di acqua. Per sapere quali sono puoi consultare i cataloghi on line di materiale per cancelleria.
  • Ci sono evidenziatori fatti (in tutto o in parte) di plastica riciclata oppure di cartone pressato.
  • Esistono anche degli evidenziatori ricaricabili: con un po' di pazienza puoi trovarli, anche on line.
  • Non lasciare gli evidenziatori aperti: si seccano facilmente.

Correttori o bianchetti
Il problema

Anche i correttori contengono spesso solventi chimici pericolosi e inquinanti.

La soluzione

Anche in questo caso, preferisci correttori a base di acqua. In alcuni casi trovi sulla confezione l'indicazione “a base di acqua”. Il prezzo è simile e in alcuni casi inferiore a prodotti concorrenti più inquinanti e pericolosi.

[foto Flickr]

mercoledì 24 novembre 2010

Energy Star: risparmia 200 euro per l'energia di computer e stampanti

Energy Star è il marchio europeo per l'efficienza energetica di computer, notebook e stampanti.
Con un Pc e una stampante Energy Star puoi risparmiare 150-200 euro di energia elettrica in 5-6 anni, con una notevole diminuzione dell'inquinamento.
Cerca la stella sul tuo prossimo computer!


Energy Star è il programma dell'Unione Europea dedicato all'efficienza energetica delle apparecchiature per ufficio: computer (desktop, notebook, netbook ecc.), stampanti, scanner, fotocopiatrici, sistemi multifunzione ecc.

Per restare a computer e stampanti, forse avrai notato il bollino Energy Star su qualcuno dei vostri desktop o notebook.
Comprare un Pc o una stampante Energy Star può avere un grosso impatto sui tuoi consumi elettrici. Guarda questo esempio pratico.
[rielaborato dal sito Energy Star dell'Unione Europea]
Stimando una vita media per un computer o una stampante di 5-6 anni (media nella Unione Europea) e un costo dell'elettricità di  0,10 euro per kWh, la migliore efficienza energetica di computer, notebook e stampanti ENERGY STAR potrebbe farti risparmiare da 150 a 200 euro sul consumo energetico per una combinazione PC + stampante.

Un risparmio complessivo di 150-200 euro per un periodo di 5-6 anni significa circa 30 euro di risparmio all'anno. Pensa quanto puoi risparmiare se hai un piccolo ufficio o solo se in casa avete 2-3 computer.
Computer e stampanti Energy Star non costano di più: forse li avrai già acquistati senza rendertene conto.
Dalla prossima volta, però, prestaci attenzione: farai del bene al tuo portafogli  e anche all'ambiente.

Qui trovi la banca dati delle apparecchiature da ufficio Energy Star.


Qui trovi un calcolatore di energia molto sofisticato sul sito Energy Star.


L'Energy Star è in effetti un sistema volontario internazionale di etichettatura per l'efficienza energetica, introdotto nel 1992 dall' Agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente (EPA). Grazie a un accordo con il governo degli Stati Uniti, l'Unione Europea partecipa al sistema Energy Star per quanto riguarda le apparecchiature per ufficio.

Energy Star (con lo stesso logo) esiste dunque anche negli Stati Uniti ma qui riguarda tanti altri oggetti diversi, oltre ai computer: dai frigoriferi ai televisori, dai condizionatori alle lampadine.

Questo significa che anche qui da noi puoi acquistarealtri prodotti Energy Star, oltre ai computer. Un caso tipico sono gli schermi Tv LCD.
Pensate che l'Energy Star 3.0 permetteva, ad esempio, a una televisione da 50 pollici di consumare 318 watt; l'Energy Star 4.0, che inizia ad essere presente in alcuni modelli 2010, fissa una soglia massima di 153 watt (cioè meno della metà) e un consumo in standby inferiore al singolo watt.

martedì 23 novembre 2010

Contro i rifiuti una legge a costo zero

Per ridurre i rifiuti occorre la raccolta differenziata porta a porta.
Occorre però sapere facilmente come differenziare i vari rifiuti.
Una legge a costo zero, proposta dal nostro blog, vuole inserire nelle confezioni di tutti i prodotti una "etichetta intelligente dei rifiuti", cioè informazioni chiare sullo smaltimento delle varie parti dell'imballaggio nei rifiuti.
Alcune aziende italiane già lo fanno.


Questo blog non si occupa - almeno apparentemente - di politica. In realtà lo facciamo sempre, in tutti i post, perché ci occupiamo di cose che riguardano tutti noi, come l'ambiente ed il risparmio, e quindi facciamo politica.

Ora però, nell'accezione più comune, oggi ci occupiamo anche di politica.
Vogliamo infatti proporre a tutte le forze politiche una semplice legge a costo zero per migliorare la politica di gestione dei rifiuti.

I rifiuti non sono una cosa da bruciare (come nella logica clientelare degli inceneritori, che qualcuno si ostina a chiamare termovalorizzatori, nonostante la UE abbia chiarito che non si può usare questo termine). I rifiuti sono una risorsa, sono una materia prima rinnovabile, sono una ricchezza. L'importante è defferenziarli in modo adeguato.

A tutt'oggi la soluzione migliore è senza dubbio la raccolta differenziata porta a porta. All'inizio forse è un po' complessa per i cittadini, ma in realtà è la soluzione che dà di gran lunga i migliori risultati.
Con la raccolta porta a porta si arriva con pochi mesi al 60-65% di percentuale di raccolta differenziata: roba che Bertolaso sarebbe rimasto disoccupato già qualche anno fa!

Uno dei problemi di chi fa la raccolta porta a porta è capire precisamente dove vanno i diversi materiali. Ci sono tanti contenitori apparentemente di plastica che però non possono andare nella raccolta differenziata della plastica perché non sono riciclabili. Insomma, indovinare dove buttare i vari rifiuti non è semplicissimo.

Qui interviene la nostra legge. Bisogna rendere obbligatoria su tutte le confezioni e gli imballaggi un'etichetta "segnala rifiuti" che spieghi come differenziare le varie parti delle confezioni. Una cosa del genere la fanno già, di propria iniziativa, alcune aziende, come Coop Italia (vedi immagine sopra), Barilla e Pavesi.

La legge sarebbe a costo zero: basterebbe dare un congruo periodo a tutte le aziende per adeguare le confezioni (diciamo 3-4 anni), in modo da smaltire le giacenze di etichette, scatole e buste, senza avere danni economici.

Con la nostra legge non solo si aiuterebbero i cittadini a smaltire correttamente i rifiuti. Nei fatti si darebbe anche uno strumento per orientare i nostri acquisiti.
Vi faccio un esempio. A volte acquisto (o meglio, acquistavo) una ricarica di bagno schiuma: un sacchetto di plastica molto leggero che serve a ricaricare flaconi e dosatori. Dall'etichetta intelligente sui rifiuti ho scoperto però che questo sacchetto è in "plastica mista" e quindi va tra i rifiuti indifferenziati. In pratica, non è riciclabile. Bene: la prossima volta eviterò di comprarlo.

E voi, cosa ne pensate della legge sui rifiuti proposta dal blog?

lunedì 22 novembre 2010

5 trucchi per il compost

Il compost è il concime organico a costo zero che puoi preparare in casa con il compostaggio dei tuoi rifiuti organici.
Cinque primi consigli per ottenere un compost di qualità:
  1. scegliere il posto adatto
  2. sapere cosa compostare
  3. sminuzzare il materiale
  4. seguire alcune regole per formare il cumulo del compost
  5. fare la manutenzione giusta

Scegli il posto adatto
Scegli un posto ombreggiato d'estate, protetto dalla pioggia e senza ristagni d'acqua.

Che cosa puoi compostare?
In teoria tutte le sostanze organiche; in pratica ci vuole una certa esperienza. Devi rispettare alcune regole.

Il compost si fa con tre elementi fondamentali:
  • scarti di cucina e altre sostanze ricche di azoto: bucce di frutta e verdura, sfalci d’erba, foglie verdi, erbe spontanee, letame;
  • sostanze organiche povere d'azoto: foglie secche, paglia, ramoscelli;
  • acqua: è indispensabile la giusta umidità.
Sono compostabili anche fondi di caffè, bustine del tè, capelli e peli degli animali, gusci d'uovo, fiori appassiti, la terra delle piante in vaso. Senza esagerare, si può compostare anche una quota di carta (es. tovaglioli di carta usati, batuffoli di ovatta ecc.).

Sono compostabili anche le buste
o i piatti in plastica biodegradabile ottenuta dal mais o dalle patate: in alcuni supermercati, per esempio, trovi l'insalata già pronta dentro buste di plastica biodegradabile.
Evita invece scarti di carne e di formaggio.


Sminuzza il materiale
Nei limiti del possibile, devi spezzettare tutti i materiali (una buccia di patata si composta prima se la tagli a pezzetti). L'ideale è avere pezzetti di non più di 5-10 cm.

Come formare il cumulo
Inizia dal fondo con uno strato di materiale più grossolano.

Poi segui una semplice regola:
  • uno strato sottile di sostanze ricche d'azoto (vedi sopra: scarti alimentari ecc.);
  • uno strato di foglie secche, paglia, ramoscelli, eventualmente terra, per coprire lo strato precedente;
  • umidifica abbondantemente ma senza eccessi.

La manutenzione del compost
Controlla regolarmente il cumulo.
Non lasciarlo seccare ma non sommergerlo d'acqua.
Puoi aggiungere cenere di legna (non trattata) del camino o farina di roccia (es. farina d'argilla o bentonite) per ridurre eventuali cattivi odori; queste hanno anche altri effetti positivi. La cenere apporta soprattutto potassio (di solito scarso nel compost) mentre le farine di roccia migliorano la struttura del compost e apportano microelementi utili.

[immagine Shropshire Council]

sabato 20 novembre 2010

Bicicletta: stop ai furti

La bicicletta è un mezzo di trasporto ecologico, sano e a basso costo.
Purtroppo in città la bicicletta è sempre a rischio di furto.
Alcuni semplici consigli per difendere la nostra bici dai ladri.
Come usare la catena, il lucchetto e la rastrelliera.



La bicicletta è uno degli strumenti fondamentali per una mobilità sostenibile, cioè in soldoni per girare per le città ed i paesi a basso costo, senza inquinare, facendo un sano esercizio e senza contribuire al traffico.

Uno degli inconvenienti principali, per gli ecociclisti, sono i furti, molto frequenti soprattutto in città. Il furto della bicicletta è fastidioso ed è anche un danno economico, quindi nemico dell'ecorisparmiatore.

Purtroppo, qualunque bicicletta può essere rubata, qualunque sia il nostro “sistema” antifurto. C'è sempre una tronchesi capace di tagliare la nostra catena al “super-metallo-cromato”.

Questi semplici consigli servono però a ridurre i rischi e a non offrire ai ladri la nostra bicicletta su un piatto d'argento:

  • insisti sempre con amici, parenti, scuole, uffici ecc., per poter riparare la bici, quando possibile, in un luogo chiuso e/o recintato;
  • usa, quando possibile, le rastrelliere dei parcheggi per biciclette;
  • evita di parcheggiare in luoghi troppo isolati, in posti poco visibili e con scarso passaggio di persone;
  • rinuncia, sulla bici che usi in città, allo sgancio rapido per ruote e sellino;
  • chiudi sempre la bicicletta, anche quando parcheggi per brevi periodi;
  • usa un lucchetto e una catena robusti, anche se sono pesanti e più costosi;
  • la catena deve legare il telaio e la ruota anteriore ad un elemento ben ancorato al terreno;
  • se il luogo del parcheggio è molto “a rischio”, usa due catene e lega anche telaio e ruota posteriore;
  • denuncia sempre il furto: serve almeno a far capire che anche le biciclette vanno protette dai ladri. Fai sempre (prima!) una foto della bicicletta e uniscila alla denuncia.

E tu, hai qualche consiglio utile per proteggere la bicicletta dai ladri?

[foto Flickr]

venerdì 19 novembre 2010

Usare la lavatrice: 5 consigli per risparmiare ed inquinare di meno

Cinque consigli pratici per risparmiare e inquinare di meno usando la lavatrice:
  • comprare una lavatrice a basso consumo energetico
  • usare poco detersivo
  • non usare prodotti inutili, come additivi, sbiancanti ecc.
  • pulire il filtro della lavatrice
  • collegare la lavatrice all'acqua calda sanitaria

La lavatrice è uno strumento ormai indispensabile nelle nostre case. Non mi sembra il caso, quindi,  di porre il problema “lavatrice sì-lavatrice no” quanto piuttosto “lavatrice come?” per risparmiare e inquinare di meno.

Ecco allora cinque primi consigli per risparmiare e contenere l'inquinamento nell'uso quotidiano della lavatrice.

Compra una lavatrice a basso consumo energetico
Se devi cambiare la lavatrice (ovviamente solo perché è rotta e non più riparabile), cerca una lavatrice nuova adatta alle tue necessità (dimensioni, quantità di lavaggio ecc.) ma che sia anche a basso consumo energetico.
Puoi ad esempio cercare le lavatrici con il marchio Ecolabel o comunque verificare sia i consumi di energia elettrica (non vi fidate delle parole del commesso: controlla l'etichetta energetica, come quella della figura qui accanto, o il libretto di istruzioni) sia i consumi di acqua.
Una lavatrice a basso consumo (per capirci, classe A, A+ o A++) consuma da 1,6 a 2,2 kWh per ciclo di lavaggio, mentre un modello tradizionale va da 2,3 a 2,8 kWh.

Usa poco detersivo
Per ogni ciclo di lavaggio il costo del detersivo è più o meno pari al costo in energia elettrica. Quindi, per risparmiare e anche per inquinare di meno i fiumi ed il mare, dosa con attenzione il detersivo. Non seguire a occhi chiusi le indicazioni che trovi su fustini e flaconi (di solito molto abbondanti) ma fai le tue prove, partendo almeno da metà dose. Questo consiglio è valido soprattutto per i detersivi liquidi.

Evita additivi, sbiancanti, “cattura colore”, “cura lavatrici”
Ogni giorno spuntano nuovi e inutili prodotti per lavare in lavatrice. molti di questi sono altamente inquinanti.
Per lavare bene, inquinare poco e risparmiare basta un detersivo (possibilmente Ecolabel o biologico) e un po' di aceto bianco come ammorbidente. Come ammorbidente puoi usare anche il bicarbonato di sodio.
Come sbiancante è utile il percarbonato di sodio, un prodotto non inquinante che trovi anche in alcuni discount a poco prezzo.
Per pulire la lavatrice puoi ogni tanto fare un ciclo di lavaggio senza indumenti, usando la soda Solvay al posto del detersivo. La soda è utile anche per sgrassare panni molto sporchi come gli strofinacci.

Pulisci il filtro della lavatrice
Pulire il filtro ti aiuterà a tenere in efficienza la vostra lavatrice contenendo i consumi e la bolletta dell'elettricità.

Collega la lavatrice all'acqua calda sanitaria
Si tratta di un aspetto un po' tecnico, per cui ti rimando a questa interessante e dettagliata discussione sul forum Informagiovani. L'idea di base è comunque semplicissima.
Per usare la lavatrice occorre scaldare l'acqua. Per scaldare l'acqua si consuma (e si spende) molto di meno usando il gas della nostra caldaia rispetto alla resistenza elettrica della lavatrice stessa.
Studia con attenzione il problema ed eventualmente rivolgiti a un idraulico di fiducia, disposto a capire e risolvere il problema.
http://forum.informagiovani-italia.com/risparmiare-energia-collegando-la-lavatrice-all-acqua-calda-vt15.html

Prossimamente, altri consigli per un uso ecologico ed economico della lavatrice.

giovedì 18 novembre 2010

La pizza biologica fatta in casa

In un forno ho comprato due pizzette (senza mozzarella) al costo di 3,52 euro.
Ho fatto i conti: costavano ben 16 euro al kg!
Per difendere le nostre tasche e la nostra salute, vi consiglio le "pizzette della salute".
Fate la pizza in casa, usando ingredienti dell'agricoltura biologica. 
Un bel risparmio e anche un aiuto all'ambiente e alla nostra salute.


Volevo intitolare questo post "Le pizzette della salute" ma poi hanno prevalso le regole del blog. La sostanza, però, non cambia.

Sabato scorso ho comprato in un forno di una ridente cittadina laziale due pizzette, una bianca e una rossa (solo pomodoro, niente mozzarella). Il diametro era di circa 17-18 cm, il peso totale delle due pizzette era di 220 grammi.

Ho pagato 3,52 euro. Non ho avuto la prontezza di riflessi di chiedere il prezzo al kg e di lasciare lì le due pizzette.
Il costo, se qualcuno non ha fatto rapidamente il conto, era di ben 16,00 euro al kg
, cioè 32.000 lire del vecchio conio.
Ho pagato due pizzette circa 7.000 lire. Dieci anni fa, prima dell'euro, con 7.000 lire a Roma mangiavi una pizza margherita con una mezza minerale, seduto al tavolo.
Mi sono perso qualcosa? Sapete quanto costa al chilo la farina in un supermercato? Attenzione: un fornaio la compra all'ingrosso a prezzi ben diversi, ovviamente. Qualcosa giustifica un prezzo di 16 euro al kg per una pizzetta?

L'ecoconsumatore attento al risparmio ha una soluzione per difendersi dal "caro-pizzette": fare la pizza (biologica) a casa!
A un prezzo risibile rispetto alle “pizzette della salute”, come le ho ribattezzate, puoi comprare farina biologica, passata di pomodoro biologica, olio biologico e origano biologico.
Puoi anche scegliere di usare, per esempio, una miscela di farina bianca e farina integrale. Puoi aggiungere della mozzarella biologica, anche se nelle pizzette che ho comprato io la mozzarella non c'era.

Insomma, puoi fare quello che vuoi, senza mai arrivare a un costo di 16-euro-16 al kg, anche tenendo conto dei consumi del forno (se il forno è a gas risparmierai ancora un po' di più).

Già che ci siamo, qui trovi una serie di ottime ricette di pizze, focacce e torte salate.
Buon appetito!


[foto Flickr]

mercoledì 17 novembre 2010

Non rompere le scatole: riutilizzale!

Per riordinare soffitte, garage e ripostigli, si possono spender soldi per comprare scatole e contenitori vari. 
Oppure si può risparmiare ed evitare di riempire la nostra casa di oggetti superflui. 
Basta riutilizzare scatole e contenitori che già abbiamo e che sarebbero destinati ai rifiuti.
Possiamo personalizzare i contenitori rivestendoli di carta, pitturandoli o decorandoli.


Qualche giorno fa mi è capitata tra le mani una rivista di "arredamento, mobili, design, bricolage ecc." dal prevedibile titolo "Casa-qualcosa".

L'occhio mi è andato su un servizio che fatico a definire "articolo giornalistico" perchè evidentemente si tratta di un "publiredazionale pubblicitario". Il servizio era dedicato a come mettere in ordine soffitte, garage, ripostigli, sgabuzzini ecc. Inutile dirvi che l'articolo era in pratica un elenco di consigli per gli acquisti: scatole, scatolette, contenitori di varie marche, tutti con il loro bravo prezzo.

Ora, se dovete attrezzare un ripostiglio è ovvio che avete bisogno di ripiani o scaffalature e che occorre procurarseli (comprarli ma anche cercarli tra amici e parenti che magari devono buttarli).

Per quanto riguarda invece scatole, cassette e contenitori vari, devo dire che spendere dei soldi per riempirci casa di oggetti superflui è davvero inutile. Prima di comprare, guardiamoci attorno. Di sicuro ci arrivano sotto mano scatole e contenitori di ogni tipo che possiamo facilmente riadattare agli usi più vari. Dalle classiche scatole di scarpe riciclate alle cassette dei vini, dalle vaschette-famiglia del gelato a tanti altri contenitori di ogni tipo che riempiono le nostre case.

Se proprio volete essere bravi, potete personalizzare i contenitori, rivestirli con della carta colorata, pitturarli (soprattutto se sono di legno), decorarli, applicare un'etichetta.

Quando ero piccolo, parecchi anni fa, il detersivo per lavatrice era venduto nei fustini cilindrici di cartone. A casa di mia madre ce n'è ancora uno, rivestito di carta colorata e ornato con due bordi di stoffa. Lo usavamo con i miei fratelli per metterci dentro i giocattoli. Quando ero un po' più grande e ho cominciato a giocare a hockey su prato, il fustino è diventato un ottimo contenitore per i bastoni da hockey e per le palline!
Ora è diventato un oggetto della memoria ma serve ancora, dopo tantissimi anni, per contenere degli oggetti. Semplice, no?

[foto Flickr]

martedì 16 novembre 2010

Compostiera gratis per compostaggio domestico

La compostiera (o composter) è uno strumento utilissimo per trasformare i nostri rifiuti organici (scarti di frutta e verdura, erba falciata, foglie, ma anche cenere di legna, gusci d'uova ecc.) in ottimo concime organico, chiamato compost.
In molte zone d'Italia è possibile avere una compostiera gratis per fare il compostaggio domestico. 
I casi di Ferrara, della provincia di Arezzo e della provincia di Cuneo.

Sono sempre di più gli enti locali (comuni, province, ecc.) che offrono ai cittadini la possibilità di avere gratis una compostiera (o composter) per il compostaggio domestico della cosiddetta frazione umida o organica.

La compostiera permette di trasformare i rifiuti organici in un ottime concime da usare nei vasi del balcone o del terrazzo, nel giardino, nel frutteto o nell'orto.

Segnaliamo alcuni esempi.

Compostiera gratis e sconto sulla TIA (la Tariffa di Igiene Ambientale, che sta sostituendo la tassa sui rifiuti solidi urbani) per i cittadini in provincia di Ferrara: qui tutte le informazioni utili.
La provincia di Ferrara offre anche una guida gratuita al compostaggio.

Puoi trovare altre guide gratuite al compostaggio qui.

In provincia di Arezzo, possono avere una compostiera gratis i cittadini dei comuni di: Bucine, Capolona, Castelfranco di Sopra, Castiglion Fibocchi, Cavriglia, Laterina, Loro Ciuffenna, Montevarchi, Pergine Valdarno, Pian di Scò, Pieve Santo Stefano, San Giovanni Valdarno, Subbiano, Terranuova Bracciolini

In provincia di Cuneo gli abitanti dei 54 comuni consorziati nella SEA possono chiedere la compostiera gratis al proprio comune: qui si trovano tutte le informazioni utili.

[foto Flickr]
Conosci qualche altro comune o ente locale che mette a disposizione dei cittadini una  compostiera gratis?
Segnalalo nei commenti del blog.

lunedì 15 novembre 2010

Risparmio auto: via portasci e portapacchi

Guidare con portasci, barre portapacchi e portabagagli aumenta i consumi di carburante fino al 39%. 
Il consiglio è di smontare sempre portasci e barre quando non ci servono.
All'acquisto, preferite accessori con meccanismi di aggancio-sgancio rapido e sicuro.
Un consiglio per la vostra auto: segnate la distanza del portapacchi.


In inverno si va a sciare e, quindi, si montano i portasci sulle auto (a meno di avere una station wagon). Una comodità, senza dubbio. Il problema è che portasci, barre portapacchi e portabiciclette fanno consumare parecchio carburante perché peggiorano l'aerodinamicità dell'auto. Consumi ancora maggiori se si lascia montato il portabagagli.
I portabagagli e i portasci aumentano il consumo di carburante fino al 39%. Un portasci consuma circa il 7,5% di carburante in più, un portabagagli circa il 16% in più. (fonte ecodrive.ch)
Il consiglio allora è uno solo: togliere sempre portasci e portapacchi quando non ci servono.

Molte volte evitiamo di farlo perché si tratta di un lavoro noioso. Per questo conviene risolvere il problema all'origine. Quando comprate un portasci o un portapacchi, chiedete sempre di vedere come si attacca. Meglio spendere un po' di più per avere un portasci o un portapacchi che potete agganciare e sganciare con facilità.

Il mio portapacchi ha richiesto qualche minuto in più la prima volta per misurare con cura le distanze di installazione sull'auto. Da allora, le barre si montano e smontano in non più di 3-minuti-3.

Già che ci siamo, un consiglio che viene dal mio tipo di portapacchi. Nella confezione c'erano anche quattro piccoli adesivi da montare nella parte interna delle portiere dell'auto per avere sempre la distanza precisa per rimontare le barre. In alternativa, potete servirvi di un pennarello indelebile e fare quattro piccoli segni. Un modo per semplificarvi la vita.

[foto dacia.it]

sabato 13 novembre 2010

Il bicarbonato per pulire gli elettrodomestici

Il bicarbonato di sodio è un prodotto naturale che costa poco ed è adatto a tanti usi in casa.
Il bicarbonato è utile in cucina per la pulizia ecologica di lavastoviglie, frigorifero, forno e microonde.
Serve anche per togliere i cattivi odori dagli elettrodomestici.


Il bicarbonato di sodio è un prodotto naturale e a basso costo, utilissimo per tanti usi. E' un prodotto ecologico e innocuo per la salute, visto che è usato anche in cucina, ad esempio come lievitante. Oggi vediamo come usare il bicarbonato per pulire gli elettrodomestici.

Lavastoviglie
Per eliminare cattivi odori e tenere pulita la lavastoviglie, meglio usare il bicarbonato di sodio invece di fantomatici "curalavastoviglie",  "deodoranti per lavastoviglie" o altri costosi prodotti.
Per piatti sporchi, che magari sono restati per mezza giornata o più nella lavastoviglie, spargete il bicarbonato direttamente sulle stoviglie e poi avviate il programma di risciacquo con sola acqua, prima del normale ciclo di lavaggio (cercate sempre di evitare i programmi con acqua troppo calda per risparmiare elettricità). 
Una volta al mese usare una dose più abbondante (3-4 cucchiai), sempre con il programma di risciacquo, per tenere pulita la lavastoviglie.

Frigorifero
Evitate detersivi per pulire l'interno del frigorifero. Meglio una sostanza innocua come il bicarbonato. Fate una soluzione con 1-2 cucchiai di bicarbonato sciolti in mezzo litro di acqua tiepida per pulire l'interno del frigorifero. E' un metodo adatto anche per togliere dai frigoriferi nuovi il caratteristico odore di "nuovo". Una ciotolina piena di bicarbonato è un ottimo "deodorante naturale" per assorbire i vari odori del frigorifero.

Forno e microonde
Per pulire il forno (elettrico o a gas) e anche quello a microonde, è sempre meglio evitare costosi prodotti chimici, che possono lasciare residui tossici e anche cattivi odori quando riutilizzate il forno.
L'ideale è pulire il forno dopo l'uso, ancora caldo ma non bollente, con una soluzione fatta con 1-2 cucchiai di bicarbonato sciolti in acqua calda. Usare una spugnetta che non graffi e un po' di "olio di gomito", poi risciacquare.
Acqua calda e bicarbonato si possono usare anche per lavare griglie, placche e altri parti del forno.

[foto Flickr]

venerdì 12 novembre 2010

Baratto: un sito web utile, Zero Relativo

Il baratto è un modo intelligente per riutilizzare gli oggetti, riducendo gli sprechi, diminuendo i rifiuti e risparmiando.
Il sito Zero Relativo ci permette di entrare in una community nazionale del baratto.
Tutte le istruzioni utili per barattare e risparmiare.



Il baratto è una forma intelligente per risparmiare ma anche per riutilizzare oggetti e quindi per ridurre i rifiuti e lo spreco.

Le nostre case e ancora più cantine, soffitte e soppalchi, sono piene di oggetti e cose che non utilizziamo più o che forse non abbiamo mai usato.
Spesso questi oggetti finiscono nei rifiuti, soprattutto quando abbiamo la necessità di fare un po' di spazio nelle nostre case sempre più piccole.

Un'alternativa può essere quella del baratto: offrire un oggetto a una persona in cambio di un'altra cosa di cui abbiamo bisogno o che ci piace.

Potete fare il baratto in modo autarchico, scrivendo ai vostri amici un email o mettendo magari un'annuncio sulla vostra pagina Facebook.

Un'alternativa più articolata è quella del sito Zero Relativo. Nata dall'idea di un gruppo di amici di Pesaro, Zero Relativo è una comunità on line che baratta gli oggetti, attiva in tutta Italia.

Per barattare occorre iscriversi gratuitamente e diventare un "barter", cioè un "barattatore".
Poi bisogna preparare gli annunci degli oggetti che vogliamo cedere e fare la lista delle cose che desideriamo.
Per esempio, posso offrire un asciugacapelli, un paio di sci e un libro e cercare in cambio uno zaino da montagna, un ventilatore o un passeggino per bambine e bambini.

Gli oggetti si possono scambiare in vari modi: a mano, con un incontro diretto; con un pacco postale; con un corriere convenzionato; infine, con un volontario, cioè un iscritto al sito che si offre per portare, per esempio, da Bari a Pescara l'oggetto di un'altra persona da scambiare.
E' ovviamente possibile lasciare il proprio feedback o segnalare un annuncio scorretto.

Qui trovate le linee guida di Zero Relativo.
Qui trovate invece la spiegazione completa di come funziona il baratto di Zero Relativo.

E voi, avete altre esperienze di baratto? Parlatene nei commenti.

giovedì 11 novembre 2010

Olio di mandorle per il bebè: un prodotto naturale per il cambio del pannolino

L'olio di mandorle dolci è utile per la cura del bebè al cambio del pannolino. 
E' un'alternativa naturale, ecologica e non troppo costosa alle pomate e creme di origine chimica. 
Si trova anche da coltivazioni biologiche a un prezzo ragionevole. 
E' utile anche per la cosmesi degli adulti.


Per la cura del bebè si consumano tantissimi prodotti, spesso inutili, dannosi, pericolosi, costosi ed inquinanti.  La pubblicità punta a creare ansia in mamme e papà: senza quel prodotto, proprio non si può andare avanti. E' il caso delle famigerate creme e pomate da usare al cambio del pannolino. Zeppe di prodotti chimici, questi prodotti sono spesso peggiori del problema che dovrebbero prevenire.

Ci sono però tante alternative ecologiche che ci permettono anche di risparmiare, con un po' di attenzione. L'alternativa che vi propongo è l'olio di mandorle, che trovate facilmente in erboristeria, in farmacia, nei negozi di prodotti naturali ma anche in alcuni grandi magazzini, a un costo accettabile (ne servono ogni volta poche gocce).

L'olio di mandorle è un prodotto naturale (lo trovate anche da coltivazioni biologiche), molto utilizzato come ingrediente anche dall'industria cosmetica tradizionale per le sue proprietà.
Se lo usate al cambio del pannolino, avrete ottimi risultati (in altre parole, il sederino del bebè non si arrosserà).

L'olio di mandorle è un'alternativa ecologica anche per altri usi cosmetici: ne riparleremo.

mercoledì 10 novembre 2010

Veri e falsi prodotti ecologici

In Italia e in Europa non esiste una normativa generale sui prodotti ecologici. 
L'unico settore ben regolamentato è quello dei prodotti alimentari biologici. 
L'uso dell'ecologia per ripulire l'immagine di prodotti e aziende si chiama "green washing". Istruzioni per l'uso per riconoscere veri e falsi prodotti ecologici, sempre con un occhio al risparmio.


Nel nostro paese, e anche in Europa, purtroppo, non esiste una normativa chiara e univoca sulla definizione di prodotti "ecologici, bio, ecocompatibili ecc. ecc.".


L'unico settore ben regolamentato è quello dei prodotti alimentari biologici: nessuno può usare il nome "biologico" o il prefisso "bio" per un prodotto alimentare senza rispettare le normative europee del settore (reg. CE n.834/2007).

In tutti gli altri settori, dalle vernici alle auto, dai detersivi alle penne, c'è la giungla.
Esistono una serie di certificazioni private, alcune molto serie e rigorose, come ad esempio sui cosmetici.
Esiste poi l'unica certificazione ecologica credibile, a mio parere, quella europea dell'Ecolabel, che risponde a criteri rigorosi, chiari, di pubblico dominio.

Per il resto, ognuno fa come vuole: ecodetersivi, ecostracci da spolvero, biodentifrici, ecoguide, aspirapolveri ecologiche, biosistemi, auto verdi e via discorrendo.L'ecologia e l'ambiente sono un business e quindi via alle "fragranze naturali", al "ridotto impatto" sull'ambiente e così via.
Tra i marchi, pullulano improbabili foglie, spighette, farfalle, coccinelle, fiorellini e lampadine verdi.

In inglese questa ecofurbizia la chiamano "green washing": in pratica, ripulire con il verde l'immagine ecologica  di un'azienda, un'organizzazione, un'istituzione. Il green washing è regolamentato, almeno in parte, in alcuni paesi, come Canada, Stati Uniti e Norvegia. In questo paese, per esempio, le automobili non possono essere presentate come "amiche dell'ambiente", sulla base della considerazione che le auto per definizione non possono apportare benefici all'ambiente.


Non sarebbe il caso di fare un po' di chiarezza, una volta per tutte?
Non sarebbe il caso di evitare vere e proprie truffe ai danni dei consumatori?

Vi cito un caso paradossale. Un anno fa avevo comprato un detersivo per piatti con tanto di marchio Ecolabel e a buon prezzo in un discount dove vado molto raramente . Ci ricapito qualche settimana fa e vado a vedere se c'è ancora il detersivo per piatti Ecolabel e magari se è arrivato qualche altro prodotto Ecolabel. Sorpresa! Il detersivo Ecolabel non c'è più. In compenso, tutti i detersivi a marchio del discount sono diventati Eco-qualcosa. Ovviamente, analizzando l'etichetta, non c'è alcun motivo di credere che lo stesso detersivo abbia qualcosa di ecologico, oltre al nome. Non la definireste una truffa?

Istruzioni per l'uso
Come difendersi dai "finti" prodotti ecologici
  • Cerca nell'etichetta il marchio Ecolabel: se c'è, sai precisamente cosa stai comprando.
  • Per i prodotti derivati dal legno e dalla carta, esistono due marchi mondiali seri di certificazione forestale, Fsc e Pefc. Anche in questo caso, occorre sapere di preciso cosa significano. Principalmente fanno riferimento allo sfruttamento controllato delle foreste (su questo tema torneremo in futuro).
  • Se trovi altri marchi o diciture ecologiche, più o meno vere, prima diffida: controlla, verifica, informati, poi acquista solo quando sei consapevole.
  • Molti prodotti perfettamente ecologici, come il bicarbonato di sodio o la soda, spesso non riportano sulla confezione nessun riferimento alle loro "virtù ecologiche": tienilo presente!
  • Personalmente, non mi fido neanche delle formule "approvato dall'associazione ambientalista Alfa o dalla associazione di consumatori Beta". Verificate sempre anche queste situazioni. In alcuni casi, per esempio, il prodotto è perfettamente NON ecologico ma magari l'azienda produttrice dona un millesimo di euro per la protezione della capra del Borneo: un perfetto caso di "green washing". Francamente, mi sembra una presa in giro.
  • Cerca sempre di tenerti informato, ad esempio leggendo il blog Ecologia e/è Risparmio!

martedì 9 novembre 2010

"Vita in Campagna", una rivista utile per l'ecorisparmiatore

"Vita in Campagna" è una rivista di agricoltura pratica. Da quasi 30 anni è la rivista di riferimento del settore. E' utilissima per chi vuole mettere insieme ecologia, rispetto dell'ambiente, risparmio, sana alimentazione. La rivista è diffusa solo in abbonamento postale e ha anche un sito web molto ricco.


"Vita in Campagna" è il mensile di agricoltura pratica ed educazione ambientale del gruppo Informatore Agrario, fondato da Alberto Rizzotti, fondatore del gruppo editoriale.
"Vita in Campagna" è un vero proprio caso editoriale: a quasi 30 anni dalla sua nascita, continua ad aumentare il suo successo. Diffuso solo per abbonamento postale, ha raggiunto numeri davvero importanti, con quasi centomila copie diffuse per ogni uscita (i numeri sono veri, perché hanno la certificazione ADS).

Diretto da Giorgio Vincenzi, che ha seguito fin dall'inizio l'avventura della rivista, "Vita in Campagna" si occupa di un'agricoltura apparentemente di nicchia, che è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi anni. Dall'agricoltura biologica all'agriturismo, dai frutti dimenticati agli allevamenti minori, dalle tecniche di coltivazione alternativa all'agricoltura decisamente hobbistica. Tanti consigli anche per una cucina genuina, per le conserve casalinghe, per un'alimentazione sana e naturale.

Uno stuolo di fedelissimi abbonati segue gli articoli, manda i suoi quesiti alla redazione, invia le foto delle proprio colture, conserva gelosamente le copie della rivista.

Insieme alla rivista ogni mese si riceve un supplemento: il fascicolo bimestrale sui lavori di campagna e altri cinque fascicoli monografici. Da notare anche le pagine dedicate ai ragazzi.

Da alcuni anni a “Vita in Campagna” si è affiancato anche “Vivere la casa in campagna”, dedicato alle problematiche di chi ha una casa in campagna, sia come abitazione principale sia come casa di vacanza.

"Vita in Campagna" ha anche un sito internet molto ricco, dove potete trovare tante notizie e informazioni, oltre a molto materiale gratuito, come video e articoli, e capire se la rivista fa al caso nostro.

Da oltre dieci anni ho il piacere e la fortuna di collaborare con "Vita in Campagna", per cui ho scritto e scrivo di agriturismo, di finanziamenti all'agricoltura (curo una rubrica mensile sui finanziamenti regionali), di prodotti tipici, di biologico.

lunedì 8 novembre 2010

Detersivi Ecolabel al discount

I detersivi ecologici costano in alcuni casi molto cari. Inoltre, restano sempre valide le considerazioni sui veri e falsi prodotti ecologici.

Un marchio di cui possiamo fidarci è, come abbiamo ripetuto più volte, l'Ecolabel, il marchio ecologico dell'Unione Europea.

Detersivi Ecolabel li trovate anche nei discount a prezzi abbordabili: più o meno il costo di un analogo prodotto più inquinante e sicuramente meno dei cosiddetti "prodotti di marca", reclamizzati dalla televisione.

E' il caso di Lidl con la sua linea W5Eco.

I prodotti disponibili sono:
  • le tavolette per la lavastoviglie (molto comode, almeno per la mia esperienza)
  • il detergente per i vetri
  • il detersivo liquido per pavimenti e superfici lavabili
  • il sapone liquido per i piatti
  • il detergente per il WC.
Niente colori sgargianti, tappi con la chiusura di sicurezza (per chi ha dei bambini, la prudenza non è mai troppa), profumazioni delicate (in alcuni casi niente profumi), sostanze pulenti di origine vegetale, marchio Ecolabel e soprattutto costi accessibili.
Un esempio: un litro di detergente per il WC costa 1,29 euro.
Le confezioni sono riciclabili al 100% (in piena emergenza "mondezza" la cosa è importantissima).

domenica 7 novembre 2010

Distributori di metano o GPL: istruzioni per l'uso

Abbiamo già parlato nel blog dei vantaggi di avere un'auto con l'alimentazione a GPL o metano.

Uno dei problemi principali (anzi, direi il primo problema) che scoraggia all'acquisto di un'auto alimentata a GPL o a metano è la scarsità dei distributori.

Bene, vediamo come aggirare l'ostacolo: avere un'auto a GPL o a metano, risparmiare, inquinare di meno, senza impazzire per fare il pieno.


Procuratevi una mappa dei distributori GPL o metano in Italia e memorizzate quelli a voi più vicini e, soprattutto, quelli che incontrate nei percorsi che fate più spesso. In questo modo, potete evitare lunghe deviazioni (cioè km percorsi, inquinamento, soldi sprecati) per fare il pieno di gas. Ovviamente se avete il navigatore potete memorizzare tutti i distributori che volete.
Con un po' di pazienza su internet trovate anche il file per il navigatore.

Attenzione, anche per GPL e metano potete trovare grandi differenze di prezzo tra un distributore e l'altro. Se ci riuscite, fate il confronto: spesso lo stesso distributore si mantiene più economico nel tempo.
Due consigli:

Ai "metanisti" suggerisco anche Metanoauto.com, la comunità italiana del metano per auto.



sabato 6 novembre 2010

Stacca la spina e risparmia energia

Abbiamo già parlato nel blog della possibilità di risparmiare energia elettrica e di ridurre in modo sensibile l'inquinamento, con il semplice gesto di staccare la spina degli apparati elettronici vari che restano spenti ma in stand by. Dal televisore al PC, dalla consolle dei giochi alla macchinetta del caffè, la malefica "lucina rossa" dello stand by manda in fumo i nostri soldi e produce dannosa anidride carbonica.

Per calcolare nei fatti quanto potreste risparmiare in un anno con questa semplice accortezza, vi segnalo questo servizio di Altroconsumo. Potete inserire in una semplice mascherina gli apparecchi che restano in stand by a casa vostra e sapere direttamente quanto consumano e quanto costano in un anno, oltre ai kg totali di anidride carbonica che scaricate nell'atmosfera.

Ho scoperto così che, staccando dalle prese un lettore DVD, una stampante e un notebook, posso risparmiare in un anno circa 25 euro, riducendo i consumi di 72 kg di anidride carbonica. Utilissimo, non trovate?

Se non credete ai potenti effetti degli apparecchi in stand by, fate una prova. Staccate tutte ma proprio tutte le spine, compreso il frigorifero.Poi lasciate in stand by il vostro lettore DVD o la vostra consolle giochi e controllate il contatore: vedrete che continuerà a girare!

Una soluzione semplice è quella di usare delle multiprese elettriche (o ciabatte) dotate di interruttore: se ne usate una, come faccio io, per collegare contemporaneamente PC, stampante e router wireless, con un semplice click avrete risolto il problema, senza dover staccare tutte le spine una per una.

[foto Brennenstuhl.com]

venerdì 5 novembre 2010

Print Friendly: ecologia e risparmio al computer

Oggi vi segnalo un sito web utilissimo per risparmiare carta e toner/inchiostro della vostra stampante.
Print Friendly & PDF vi permette di stampare o salvare come file PDF qualunque pagina web, evitando gli effetti disastrosi che spesso ottenete usando la funzione "Anteprima di stampa" del vostro browser (nel mio caso, Firefox di Mozilla). Non è raro, infatti, che l'anteprima di una pagina web produca dieci e più pagine da stampare, quando magari il testo principale non occuperebbe più di una o due pagine. L'effetto lo potete vedere qui.

Con Print Friendly il problema è risolto: inserite l'indirizzo della pagina web che vi interessa nella homepage di Print Friendly e otterrete una pagina adatta ad essere stampata, senza vuoti o effetti strani. Inoltre, potete aggiustare la pagina da stampare alle vostre esigenze, ad esempio eliminando le foto o tagliando delle parti che non vi servono.

Una volta che avete fatto le modifiche che preferite, potete scegliere tra quattro opzioni:
  • stampare la pagina
  • creare un file PDF (ottima soluzione per conservare la pagina nel vostro computer senza sprecare carta inutile)
  • inviare la pagina per email
  • segnalarla su Twitter.
Avete poi la possibilità di aggiungere Print Friendly direttamente nel vostro browser da questa pagina: trovate i tool adatti per Explorer, Firefox, Chrome e Safari.

giovedì 4 novembre 2010

Riscaldamento: italiani spreconi, troppe ore di accensione

E' ora di accendere i riscaldamenti: una bella comodità, senza dubbio, ma anche una bella spesa per le nostre tasche.

Un'indagine di Altroconsumo ha rivelato che gli italiani rispettano poco le regole imposte sui periodi e gli orari di accensione dei riscaldamenti, come pure la necessità di abbassare il riscaldamento di notte. L'indagine ha coinvolto 4.400 famiglie italiane.

I più indisciplinati sono gli abitanti della zona climatica B (in cui paradossalmente ci sono città decisamente calde, come Palermo e Reggio Calabria). Il periodo consentito per accendere il riscaldamento va dal 1 dicembre al 31 marzo. Ebbene, addirittura il 42% va ben oltre questi limiti.
Gli abitanti della zona E (con città come Milano, Torino e Bologna) sono invece i più distratti per il numero di ore e per l'accensione notturna. Potrebbero tenere acceso l'impianto di riscaldamento per ben 14 ore al giorno, ma questo periodo non basta al 14% degli intervistati. Va peggio per il divieto notturno, che è rispettato solo da 38 famiglie su 100.

Inutile aggiungere che grandi sprechi sul riscaldamento si fanno anche in tanti uffici ed edifici pubblici, dove spesso troviamo finestre aperte per tutto l'inverno.

Sprecare sul riscaldamento non vuol dire solo buttare soldi ma anche inquinare, soprattutto per la produzione di CO2 e per il conseguente effetto serra.

Per sapere in quale zona rientra il comune in cui abitate e quali sono le norme sull'accensione del riscaldamento, potete consultare questa pagina web.

Prossimamente su Ecologia e/é Risparmio i consigli per risparmiare sul riscaldamento della vostra casa.
[foto Flickr]

martedì 2 novembre 2010

Cucinare con gli avanzi: verdure e frutta

I numeri dello spreco quotidiano di cibo sono impressionanti. Buttiamo pane, carne, uova, verdure, frutta: di tutto. Le quantità sono enormi. Solo per ricapitolare le idee, qui trovate qualche numero (fonte Sos Consumatori).


  • 4 miliardi di euro è il valore di alimenti che ogni anno finiscono nei rifiuti in Italia
  • Ogni giorno il 15% di pane e pasta sono gettati via
  • Il 18% invece della carne e il 12% di verdura ed ortaggi
  • 1,5 milioni di tonnellate il totale degli alimenti eliminati

  • Negli Usa il 40-50% del cibo viene sprecato
  • In Inghilterra il 30-40% del cibo finisce nella spazzatura
  • 20 miliardi di sterline il valore del cibo scartato dalla fattoria al frigorifero, il che corrisponde a 5 volte il valore degli aiuti inglesi ai paesi poveri
  • 150 milioni le persone del Terzo Mondo che potrebbero essere sfamate dal cibo gettato
  • 852 milioni di persone nel Mondo sono sottoalimentate


E' uno scandalo ed è anche una perdita di soldi che finiscono nel secchio della mondezza.
La nostra risposta è l'ecologia degli avanzi.
Impariamo con qualche semplice consiglio a  "ripulire" il frigo prima di arrivare alla situazione di non ritorno che ci obbliga a buttare ottimo cibo. Dopo il pane, oggi ci occupiamo di verdure e frutta.


Recuperare le verdure: minestrone, caponata, ratatuja e altre delizie
Patate intristite, carote ammosciate e cavoli vecchiotti? Possiamo recuperare tutto con tante ricette saporite. Verdure gratinate e passati, creme di verdura e minestre, le soluzioni sono tantissime. Lava bene le verdure, togli qualche pezzetto rovinato e... al lavoro!
Se le verdure sono biologiche, tanto meglio, soprattutto perché puoi recuperare qualche foglia esterna che spesso eliminiamo per paura dei pesticidi.
Una soluzione sempre a portata di mano (e di coltello!), d'inverno ma anche d'estate, è il classico minestrone. Qui trovate una ricetta semplice e molto gustosa.
Dalla cucina piemontese ci viene in soccorso la ratatuja, che può dare accoglienza a patate, sedano, cipolle, fagiolini, carote, zucchine, peperoni, pomodori, melanzane, aglio e prezzemolo.
Un'altra ricetta simile, sotto il nome di ciabotte, fricandò o caponata, la trovate qui.
Ci sono anche le polpette vegetariane; poi ti consiglio altre ricette per recuperare finocchi, radicchio e melanzane.


Recuperare la frutta: la macedonia
Pere un po' ammaccate, banane stramature, arance con una piccola parte rovinata... l'elenco della frutta che finiamo per buttare è lunghissimo.
Un modo per svuotare il frigo e fare tutti contenti è la classica macedonia.
Visto che siamo in inverno, ti dò qualche consiglio "stagionale":
  • tieni nel congelatore una busta di frutti di bosco surgelati: ti permetteranno di dare un tocco più estivo e saporito alle macedonie invernali;
  • per migliorare il contenuto dietetico, puoi aggiungere un po' di frutta secca: noci, mandorle e nocciole fanno bene e danno un gusto nuovo;
  • non esagerare con lo zucchero; se puoi preferisci lo zucchero di canna integrale grezzo, meglio ancora se biologico;
  • qualche fogliolina di menta non ci sta male;
  • nella macedonia puoi spremere anche parti di arance, mandarini, clementine e pompelmi, dopo aver eliminato qualche porzione rovinata.

Se volete invece una ricetta estiva ed esotica, ecco la macedonia di pesche e tequila.

Print Friendly