Il blog degli ecorisparmiatori: far convivere l'ambiente e il portafogli. Consigli pratici per risparmiare e difendere la natura, il clima e la nostra salute

mercoledì 30 marzo 2011

Con l'auto a metano risparmi e inquini meno l'ambiente

L'auto a metano è il miglior compromesso tra risparmio e rispetto dell'ambiente. Scopri quanto risparmi e quanto inquini con il metano. I migliori modelli di auto a metano.
Tutte le informazioni utili sui distributori di metano su strade e autostrade.


Il rincaro dei carburanti non si arresta. Visto che in moltissimi casi non possiamo rinunciare completamente all'automobile, dobbiamo trovare il modo di difendere le nostre tasche e anche l'ambiente.

Ti abbiamo dato tanti consigli su come risparmiare in auto: dalle alternative (a piedi, in bici, sui mezzi pubblici) ai piccoli accorgimenti di guida.

Oggi ti parliamo dell'auto a metano.

Il metano è al momento (in attesa di una maggiore diffusione dell'auto elettriche e delle altre alternative) il combustibile più economico e meno inquinante.

Qui puoi trovare un confronto sui costi di esercizio per uno stesso modello di auto (in questo caso, una Panda) tra benzina, diesel e metano. Se la benzina ti costa 8,5 euro per 100 km e il diesel 6,5 euro, per il metano si scende addirittura a 3,7 euro!


Il metano inquina davvero meno rispetto alla benzina:
  • riduzione delle emissioni di CO2 (-23%)
  • riduzione degli ossidi di azoto NOx (-52%)
  • riduzione sostanziale di particolato, idrocarburi non metanici (-92%), promotori dell'ozono (-96%) e dei composti aromatici, come il benzene, notoriamente cancerogeni (-99,9%).

Qui puoi trovare un fascicolo (in francese) dell'Associaizone svizzera Traffico e ambiente in cui c'è l'analisi aggiornata al 2011 di tutte le auto meno inquinanti in commercio.

Nella top ten delle auto meno dannose per l'ambiente ci sono cinque modelli a metano:

  • Fiat 500 TwinAir erdgas turbo MTA
  • Ford Ka 1.2 Greenpower
  • VW Passat 1.4 TSI DSG EcoFuel
  • Fiat Punto EVO 1.4 NP
  • VW Touran 1.4 TSI DSG EcoFuel

Uno dei problemi dell'auto a metano (anzi, il problema principale) è la diffusione sul territorio dei distributori. Il consiglio che ti diamo, prima di comprare una tuo a metano, è di studiare bene la mappa dei distributori più vicini, soprattutto in rapporto ai tuoi percorsi più frequenti. Se hai un riferimento, meglio ancora due, sulle strade che percorri più spesso, non avere esitazioni a passare al metano.

Tutti i consigli sulla rete di distributori a metano li trovi in questa notizia.


Qui puoi cercare i distributori a metano sulle autostrade, con un motore di ricerca.

Qui hai alcuni siti utili per cercare i distributori a metano su tutta la rete stradale:
GPL e Metano (con un buon motore di ricerca)
Metanoauto
Distributori metano

Qui puoi anche verificare il costo del metano nei vari distributori.

Tieni anche conto che i distributori di metano (come quelli di GPL) sono in continuo aumento, per cui non fidarti solo di siti e mappe ma chiedi anche a qualche amico o conoscente che ha l'auto a metano oppure a qualche installatore della tua zona.

[immagine ATA Svizzera]

mercoledì 23 marzo 2011

Altri usi del sorprendente aceto

Ancora consigli per usare l'aceto in casa, un prodotto ecologico, non tossico e a basso costo.
Usa l'aceto per ravvivare i colori dei vestiti; come smacchiatore; per pulire il forno; per pulire il ferro da stiro; per curare il pelo del tuo cane.


L’aceto è uno dei tuoi principali alleati per le pulizie ecologiche e a basso costo nella casa.

Oggi vediamo altri usi particolari di questo utilissimo prodotto.

Fissare i colori dei capi colorati
Puoi usare l’aceto per ravvivare i colori di un capo già usato o fissare i colori di un capo nuovo. Metti a bagno il capo colorato (ovviamente, deve essere lavabile in acqua!) con acqua in cui hai diluito mezzo bicchiere di aceto bianco. Lascia per 4-5 ore e poi lava normalmente o risciacqua.

Aceto come smacchiatore
Puoi usare acqua e aceto per pulire alcune macchie. Per esempio, si può usare l’aceto per togliere le macchie di fango da cappotti e impermeabili oppure la calce dagli abiti di lavoro. Fai sempre prima la prova su un punto nascosto dell’abito per verificare l’effetto sul tessuto.

Pulire il forno
I prodotti per la pulizia del forno sono costosi, tossici e pericolosi. Pulisci spesso il tuo forno con l’aceto. Scalda il forno, poi spegnilo e lava l’interno con acqua calda e aceto. In alternativa, puoi anche mettere nel forno una pentola di acqua bollente e aceto. Lascia agire per 1-2 ore e poi pulisci sempre con acqua calda e aceto.

Aceto per il ferro da stiro
L’aceto può essere usato per pulire la piastra del ferro dalle macchie del calcare. Potresti anche aggiungere un po’ di aceto all’acqua del ferro a vapore per tenerlo pulito: fai attenzione, però. Ti consiglio di non lasciare l’acqua con l’aceto nel ferro.
Un consiglio utile per risparmiare: nel ferro da stiro (anche quelli che permettono di aggiungere acqua di rubinetto) puoi mettere acqua piovana (che è distillata) che avrai raccolto con una bacinella sul balcone durante un acquazzone e poi filtrato con un po’ di ovatta.

Aceto per i nostri amici a quattro zampe
Un’amica del blog ci ha segnalato un consiglio del suo veterinario: usare l’aceto per pulire il pelo dei cani.
Uno o due cucchiai di aceto in un litro d'acqua tiepida, in cui bagnare una spazzola o uno straccio morbido, strizzarla e poi passarla più volte delicatamente.
L’aceto può anche essere utilizzato per pulire e deodorare il pavimento (o anche un tappetino o una stuoia) se il tuo gatto ha fatto pipì in casa.
   

lunedì 21 marzo 2011

Non sprecare il tuo vecchio cellulare: è ancora utile!

Il tuo telefono cellulare può rivivere senza finire tra i rifiuti.
Puoi rivenderlo anche on line oppure donarlo per beneficenza.
Scopri alcune opportunità per dare una nuova vita al tuo cellulare, senza inquinare e risparmiando risorse.


I rifiuti elettronici sono un grosso problema delle nostre società: computer, telefonini, consolle per videogiochi, aggeggi elettronici di ogni genere finiscono troppo spesso nei rifiuti, con un grosso spreco di denaro e risorse e con un grave danno ambientale.

Grazie alla crisi, stiamo ripensando i nostri stili di vita e sempre più spesso proviamo a riparare o riutilizzare i nostri oggetti elettronici.

Oggi ti segnaliamo alcune opportunità per il tuo cellulare usato. Ogni italiano ha all'incirca 1,5 cellulari a disposizione, senza contare quelli che (quasi) tutti noi abbiamo nei cassetti e nei ripostigli. Su 100 milioni di cellulari venduti in Europa, solo 2,5 milioni vengono riciclati. Assurdo, vero? Consideriamo che nei cellulari ci sono tanti metalli rari e preziosi: in mille kg di cellulari (cioè una tonnellata, pari a 8.300-8.400 pezzi) ci sono all'incirca 130 kg di rame, 3,5 kg di argento, 340 g di oro, 140 g di palladio, oltre a tantalio e platino. Se pensi che il rame è arrivato a un prezzo tale da attirare i furti dei ladri sulle linee ferroviarie, ti rendi conto dell'assurdità di questo spreco.

Ecco allora alcune opportunità per non sprecare il tuo cellulare usato, vecchio o inutilizzato.

Celluvale.it
Il Celluvale è il primo servizio in Italia che ti permette di vendere on line il tuo cellulare usato, funzionante ma anche rotto o da rottamare, di qualunque modello e marca ed in qualsiasi quantità, ad un prezzo fisso, chiaro e trasparente. I cellulari vengono poi controllati e verificati e venduti in paesi in via di sviluppo, se utilizzabili, oppure smaltiti attraverso ditte autorizzate, se rotti o da rottamare.


Campagna cellulari Magis
La campagna cellulari di Magis (Movimento e Azione dei Gesuiti Italiani per lo Sviluppo) è partita nel 2007.
Gli introiti ricavati da questa raccolta verranno utilizzati per finanziare alcuni progetti di solidarietà, a partire da due importanti iniziative in favore dell'Africa: la realizzazione di cucine solari in Ciad ed il sostegno ad un ospedale per bambini malati di Aids in Kenya.
Qui trovate tutti i luoghi dove è possibile consegnare i cellulari per questa raccolta.


Donaphone
Donaphone è un progetto solidale realizzato in Lombardia che ha l'obiettivo di realizzare una casa di accoglienza per mamme e bambini in difficoltà.
I telefoni funzionanti e utilizzabili vengono affidati a una società specializzata che provvede a commercializzarli. I telefoni rotti o da rottamare sono avviati al recupero di materiali e componenti.
Nel sito trovate tutti i punti di raccolta.

E tu, conosci altri modi per far rivivere i vecchi cellulari?

[foto Magis]

domenica 20 marzo 2011

Cinque nuovi consigli per risparmiare benzina

Il prezzo di benzina, gasolio ma anche Gpl e metano aumenta senza freni.
Per risparmiare l'unico modo è seguire alcuni consigli per consumare meno carburante.
Ecco cinque nuovi consigli per risparmiare benzina.
Evita i brevi percorsi, tieni bassi i giri del motore, rispetta la distanza di sicurezza, avvia il motore senza accelerare, controlla la pressione dei tuoi pneumatici.

Vedi anche tutte le nostre notizie sul risparmio di carburante e la mobilità sostenibile.


La benzina (e gli altri carburanti) costa sempre di più, con una rincorsa che sembra davvero non fermarsi. Le ultime notizie (vedi crisi libica) sono solo delle aggravanti.

Agli inizi di gennaio 2007 il costo medio della benzina era di 1,234 euro; oggi il prezzo medio è di 1,565 euro (fonte prezzibenzina.it). Una differenza di 0,331 euro in poco più di quattro anni: 641 lire di differenza!

Come venirne fuori? In questi periodi ritornano spesso nelle nostre caselle di posta elettronica improbabili "catene di sant'antonio" che propongono boicottaggi e altre misure fantasiose.

Fermare la macchina non sempre è possibile: dipende da dove viviamo, quali sono le nostre abitudini, i nostri impegni di lavoro e di vita privata.
L'unica alternativa è usare l'auto con intelligenza e risparmiare carburante grazie a una serie di piccoli accorgimenti.
Qui te ne suggeriamo cinque: non mancare di rileggere anche i consigli che ti abbiamo già dato.


1.  Evita l'auto per percorsi brevi
Circa la metà dei nostri spostamenti sono inferiori ai tre chilometri. In questi tragitti, spesso fatti di soste e ripartenze, possiamo arrivare a consumare al km molto di più di quanto avviene nella normale marcia su strada.
Quali sono le alternative per i viaggi brevi? Usa i trasporti pubblici, vai in bicicletta oppure cammina.
Su percorsi ripetitivi, ad esempio per andare al lavoro, prova a condividere la tua auto con altre persone (il cosiddetto "car pooling") in modo da viaggiare sempre con l'auto al completo.

2. Tieni bassi i giri del motore
Non spingere la tua auto oltre i 2.000-2.500 giri al minuto se è a benzina o a 1.500-2.500 giri se hai un diesel. Con le auto attuali puoi tranquillamente andare con questo regime di giri: significa che devi passare prima alle marce più alte. La parte meccanica non soffre mentre risparmi parecchia benzina.

3. Rispetta la distanza di sicurezza 
Rispetta sempre la distanza di sicurezza dall'auto che ti precede, anche in città.
Questo ti permette di viaggiare a una velocità più regolare, evitando brusche frenate (la classica "inchiodata"). Se unisci anche accelerazioni meno violente (vedi il punto precedente), puoi arrivare a risparmiare fino al 10-15% del carburante.

4. Avvia il motore senza usare l'acceleratore
Non è necessario accendere il motore dando dei colpi di acceleratore che, soprattutto d'inverno, finiscono per essere dannosi.
Con i motori attuali non è necessario neanche attendere che il motore si scaldi, anche d'inverno. Quindi accendi l'auto e parti subito: il consiglio può essere quello di viaggiare a marce più basse nei primissimi minuti per far avviare meglio il motore.
Per il diesel, rispetta le indicazioni che trovi sul libretto di uso e manutenzione della tua auto.

5. Controlla la pressione dei tuoi pneumatici
Le gomme dell'auto sono un elemento fondamentale di sicurezza ma anche di risparmio. Gomme sgonfie significano maggior consumo di carburante perché l'attrito sarà maggiore e anche una maggiore usura dello pneumatico stesso.
Quindi, controlla almeno una volta al mese la pressione a pneumatico freddo e fai la manutenzione prevista (scambio degli pneumatici anteriori e posteriori, convergenza ed equilibratura) per far durare a lungo e in efficienza i tuoi pneumatici.

[foto Flickr]
 

sabato 12 marzo 2011

Si fa presto a dire plastica

Non tutti gli imballaggi di plastica possono essere smaltiti nella raccolta differenziata.
Molti (buste, flaconi ecc.) sono in cosiddetta "plastica mista" che deve essere buttata tra i rifiuti indifferenziati (quelli molto inquinanti che vanno all'inceneritore, e quindi nei nostri polmoni, o in discarica).
Abbiamo solo una soluzione: evitiamo, quando possibile, tutti gli imballaggi in plastica mista e in genere gli imballaggi destinati ai rifiuti indifferenziati.
Leggiamo sempre le etichette di smaltimento, quando presenti sulla confezione.


Parliamo normalmente di plastica ma sarebbe molto più corretto parlare di "plastiche". Le plastiche sono una miriade e in continuazione si aggiungono nuovi materiali.

Qui, per farti un'idea, trovi i codici di smaltimento di riciclaggio e smaltimento della plastica e degli altri materiali.

Il risultato è che si fa presto a dire plastica, soprattutto quando devi fare la raccolta differenziata. In certi casi comuni e aziende per l'igiene ambientale pensano di avere di fronte un popolo di laureati in chimica industriale o di periti chimici!

Per fortuna ci vengono in soccorso aziende e catene di supermercati che sempre più spesso mettono sulle confezioni dei prodotti un'etichetta per lo smaltimento corretto degli imballaggi nei rifiuti.
Etichette utilissime anche per chi si occupa di questi temi, figuriamoci per la casalinga di Voghera!

Queste etichette, però, ci fanno scoprire anche tante sorprese. Su vari tipi di imballaggi che avrei senza dubbio definito "di plastica" e che quindi avrei raccolto nel sacco della plastica, c'è una scritta oscura e (per le sue conseguenze) inquietante: plastica mista. L'etichetta non spiega altro ma dà un verdetto gravissimo: "rifiuti indifferenziati". Insomma quella plastica va all'inceneritore o alla discarica.

La "plastica mista" si annida dovunque: è di plastica mista la confezione dei piselli surgelati biologici che ho appena buttato.

Ironia della sorte: compro spesso delle buste di ricarica di bagnoschiuma. Il prezzo è ottimo ed effettivamente si riducono molto i rifiuti: di solito i flaconi dello stesso prodotto sono da 250 ml, quindi consumo una busta di ricarica rispetto a quattro flaconi di plastica. Ma...
C'è un ma: la busta di ricarica in plastica è in famigerata "plastica mista" (quindi va all'indifferenziato) mentre i flaconi sono di solito in plastica adatta per la raccolta differenziata (per esempio, nel caso specifico, HDPE 2 o PE-HD che dovrebbe essere un polietilene ad alta densità, usato anche per i vasetti di yogurt).

Ci sarebbe una soluzione? Certo che ci sarebbe! Basterebbe (prima) imporre una tassa su tutti i tipi di imballaggi non riciclabili o riciclabili sono con processi difficili e costosi. Poi, dopo qualche anno, si potrebbe anche vietare del tutto questo tipo di materiali, come la "plastica mista", i poliaccoppiati ecc.
Nell'attesa (molto improbabile) di queste soluzioni, cerchiamo nei limiti del possibile di non acquistare prodotti con imballaggi in plastica mista o comunque non riciclabili.
    

venerdì 11 marzo 2011

Come previsto: paghiamo di più le buste di plastica biodegradabile

Le buste di plastica biodegradabile costano, fino a 0,15 euro l'una!
Alcuni casi concreti: librerie, negozi sportivi, supermercati e farmacie.
Elimina le buste usa e getta: passa alle borse riutilizzabili, usa i cartoni nei supermercati oppure rispolvera il carrello della spesa. In questo modo puoi risparmiare e fare del bene all'ambiente.
Rifiuta anche le buste gratuite (anche se sono biodegradabili) perché in ogni caso sono inutili e costose per l'ambiente.


Torniamo ancora una volta sulle buste di plastica biodegradabile.
Come avevamo previsto, si è scatenato un caos notevole in materia.
Vediamo alcuni casi concreti.

Primo caso
La grande catena di librerie, per smaltire le residue buste in plastica inquinanti, le dà gratis ai clienti che fanno acquisti.
Le borse di carta, che fino a qualche settimana fa si potevano scegliere gratuitamente, ora costano!
Complimenti per la coerenza e la serietà!

Secondo caso
La grande catena di negozi sportivi che hanno già la fornitura di buste di plastica biodegradabile, al modico prezzo di 0,15 euro, cioè 300 lire del vecchio conio. Inutile dire che anche questa catena, fino a pochi mesi fa, NON faceva pagare le buste.

Terzo caso
I supermercati sono tra i più virtuosi. Gran parte delle catene vende delle borse in stoffa o in plastica capienti, resistenti e riutilizzabili. Le buste di plastica biodegradabile sono già disponibili in quasi tutti i supermercati: costano ma anche prima le buste di plastica costavano, quindi almeno c'è stato un comportamento più coerente e corretto.
Le buste di plastica biodegradabile costano di più? Nel supermercato dove vado spesso no, ma non so dirti che cosa accade in altri posti.
Sul giornalino di una di queste catene ho letto un interessante suggerimento di un cliente: perché non riconoscere un premio (uno sconto, un bonus sulla raccolta punti ecc.) per i clienti che fanno la spesa senza acquistare le buste usa e getta (il fatto che siano biodegradabili migliora la situazione ma non è la  soluzione migliore)?

Quarto caso
La farmacia comunale vicino casa mia è stata il primo posto dove mi hanno dato gratis e senza sovrapprezzo una bustina di plastica biodegradabile in regola con le nuove norme. Però, una confezione piccola come quella che di solito si acquista in farmacia meglio metterla direttamente nella nostra borsa o nello zaino, rinunciando a un ennesimo involucro superfluo.

Un'osservazione importante che avevo dimenticato.
Oltre tutto, nella maggior parte dei casi ci fanno pagare buste che sponsorizzano la marca del posto dove stiamo facendo acquisti.
Quindi, fatemi capire: io ti faccio pubblicità in giro per la strada e devo pure pagarti?
Stanno scherzando, vero?



Come risparmiare (senza) buste usa e getta
Il suggerimento che ti rinnoviamo è quello di fornirti sempre di borse e buste riutilizzabili, da portare sempre con te, da lasciare in macchina, da mettere nella borsa o nello zainetto ecc.
Ci sono addirittura le borse riutilizzabili del commercio equo e solidale.

Un'altra soluzione, valida soprattutto in alcuni supermercati e discount, è usare le scatole di cartone vuote che vengono lasciate a disposizione dei clienti: ovviamente, quando non ti servono più o sono rotte, smaltiscile (attenzione: non parliamo più di buttare!) nella raccolta differenziata della carta.

Stanno anche ritornando di moda, soprattutto in città, i carrelli della spesa con le ruote. Comodi, soprattutto per le persone anziane.

Visto che, come abbiamo visto, le buste di plastica biodegradabile costano (spesso anche parecchio), meglio evitarle del tutto e passare alla busta della spesa riutilizzabile. In ogni caso, evita le buste inutili anche quando sono gratis: fai del bene all'ambiente, a te stesso e a tutti noi.

Altre notizie su risparmio, ambiente e buste di plastica.
   

giovedì 10 marzo 2011

I suffumigi con il bicarbonato, una cura naturale, ecologica e poco costosa per raffreddore e influenza

Un rimedio naturale, ecologico e a basso costo per raffreddore, mal di gola e influenza: i suffumigi con il bicarbonato di sodio.
Versa due cucchiai in acqua portata a bollore: bastano 5-10 minuti di inalazioni per sentirti meglio.
Puoi fare i suffumigi anche con qualche goccia di un olio essenziale vegetale, per esempio di timo o di eucalipto.



L’inverno non sembra proprio volersene andare e, anzi, l’influenza e le sue complicazioni hanno avuto una nuova ondata. Senza riempirci di medicinali costosi e quasi sempre accompagnati da effetti secondari indesiderati, possiamo riscoprire l’efficacia di antichi rimedi, soprattutto se i sintomi non sono gravi.
Attenzione: il consiglio è sempre quello di rivolgersi al vostro medico di famiglia, soprattutto in caso di febbre alta prolungata e altri sintomi preoccupanti.

Uno di questi rimedi efficaci, ecologici e a basso costo sono i suffumigi, le inalazioni di vapore, utili nelle classiche malattie da raffreddamento, in particolare con complicazioni quali la sinusite.

Utili per decongestionare le vie respiratorie, i suffumigi secondo gli esperti sono un vero toccasana per la mucosa nasale, poiché riducono la congestione delle vie respiratorie tipica delle malattie da raffreddamento.

Un metodo semplice per fare i suffumigi è quello di usare il nostro amico bicarbonato.


2 cucchiai (50 grammi) di bicarbonato sciolti in acqua calda per le inalazioni di vapore

Metti sul fuoco una pentola piena d'acqua; una volta raggiunto il bollore, togli l’acqua dal fuoco e versala in un'ampia bacinella. Aggiungi 2 cucchiai (50 grammi) di bicarbonato (facendo attenzione alla reazione di dissoluzione, simile a quella provocata dal sale aggiunto all'acqua della pasta) e respira con il naso i vapori per circa dieci minuti, tenendo la testa coperta con un asciugamano per impedirne la dispersione. Non c’è bisogno di scottarti: cinque-dieci minuti di inalazione sono sufficienti per sentirti sicuramente meglio!

I suffumigi puoi anche farli con qualche goccia di un olio essenziale vegetale, come ad esempio quello di eucalipto o di timo.

[rielaborato da www.bicarbonato.it; immagine Allposters]
   

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