Consigli per risparmiare con i regali di Natale, senza inquinare.
Cini biologici, regali fai da te, libri, abbonamenti al teatro, regali in comune, regali ecologici, buoni acquisto e tante altre idee...
Facciamola breve: il Natale è diventato ormai un'orgia consumistica, determinante per le sorti del commercio e quindi dell'economia, per i destini dei produttori di spumanti e cotechini ecc.
Il risultato dell'orgia è un salasso per i nostri portafogli e anche un'offesa massiccia per l'ambiente. A Natale riempiamo le nostre case e quelle di amici e parenti di regali inutili, costosi, inquinanti, superflui, di montagne di carte e confezioni inutili.
Come salvarsi da tutto questo? Ci limitiamo a darvi 10 consigli per fare dei regali da ecorisparmiatore Doc.
Riscopri il gusto del dono
Lo scopo del regalo è quello di donare qualcosa di noi a chi amiamo. Può sembrare retorica ma se parti da questa idea, sarà più facile seguire gli altri consigli.
Fai la tua lista e acquista per tempo
Se ti riduci all'ultimo minuto, è più facile che acquisterai cose inutili, costose e inquinanti. Inizia a pensare ai regali, pensando con affetto ai destinatari. Ti verranno in mente tante idee; appuntale e senza sforzi avrai la tua lista dei regali.
Regala cibi biologici, locali ed equosolidali
Se vuoi regalare delle golosità o il classico cesto di Natale, preferisci cibi e vini dell'agricoltura biologica oppure prodotti nella tua zona, magari comprati direttamente nelle aziende agricole, o ancora cibi del commercio equo e solidale. Farai un regalo gradito, amico dell'ambiente e, con un po' di attenzione, non spenderai molto di più di un cesto preconfezionato preso in un negozio.
Puoi procurarti o comprare un cestino (riutilizzabile): al posto della orribile “paglia” di plastica, confeziona il cesto con frutta secca (nocciole, mandorle, noci ecc.), bella e buona da mangiare.
Regali “fai da te”
Ognuno di noi ha le sue qualità nascoste. Un mio amico che vive in un'altra città è un bravissimo fotografo amatoriale: per alcuni anni ci ha regalato una sua foto incorniciata. Oggi queste foto sono ancora nella nostra casa e attirano sempre l'attenzione.
Tira fuori anche tu le tue abilità: liquori fatti in casa, conserve e marmellate, dolci, oggetti di bricolage, sciarpe fatte a maglia, collane ...
Un'altra nostra amica usa sassi, vecchie tegole e mattoni che dipinge per fare fermacarte e soprammobili: anche questi sono tra i regali di Natale che ancora oggi apprezzo di più.
Fai regali non materiali
Invece di riempire armadi e soffitte di cose inutili, regala un abbonamento a teatro, un carnet di biglietti del cinema, la tessera dei musei della tua città, un corso di pittura o di fotografia.
Libri, semplicemente libri
I libri sono un regalo utile e durevole. Il DVD di un bel film tra vent'anni probabilmente sarà inutilizzabile perché avremo chissà quale diavoleria al posto del DVD; lo stesso vale per un gioco elettronico. Un libro invece resiste anche mille anni, basta trattarlo bene!
Puoi anche regalare un buono da spendere in una libreria (ormai lo fanno anche le piccole librerie; in caso contrario, lancia tu l'idea al tuo libraio di fiducia).
Sempre in questa linea: l'abbonamento a una rivista possibilmente utile.
Un altro bel dono: la tessera della biblioteca.
Regali in comune
Invece di regalare 3-4 regali necessariamente poco costosi (con il rischio che si tratti di cose davvero poco utili), puoi fare un regalo collettivo. Per esempio: a una famiglia con figli ancora abbastanza piccoli, regala un gioco da tavolo per giocare insieme. Meno pacchetti, meno carta sprecata, spesso anche un po' di risparmio, ma soprattutto qualcosa che dura nel tempo.
Un consiglio? Per me, Trivial Pursuit e Visual Game. Visual Game è un gioco in cui bisogna disegnare per far indovinare alla propria squadra una parola. Lo abbiamo regalato anni fa a una famiglia di cari amici: ora le loro figlie sono grandi ma ogni tanto ci giochiamo ancora e ci facciamo davvero delle grandi risate.
Fai un regalo apertamente “ecologico”
Guardati intorno, troverai tante idee. Una torcia elettrica a dinamo (senza pile ma con la manovella), una pianta da tenere in giardino o in terrazzo, un manuale di giardinaggio o di agricoltura biologica, o addirittura una compostiera o una cassetta di lombrichi per il tuo amico che ha un terreno o un orto!
Attenzione, però: evita il regalo ecologico fatto apposta per abbindolarci. Il vaso di fiori in vetro riciclato può ugualmente essere inutile o superfluo, quindi alla fine diventa “antiecologico”. Evita i gadget ecologici, che escono appositamente soprattutto a Natale per tentare di fregare il consumatore attento all'ambiente.
Il buono regalo
Ne abbiamo già parlato per i libri. Forse non è il massimo dell'eleganza, però è un'ottima soluzione per evitare spese inutili, doppioni, oggetti che non servono. Ti assicuro che per una bambina o un bambino un buono regalo, ad esempio per una libreria, diventerà un gioco nel gioco, un regalo nel regalo.
Regali per bambine e bambini
Visto che abbiamo parlato di regali per i più piccoli, qui la questione si fa davvero complicata. Ne riparleremo con un post dedicato solo a questo tema.
[foto Flickr]
Il blog degli ecorisparmiatori: far convivere l'ambiente e il portafogli. Consigli pratici per risparmiare e difendere la natura, il clima e la nostra salute
giovedì 2 dicembre 2010
mercoledì 1 dicembre 2010
Risparmiare energia elettrica: altri cinque (semplici) consigli
Nuovi consigli per risparmiare energia elettrica.
Il risparmio energetico è una delle parole d'ordine dell'ecorisparmiatore. Dovrebbe essere anche uno dei cardini della politica energetica di un paese come il nostro che non ha fonti energetiche tradizionali (ah, dimenticavo: “questo è il paese del sole” che però produce meno energia fotovoltaica della fredda Germania!).
Vediamo allora (dopo i primi cinque) altri semplici consigli per risparmiare energia elettrica senza ridursi a lume di candela (tranne che nelle serate romantiche, ovviamente!).
Illuminazione esterna
Per l'illuminazione esterna puoi installare dei sensori di movimento che ti faranno risparmiare energia, accendendo la luce solo quando si avvicina qualcuno. In modo simile, puoi anche installare dei sensori crepuscolari che fanno accendere le luci al tramonto e le spengono all'alba.
Lampade solari
Nei giardini e nei terrazzi si possono usare le lampade solari (fotovoltaiche). Sono ormai molto diffuse e si trovano facilmente in commercio a prezzi accettabili: si ricaricano con il sole e quindi non consumano energia elettrica. Verifica bene le istruzioni per avere un'idea del tempo di ricarica e dell'esposizione necessaria. Esistono anche lampioni stradali solari e lampade solari da tavolo.
Efficienza degli elettrodomestici
Aumenta l'efficienza dei tuoi elettrodomestici preferendo quelli con le classi energetiche A, A+, A++.
Ne abbiamo già parlato a proposito del risparmio per la lavatrice.
Batterie ricaricabili
Le batterie ricaricabili sono ormai diffusissime ma molti ancora preferiscono quelle usa e getta. Il risparmio con le prime è evidente. Anche tenendo conto del costo del caricabatterie (dai 10 ai 20 euro al massimo) e del maggior costo unitario delle batterie ricaricabili, devi tener conto che puoi ricaricarle qualche centinaio di volte. Senza considerare del favore che fai a tutti noi, evitando di buttare nella spazzatura centinaia di pile scariche. Le batterie ricaricabili sono anche un bel modo di completare un gioco a pile da regalare a Natale.
Usa meno l'ascensore
Usa meno l'ascensore. Se abiti ai primi piani di un palazzo, evitalo, a meno di dover trasportare la spesa per il pranzo di Natale. Evita l'ascensore anche quando scendi le scale. Non solo si risparmia (beh, in questo caso risparmia il tuo condominio ma alla fine conviene anche a te) ma puoi fare un esercizio fisico ottimo a costo zero. Molti appassionati di calcio ricordano i “gradoni” di Mister Zeman: una tortura che permetteva alle squadre dell'allenatore boemo di correre a mille.
- Usa sensori di movimento e crepuscolari nell'illuminazione esterna.
- Usa lampade solari.
- Compra solo elettrodomestici di classe energetica A, A+ e A++.
- Usa sempre le batterie ricaricabili.
- Usa di meno l'ascensore, a casa e in ufficio.
Il risparmio energetico è una delle parole d'ordine dell'ecorisparmiatore. Dovrebbe essere anche uno dei cardini della politica energetica di un paese come il nostro che non ha fonti energetiche tradizionali (ah, dimenticavo: “questo è il paese del sole” che però produce meno energia fotovoltaica della fredda Germania!).
Vediamo allora (dopo i primi cinque) altri semplici consigli per risparmiare energia elettrica senza ridursi a lume di candela (tranne che nelle serate romantiche, ovviamente!).
Illuminazione esterna
Per l'illuminazione esterna puoi installare dei sensori di movimento che ti faranno risparmiare energia, accendendo la luce solo quando si avvicina qualcuno. In modo simile, puoi anche installare dei sensori crepuscolari che fanno accendere le luci al tramonto e le spengono all'alba.
Lampade solari
Nei giardini e nei terrazzi si possono usare le lampade solari (fotovoltaiche). Sono ormai molto diffuse e si trovano facilmente in commercio a prezzi accettabili: si ricaricano con il sole e quindi non consumano energia elettrica. Verifica bene le istruzioni per avere un'idea del tempo di ricarica e dell'esposizione necessaria. Esistono anche lampioni stradali solari e lampade solari da tavolo.
Efficienza degli elettrodomestici
Aumenta l'efficienza dei tuoi elettrodomestici preferendo quelli con le classi energetiche A, A+, A++.
Ne abbiamo già parlato a proposito del risparmio per la lavatrice.
Batterie ricaricabili
Le batterie ricaricabili sono ormai diffusissime ma molti ancora preferiscono quelle usa e getta. Il risparmio con le prime è evidente. Anche tenendo conto del costo del caricabatterie (dai 10 ai 20 euro al massimo) e del maggior costo unitario delle batterie ricaricabili, devi tener conto che puoi ricaricarle qualche centinaio di volte. Senza considerare del favore che fai a tutti noi, evitando di buttare nella spazzatura centinaia di pile scariche. Le batterie ricaricabili sono anche un bel modo di completare un gioco a pile da regalare a Natale.
Usa meno l'ascensore
Usa meno l'ascensore. Se abiti ai primi piani di un palazzo, evitalo, a meno di dover trasportare la spesa per il pranzo di Natale. Evita l'ascensore anche quando scendi le scale. Non solo si risparmia (beh, in questo caso risparmia il tuo condominio ma alla fine conviene anche a te) ma puoi fare un esercizio fisico ottimo a costo zero. Molti appassionati di calcio ricordano i “gradoni” di Mister Zeman: una tortura che permetteva alle squadre dell'allenatore boemo di correre a mille.
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lunedì 29 novembre 2010
Lavare i piatti a mano o in lavastoviglie: che cosa inquina di più?
Confronto tra lavaggio dei piatti a mano o in lavastoviglie.
Il problema vero è di usare al meglio le due tecniche.
Consigli semplici per risparmiare e inquinare meno lavando i piatti a mano o in lavapiatti.
Risparmiare elettricità, acqua e detersivo.
Mi sono imbattuto su internet in una analisi molto approfondita sul confronto tra lavaggio dei piatti a mano o in lavapiatti. Quale dei due inquina di più? Quale dei due costa di più? Il problema non è semplice perché occorre tenere conto di tutto. Inquinano di più i detersivi per piatti o quelli per lavastoviglie? Quanta acqua consumiamo normalmente per lavare i piatti? E per un ciclo di lavastoviglie? Qual'è l'impatto ambientale di una vecchia lavastoviglie? E quello dei contenitori del sapone per piatti?
Credo però che si tratti in realtà di un falso problema. Per molte persone e famiglie la lavastoviglie è uno strumento utilissimo se non indispensabile. Va bene, qualcuno potrà dire: ma se domani tutto il mondo iniziasse a usare la lavastoviglie, che cosa succederebbe?
Senza avventurarmi in analisi complesse, ecco alcuni (semplici) consigli da seguire per ottimizzare il lavaggio dei piatti a mano o in lavastoviglie, puntando come al solito al risparmio e al rispetto dell'ambiente.
Chi inquina di più, dunque?
Inquini di più usando la lavastoviglie se...
Inquini di più lavando i piatti a mano se...
Il problema vero è di usare al meglio le due tecniche.
Consigli semplici per risparmiare e inquinare meno lavando i piatti a mano o in lavapiatti.
Risparmiare elettricità, acqua e detersivo.
Mi sono imbattuto su internet in una analisi molto approfondita sul confronto tra lavaggio dei piatti a mano o in lavapiatti. Quale dei due inquina di più? Quale dei due costa di più? Il problema non è semplice perché occorre tenere conto di tutto. Inquinano di più i detersivi per piatti o quelli per lavastoviglie? Quanta acqua consumiamo normalmente per lavare i piatti? E per un ciclo di lavastoviglie? Qual'è l'impatto ambientale di una vecchia lavastoviglie? E quello dei contenitori del sapone per piatti?
Credo però che si tratti in realtà di un falso problema. Per molte persone e famiglie la lavastoviglie è uno strumento utilissimo se non indispensabile. Va bene, qualcuno potrà dire: ma se domani tutto il mondo iniziasse a usare la lavastoviglie, che cosa succederebbe?
Senza avventurarmi in analisi complesse, ecco alcuni (semplici) consigli da seguire per ottimizzare il lavaggio dei piatti a mano o in lavastoviglie, puntando come al solito al risparmio e al rispetto dell'ambiente.
Chi inquina di più, dunque?
Inquini di più usando la lavastoviglie se...
- usi programmi a temperature altissime che quasi sempre sono inutili.
- lavi o sciacqui i piatti prima di metterli in lavastoviglie: se esageri, meglio lavare a mano!
- fai il lavaggio con la lavastoviglie mezza vuota. Fai sempre il lavaggio a pieno carico; se avanza spazio, puoi lavare oggetti come: gli accessori che sono nel tuo frigorifero (ripiani, contenitori ecc.); le parti dei fornelli a gas (dopo il lavaggio, rimontali e poi accedi il fuoco qualche secondo per asciugarli perfettamente) o del forno; altri oggetti della tua cucina, come poggiamestoli e poggiapentole; accessori per i bimbi (es. biberon, bicchieri, piatti ecc.).
- usi tanti prodotti inutili, costosi e inquinanti, come il brillantante o il deodorante per lavastoviglie (esiste pure quello!). Al posto del brillantante, puoi usare del comune aceto bianco. Ogni tanto, puoi fare un lavaggio a vuoto a bassa temperatura usando la soda Solvay al posto del detersivo per tenere pulita la lavastoviglie.
- non pulisci spesso i filtri.
- non usi detersivo Ecolabel o ecologico per lavastoviglie.
- superi le dosi di detersivo consigliate.
- non hai scelto una lavastoviglie con consumi elettrici almeno di classe A e con bassi consumi di acqua. Esistono anche lavastoviglie che si possono collegare all'attacco dell'acqua calda sanitaria (scaldare l'acqua con il gas della caldaia è più economico).
- qui altri consigli utili sull'uso della lavastoviglie.
Inquini di più lavando i piatti a mano se...
- lasci il rubinetto aperto per tutto il tempo del lavaggio, magari sull'acqua calda. Meglio una bacinella con l'acqua ed il detersivo. Un vecchio consiglio, sempre ottimo: raccogli l'acqua della pasta e usala per lavare i piatti. È già calda e contiene amido che aiuta a sgrassare i piatti.
- usi inutilmente acqua troppo calda.
- usi troppo detersivo senza motivi: inquini di più e devi sprecare più acqua per risciacquare i piatti.
- non usi detersivo per i piatti Ecolabel, ecologico ecc.
sabato 27 novembre 2010
Compostiera gratis: altri comuni che aderiscono
Il compostaggio domestico dei rifiuti organici è una delle soluzioni immediate e poco costose al problema dei rifiuti.
Il risultato è il compost, un ottime concime biologico gratuito per orti e giardini.
Tanti comuni italiani offrono la compostiera gratis ai cittadini e, spesso, una riduzione della tariffa dei rifiuti.
Il caso di Roma, Genova e della provincia di Lucca.
La nuova (o meglio vecchia) emergenza rifiuti di Napoli e della Campania riporta di attualità uno dei problemi reali del nostro paese, cioè la gestione razionale dei rifiuti.
Nel blog ci siamo occupati varie volte di compostaggio domestico e di compost.
Abbiamo già dato informazioni sui tanti comuni italiani che offrono una compostiera gratis ai cittadini per incoraggiare il compostaggio domestico.
Ecco un elenco di altri comuni che offrono questa opportunità per diminuire i rifiuti conferiti, risparmiare sulla tariffa dei rifiuti (in molti casi) e per avere a disposizione un ottimo concime organico perfettamente biologico.
Roma
L'Ama dà gratis la compostiera ai cittadini che fanno il compostaggio domestico e applica loro una riduzione del 30% sulla parte variabile della Tariffa Rifiuti.
Per avere diritto alla riduzione:
In provincia di Lucca possono chiedere una compostiera gratis i cittadini di Pietrasanta, Forte dei Marmi, Seravezza, Massarosa, Stazzema che hanno un giardino.
Capannori (Lucca)
Qui da pochi giorni è stata attivata la prima compostiera collettiva. Serve un nucleo di circa 250 persone; l'impianto permette di produrre compost in sole quattro settimane.
A Capannori si fa anche il compostaggio domestico: la compostiera è gratis e inoltre si ha uno sconto del 10% sulla parte variabile della tariffa di igiene ambientale (TIA).
Genova
Compostiera gratis (in comodato gratuito) anche a Genova. Per riceverla bisogna avere un giardino, un orto o un terrazzo di almeno 15 mq.
I cittadini "virtuosi" possono ottenere in questo modo uno sconto sulla TIA: 10 euro per il singolo utente, 15 euro per il nucleo familiare con due o più componenti.
Ma non basta: il Comune di Genova organizza anche corsi gratuiti per imparare a fare bene il compostaggio.
[immagine Gal Piceno]
Il risultato è il compost, un ottime concime biologico gratuito per orti e giardini.
Tanti comuni italiani offrono la compostiera gratis ai cittadini e, spesso, una riduzione della tariffa dei rifiuti.
Il caso di Roma, Genova e della provincia di Lucca.
La nuova (o meglio vecchia) emergenza rifiuti di Napoli e della Campania riporta di attualità uno dei problemi reali del nostro paese, cioè la gestione razionale dei rifiuti.
Nel blog ci siamo occupati varie volte di compostaggio domestico e di compost.
Abbiamo già dato informazioni sui tanti comuni italiani che offrono una compostiera gratis ai cittadini per incoraggiare il compostaggio domestico.
Ecco un elenco di altri comuni che offrono questa opportunità per diminuire i rifiuti conferiti, risparmiare sulla tariffa dei rifiuti (in molti casi) e per avere a disposizione un ottimo concime organico perfettamente biologico.
Roma
L'Ama dà gratis la compostiera ai cittadini che fanno il compostaggio domestico e applica loro una riduzione del 30% sulla parte variabile della Tariffa Rifiuti.
Per avere diritto alla riduzione:
- occorre avere un giardino di almeno 25 mq per ogni componente del nucleo familiare
- la richiesta deve pervenire ad Ama tra il 1 ottobre ed il 30 novembre di ogni anno (non si capisce bene questa limitazione temporale ma comunque ormai se ne riparla nel 2011).
In provincia di Lucca possono chiedere una compostiera gratis i cittadini di Pietrasanta, Forte dei Marmi, Seravezza, Massarosa, Stazzema che hanno un giardino.
Capannori (Lucca)
Qui da pochi giorni è stata attivata la prima compostiera collettiva. Serve un nucleo di circa 250 persone; l'impianto permette di produrre compost in sole quattro settimane.
A Capannori si fa anche il compostaggio domestico: la compostiera è gratis e inoltre si ha uno sconto del 10% sulla parte variabile della tariffa di igiene ambientale (TIA).
Genova
Compostiera gratis (in comodato gratuito) anche a Genova. Per riceverla bisogna avere un giardino, un orto o un terrazzo di almeno 15 mq.
I cittadini "virtuosi" possono ottenere in questo modo uno sconto sulla TIA: 10 euro per il singolo utente, 15 euro per il nucleo familiare con due o più componenti.
Ma non basta: il Comune di Genova organizza anche corsi gratuiti per imparare a fare bene il compostaggio.
[immagine Gal Piceno]
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venerdì 26 novembre 2010
Natale Verde: il presepe ecologico
Natale verde, ecologico e a basso costo: prima puntata.
Qui potete trovare tutti gli articoli dello speciale Natale verde.
Cominciamo dal presepe.
Usate materiali da riciclare, come cartone e sughero; raccogliete rametti, foglie e muschio nel bosco.
Farina per fare la neve. Usate segatura, sassolini, terriccio...
Costruite da soli casette, ovili, pozzi, alberelli
Il presepe è una bellissima tradizione di origine tutta italiana, visto che le sue origini risalgono a Francesco di Assisi e al presepe di Greccio.
Dopo parecchi anni di abbandono, il presepe è tornato ad essere più presente nella case degli italiani, soprattutto vedendo le decine di confezioni presenti ormai da qualche settimana sugli scaffali di negozi e supermercati.
Dalla Cina (soprattutto) ci arriva davvero di tutto.
Ho trovato delle bustine che contenevano paglia marcate "made in China". Per capirci: bustine di paglia già confezionate hanno fatto il giro di mezzo mondo su una nave porta container per arrivare sui nostri scaffali.
Riuscite a immaginare qualcosa di più folle, inquinante e costoso?
La bustina di paglia, per la cronaca, costava 1,50 euro: più o meno, il costo di una balla di paglia comprata direttamente dal contadino! Allora, tanto valeva comprare una balla di paglia e poi rivenderla a tutta la città per fare il presepe!
Oggi ho visto in un supermercato di fascia media due bustine di paglia nel reparto natalizio. Un tipo costava ben 3 euro, l'altro tipo "solo" 2,70 euro: ma siamo impazziti?! Seimila lire per una bustina con 20-30 grammi di paglia?
Un'alternativa: se avete un amico che frequenta un maneggio oppure che ha a casa un coniglio o un porcellino d'India, potete procurarvi una manciata di paglia gratis. Altra soluzione: una passeggiata domenicale in un agriturismo in cui potete chiedere una manciata di paglia.
Noi vogliamo fare il presepe senza spendere e sprecare soldi inutili, senza inquinare ma anzi riciclando e riutilizzando tanti materiali usati.
Il consiglio di partenza è quindi uno solo (anzi due):
Montagne e paesaggi
Basta qualche scatola vecchia, un po' di carta di giornale e la "carta montagna" a coprire il tutto per fare un bellissimo scenario per il tuo presepe. Per fissare la carta montagna usa qualche spillo (fai attenzione alle dita!) e un po' di nastro adesivo da applicare sul retro della carta: in questo modo, puoi riutilizzare la carta per parecchi anni. Anche la carta da pacchi usata è utilissima per creare sfondi e scenari.
Facciamo la spesa gratis per il presepe
Inizia a mettere da parte oggetti e materiali destinati ai rifiuti (differenziati, ovviamente!) e che invece possono essere utili per tante applicazioni nel nostro presepe. Basta solo un po' di fantasia.
Un esempio: il cilindro di cartone del rotolo di carta igienica può diventare la base per costruire un bellissimo pozzo per il vostro presepe.
Per colori, tempere, das, plastilina ecc. puoi chiedere aiuto e consiglio a tua figlia o a tuo nipote che sono senz'altro fornitissimi, senza dover spendere soldi inutilmente.
Casette, stalle, ovili, recinti
Con un po' di fantasia e di manualità, puoi arricchire il tuo presepe di varie costruzioni.
Qui ti segnalo il progetto di un ovile, che trovi sul sito del mensile "Vita in Campagna" (vedi la foto).
Il cartone ondulato è ottimo per fare i tetti delle case; applica un po' di gesso (lo compri dal ferramenta, lo impasti con acqua e poi lo stendi con una spatolina) e poi pitturalo. L'effetto del tetto di tegole è ottimo.
Il gesso è utile anche da applicare sui muri esterni delle casette; non c'è bisogno di essere troppo precisi, anzi così puoi aumentare l'effetto di "rusticità" della costruzione.
Il sughero (anche recuperato, compreso quello dei tappi delle bottiglie di vino) è un altro materiale ecologico utilissimo per il tuo presepe.
Neve, prati, strade, alberi
Niente (costosa) neve spray, niente muschio sintetico...
Per la neve a costo (quasi) zero, metti un po' di farina o di bicarbonato in un colino e poi spargila quando hai finito il tuo presepe.
Il muschio lo trovi a costo zero nei boschi. Non esagerare, prendi solo quello che ti serve. Nei boschi puoi raccogliere anche rami, rametti, sassolini, foglie, pezzi di corteccia ecc. Non danneggiare le piante! Non ce n'è bisogno. Guardati intorno e troverai tante cose utili per il presepe.
Per gli alberi, ad esempio, basta una piccola base di cartone e un po' di plastilina o di Das come base in cui inserire un rametto. Alcuni usano anche piante vere prese dal balcone o dal terrazzo: un'altra ottima idea.
Illuminazione
Sarebbe meglio usare le luci a led (già disponibili anche per l'albero di Natale) che consumano meno ma mi rendo conto che l'effetto estetico è pessimo.
Cosa fare allora?
Comprate delle luci tradizionali, cercando di acquistare un prodotto di discreta qualità che duri un po' nel tempo. In qualche caso trovate nelle confezioni una o due lampadine di riserva, molto utili per non dover buttare tutto il filo quando si fulmina una singola lampadina.
Spegnete sempre l'impianto delle luci quando non serve, soprattutto la notte. Io ho fatto così: da una vecchia lampada da terra rotta ho recuperato il filo elettrico che ha un interruttore. Ho costruito così una comoda prolunga a cui è collegato tutto l'impianto elettrico, che posso spegnere in un colpo solo.
Per il presepe personalmente non amo le luci a intermittenza. Ci sono sistemi più sofisticati per simulare ad esempio il passaggio dalla notte al giorno ma qui andiamo sul difficile.
Per migliorare l'effetto, puoi applicare all'interno delle finestre delle vostre case autocostruite dei pezzetti di carta velina o crespata colorata che daranno un bell'aspetto alle luci delle case.
Statuine
Eviterei il più possibile le statuine di plastica dozzinale, mal fatte e mal colorate, che trovi ormai dappertutto. Beh, la faccio facile perchè ho ancora delle bellissime statuine di gesso che ha comprato mio padre 50 anni fa. Sono dei piccoli capolavori in miniatura e, ai loro tempi, costavano abbastanza poco.
Ho ritrovato le stesse statuine (cioè le figure fatte sugli stessi stampi originali) in terracotta ma occorre pitturarle, con colori a tempera o acrilici. Non sono bravissimo ma con un po' di pazienza si può fare. Coinvolgi tua figlia o tuo figlio: di sicuro sono più bravi di noi!
E dopo l'Epifania?
All'Epifania, o giù di lì, il presepe va smontato. Un buon consiglio può essere la domenica dopo l'Epifania, almeno hai tempo di osservare anche i re Magi, se li hai inseriti nel tuo presepe. Io comunque non faccio testo: fin da quando ero ragazzo ero molto, molto restio a smontare il presepe. Diciamo che fine gennaio per me sarebbe il periodo adatto!
Quando smontiamo il presepe dobbiamo essere molto bravi e agire da bravi ecorisparmiatori.
Il consiglio è semplice: conserva con cura tutto quanto puoi riutilizzare l'anno prossimo, compreso paglia, muschio, rametti e alberelli, carta montagna ecc.
Tutto il materiale di contorno usato deve essere assolutamente differenziato prima di buttarlo.
Semplice, no?
Alcuni siti utili
Trovi con facilità libri e siti dedicati al presepe.
Per i libri, puoi anche andare in una biblioteca, non è indispensabile comprarli.
Tra i siti ti consiglio questi. Attenzione: sono dei siti sul presepe, non sul "presepe ecologico e a basso costo", quindi fai attenzione ad eventuali consigli ed indicazioni costosi e inquinanti.
http://www.presepio.org/
http://www.saperlo.it/guida/come-costruire-un-presepe-4526/
http://www.passionepresepe.com/
http://www.presepio.it/
[foto Vita in Campagna]
Qui potete trovare tutti gli articoli dello speciale Natale verde.
Cominciamo dal presepe.
Usate materiali da riciclare, come cartone e sughero; raccogliete rametti, foglie e muschio nel bosco.
Farina per fare la neve. Usate segatura, sassolini, terriccio...
Costruite da soli casette, ovili, pozzi, alberelli
Cominciamo una serie di articoli che parleranno nei prossimi giorni e settimane del Natale verde, all'insegna del risparmio e dell'ecologia.
Iniziamo oggi con l'antica tradizione del presepe.
Il presepe è una bellissima tradizione di origine tutta italiana, visto che le sue origini risalgono a Francesco di Assisi e al presepe di Greccio.
Dopo parecchi anni di abbandono, il presepe è tornato ad essere più presente nella case degli italiani, soprattutto vedendo le decine di confezioni presenti ormai da qualche settimana sugli scaffali di negozi e supermercati.
Dalla Cina (soprattutto) ci arriva davvero di tutto.
Ho trovato delle bustine che contenevano paglia marcate "made in China". Per capirci: bustine di paglia già confezionate hanno fatto il giro di mezzo mondo su una nave porta container per arrivare sui nostri scaffali.
Riuscite a immaginare qualcosa di più folle, inquinante e costoso?
La bustina di paglia, per la cronaca, costava 1,50 euro: più o meno, il costo di una balla di paglia comprata direttamente dal contadino! Allora, tanto valeva comprare una balla di paglia e poi rivenderla a tutta la città per fare il presepe!
Aggiornamento
Evidentemente il carovita colpisce anche il presepe. Oggi ho visto in un supermercato di fascia media due bustine di paglia nel reparto natalizio. Un tipo costava ben 3 euro, l'altro tipo "solo" 2,70 euro: ma siamo impazziti?! Seimila lire per una bustina con 20-30 grammi di paglia?
Un'alternativa: se avete un amico che frequenta un maneggio oppure che ha a casa un coniglio o un porcellino d'India, potete procurarvi una manciata di paglia gratis. Altra soluzione: una passeggiata domenicale in un agriturismo in cui potete chiedere una manciata di paglia.
Noi vogliamo fare il presepe senza spendere e sprecare soldi inutili, senza inquinare ma anzi riciclando e riutilizzando tanti materiali usati.
Il consiglio di partenza è quindi uno solo (anzi due):
- non comprare nulla per il vostro presepe ma prima riutilizza, ricicla, reinventa ...
- soprattutto, non comprare prodotti inutili ed inquinanti: neve spray, muschio e statuine di plastica ecc.
Montagne e paesaggi
Basta qualche scatola vecchia, un po' di carta di giornale e la "carta montagna" a coprire il tutto per fare un bellissimo scenario per il tuo presepe. Per fissare la carta montagna usa qualche spillo (fai attenzione alle dita!) e un po' di nastro adesivo da applicare sul retro della carta: in questo modo, puoi riutilizzare la carta per parecchi anni. Anche la carta da pacchi usata è utilissima per creare sfondi e scenari.
Facciamo la spesa gratis per il presepe
Inizia a mettere da parte oggetti e materiali destinati ai rifiuti (differenziati, ovviamente!) e che invece possono essere utili per tante applicazioni nel nostro presepe. Basta solo un po' di fantasia.
Un esempio: il cilindro di cartone del rotolo di carta igienica può diventare la base per costruire un bellissimo pozzo per il vostro presepe.
Per colori, tempere, das, plastilina ecc. puoi chiedere aiuto e consiglio a tua figlia o a tuo nipote che sono senz'altro fornitissimi, senza dover spendere soldi inutilmente.
Casette, stalle, ovili, recinti
Con un po' di fantasia e di manualità, puoi arricchire il tuo presepe di varie costruzioni.
Qui ti segnalo il progetto di un ovile, che trovi sul sito del mensile "Vita in Campagna" (vedi la foto).
Il cartone ondulato è ottimo per fare i tetti delle case; applica un po' di gesso (lo compri dal ferramenta, lo impasti con acqua e poi lo stendi con una spatolina) e poi pitturalo. L'effetto del tetto di tegole è ottimo.
Il gesso è utile anche da applicare sui muri esterni delle casette; non c'è bisogno di essere troppo precisi, anzi così puoi aumentare l'effetto di "rusticità" della costruzione.
Il sughero (anche recuperato, compreso quello dei tappi delle bottiglie di vino) è un altro materiale ecologico utilissimo per il tuo presepe.
Neve, prati, strade, alberi
Niente (costosa) neve spray, niente muschio sintetico...
Per la neve a costo (quasi) zero, metti un po' di farina o di bicarbonato in un colino e poi spargila quando hai finito il tuo presepe.
Il muschio lo trovi a costo zero nei boschi. Non esagerare, prendi solo quello che ti serve. Nei boschi puoi raccogliere anche rami, rametti, sassolini, foglie, pezzi di corteccia ecc. Non danneggiare le piante! Non ce n'è bisogno. Guardati intorno e troverai tante cose utili per il presepe.
Per gli alberi, ad esempio, basta una piccola base di cartone e un po' di plastilina o di Das come base in cui inserire un rametto. Alcuni usano anche piante vere prese dal balcone o dal terrazzo: un'altra ottima idea.
Illuminazione
Sarebbe meglio usare le luci a led (già disponibili anche per l'albero di Natale) che consumano meno ma mi rendo conto che l'effetto estetico è pessimo.
Cosa fare allora?
Comprate delle luci tradizionali, cercando di acquistare un prodotto di discreta qualità che duri un po' nel tempo. In qualche caso trovate nelle confezioni una o due lampadine di riserva, molto utili per non dover buttare tutto il filo quando si fulmina una singola lampadina.
Spegnete sempre l'impianto delle luci quando non serve, soprattutto la notte. Io ho fatto così: da una vecchia lampada da terra rotta ho recuperato il filo elettrico che ha un interruttore. Ho costruito così una comoda prolunga a cui è collegato tutto l'impianto elettrico, che posso spegnere in un colpo solo.
Per il presepe personalmente non amo le luci a intermittenza. Ci sono sistemi più sofisticati per simulare ad esempio il passaggio dalla notte al giorno ma qui andiamo sul difficile.
Per migliorare l'effetto, puoi applicare all'interno delle finestre delle vostre case autocostruite dei pezzetti di carta velina o crespata colorata che daranno un bell'aspetto alle luci delle case.
Statuine
Eviterei il più possibile le statuine di plastica dozzinale, mal fatte e mal colorate, che trovi ormai dappertutto. Beh, la faccio facile perchè ho ancora delle bellissime statuine di gesso che ha comprato mio padre 50 anni fa. Sono dei piccoli capolavori in miniatura e, ai loro tempi, costavano abbastanza poco.
Ho ritrovato le stesse statuine (cioè le figure fatte sugli stessi stampi originali) in terracotta ma occorre pitturarle, con colori a tempera o acrilici. Non sono bravissimo ma con un po' di pazienza si può fare. Coinvolgi tua figlia o tuo figlio: di sicuro sono più bravi di noi!
E dopo l'Epifania?
All'Epifania, o giù di lì, il presepe va smontato. Un buon consiglio può essere la domenica dopo l'Epifania, almeno hai tempo di osservare anche i re Magi, se li hai inseriti nel tuo presepe. Io comunque non faccio testo: fin da quando ero ragazzo ero molto, molto restio a smontare il presepe. Diciamo che fine gennaio per me sarebbe il periodo adatto!
Quando smontiamo il presepe dobbiamo essere molto bravi e agire da bravi ecorisparmiatori.
Il consiglio è semplice: conserva con cura tutto quanto puoi riutilizzare l'anno prossimo, compreso paglia, muschio, rametti e alberelli, carta montagna ecc.
Tutto il materiale di contorno usato deve essere assolutamente differenziato prima di buttarlo.
Semplice, no?
Alcuni siti utili
Trovi con facilità libri e siti dedicati al presepe.
Per i libri, puoi anche andare in una biblioteca, non è indispensabile comprarli.
Tra i siti ti consiglio questi. Attenzione: sono dei siti sul presepe, non sul "presepe ecologico e a basso costo", quindi fai attenzione ad eventuali consigli ed indicazioni costosi e inquinanti.
http://www.presepio.org/
http://www.saperlo.it/guida/come-costruire-un-presepe-4526/
http://www.passionepresepe.com/
http://www.presepio.it/
[foto Vita in Campagna]
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giovedì 25 novembre 2010
Ecologia in ufficio: penne, portamine ed evidenziatori
Consigli per risparmiare in ufficio e rispettare l'ambiente.
Usa le penne con cartucce (come le stilografiche) e le penne con il corpo in plastica biodegradabile.
Preferisci il portamine alle matite.
Scegli penne ricaricabili e portamine anche come gadget aziendali.
Cerca evidenziatori e correttori (o bianchetti) a base d'acqua e senza solventi organici.
Usare prodotti ecologici in ufficio serve a rafforzare un'immagine positiva della propria azienda ma può anche essere un modo per risparmiare. Non si tratta tanto di usare un tipo di prodotto al posto di un altro quanto di avviare una gestione “verde” dell'ufficio.
Vediamo in questo post alcuni (primi) consigli per un ufficio ecologico e a prova di risparmio. Molti di questi consigli sono ovviamente applicabili anche nelle nostre case: sono utili soprattutto per le nostre bambine e i nostri bambini, grandi consumatori di penne, pennarelli, colori ecc.
Cominciamo proprio da penne, matite, evidenziatori e correttori (o bianchetti)
Penne
Il problema
Molto spesso le penne che usiamo sono destinate ai rifiuti indifferenziati, quindi sono molto inquinanti perché non sono riciclabili.
Le soluzioni
Matite
Il problema
Anche le matite contribuiscono a sprecare risorse, cioè il legno necessario per costruirle.
La soluzione
Evidenziatori
Il problema
Gli evidenziatori sono fondamentalmente di tre tipi: a base di acqua, a base di alcool e a base di solventi organici (sostanze tossiche come xilene o toluene). Questi ultimi sono i più dannosi per l'ambiente e la salute. Inoltre gli evidenziatori sono tipicamente un prodotto usa e getta. Per la cronaca: venti anni fa gli evidenziatori non c'erano e vivevamo bene lo stesso.
La soluzione
Correttori o bianchetti
Il problema
Anche i correttori contengono spesso solventi chimici pericolosi e inquinanti.
La soluzione
Anche in questo caso, preferisci correttori a base di acqua. In alcuni casi trovi sulla confezione l'indicazione “a base di acqua”. Il prezzo è simile e in alcuni casi inferiore a prodotti concorrenti più inquinanti e pericolosi.
[foto Flickr]
Usa le penne con cartucce (come le stilografiche) e le penne con il corpo in plastica biodegradabile.
Preferisci il portamine alle matite.
Scegli penne ricaricabili e portamine anche come gadget aziendali.
Cerca evidenziatori e correttori (o bianchetti) a base d'acqua e senza solventi organici.
Usare prodotti ecologici in ufficio serve a rafforzare un'immagine positiva della propria azienda ma può anche essere un modo per risparmiare. Non si tratta tanto di usare un tipo di prodotto al posto di un altro quanto di avviare una gestione “verde” dell'ufficio.
Vediamo in questo post alcuni (primi) consigli per un ufficio ecologico e a prova di risparmio. Molti di questi consigli sono ovviamente applicabili anche nelle nostre case: sono utili soprattutto per le nostre bambine e i nostri bambini, grandi consumatori di penne, pennarelli, colori ecc.
Cominciamo proprio da penne, matite, evidenziatori e correttori (o bianchetti)
Penne
Il problema
Molto spesso le penne che usiamo sono destinate ai rifiuti indifferenziati, quindi sono molto inquinanti perché non sono riciclabili.
Le soluzioni
- Usa penne con cartucce sostituibili (tipo le stilografiche). La singola penna costa di più ma le cartucce permettono alla fine di risparmiare. Inoltre si può usare una penna di migliore qualità e più elegante.
- Usa penne usa e getta con il corpo in plastica biodegradabile (ottenuta dal mais o dalle patate). Ovviamente il corpo in plastica biodegradabile va riciclato con la frazione organica (o umida) dei tuoi rifiuti. Ci sono anche penne con il corpo in plastica riciclata, in legno o addirittura in cartone. Il corpo della penna va nei rifiuti da differenziare, a seconda del tipo di materiale.
- Chiudi sempre le penne dopo l'uso per conservarle al meglio e non sprecarle.
- Se usi una penna con cartuccia ricaricabile anche come gadget aziendale, avrai ottenuto un doppio risultato: la penna inquinerà di meno e soprattutto la tua immagine rimarrà in circolazione per molto tempo, rispetto alle penne usa e getta.
Matite
Il problema
Anche le matite contribuiscono a sprecare risorse, cioè il legno necessario per costruirle.
La soluzione
- Usa il portamine al posto delle matite. Con 2-3 euro compri un buon portamine. Il costo delle mine che servono per la ricarica è davvero molto basso e quindi ottieni un buon risparmio.
- Il portamine, come la penna con cartucce, è un ottimo gadget aziendale, perché dura nel tempo. Io uso un portamine che ho preso in omaggio almeno cinque anni fa in una fiera dell'alimentazione a Rimini. Rendo onore al merito, per la cronaca: il portamine è dell'Uniprom, il consorzio per la promozione dei prodotti ittici.
- Usa quando possibile matite (anche colorate) ottenute da legno di provenienza certificata. Se cerchi, trovi in cartolerie e supermercati matite colorate (adatte anche per bambine e bambini) certificate Pefc e Fsc.
- Le matite colorate sono un'ottima alternativa agli evidenziatori che spesso (come vedremo) sono molto dannosi per l'ambiente e la salute.
Evidenziatori
Il problema
Gli evidenziatori sono fondamentalmente di tre tipi: a base di acqua, a base di alcool e a base di solventi organici (sostanze tossiche come xilene o toluene). Questi ultimi sono i più dannosi per l'ambiente e la salute. Inoltre gli evidenziatori sono tipicamente un prodotto usa e getta. Per la cronaca: venti anni fa gli evidenziatori non c'erano e vivevamo bene lo stesso.
La soluzione
- Preferisci gli evidenziatori a base di acqua. Per sapere quali sono puoi consultare i cataloghi on line di materiale per cancelleria.
- Ci sono evidenziatori fatti (in tutto o in parte) di plastica riciclata oppure di cartone pressato.
- Esistono anche degli evidenziatori ricaricabili: con un po' di pazienza puoi trovarli, anche on line.
- Non lasciare gli evidenziatori aperti: si seccano facilmente.
Correttori o bianchetti
Il problema
Anche i correttori contengono spesso solventi chimici pericolosi e inquinanti.
La soluzione
Anche in questo caso, preferisci correttori a base di acqua. In alcuni casi trovi sulla confezione l'indicazione “a base di acqua”. Il prezzo è simile e in alcuni casi inferiore a prodotti concorrenti più inquinanti e pericolosi.
[foto Flickr]
mercoledì 24 novembre 2010
Energy Star: risparmia 200 euro per l'energia di computer e stampanti
Energy Star è il marchio europeo per l'efficienza energetica di computer, notebook e stampanti.
Con un Pc e una stampante Energy Star puoi risparmiare 150-200 euro di energia elettrica in 5-6 anni, con una notevole diminuzione dell'inquinamento.
Cerca la stella sul tuo prossimo computer!
Energy Star è il programma dell'Unione Europea dedicato all'efficienza energetica delle apparecchiature per ufficio: computer (desktop, notebook, netbook ecc.), stampanti, scanner, fotocopiatrici, sistemi multifunzione ecc.
Per restare a computer e stampanti, forse avrai notato il bollino Energy Star su qualcuno dei vostri desktop o notebook.
Comprare un Pc o una stampante Energy Star può avere un grosso impatto sui tuoi consumi elettrici. Guarda questo esempio pratico.
Un risparmio complessivo di 150-200 euro per un periodo di 5-6 anni significa circa 30 euro di risparmio all'anno. Pensa quanto puoi risparmiare se hai un piccolo ufficio o solo se in casa avete 2-3 computer.
Computer e stampanti Energy Star non costano di più: forse li avrai già acquistati senza rendertene conto.
Dalla prossima volta, però, prestaci attenzione: farai del bene al tuo portafogli e anche all'ambiente.
Qui trovi la banca dati delle apparecchiature da ufficio Energy Star.
Qui trovi un calcolatore di energia molto sofisticato sul sito Energy Star.
L'Energy Star è in effetti un sistema volontario internazionale di etichettatura per l'efficienza energetica, introdotto nel 1992 dall' Agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente (EPA). Grazie a un accordo con il governo degli Stati Uniti, l'Unione Europea partecipa al sistema Energy Star per quanto riguarda le apparecchiature per ufficio.
Energy Star (con lo stesso logo) esiste dunque anche negli Stati Uniti ma qui riguarda tanti altri oggetti diversi, oltre ai computer: dai frigoriferi ai televisori, dai condizionatori alle lampadine.
Questo significa che anche qui da noi puoi acquistarealtri prodotti Energy Star, oltre ai computer. Un caso tipico sono gli schermi Tv LCD.
Pensate che l'Energy Star 3.0 permetteva, ad esempio, a una televisione da 50 pollici di consumare 318 watt; l'Energy Star 4.0, che inizia ad essere presente in alcuni modelli 2010, fissa una soglia massima di 153 watt (cioè meno della metà) e un consumo in standby inferiore al singolo watt.
Con un Pc e una stampante Energy Star puoi risparmiare 150-200 euro di energia elettrica in 5-6 anni, con una notevole diminuzione dell'inquinamento.
Cerca la stella sul tuo prossimo computer!
Energy Star è il programma dell'Unione Europea dedicato all'efficienza energetica delle apparecchiature per ufficio: computer (desktop, notebook, netbook ecc.), stampanti, scanner, fotocopiatrici, sistemi multifunzione ecc.
Per restare a computer e stampanti, forse avrai notato il bollino Energy Star su qualcuno dei vostri desktop o notebook.
Comprare un Pc o una stampante Energy Star può avere un grosso impatto sui tuoi consumi elettrici. Guarda questo esempio pratico.
[rielaborato dal sito Energy Star dell'Unione Europea]
Stimando una vita media per un computer o una stampante di 5-6 anni (media nella Unione Europea) e un costo dell'elettricità di 0,10 euro per kWh, la migliore efficienza energetica di computer, notebook e stampanti ENERGY STAR potrebbe farti risparmiare da 150 a 200 euro sul consumo energetico per una combinazione PC + stampante.
Un risparmio complessivo di 150-200 euro per un periodo di 5-6 anni significa circa 30 euro di risparmio all'anno. Pensa quanto puoi risparmiare se hai un piccolo ufficio o solo se in casa avete 2-3 computer.
Computer e stampanti Energy Star non costano di più: forse li avrai già acquistati senza rendertene conto.
Dalla prossima volta, però, prestaci attenzione: farai del bene al tuo portafogli e anche all'ambiente.
Qui trovi la banca dati delle apparecchiature da ufficio Energy Star.
Qui trovi un calcolatore di energia molto sofisticato sul sito Energy Star.
L'Energy Star è in effetti un sistema volontario internazionale di etichettatura per l'efficienza energetica, introdotto nel 1992 dall' Agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente (EPA). Grazie a un accordo con il governo degli Stati Uniti, l'Unione Europea partecipa al sistema Energy Star per quanto riguarda le apparecchiature per ufficio.
Energy Star (con lo stesso logo) esiste dunque anche negli Stati Uniti ma qui riguarda tanti altri oggetti diversi, oltre ai computer: dai frigoriferi ai televisori, dai condizionatori alle lampadine.
Questo significa che anche qui da noi puoi acquistarealtri prodotti Energy Star, oltre ai computer. Un caso tipico sono gli schermi Tv LCD.
Pensate che l'Energy Star 3.0 permetteva, ad esempio, a una televisione da 50 pollici di consumare 318 watt; l'Energy Star 4.0, che inizia ad essere presente in alcuni modelli 2010, fissa una soglia massima di 153 watt (cioè meno della metà) e un consumo in standby inferiore al singolo watt.
martedì 23 novembre 2010
Contro i rifiuti una legge a costo zero
Per ridurre i rifiuti occorre la raccolta differenziata porta a porta.
Occorre però sapere facilmente come differenziare i vari rifiuti.
Una legge a costo zero, proposta dal nostro blog, vuole inserire nelle confezioni di tutti i prodotti una "etichetta intelligente dei rifiuti", cioè informazioni chiare sullo smaltimento delle varie parti dell'imballaggio nei rifiuti.
Alcune aziende italiane già lo fanno.
Questo blog non si occupa - almeno apparentemente - di politica. In realtà lo facciamo sempre, in tutti i post, perché ci occupiamo di cose che riguardano tutti noi, come l'ambiente ed il risparmio, e quindi facciamo politica.
Ora però, nell'accezione più comune, oggi ci occupiamo anche di politica.
Vogliamo infatti proporre a tutte le forze politiche una semplice legge a costo zero per migliorare la politica di gestione dei rifiuti.
I rifiuti non sono una cosa da bruciare (come nella logica clientelare degli inceneritori, che qualcuno si ostina a chiamare termovalorizzatori, nonostante la UE abbia chiarito che non si può usare questo termine). I rifiuti sono una risorsa, sono una materia prima rinnovabile, sono una ricchezza. L'importante è defferenziarli in modo adeguato.
A tutt'oggi la soluzione migliore è senza dubbio la raccolta differenziata porta a porta. All'inizio forse è un po' complessa per i cittadini, ma in realtà è la soluzione che dà di gran lunga i migliori risultati.
Con la raccolta porta a porta si arriva con pochi mesi al 60-65% di percentuale di raccolta differenziata: roba che Bertolaso sarebbe rimasto disoccupato già qualche anno fa!
Uno dei problemi di chi fa la raccolta porta a porta è capire precisamente dove vanno i diversi materiali. Ci sono tanti contenitori apparentemente di plastica che però non possono andare nella raccolta differenziata della plastica perché non sono riciclabili. Insomma, indovinare dove buttare i vari rifiuti non è semplicissimo.
Qui interviene la nostra legge. Bisogna rendere obbligatoria su tutte le confezioni e gli imballaggi un'etichetta "segnala rifiuti" che spieghi come differenziare le varie parti delle confezioni. Una cosa del genere la fanno già, di propria iniziativa, alcune aziende, come Coop Italia (vedi immagine sopra), Barilla e Pavesi.
La legge sarebbe a costo zero: basterebbe dare un congruo periodo a tutte le aziende per adeguare le confezioni (diciamo 3-4 anni), in modo da smaltire le giacenze di etichette, scatole e buste, senza avere danni economici.
Con la nostra legge non solo si aiuterebbero i cittadini a smaltire correttamente i rifiuti. Nei fatti si darebbe anche uno strumento per orientare i nostri acquisiti.
Vi faccio un esempio. A volte acquisto (o meglio, acquistavo) una ricarica di bagno schiuma: un sacchetto di plastica molto leggero che serve a ricaricare flaconi e dosatori. Dall'etichetta intelligente sui rifiuti ho scoperto però che questo sacchetto è in "plastica mista" e quindi va tra i rifiuti indifferenziati. In pratica, non è riciclabile. Bene: la prossima volta eviterò di comprarlo.
E voi, cosa ne pensate della legge sui rifiuti proposta dal blog?
Occorre però sapere facilmente come differenziare i vari rifiuti.
Una legge a costo zero, proposta dal nostro blog, vuole inserire nelle confezioni di tutti i prodotti una "etichetta intelligente dei rifiuti", cioè informazioni chiare sullo smaltimento delle varie parti dell'imballaggio nei rifiuti.
Alcune aziende italiane già lo fanno.
Questo blog non si occupa - almeno apparentemente - di politica. In realtà lo facciamo sempre, in tutti i post, perché ci occupiamo di cose che riguardano tutti noi, come l'ambiente ed il risparmio, e quindi facciamo politica.
Ora però, nell'accezione più comune, oggi ci occupiamo anche di politica.
Vogliamo infatti proporre a tutte le forze politiche una semplice legge a costo zero per migliorare la politica di gestione dei rifiuti.
I rifiuti non sono una cosa da bruciare (come nella logica clientelare degli inceneritori, che qualcuno si ostina a chiamare termovalorizzatori, nonostante la UE abbia chiarito che non si può usare questo termine). I rifiuti sono una risorsa, sono una materia prima rinnovabile, sono una ricchezza. L'importante è defferenziarli in modo adeguato.
A tutt'oggi la soluzione migliore è senza dubbio la raccolta differenziata porta a porta. All'inizio forse è un po' complessa per i cittadini, ma in realtà è la soluzione che dà di gran lunga i migliori risultati.
Con la raccolta porta a porta si arriva con pochi mesi al 60-65% di percentuale di raccolta differenziata: roba che Bertolaso sarebbe rimasto disoccupato già qualche anno fa!
Uno dei problemi di chi fa la raccolta porta a porta è capire precisamente dove vanno i diversi materiali. Ci sono tanti contenitori apparentemente di plastica che però non possono andare nella raccolta differenziata della plastica perché non sono riciclabili. Insomma, indovinare dove buttare i vari rifiuti non è semplicissimo.
Qui interviene la nostra legge. Bisogna rendere obbligatoria su tutte le confezioni e gli imballaggi un'etichetta "segnala rifiuti" che spieghi come differenziare le varie parti delle confezioni. Una cosa del genere la fanno già, di propria iniziativa, alcune aziende, come Coop Italia (vedi immagine sopra), Barilla e Pavesi.
La legge sarebbe a costo zero: basterebbe dare un congruo periodo a tutte le aziende per adeguare le confezioni (diciamo 3-4 anni), in modo da smaltire le giacenze di etichette, scatole e buste, senza avere danni economici.
Con la nostra legge non solo si aiuterebbero i cittadini a smaltire correttamente i rifiuti. Nei fatti si darebbe anche uno strumento per orientare i nostri acquisiti.
Vi faccio un esempio. A volte acquisto (o meglio, acquistavo) una ricarica di bagno schiuma: un sacchetto di plastica molto leggero che serve a ricaricare flaconi e dosatori. Dall'etichetta intelligente sui rifiuti ho scoperto però che questo sacchetto è in "plastica mista" e quindi va tra i rifiuti indifferenziati. In pratica, non è riciclabile. Bene: la prossima volta eviterò di comprarlo.
E voi, cosa ne pensate della legge sui rifiuti proposta dal blog?
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lunedì 22 novembre 2010
5 trucchi per il compost
Il compost è il concime organico a costo zero che puoi preparare in casa con il compostaggio dei tuoi rifiuti organici.
Cinque primi consigli per ottenere un compost di qualità:
Scegli il posto adatto
Scegli un posto ombreggiato d'estate, protetto dalla pioggia e senza ristagni d'acqua.
Che cosa puoi compostare?
In teoria tutte le sostanze organiche; in pratica ci vuole una certa esperienza. Devi rispettare alcune regole.
Il compost si fa con tre elementi fondamentali:
Sono compostabili anche le buste o i piatti in plastica biodegradabile ottenuta dal mais o dalle patate: in alcuni supermercati, per esempio, trovi l'insalata già pronta dentro buste di plastica biodegradabile.
Evita invece scarti di carne e di formaggio.
Sminuzza il materiale
Nei limiti del possibile, devi spezzettare tutti i materiali (una buccia di patata si composta prima se la tagli a pezzetti). L'ideale è avere pezzetti di non più di 5-10 cm.
Come formare il cumulo
Inizia dal fondo con uno strato di materiale più grossolano.
Poi segui una semplice regola:
La manutenzione del compost
Controlla regolarmente il cumulo.
Non lasciarlo seccare ma non sommergerlo d'acqua.
Puoi aggiungere cenere di legna (non trattata) del camino o farina di roccia (es. farina d'argilla o bentonite) per ridurre eventuali cattivi odori; queste hanno anche altri effetti positivi. La cenere apporta soprattutto potassio (di solito scarso nel compost) mentre le farine di roccia migliorano la struttura del compost e apportano microelementi utili.
[immagine Shropshire Council]
Cinque primi consigli per ottenere un compost di qualità:
- scegliere il posto adatto
- sapere cosa compostare
- sminuzzare il materiale
- seguire alcune regole per formare il cumulo del compost
- fare la manutenzione giusta
Scegli il posto adatto
Scegli un posto ombreggiato d'estate, protetto dalla pioggia e senza ristagni d'acqua.
Che cosa puoi compostare?
In teoria tutte le sostanze organiche; in pratica ci vuole una certa esperienza. Devi rispettare alcune regole.
Il compost si fa con tre elementi fondamentali:
- scarti di cucina e altre sostanze ricche di azoto: bucce di frutta e verdura, sfalci d’erba, foglie verdi, erbe spontanee, letame;
- sostanze organiche povere d'azoto: foglie secche, paglia, ramoscelli;
- acqua: è indispensabile la giusta umidità.
Sono compostabili anche le buste o i piatti in plastica biodegradabile ottenuta dal mais o dalle patate: in alcuni supermercati, per esempio, trovi l'insalata già pronta dentro buste di plastica biodegradabile.
Evita invece scarti di carne e di formaggio.
Sminuzza il materiale
Nei limiti del possibile, devi spezzettare tutti i materiali (una buccia di patata si composta prima se la tagli a pezzetti). L'ideale è avere pezzetti di non più di 5-10 cm.
Come formare il cumulo
Inizia dal fondo con uno strato di materiale più grossolano.
Poi segui una semplice regola:
- uno strato sottile di sostanze ricche d'azoto (vedi sopra: scarti alimentari ecc.);
- uno strato di foglie secche, paglia, ramoscelli, eventualmente terra, per coprire lo strato precedente;
- umidifica abbondantemente ma senza eccessi.
La manutenzione del compost
Controlla regolarmente il cumulo.
Non lasciarlo seccare ma non sommergerlo d'acqua.
Puoi aggiungere cenere di legna (non trattata) del camino o farina di roccia (es. farina d'argilla o bentonite) per ridurre eventuali cattivi odori; queste hanno anche altri effetti positivi. La cenere apporta soprattutto potassio (di solito scarso nel compost) mentre le farine di roccia migliorano la struttura del compost e apportano microelementi utili.
[immagine Shropshire Council]
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sabato 20 novembre 2010
Bicicletta: stop ai furti
La bicicletta è un mezzo di trasporto ecologico, sano e a basso costo.
Purtroppo in città la bicicletta è sempre a rischio di furto.
Alcuni semplici consigli per difendere la nostra bici dai ladri.
Come usare la catena, il lucchetto e la rastrelliera.
La bicicletta è uno degli strumenti fondamentali per una mobilità sostenibile, cioè in soldoni per girare per le città ed i paesi a basso costo, senza inquinare, facendo un sano esercizio e senza contribuire al traffico.
Uno degli inconvenienti principali, per gli ecociclisti, sono i furti, molto frequenti soprattutto in città. Il furto della bicicletta è fastidioso ed è anche un danno economico, quindi nemico dell'ecorisparmiatore.
Purtroppo, qualunque bicicletta può essere rubata, qualunque sia il nostro “sistema” antifurto. C'è sempre una tronchesi capace di tagliare la nostra catena al “super-metallo-cromato”.
Questi semplici consigli servono però a ridurre i rischi e a non offrire ai ladri la nostra bicicletta su un piatto d'argento:
E tu, hai qualche consiglio utile per proteggere la bicicletta dai ladri?
[foto Flickr]
Purtroppo in città la bicicletta è sempre a rischio di furto.
Alcuni semplici consigli per difendere la nostra bici dai ladri.
Come usare la catena, il lucchetto e la rastrelliera.
La bicicletta è uno degli strumenti fondamentali per una mobilità sostenibile, cioè in soldoni per girare per le città ed i paesi a basso costo, senza inquinare, facendo un sano esercizio e senza contribuire al traffico. Uno degli inconvenienti principali, per gli ecociclisti, sono i furti, molto frequenti soprattutto in città. Il furto della bicicletta è fastidioso ed è anche un danno economico, quindi nemico dell'ecorisparmiatore.
Purtroppo, qualunque bicicletta può essere rubata, qualunque sia il nostro “sistema” antifurto. C'è sempre una tronchesi capace di tagliare la nostra catena al “super-metallo-cromato”.
Questi semplici consigli servono però a ridurre i rischi e a non offrire ai ladri la nostra bicicletta su un piatto d'argento:
- insisti sempre con amici, parenti, scuole, uffici ecc., per poter riparare la bici, quando possibile, in un luogo chiuso e/o recintato;
- usa, quando possibile, le rastrelliere dei parcheggi per biciclette;
- evita di parcheggiare in luoghi troppo isolati, in posti poco visibili e con scarso passaggio di persone;
- rinuncia, sulla bici che usi in città, allo sgancio rapido per ruote e sellino;
- chiudi sempre la bicicletta, anche quando parcheggi per brevi periodi;
- usa un lucchetto e una catena robusti, anche se sono pesanti e più costosi;
- la catena deve legare il telaio e la ruota anteriore ad un elemento ben ancorato al terreno;
- se il luogo del parcheggio è molto “a rischio”, usa due catene e lega anche telaio e ruota posteriore;
- denuncia sempre il furto: serve almeno a far capire che anche le biciclette vanno protette dai ladri. Fai sempre (prima!) una foto della bicicletta e uniscila alla denuncia.
E tu, hai qualche consiglio utile per proteggere la bicicletta dai ladri?
[foto Flickr]
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venerdì 19 novembre 2010
Usare la lavatrice: 5 consigli per risparmiare ed inquinare di meno
Cinque consigli pratici per risparmiare e inquinare di meno usando la lavatrice:
La lavatrice è uno strumento ormai indispensabile nelle nostre case. Non mi sembra il caso, quindi, di porre il problema “lavatrice sì-lavatrice no” quanto piuttosto “lavatrice come?” per risparmiare e inquinare di meno.
Ecco allora cinque primi consigli per risparmiare e contenere l'inquinamento nell'uso quotidiano della lavatrice.
Compra una lavatrice a basso consumo energetico
Se devi cambiare la lavatrice (ovviamente solo perché è rotta e non più riparabile), cerca una lavatrice nuova adatta alle tue necessità (dimensioni, quantità di lavaggio ecc.) ma che sia anche a basso consumo energetico.
Puoi ad esempio cercare le lavatrici con il marchio Ecolabel o comunque verificare sia i consumi di energia elettrica (non vi fidate delle parole del commesso: controlla l'etichetta energetica, come quella della figura qui accanto, o il libretto di istruzioni) sia i consumi di acqua.
Una lavatrice a basso consumo (per capirci, classe A, A+ o A++) consuma da 1,6 a 2,2 kWh per ciclo di lavaggio, mentre un modello tradizionale va da 2,3 a 2,8 kWh.
Usa poco detersivo
Per ogni ciclo di lavaggio il costo del detersivo è più o meno pari al costo in energia elettrica. Quindi, per risparmiare e anche per inquinare di meno i fiumi ed il mare, dosa con attenzione il detersivo. Non seguire a occhi chiusi le indicazioni che trovi su fustini e flaconi (di solito molto abbondanti) ma fai le tue prove, partendo almeno da metà dose. Questo consiglio è valido soprattutto per i detersivi liquidi.
Evita additivi, sbiancanti, “cattura colore”, “cura lavatrici”
Ogni giorno spuntano nuovi e inutili prodotti per lavare in lavatrice. molti di questi sono altamente inquinanti.
Per lavare bene, inquinare poco e risparmiare basta un detersivo (possibilmente Ecolabel o biologico) e un po' di aceto bianco come ammorbidente. Come ammorbidente puoi usare anche il bicarbonato di sodio.
Come sbiancante è utile il percarbonato di sodio, un prodotto non inquinante che trovi anche in alcuni discount a poco prezzo.
Per pulire la lavatrice puoi ogni tanto fare un ciclo di lavaggio senza indumenti, usando la soda Solvay al posto del detersivo. La soda è utile anche per sgrassare panni molto sporchi come gli strofinacci.
Pulisci il filtro della lavatrice
Pulire il filtro ti aiuterà a tenere in efficienza la vostra lavatrice contenendo i consumi e la bolletta dell'elettricità.
Collega la lavatrice all'acqua calda sanitaria
Si tratta di un aspetto un po' tecnico, per cui ti rimando a questa interessante e dettagliata discussione sul forum Informagiovani. L'idea di base è comunque semplicissima.
Per usare la lavatrice occorre scaldare l'acqua. Per scaldare l'acqua si consuma (e si spende) molto di meno usando il gas della nostra caldaia rispetto alla resistenza elettrica della lavatrice stessa.
Studia con attenzione il problema ed eventualmente rivolgiti a un idraulico di fiducia, disposto a capire e risolvere il problema.
http://forum.informagiovani-italia.com/risparmiare-energia-collegando-la-lavatrice-all-acqua-calda-vt15.html
Prossimamente, altri consigli per un uso ecologico ed economico della lavatrice.
- comprare una lavatrice a basso consumo energetico
- usare poco detersivo
- non usare prodotti inutili, come additivi, sbiancanti ecc.
- pulire il filtro della lavatrice
- collegare la lavatrice all'acqua calda sanitaria
La lavatrice è uno strumento ormai indispensabile nelle nostre case. Non mi sembra il caso, quindi, di porre il problema “lavatrice sì-lavatrice no” quanto piuttosto “lavatrice come?” per risparmiare e inquinare di meno.
Ecco allora cinque primi consigli per risparmiare e contenere l'inquinamento nell'uso quotidiano della lavatrice.
Compra una lavatrice a basso consumo energetico
Se devi cambiare la lavatrice (ovviamente solo perché è rotta e non più riparabile), cerca una lavatrice nuova adatta alle tue necessità (dimensioni, quantità di lavaggio ecc.) ma che sia anche a basso consumo energetico.
Puoi ad esempio cercare le lavatrici con il marchio Ecolabel o comunque verificare sia i consumi di energia elettrica (non vi fidate delle parole del commesso: controlla l'etichetta energetica, come quella della figura qui accanto, o il libretto di istruzioni) sia i consumi di acqua.
Una lavatrice a basso consumo (per capirci, classe A, A+ o A++) consuma da 1,6 a 2,2 kWh per ciclo di lavaggio, mentre un modello tradizionale va da 2,3 a 2,8 kWh.
Usa poco detersivo
Per ogni ciclo di lavaggio il costo del detersivo è più o meno pari al costo in energia elettrica. Quindi, per risparmiare e anche per inquinare di meno i fiumi ed il mare, dosa con attenzione il detersivo. Non seguire a occhi chiusi le indicazioni che trovi su fustini e flaconi (di solito molto abbondanti) ma fai le tue prove, partendo almeno da metà dose. Questo consiglio è valido soprattutto per i detersivi liquidi.
Evita additivi, sbiancanti, “cattura colore”, “cura lavatrici”
Ogni giorno spuntano nuovi e inutili prodotti per lavare in lavatrice. molti di questi sono altamente inquinanti.
Per lavare bene, inquinare poco e risparmiare basta un detersivo (possibilmente Ecolabel o biologico) e un po' di aceto bianco come ammorbidente. Come ammorbidente puoi usare anche il bicarbonato di sodio.
Come sbiancante è utile il percarbonato di sodio, un prodotto non inquinante che trovi anche in alcuni discount a poco prezzo.
Per pulire la lavatrice puoi ogni tanto fare un ciclo di lavaggio senza indumenti, usando la soda Solvay al posto del detersivo. La soda è utile anche per sgrassare panni molto sporchi come gli strofinacci.
Pulisci il filtro della lavatrice
Pulire il filtro ti aiuterà a tenere in efficienza la vostra lavatrice contenendo i consumi e la bolletta dell'elettricità.
Collega la lavatrice all'acqua calda sanitaria
Si tratta di un aspetto un po' tecnico, per cui ti rimando a questa interessante e dettagliata discussione sul forum Informagiovani. L'idea di base è comunque semplicissima.
Per usare la lavatrice occorre scaldare l'acqua. Per scaldare l'acqua si consuma (e si spende) molto di meno usando il gas della nostra caldaia rispetto alla resistenza elettrica della lavatrice stessa.
Studia con attenzione il problema ed eventualmente rivolgiti a un idraulico di fiducia, disposto a capire e risolvere il problema.
http://forum.informagiovani-italia.com/risparmiare-energia-collegando-la-lavatrice-all-acqua-calda-vt15.html
Prossimamente, altri consigli per un uso ecologico ed economico della lavatrice.
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giovedì 18 novembre 2010
La pizza biologica fatta in casa
In un forno ho comprato due pizzette (senza mozzarella) al costo di 3,52 euro.
Ho fatto i conti: costavano ben 16 euro al kg!
Per difendere le nostre tasche e la nostra salute, vi consiglio le "pizzette della salute".
Fate la pizza in casa, usando ingredienti dell'agricoltura biologica.
Un bel risparmio e anche un aiuto all'ambiente e alla nostra salute.
Volevo intitolare questo post "Le pizzette della salute" ma poi hanno prevalso le regole del blog. La sostanza, però, non cambia.
Sabato scorso ho comprato in un forno di una ridente cittadina laziale due pizzette, una bianca e una rossa (solo pomodoro, niente mozzarella). Il diametro era di circa 17-18 cm, il peso totale delle due pizzette era di 220 grammi.
Ho pagato 3,52 euro. Non ho avuto la prontezza di riflessi di chiedere il prezzo al kg e di lasciare lì le due pizzette.
Il costo, se qualcuno non ha fatto rapidamente il conto, era di ben 16,00 euro al kg, cioè 32.000 lire del vecchio conio.
Ho pagato due pizzette circa 7.000 lire. Dieci anni fa, prima dell'euro, con 7.000 lire a Roma mangiavi una pizza margherita con una mezza minerale, seduto al tavolo.
Mi sono perso qualcosa? Sapete quanto costa al chilo la farina in un supermercato? Attenzione: un fornaio la compra all'ingrosso a prezzi ben diversi, ovviamente. Qualcosa giustifica un prezzo di 16 euro al kg per una pizzetta?
L'ecoconsumatore attento al risparmio ha una soluzione per difendersi dal "caro-pizzette": fare la pizza (biologica) a casa!
A un prezzo risibile rispetto alle “pizzette della salute”, come le ho ribattezzate, puoi comprare farina biologica, passata di pomodoro biologica, olio biologico e origano biologico.
Puoi anche scegliere di usare, per esempio, una miscela di farina bianca e farina integrale. Puoi aggiungere della mozzarella biologica, anche se nelle pizzette che ho comprato io la mozzarella non c'era.
Insomma, puoi fare quello che vuoi, senza mai arrivare a un costo di 16-euro-16 al kg, anche tenendo conto dei consumi del forno (se il forno è a gas risparmierai ancora un po' di più).
Già che ci siamo, qui trovi una serie di ottime ricette di pizze, focacce e torte salate.
Buon appetito!
[foto Flickr]
Ho fatto i conti: costavano ben 16 euro al kg!
Per difendere le nostre tasche e la nostra salute, vi consiglio le "pizzette della salute".
Fate la pizza in casa, usando ingredienti dell'agricoltura biologica.
Un bel risparmio e anche un aiuto all'ambiente e alla nostra salute.
Volevo intitolare questo post "Le pizzette della salute" ma poi hanno prevalso le regole del blog. La sostanza, però, non cambia.
Sabato scorso ho comprato in un forno di una ridente cittadina laziale due pizzette, una bianca e una rossa (solo pomodoro, niente mozzarella). Il diametro era di circa 17-18 cm, il peso totale delle due pizzette era di 220 grammi.
Ho pagato 3,52 euro. Non ho avuto la prontezza di riflessi di chiedere il prezzo al kg e di lasciare lì le due pizzette.
Il costo, se qualcuno non ha fatto rapidamente il conto, era di ben 16,00 euro al kg, cioè 32.000 lire del vecchio conio.
Ho pagato due pizzette circa 7.000 lire. Dieci anni fa, prima dell'euro, con 7.000 lire a Roma mangiavi una pizza margherita con una mezza minerale, seduto al tavolo.
Mi sono perso qualcosa? Sapete quanto costa al chilo la farina in un supermercato? Attenzione: un fornaio la compra all'ingrosso a prezzi ben diversi, ovviamente. Qualcosa giustifica un prezzo di 16 euro al kg per una pizzetta?
L'ecoconsumatore attento al risparmio ha una soluzione per difendersi dal "caro-pizzette": fare la pizza (biologica) a casa!
A un prezzo risibile rispetto alle “pizzette della salute”, come le ho ribattezzate, puoi comprare farina biologica, passata di pomodoro biologica, olio biologico e origano biologico.
Puoi anche scegliere di usare, per esempio, una miscela di farina bianca e farina integrale. Puoi aggiungere della mozzarella biologica, anche se nelle pizzette che ho comprato io la mozzarella non c'era.
Insomma, puoi fare quello che vuoi, senza mai arrivare a un costo di 16-euro-16 al kg, anche tenendo conto dei consumi del forno (se il forno è a gas risparmierai ancora un po' di più).
Già che ci siamo, qui trovi una serie di ottime ricette di pizze, focacce e torte salate.
Buon appetito!
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mercoledì 17 novembre 2010
Non rompere le scatole: riutilizzale!
Per riordinare soffitte, garage e ripostigli, si possono spender soldi per comprare scatole e contenitori vari.
Oppure si può risparmiare ed evitare di riempire la nostra casa di oggetti superflui.
Basta riutilizzare scatole e contenitori che già abbiamo e che sarebbero destinati ai rifiuti.
Possiamo personalizzare i contenitori rivestendoli di carta, pitturandoli o decorandoli.
Qualche giorno fa mi è capitata tra le mani una rivista di "arredamento, mobili, design, bricolage ecc." dal prevedibile titolo "Casa-qualcosa".
L'occhio mi è andato su un servizio che fatico a definire "articolo giornalistico" perchè evidentemente si tratta di un "publiredazionale pubblicitario". Il servizio era dedicato a come mettere in ordine soffitte, garage, ripostigli, sgabuzzini ecc. Inutile dirvi che l'articolo era in pratica un elenco di consigli per gli acquisti: scatole, scatolette, contenitori di varie marche, tutti con il loro bravo prezzo.
Ora, se dovete attrezzare un ripostiglio è ovvio che avete bisogno di ripiani o scaffalature e che occorre procurarseli (comprarli ma anche cercarli tra amici e parenti che magari devono buttarli).
Per quanto riguarda invece scatole, cassette e contenitori vari, devo dire che spendere dei soldi per riempirci casa di oggetti superflui è davvero inutile. Prima di comprare, guardiamoci attorno. Di sicuro ci arrivano sotto mano scatole e contenitori di ogni tipo che possiamo facilmente riadattare agli usi più vari. Dalle classiche scatole di scarpe riciclate alle cassette dei vini, dalle vaschette-famiglia del gelato a tanti altri contenitori di ogni tipo che riempiono le nostre case.
Se proprio volete essere bravi, potete personalizzare i contenitori, rivestirli con della carta colorata, pitturarli (soprattutto se sono di legno), decorarli, applicare un'etichetta.
Quando ero piccolo, parecchi anni fa, il detersivo per lavatrice era venduto nei fustini cilindrici di cartone. A casa di mia madre ce n'è ancora uno, rivestito di carta colorata e ornato con due bordi di stoffa. Lo usavamo con i miei fratelli per metterci dentro i giocattoli. Quando ero un po' più grande e ho cominciato a giocare a hockey su prato, il fustino è diventato un ottimo contenitore per i bastoni da hockey e per le palline!
Ora è diventato un oggetto della memoria ma serve ancora, dopo tantissimi anni, per contenere degli oggetti. Semplice, no?
[foto Flickr]
Oppure si può risparmiare ed evitare di riempire la nostra casa di oggetti superflui.
Basta riutilizzare scatole e contenitori che già abbiamo e che sarebbero destinati ai rifiuti.
Possiamo personalizzare i contenitori rivestendoli di carta, pitturandoli o decorandoli.
Qualche giorno fa mi è capitata tra le mani una rivista di "arredamento, mobili, design, bricolage ecc." dal prevedibile titolo "Casa-qualcosa".
L'occhio mi è andato su un servizio che fatico a definire "articolo giornalistico" perchè evidentemente si tratta di un "publiredazionale pubblicitario". Il servizio era dedicato a come mettere in ordine soffitte, garage, ripostigli, sgabuzzini ecc. Inutile dirvi che l'articolo era in pratica un elenco di consigli per gli acquisti: scatole, scatolette, contenitori di varie marche, tutti con il loro bravo prezzo.
Ora, se dovete attrezzare un ripostiglio è ovvio che avete bisogno di ripiani o scaffalature e che occorre procurarseli (comprarli ma anche cercarli tra amici e parenti che magari devono buttarli).
Per quanto riguarda invece scatole, cassette e contenitori vari, devo dire che spendere dei soldi per riempirci casa di oggetti superflui è davvero inutile. Prima di comprare, guardiamoci attorno. Di sicuro ci arrivano sotto mano scatole e contenitori di ogni tipo che possiamo facilmente riadattare agli usi più vari. Dalle classiche scatole di scarpe riciclate alle cassette dei vini, dalle vaschette-famiglia del gelato a tanti altri contenitori di ogni tipo che riempiono le nostre case.
Se proprio volete essere bravi, potete personalizzare i contenitori, rivestirli con della carta colorata, pitturarli (soprattutto se sono di legno), decorarli, applicare un'etichetta.
Quando ero piccolo, parecchi anni fa, il detersivo per lavatrice era venduto nei fustini cilindrici di cartone. A casa di mia madre ce n'è ancora uno, rivestito di carta colorata e ornato con due bordi di stoffa. Lo usavamo con i miei fratelli per metterci dentro i giocattoli. Quando ero un po' più grande e ho cominciato a giocare a hockey su prato, il fustino è diventato un ottimo contenitore per i bastoni da hockey e per le palline!
Ora è diventato un oggetto della memoria ma serve ancora, dopo tantissimi anni, per contenere degli oggetti. Semplice, no?
[foto Flickr]
martedì 16 novembre 2010
Compostiera gratis per compostaggio domestico
La compostiera (o composter) è uno strumento utilissimo per trasformare i nostri rifiuti organici (scarti di frutta e verdura, erba falciata, foglie, ma anche cenere di legna, gusci d'uova ecc.) in ottimo concime organico, chiamato compost.
In molte zone d'Italia è possibile avere una compostiera gratis per fare il compostaggio domestico.
I casi di Ferrara, della provincia di Arezzo e della provincia di Cuneo.
Sono sempre di più gli enti locali (comuni, province, ecc.) che offrono ai cittadini la possibilità di avere gratis una compostiera (o composter) per il compostaggio domestico della cosiddetta frazione umida o organica.
La compostiera permette di trasformare i rifiuti organici in un ottime concime da usare nei vasi del balcone o del terrazzo, nel giardino, nel frutteto o nell'orto.
Segnaliamo alcuni esempi.
Compostiera gratis e sconto sulla TIA (la Tariffa di Igiene Ambientale, che sta sostituendo la tassa sui rifiuti solidi urbani) per i cittadini in provincia di Ferrara: qui tutte le informazioni utili.
La provincia di Ferrara offre anche una guida gratuita al compostaggio.
Puoi trovare altre guide gratuite al compostaggio qui.
In provincia di Arezzo, possono avere una compostiera gratis i cittadini dei comuni di: Bucine, Capolona, Castelfranco di Sopra, Castiglion Fibocchi, Cavriglia, Laterina, Loro Ciuffenna, Montevarchi, Pergine Valdarno, Pian di Scò, Pieve Santo Stefano, San Giovanni Valdarno, Subbiano, Terranuova Bracciolini
In provincia di Cuneo gli abitanti dei 54 comuni consorziati nella SEA possono chiedere la compostiera gratis al proprio comune: qui si trovano tutte le informazioni utili.
[foto Flickr]
In molte zone d'Italia è possibile avere una compostiera gratis per fare il compostaggio domestico.
I casi di Ferrara, della provincia di Arezzo e della provincia di Cuneo.
Sono sempre di più gli enti locali (comuni, province, ecc.) che offrono ai cittadini la possibilità di avere gratis una compostiera (o composter) per il compostaggio domestico della cosiddetta frazione umida o organica.
La compostiera permette di trasformare i rifiuti organici in un ottime concime da usare nei vasi del balcone o del terrazzo, nel giardino, nel frutteto o nell'orto.
Segnaliamo alcuni esempi.
Compostiera gratis e sconto sulla TIA (la Tariffa di Igiene Ambientale, che sta sostituendo la tassa sui rifiuti solidi urbani) per i cittadini in provincia di Ferrara: qui tutte le informazioni utili.
La provincia di Ferrara offre anche una guida gratuita al compostaggio.
Puoi trovare altre guide gratuite al compostaggio qui.
In provincia di Arezzo, possono avere una compostiera gratis i cittadini dei comuni di: Bucine, Capolona, Castelfranco di Sopra, Castiglion Fibocchi, Cavriglia, Laterina, Loro Ciuffenna, Montevarchi, Pergine Valdarno, Pian di Scò, Pieve Santo Stefano, San Giovanni Valdarno, Subbiano, Terranuova Bracciolini
In provincia di Cuneo gli abitanti dei 54 comuni consorziati nella SEA possono chiedere la compostiera gratis al proprio comune: qui si trovano tutte le informazioni utili.
[foto Flickr]
Conosci qualche altro comune o ente locale che mette a disposizione dei cittadini una compostiera gratis?
Segnalalo nei commenti del blog.
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lunedì 15 novembre 2010
Risparmio auto: via portasci e portapacchi
Guidare con portasci, barre portapacchi e portabagagli aumenta i consumi di carburante fino al 39%.
Il consiglio è di smontare sempre portasci e barre quando non ci servono.
All'acquisto, preferite accessori con meccanismi di aggancio-sgancio rapido e sicuro.
Un consiglio per la vostra auto: segnate la distanza del portapacchi.
In inverno si va a sciare e, quindi, si montano i portasci sulle auto (a meno di avere una station wagon). Una comodità, senza dubbio. Il problema è che portasci, barre portapacchi e portabiciclette fanno consumare parecchio carburante perché peggiorano l'aerodinamicità dell'auto. Consumi ancora maggiori se si lascia montato il portabagagli.
Molte volte evitiamo di farlo perché si tratta di un lavoro noioso. Per questo conviene risolvere il problema all'origine. Quando comprate un portasci o un portapacchi, chiedete sempre di vedere come si attacca. Meglio spendere un po' di più per avere un portasci o un portapacchi che potete agganciare e sganciare con facilità.
Il mio portapacchi ha richiesto qualche minuto in più la prima volta per misurare con cura le distanze di installazione sull'auto. Da allora, le barre si montano e smontano in non più di 3-minuti-3.
Già che ci siamo, un consiglio che viene dal mio tipo di portapacchi. Nella confezione c'erano anche quattro piccoli adesivi da montare nella parte interna delle portiere dell'auto per avere sempre la distanza precisa per rimontare le barre. In alternativa, potete servirvi di un pennarello indelebile e fare quattro piccoli segni. Un modo per semplificarvi la vita.
[foto dacia.it]
Il consiglio è di smontare sempre portasci e barre quando non ci servono.
All'acquisto, preferite accessori con meccanismi di aggancio-sgancio rapido e sicuro.
Un consiglio per la vostra auto: segnate la distanza del portapacchi.
In inverno si va a sciare e, quindi, si montano i portasci sulle auto (a meno di avere una station wagon). Una comodità, senza dubbio. Il problema è che portasci, barre portapacchi e portabiciclette fanno consumare parecchio carburante perché peggiorano l'aerodinamicità dell'auto. Consumi ancora maggiori se si lascia montato il portabagagli.
I portabagagli e i portasci aumentano il consumo di carburante fino al 39%. Un portasci consuma circa il 7,5% di carburante in più, un portabagagli circa il 16% in più. (fonte ecodrive.ch)Il consiglio allora è uno solo: togliere sempre portasci e portapacchi quando non ci servono.
Molte volte evitiamo di farlo perché si tratta di un lavoro noioso. Per questo conviene risolvere il problema all'origine. Quando comprate un portasci o un portapacchi, chiedete sempre di vedere come si attacca. Meglio spendere un po' di più per avere un portasci o un portapacchi che potete agganciare e sganciare con facilità.
Il mio portapacchi ha richiesto qualche minuto in più la prima volta per misurare con cura le distanze di installazione sull'auto. Da allora, le barre si montano e smontano in non più di 3-minuti-3.
Già che ci siamo, un consiglio che viene dal mio tipo di portapacchi. Nella confezione c'erano anche quattro piccoli adesivi da montare nella parte interna delle portiere dell'auto per avere sempre la distanza precisa per rimontare le barre. In alternativa, potete servirvi di un pennarello indelebile e fare quattro piccoli segni. Un modo per semplificarvi la vita.
[foto dacia.it]
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