Trova i punti vendita dei maggiori produttori di detersivi alla spina.
Puoi acquistare detersivi ecologici e non, anche di origine vegetale, per piatti, pavimenti, bucato, lavatrice ecc.
I detersivi alla spina sono ormai una realtà del nostro consumo. Sono un modo concreto per aiutare l'ambiente, contribuire a ridurre i rifiuti (e quindi anche la cosiddetta “emergenza rifiuti”) e anche un buon risparmio, visto che costano fino al 40% in meno dei detersivi tradizionali, a parità di tipologia.
Una precisazione: non tutti i detersivi alla spina sono anche ecologici. In ogni caso, usando detersivi alla spina si aiuta l'ambiente perché si riduce lo spreco di contenitori di plastica. Se poi i detersivi alla spina sono anche ecologici (Ecolabel, biologici con varie certificazioni ecc.) tanto meglio per noi e per l'ambiente.
Mille Bolle Point offre un'ampia gamma di detersivi alla spina. Per molti prodotti trovate anche la scheda tecnica con i vari componenti. I detersivi Mille Bolle Point non sono ecologici.
Qui trovi i punti vendita Mille Bolle Point.
AQ System produce e distribuisce detersivi ecologici alla spina. Offre sei diversi tipi di detersivo (lavatrice, lana, ammorbidente, piatti, pavimenti e piastrelle, vetri e specchi). I tensioattivi, cioè il componente che ha il potere detergente, sono totalmente di origine vegetale, derivati da cocco, riso, mais, patate ecc.
Nei punti vendita potete trovare anche altri prodotti ecologici, come filtri per l'acqua potabile e prodotti per il risparmio idrico.
Qui trovi i rivenditori dei prodotti AQ System.
Ecogoccia è un marchio di detersivi della Solbat. Li trovate sfusi o anche confezionati. I prodotti sono quattro: piatti, pavimenti, bucato (a mano e in lavatrice) e ammorbidente. Per ogni prodotto trovate nel sito la scheda con l'elenco di tutti i componenti.
Qui trovate i distributori alla spina di detersivi Ecogoccia.
Pizzolotto produce detersivi alla spina con il marchio Neutral e anche per conto di grandi catene di supermercati, come Sidis e Coop. Ogni prodotto Neutral utilizza una formula a base di tensioattivi vegetali, coloranti per uso alimentare e profumi da estratti naturali. Tutti i prodotti contengono Bitrex, una sostanza amarissima ed innocua per prevenire avvelenamenti accidentali. I prodotti sono: piatti, pavimenti, lavatrice, bucato delicato, ammorbidente. Con il marchio Neutral, Pizzolotto produce anche detersivi Ecolabel confezionati.
Qui trovi i punti vendita alla spina Neutral.
I negozi biologici Ecor vendono i detersivi ecologici alla spina a marchio Ecor. Potete trovare: detersivo piatti con aloe vera e oli essenziali di arancio e limone; detersivo delicato per bucato a mano e lavatrice al profumo di Marsiglia; ammorbidente con olio essenziale di lavanda; detersivo per pavimenti con olio essenziale di pino.
Qui trovate l'elenco dei punti vendita Ecor in cui si trovano i detersivi alla spina.
Ci sono, tra gli altri, i supermercati biologici Natura Sì.
In molti punti vendita Ecor trovi altri prodotti alla spina, come ad esempio cereali e legumi.
Il blog degli ecorisparmiatori: far convivere l'ambiente e il portafogli. Consigli pratici per risparmiare e difendere la natura, il clima e la nostra salute
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mercoledì 8 dicembre 2010
domenica 5 dicembre 2010
Miniguida per la riduzione di tovaglioli, asciugatutto e fazzoletti di carta usa e getta
Greenpeace ha fatto una guida, molto utile, per l’acquisto responsabile di carta igienica, rotoloni, tovaglioli e fazzoletti usa e getta.
Qui trovate anche la nostra miniguida per gli ecorisparmiatori alla riduzione o eliminazione del consumo di questi prodotti: un buon modo per risparmiare e ridurre alla fonte l'inquinamento e la distruzione delle foreste.
Parti risparmiando 24 euro all'anno eliminando i rotoloni di carta da cucina.
“Foreste a rotoli” è la nuova guida verde di Greenpeace per l’acquisto responsabile di carta igienica, rotoloni, tovaglioli e fazzoletti usa e getta.
In pratica, un manualetto (che trovate qui) per orientarsi nell'acquisto di questi prodotti, premiando quelli più amici delle foreste.
Una premessa che non ho trovato nella guida (anche se sono sicuro che Greenpeace stessa è consapevole delle questione): almeno nel caso di rotoloni (cioè carta asciugatutto da cucina), tovaglioli e fazzoletti, è possibile limitare al massimo il consumo di prodotti usa e getta, con grande gioia delle foreste del mondo ma anche delle nostre tasche.
Qui vi abbiamo già spiegato come risparmiare 24 euro all'anno eliminando la carta da cucina (asciugatutto o rotoloni).
Ecco allora una miniguida di Ecologia e/è Risparmio alla limitazione del consumo di fazzoletti, rotoloni, tovaglioli e carta igienica.
Carta da cucina o asciugatutto o rotoloni
Da almeno due o tre anni non uso più la carta da cucina. È cominciato per caso perché ci dimenticavamo di comprarla. Abbiamo visto che se ne può fare a meno.
Come? Due o tre “pezzette”, cioè panni in microfibra e simili, e un canovaccio non nuovissimo. Il risultato è che la carta da cucina è uscita dal nostro carrello della spesa dove tra l'altro occupava uno spazio considerevole.
Tovaglioli
Per i tovaglioli, la soluzione è semplice: tovaglioli di stoffa! Certo se fate una festa per quaranta persone è un po' difficile però per i prossimi pranzi di Natale, fino a 10-15 persone, è perfettamente possibile. Non avete forse la lavatrice? Fatela lavorare.
Un consiglio semplicissimo: comprate una bella tovaglia bianca con un buon numero di tovaglioli bianchi per i vostri pranzi numerosi. Potrete pulire più facilmente tovaglia e tovaglioli, anche con l'aiuto della soda. Basterà ravvivare la tavola, ad esempio con un bel centrotavola floreale, e avrete un ottimo effetto.
Carta igienica
Per la carta igienica il consiglio è quello di essere “moderati”!
Fazzoletti di carta
Anche in questo caso la moderazione è d'obbligo. Mi rendo conto che quando infuria il raffreddore, anche per motivi igienici, i fazzoletti di carta possono essere preferibili (peraltro, è igienico buttare decine di fazzoletti sporchi nei cestini di scuole e uffici? Bah...).
In tante occasioni, però, il fazzoletto di carta può essere sostituito dal buon vecchio fazzoletto di stoffa. Spesso, inoltre, i fazzoletti di carta sono adoperati per usi impropri: pensateci e sostituiteli con prodotti non usa e getta. (Un esempio: non avete mai, proprio mai pulito gli occhiali con un fazzoletto di carta? Chiedete una “pezzetta” in più al vostro ottico di fiducia).
A proposito: un consiglio per i superstiziosi. I fazzoletti (di stoffa ma anche di carta) non si regalano!
Un aspetto che Greenpeace non prende in considerazione ma che ritengo importante è l'uso di additivi e sostanze varie, soprattutto sui fazzoletti di carta. Sono sempre più diffusi, infatti, fazzoletti di carta che contengono profumi, balsami e altre sostanze. Sostanze inutili, anzi spesso dannose, perché in certe persone possono provocare allergie e ipersensibilità.
Per la sua classifica Greenpeace ha preso in esame alcuni parametri, combinati tra loro:
Un'altra osservazione. La guida Greenpeace sottolinea l'abuso dei termini “ecologico, eco o green” per prodotti che di ecologico non hanno nulla. Se volete saperne di più, leggete qui.
Di seguito, per gli interessati, una sintesi del comunicato di Greenpeace.
Greenpeace lancia oggi “Foreste a rotoli”, la guida verde per l’acquisto responsabile di carta igienica, rotoloni, tovaglioli e fazzoletti usa e getta. Sono poche le aziende produttrici virtuose come Coop e AS (Gruppo Schlecker). A rischio, nella fascia rossa, i prodotti di Auchan, Sma e Pam. Tra i non classificabili, i prodotti della multinazionale Georgia Pacific, come quelli a marchio Tenderly e Tutto.
La nuova guida di Greenpeace viene promossa anche da un video virale dal titolo “Deforestation Nightmare” interpretato dall’attrice Barbara Tabita, testimonial della campagna Deforestazione Zero di Greenpeace e protagonista della serie televisiva “I Cesaroni”.
Negli ultimi anni la richiesta di polpa di cellulosa per la produzione di carta sta pericolosamente accelerando la distruzione degli ultimi polmoni del pianeta, minacciati dall’irresponsabilità di aziende come Asia Pulp and Paper (APP) e dai loro clienti. Anche l’industria cartaria italiana ha le sue responsabilità: mantenendo rapporti commerciali con multinazionali coinvolte nella deforestazione, anche le aziende italiane rischiano di immettere sul nostro mercato prodotti che causano fenomeni come la distruzione delle foreste e il cambiamento climatico.
Tra le carte igieniche valutate nella guida “Foreste a rotoli” sono solo cinque i prodotti riciclati al 100%: Coop Vivi Verde, Grazie Lucart, Esselunga Riciclata, Carrefour Ecoplanet e AS. Prima di acquistare, però, si deve fare attenzione al nome completo del prodotto: questo perché alcuni marchi, come Carrefour ed Esselunga, producono anche altre tipologie di carta igienica, valutate come insufficienti o addirittura pericolose. Soltanto Coop e AS utilizzano per tutti i propri prodotti esclusivamente carta riciclata e certificata FSC (Forest Stewardship Council).
E i peggiori? Consultando la guida più dell’80% dei prodotti non raggiungono la sufficienza. Tra i non classificabili, infine, Tenderly e tutti i prodotti dall’azienda Georgia Pacific che si è formalmente rifiutata di fornire a Greenpeace le informazioni necessarie per l’inserimento in classifica.
“Le etichette dei prodotti che abbiamo valutato sono molto spesso fuorvianti. Denominazioni come: ‘ecologico’, ‘eco’, ‘green’ fioriscono su prodotti che invece non contengono affatto fibre riciclate o certificate FSC o ne contengono bassissime percentuali. In tutti questi casi c’è poco ‘green’ e molto ‘greenwashing’ - avverte Chiara Campione, responsabile della campagna foreste di Greenpeace Italia.
Per realizzare la guida, Greenpeace ha valutato più di 200 prodotti di circa 30 aziende scegliendo tra quelli più distribuiti negli scaffali dei supermercati. Alle aziende produttrici identificate è stato inviato un questionario nel quale veniva chiesto di indicare le percentuali di fibra riciclata e certificata FSC (Forest Stewardship Council) utilizzata nella produzione e informazioni sul processo di sbianca.
Qui trovate anche la nostra miniguida per gli ecorisparmiatori alla riduzione o eliminazione del consumo di questi prodotti: un buon modo per risparmiare e ridurre alla fonte l'inquinamento e la distruzione delle foreste.
Parti risparmiando 24 euro all'anno eliminando i rotoloni di carta da cucina.
“Foreste a rotoli” è la nuova guida verde di Greenpeace per l’acquisto responsabile di carta igienica, rotoloni, tovaglioli e fazzoletti usa e getta.
In pratica, un manualetto (che trovate qui) per orientarsi nell'acquisto di questi prodotti, premiando quelli più amici delle foreste.
Una premessa che non ho trovato nella guida (anche se sono sicuro che Greenpeace stessa è consapevole delle questione): almeno nel caso di rotoloni (cioè carta asciugatutto da cucina), tovaglioli e fazzoletti, è possibile limitare al massimo il consumo di prodotti usa e getta, con grande gioia delle foreste del mondo ma anche delle nostre tasche.
Qui vi abbiamo già spiegato come risparmiare 24 euro all'anno eliminando la carta da cucina (asciugatutto o rotoloni).
Ecco allora una miniguida di Ecologia e/è Risparmio alla limitazione del consumo di fazzoletti, rotoloni, tovaglioli e carta igienica.
Carta da cucina o asciugatutto o rotoloni
Da almeno due o tre anni non uso più la carta da cucina. È cominciato per caso perché ci dimenticavamo di comprarla. Abbiamo visto che se ne può fare a meno.
Come? Due o tre “pezzette”, cioè panni in microfibra e simili, e un canovaccio non nuovissimo. Il risultato è che la carta da cucina è uscita dal nostro carrello della spesa dove tra l'altro occupava uno spazio considerevole.
Tovaglioli
Per i tovaglioli, la soluzione è semplice: tovaglioli di stoffa! Certo se fate una festa per quaranta persone è un po' difficile però per i prossimi pranzi di Natale, fino a 10-15 persone, è perfettamente possibile. Non avete forse la lavatrice? Fatela lavorare.
Un consiglio semplicissimo: comprate una bella tovaglia bianca con un buon numero di tovaglioli bianchi per i vostri pranzi numerosi. Potrete pulire più facilmente tovaglia e tovaglioli, anche con l'aiuto della soda. Basterà ravvivare la tavola, ad esempio con un bel centrotavola floreale, e avrete un ottimo effetto.
Carta igienica
Per la carta igienica il consiglio è quello di essere “moderati”!
Fazzoletti di carta
Anche in questo caso la moderazione è d'obbligo. Mi rendo conto che quando infuria il raffreddore, anche per motivi igienici, i fazzoletti di carta possono essere preferibili (peraltro, è igienico buttare decine di fazzoletti sporchi nei cestini di scuole e uffici? Bah...).
In tante occasioni, però, il fazzoletto di carta può essere sostituito dal buon vecchio fazzoletto di stoffa. Spesso, inoltre, i fazzoletti di carta sono adoperati per usi impropri: pensateci e sostituiteli con prodotti non usa e getta. (Un esempio: non avete mai, proprio mai pulito gli occhiali con un fazzoletto di carta? Chiedete una “pezzetta” in più al vostro ottico di fiducia).
A proposito: un consiglio per i superstiziosi. I fazzoletti (di stoffa ma anche di carta) non si regalano!
Un aspetto che Greenpeace non prende in considerazione ma che ritengo importante è l'uso di additivi e sostanze varie, soprattutto sui fazzoletti di carta. Sono sempre più diffusi, infatti, fazzoletti di carta che contengono profumi, balsami e altre sostanze. Sostanze inutili, anzi spesso dannose, perché in certe persone possono provocare allergie e ipersensibilità.
Per la sua classifica Greenpeace ha preso in esame alcuni parametri, combinati tra loro:
- uso di carta riciclata
- uso di carta certificata Fsc (dovrebbe esserci anche la certificazione Pefc ma non c'è: questo ha provocato una battaglia di cui francamente mi interessa poco)
- assenza/limitazione dell'uso del cloro, molto inquinante, nello sbiancamento della carta (TCF: Total Chlorine Free e ECF: Elemental Chlorine Free).
Un'altra osservazione. La guida Greenpeace sottolinea l'abuso dei termini “ecologico, eco o green” per prodotti che di ecologico non hanno nulla. Se volete saperne di più, leggete qui.
Di seguito, per gli interessati, una sintesi del comunicato di Greenpeace.
Greenpeace lancia oggi “Foreste a rotoli”, la guida verde per l’acquisto responsabile di carta igienica, rotoloni, tovaglioli e fazzoletti usa e getta. Sono poche le aziende produttrici virtuose come Coop e AS (Gruppo Schlecker). A rischio, nella fascia rossa, i prodotti di Auchan, Sma e Pam. Tra i non classificabili, i prodotti della multinazionale Georgia Pacific, come quelli a marchio Tenderly e Tutto.
La nuova guida di Greenpeace viene promossa anche da un video virale dal titolo “Deforestation Nightmare” interpretato dall’attrice Barbara Tabita, testimonial della campagna Deforestazione Zero di Greenpeace e protagonista della serie televisiva “I Cesaroni”.
Negli ultimi anni la richiesta di polpa di cellulosa per la produzione di carta sta pericolosamente accelerando la distruzione degli ultimi polmoni del pianeta, minacciati dall’irresponsabilità di aziende come Asia Pulp and Paper (APP) e dai loro clienti. Anche l’industria cartaria italiana ha le sue responsabilità: mantenendo rapporti commerciali con multinazionali coinvolte nella deforestazione, anche le aziende italiane rischiano di immettere sul nostro mercato prodotti che causano fenomeni come la distruzione delle foreste e il cambiamento climatico.
Tra le carte igieniche valutate nella guida “Foreste a rotoli” sono solo cinque i prodotti riciclati al 100%: Coop Vivi Verde, Grazie Lucart, Esselunga Riciclata, Carrefour Ecoplanet e AS. Prima di acquistare, però, si deve fare attenzione al nome completo del prodotto: questo perché alcuni marchi, come Carrefour ed Esselunga, producono anche altre tipologie di carta igienica, valutate come insufficienti o addirittura pericolose. Soltanto Coop e AS utilizzano per tutti i propri prodotti esclusivamente carta riciclata e certificata FSC (Forest Stewardship Council).
E i peggiori? Consultando la guida più dell’80% dei prodotti non raggiungono la sufficienza. Tra i non classificabili, infine, Tenderly e tutti i prodotti dall’azienda Georgia Pacific che si è formalmente rifiutata di fornire a Greenpeace le informazioni necessarie per l’inserimento in classifica.
“Le etichette dei prodotti che abbiamo valutato sono molto spesso fuorvianti. Denominazioni come: ‘ecologico’, ‘eco’, ‘green’ fioriscono su prodotti che invece non contengono affatto fibre riciclate o certificate FSC o ne contengono bassissime percentuali. In tutti questi casi c’è poco ‘green’ e molto ‘greenwashing’ - avverte Chiara Campione, responsabile della campagna foreste di Greenpeace Italia.
Per realizzare la guida, Greenpeace ha valutato più di 200 prodotti di circa 30 aziende scegliendo tra quelli più distribuiti negli scaffali dei supermercati. Alle aziende produttrici identificate è stato inviato un questionario nel quale veniva chiesto di indicare le percentuali di fibra riciclata e certificata FSC (Forest Stewardship Council) utilizzata nella produzione e informazioni sul processo di sbianca.
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mercoledì 10 novembre 2010
Veri e falsi prodotti ecologici
In Italia e in Europa non esiste una normativa generale sui prodotti ecologici.
L'unico settore ben regolamentato è quello dei prodotti alimentari biologici.
L'uso dell'ecologia per ripulire l'immagine di prodotti e aziende si chiama "green washing". Istruzioni per l'uso per riconoscere veri e falsi prodotti ecologici, sempre con un occhio al risparmio.
Nel nostro paese, e anche in Europa, purtroppo, non esiste una normativa chiara e univoca sulla definizione di prodotti "ecologici, bio, ecocompatibili ecc. ecc.".
L'unico settore ben regolamentato è quello dei prodotti alimentari biologici: nessuno può usare il nome "biologico" o il prefisso "bio" per un prodotto alimentare senza rispettare le normative europee del settore (reg. CE n.834/2007).
In tutti gli altri settori, dalle vernici alle auto, dai detersivi alle penne, c'è la giungla.
Esistono una serie di certificazioni private, alcune molto serie e rigorose, come ad esempio sui cosmetici.
Esiste poi l'unica certificazione ecologica credibile, a mio parere, quella europea dell'Ecolabel, che risponde a criteri rigorosi, chiari, di pubblico dominio.
Per il resto, ognuno fa come vuole: ecodetersivi, ecostracci da spolvero, biodentifrici, ecoguide, aspirapolveri ecologiche, biosistemi, auto verdi e via discorrendo.L'ecologia e l'ambiente sono un business e quindi via alle "fragranze naturali", al "ridotto impatto" sull'ambiente e così via.
Tra i marchi, pullulano improbabili foglie, spighette, farfalle, coccinelle, fiorellini e lampadine verdi.
In inglese questa ecofurbizia la chiamano "green washing": in pratica, ripulire con il verde l'immagine ecologica di un'azienda, un'organizzazione, un'istituzione. Il green washing è regolamentato, almeno in parte, in alcuni paesi, come Canada, Stati Uniti e Norvegia. In questo paese, per esempio, le automobili non possono essere presentate come "amiche dell'ambiente", sulla base della considerazione che le auto per definizione non possono apportare benefici all'ambiente.
Non sarebbe il caso di fare un po' di chiarezza, una volta per tutte?
Non sarebbe il caso di evitare vere e proprie truffe ai danni dei consumatori?
Vi cito un caso paradossale. Un anno fa avevo comprato un detersivo per piatti con tanto di marchio Ecolabel e a buon prezzo in un discount dove vado molto raramente . Ci ricapito qualche settimana fa e vado a vedere se c'è ancora il detersivo per piatti Ecolabel e magari se è arrivato qualche altro prodotto Ecolabel. Sorpresa! Il detersivo Ecolabel non c'è più. In compenso, tutti i detersivi a marchio del discount sono diventati Eco-qualcosa. Ovviamente, analizzando l'etichetta, non c'è alcun motivo di credere che lo stesso detersivo abbia qualcosa di ecologico, oltre al nome. Non la definireste una truffa?
Istruzioni per l'uso
Come difendersi dai "finti" prodotti ecologici
L'unico settore ben regolamentato è quello dei prodotti alimentari biologici.
L'uso dell'ecologia per ripulire l'immagine di prodotti e aziende si chiama "green washing". Istruzioni per l'uso per riconoscere veri e falsi prodotti ecologici, sempre con un occhio al risparmio.
Nel nostro paese, e anche in Europa, purtroppo, non esiste una normativa chiara e univoca sulla definizione di prodotti "ecologici, bio, ecocompatibili ecc. ecc.".
L'unico settore ben regolamentato è quello dei prodotti alimentari biologici: nessuno può usare il nome "biologico" o il prefisso "bio" per un prodotto alimentare senza rispettare le normative europee del settore (reg. CE n.834/2007).
In tutti gli altri settori, dalle vernici alle auto, dai detersivi alle penne, c'è la giungla.
Esistono una serie di certificazioni private, alcune molto serie e rigorose, come ad esempio sui cosmetici.
Esiste poi l'unica certificazione ecologica credibile, a mio parere, quella europea dell'Ecolabel, che risponde a criteri rigorosi, chiari, di pubblico dominio.
Per il resto, ognuno fa come vuole: ecodetersivi, ecostracci da spolvero, biodentifrici, ecoguide, aspirapolveri ecologiche, biosistemi, auto verdi e via discorrendo.L'ecologia e l'ambiente sono un business e quindi via alle "fragranze naturali", al "ridotto impatto" sull'ambiente e così via.
Tra i marchi, pullulano improbabili foglie, spighette, farfalle, coccinelle, fiorellini e lampadine verdi.
In inglese questa ecofurbizia la chiamano "green washing": in pratica, ripulire con il verde l'immagine ecologica di un'azienda, un'organizzazione, un'istituzione. Il green washing è regolamentato, almeno in parte, in alcuni paesi, come Canada, Stati Uniti e Norvegia. In questo paese, per esempio, le automobili non possono essere presentate come "amiche dell'ambiente", sulla base della considerazione che le auto per definizione non possono apportare benefici all'ambiente.
Non sarebbe il caso di fare un po' di chiarezza, una volta per tutte?
Non sarebbe il caso di evitare vere e proprie truffe ai danni dei consumatori?
Vi cito un caso paradossale. Un anno fa avevo comprato un detersivo per piatti con tanto di marchio Ecolabel e a buon prezzo in un discount dove vado molto raramente . Ci ricapito qualche settimana fa e vado a vedere se c'è ancora il detersivo per piatti Ecolabel e magari se è arrivato qualche altro prodotto Ecolabel. Sorpresa! Il detersivo Ecolabel non c'è più. In compenso, tutti i detersivi a marchio del discount sono diventati Eco-qualcosa. Ovviamente, analizzando l'etichetta, non c'è alcun motivo di credere che lo stesso detersivo abbia qualcosa di ecologico, oltre al nome. Non la definireste una truffa?
Istruzioni per l'uso
Come difendersi dai "finti" prodotti ecologici
- Cerca nell'etichetta il marchio Ecolabel: se c'è, sai precisamente cosa stai comprando.
- Per i prodotti derivati dal legno e dalla carta, esistono due marchi mondiali seri di certificazione forestale, Fsc e Pefc. Anche in questo caso, occorre sapere di preciso cosa significano. Principalmente fanno riferimento allo sfruttamento controllato delle foreste (su questo tema torneremo in futuro).
- Se trovi altri marchi o diciture ecologiche, più o meno vere, prima diffida: controlla, verifica, informati, poi acquista solo quando sei consapevole.
- Molti prodotti perfettamente ecologici, come il bicarbonato di sodio o la soda, spesso non riportano sulla confezione nessun riferimento alle loro "virtù ecologiche": tienilo presente!
- Personalmente, non mi fido neanche delle formule "approvato dall'associazione ambientalista Alfa o dalla associazione di consumatori Beta". Verificate sempre anche queste situazioni. In alcuni casi, per esempio, il prodotto è perfettamente NON ecologico ma magari l'azienda produttrice dona un millesimo di euro per la protezione della capra del Borneo: un perfetto caso di "green washing". Francamente, mi sembra una presa in giro.
- Cerca sempre di tenerti informato, ad esempio leggendo il blog Ecologia e/è Risparmio!
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lunedì 8 novembre 2010
Detersivi Ecolabel al discount
I detersivi ecologici costano in alcuni casi molto cari. Inoltre, restano sempre valide le considerazioni sui veri e falsi prodotti ecologici.
Un marchio di cui possiamo fidarci è, come abbiamo ripetuto più volte, l'Ecolabel, il marchio ecologico dell'Unione Europea.
Detersivi Ecolabel li trovate anche nei discount a prezzi abbordabili: più o meno il costo di un analogo prodotto più inquinante e sicuramente meno dei cosiddetti "prodotti di marca", reclamizzati dalla televisione.
E' il caso di Lidl con la sua linea W5Eco.
I prodotti disponibili sono:
Un esempio: un litro di detergente per il WC costa 1,29 euro.
Le confezioni sono riciclabili al 100% (in piena emergenza "mondezza" la cosa è importantissima).
Un marchio di cui possiamo fidarci è, come abbiamo ripetuto più volte, l'Ecolabel, il marchio ecologico dell'Unione Europea.
Detersivi Ecolabel li trovate anche nei discount a prezzi abbordabili: più o meno il costo di un analogo prodotto più inquinante e sicuramente meno dei cosiddetti "prodotti di marca", reclamizzati dalla televisione.
E' il caso di Lidl con la sua linea W5Eco.
I prodotti disponibili sono:
- le tavolette per la lavastoviglie (molto comode, almeno per la mia esperienza)
- il detergente per i vetri
- il detersivo liquido per pavimenti e superfici lavabili
- il sapone liquido per i piatti
- il detergente per il WC.
Un esempio: un litro di detergente per il WC costa 1,29 euro.
Le confezioni sono riciclabili al 100% (in piena emergenza "mondezza" la cosa è importantissima).
giovedì 3 giugno 2010
Detersivi Ecolabel: risparmia e proteggi l'ambiente
Il marchio Ecolabel è il marchio di certificazione ambientale dell'Unione Europea. E' nato nel 1992 e riguarda sia i prodotti (come la carta per fotocopie, i detersivi o le vernici), sia i servizi, come quelli turistici (alberghi, agriturismi, rifugi alpini).
Per sapere che cos'è l'Ecolabel puoi leggere questo articolo.
Per avere notizie e dati in dettaglio, potete leggere la Guida Ecolabel dell'Ispra. Qui trovate anche un elenco aggiornato di tutte le aziende italiane che fanno prodotti ecolabel nei diversi settori.
Oggi ci soffermiamo sui detersivi ed i prodotti per la pulizia della casa Ecolabel. Ce ne sono ormai di tanti tipi, dalle pasticche per lavastoviglie (di cui abbiamo già parlato) ai detersivi per lavatrice, al liquido multiuso per vetri e superfici lavabili al detergente per il water.
I detersivi Ecolabel potete trovarli in ormai in tante catene di supermercati e discount a prezzi accettabili. Li trovate, per esempio, alla Coop (con il marchio Vivi Verde), all'Esselunga, al Lidl (marchio W5 ECO ), al Todis (marchio Neutral) e in tante altre catene. I prezzi sono gli stessi di altri prodotti concorrenti e, in alcuni casi, anche più bassi. Trovate detersivi e prodotti Ecolabel anche in alcuni distributori alla spina. Ci sono prodotti professionali per le pulizie a marchio Ecolabel (per l'elenco dei produttori, vedi sopra la Guida Ecolabel dell'Ispra).
Quando andate a fare la spesa, quindi, date un'occhiata nello scaffale dei detersivi e cercate il fiore Ecolabel. Forse non sono così "ecologici" come i detersivi biologici (che però ancora oggi non rispondono a una precisa normativa italiana o comunitaria) ma sono decisamente meno cari.
Qui potete scaricare un opuscolo dell'Unione Europea (in italiano) sui detersivi Ecolabel.
Il primo trucco per risparmiare è comunque sempre quello di non comprare detersivi e altri prodotti (Ecolabel, ecologici, normali e/o di altro genere) quando non ci servono o sono superflui.
Ricordate sempre i sei amici per la pulizia della casa, tutti prodotti a basso costo: aceto bianco, bicarbonato di sodio, soda Solvay, acido borico, succo di limone, sapone naturale (es. di Marsiglia). Aggiungete acqua e olio (di gomito!) e il gioco è fatto.
Per sapere che cos'è l'Ecolabel puoi leggere questo articolo.
Per avere notizie e dati in dettaglio, potete leggere la Guida Ecolabel dell'Ispra. Qui trovate anche un elenco aggiornato di tutte le aziende italiane che fanno prodotti ecolabel nei diversi settori.
Oggi ci soffermiamo sui detersivi ed i prodotti per la pulizia della casa Ecolabel. Ce ne sono ormai di tanti tipi, dalle pasticche per lavastoviglie (di cui abbiamo già parlato) ai detersivi per lavatrice, al liquido multiuso per vetri e superfici lavabili al detergente per il water.
I detersivi Ecolabel potete trovarli in ormai in tante catene di supermercati e discount a prezzi accettabili. Li trovate, per esempio, alla Coop (con il marchio Vivi Verde), all'Esselunga, al Lidl (marchio W5 ECO ), al Todis (marchio Neutral) e in tante altre catene. I prezzi sono gli stessi di altri prodotti concorrenti e, in alcuni casi, anche più bassi. Trovate detersivi e prodotti Ecolabel anche in alcuni distributori alla spina. Ci sono prodotti professionali per le pulizie a marchio Ecolabel (per l'elenco dei produttori, vedi sopra la Guida Ecolabel dell'Ispra).
Quando andate a fare la spesa, quindi, date un'occhiata nello scaffale dei detersivi e cercate il fiore Ecolabel. Forse non sono così "ecologici" come i detersivi biologici (che però ancora oggi non rispondono a una precisa normativa italiana o comunitaria) ma sono decisamente meno cari.
Qui potete scaricare un opuscolo dell'Unione Europea (in italiano) sui detersivi Ecolabel.
Il primo trucco per risparmiare è comunque sempre quello di non comprare detersivi e altri prodotti (Ecolabel, ecologici, normali e/o di altro genere) quando non ci servono o sono superflui.
Ricordate sempre i sei amici per la pulizia della casa, tutti prodotti a basso costo: aceto bianco, bicarbonato di sodio, soda Solvay, acido borico, succo di limone, sapone naturale (es. di Marsiglia). Aggiungete acqua e olio (di gomito!) e il gioco è fatto.
E voi, usate altri detersivi e prodotti per la pulizia Ecolabel? Segnalateli nei commenti.
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mercoledì 22 aprile 2009
Rispamiare soldi senza inquinare usando la lavastoviglie
Vediamo come usare la lavastoviglie al meglio risparmiando soldi e inquinando meno.1. Meglio la lavastoviglie o il lavaggio a mano?
Difficile risposta: qui non ci poniamo il problema perché tocca pure vivere e la lavastoviglie, se ben usata, è uno strumento davvero utile ed efficiente che ci fa risparmiare tempo e fatica.
2. Istruzioni per il lavaggio
Le istruzioni principali sono simili a quelle che valgono per la lavatrice: cercate sempre di lavare a pieno carico e di usare il programma più adatto, provando a preferire i programmi a temperature più basse (meno corrente elettrica necessaria per scaldare l'acqua = più risparmio di soldi e di energia = meno inquinamento).
Se vi avanza dello spazio, provate a lavare oggetti come parti del forno (griglie ecc.) o del piano cottura (le varie parti dei fornelli): i risultati sono spesso sorprendenti!
Maggiori informazioni, molto utili, le trovate in questo opuscolo gratuito dell'Enea.
3. Quale detersivo usare?
Ormai in molti supermercati trovate vari tipi di detersivi per lavastoviglie "ecologici": per esempio, non è difficile trovare tavolette di detersivo a marchio Ecolabel. Il prezzo non è molto più alto dei detersivi tradizionali, soprattutto se evitiamo le marche più famose e pubblicizzate.
Credo inoltre che sia possibile trovare il detersivo per lavastoviglie anche in alcuni distributori alla spina.
Per chi vuole provare a farsi da solo un detersivo ecologico per lavastoviglie, trovate le istruzioni qui, nel sito dei Detersivi Bioallegri.
4. Risparmiate evitando le cose inutili
Se guardate nel corrispondente scaffale del supermercato, troverete una miriade di prodotti inutili: cura-lavastoviglie, deodoranti per lavastoviglie con varie profumazioni, sale per lavastoviglie, un fantomatico prodotto "asciugarapido" e infine il famigerato, costoso e molto inquinante brillantante.
Come regolarsi?
Non comprate nulla di tutto questo! Sono prodotti inutili, costosi, inquinanti.
Se pulite spesso il filtro e usate la lavastoviglie di frequente, grandi problemi di cattivi odori non ci dovrebbero essere. Al limite, fate un risciacquo a vuoto versando un po' di aceto direttamente nella lavastoviglie.
Al posto del brillantante, potete versare nell'apposito scompartimento dell'aceto e regolare l'intensità al massimo. Potete anche usare l'acido citrico in soluzione al 15%.
Un'avvertenza: evitate di aggiungere l'aceto nella vaschetta del detersivo perché finirebbero per contrastarsi a vicenda, diminuendo l'efficacia.
Per il sale, sfido chiunque a dimostrare che il normale sale grosso non sia perfettamente uguale al cosiddetto sale per lavastoviglie. E' importante aggiungere sempre il sale quando richiesto!
Ogni tanto, potete anche fare un lavaggio usando la comune soda per ripulire meglio la lavastoviglie: in situazioni di emergenza potete anche usarla al posto del detersivo ed il risultato finale sarà comunque buono.
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