Il blog degli ecorisparmiatori: far convivere l'ambiente e il portafogli. Consigli pratici per risparmiare e difendere la natura, il clima e la nostra salute

venerdì 5 novembre 2010

Print Friendly: ecologia e risparmio al computer

Oggi vi segnalo un sito web utilissimo per risparmiare carta e toner/inchiostro della vostra stampante.
Print Friendly & PDF vi permette di stampare o salvare come file PDF qualunque pagina web, evitando gli effetti disastrosi che spesso ottenete usando la funzione "Anteprima di stampa" del vostro browser (nel mio caso, Firefox di Mozilla). Non è raro, infatti, che l'anteprima di una pagina web produca dieci e più pagine da stampare, quando magari il testo principale non occuperebbe più di una o due pagine. L'effetto lo potete vedere qui.

Con Print Friendly il problema è risolto: inserite l'indirizzo della pagina web che vi interessa nella homepage di Print Friendly e otterrete una pagina adatta ad essere stampata, senza vuoti o effetti strani. Inoltre, potete aggiustare la pagina da stampare alle vostre esigenze, ad esempio eliminando le foto o tagliando delle parti che non vi servono.

Una volta che avete fatto le modifiche che preferite, potete scegliere tra quattro opzioni:
  • stampare la pagina
  • creare un file PDF (ottima soluzione per conservare la pagina nel vostro computer senza sprecare carta inutile)
  • inviare la pagina per email
  • segnalarla su Twitter.
Avete poi la possibilità di aggiungere Print Friendly direttamente nel vostro browser da questa pagina: trovate i tool adatti per Explorer, Firefox, Chrome e Safari.

giovedì 4 novembre 2010

Riscaldamento: italiani spreconi, troppe ore di accensione

E' ora di accendere i riscaldamenti: una bella comodità, senza dubbio, ma anche una bella spesa per le nostre tasche.

Un'indagine di Altroconsumo ha rivelato che gli italiani rispettano poco le regole imposte sui periodi e gli orari di accensione dei riscaldamenti, come pure la necessità di abbassare il riscaldamento di notte. L'indagine ha coinvolto 4.400 famiglie italiane.

I più indisciplinati sono gli abitanti della zona climatica B (in cui paradossalmente ci sono città decisamente calde, come Palermo e Reggio Calabria). Il periodo consentito per accendere il riscaldamento va dal 1 dicembre al 31 marzo. Ebbene, addirittura il 42% va ben oltre questi limiti.
Gli abitanti della zona E (con città come Milano, Torino e Bologna) sono invece i più distratti per il numero di ore e per l'accensione notturna. Potrebbero tenere acceso l'impianto di riscaldamento per ben 14 ore al giorno, ma questo periodo non basta al 14% degli intervistati. Va peggio per il divieto notturno, che è rispettato solo da 38 famiglie su 100.

Inutile aggiungere che grandi sprechi sul riscaldamento si fanno anche in tanti uffici ed edifici pubblici, dove spesso troviamo finestre aperte per tutto l'inverno.

Sprecare sul riscaldamento non vuol dire solo buttare soldi ma anche inquinare, soprattutto per la produzione di CO2 e per il conseguente effetto serra.

Per sapere in quale zona rientra il comune in cui abitate e quali sono le norme sull'accensione del riscaldamento, potete consultare questa pagina web.

Prossimamente su Ecologia e/é Risparmio i consigli per risparmiare sul riscaldamento della vostra casa.
[foto Flickr]

martedì 2 novembre 2010

Cucinare con gli avanzi: verdure e frutta

I numeri dello spreco quotidiano di cibo sono impressionanti. Buttiamo pane, carne, uova, verdure, frutta: di tutto. Le quantità sono enormi. Solo per ricapitolare le idee, qui trovate qualche numero (fonte Sos Consumatori).


  • 4 miliardi di euro è il valore di alimenti che ogni anno finiscono nei rifiuti in Italia
  • Ogni giorno il 15% di pane e pasta sono gettati via
  • Il 18% invece della carne e il 12% di verdura ed ortaggi
  • 1,5 milioni di tonnellate il totale degli alimenti eliminati

  • Negli Usa il 40-50% del cibo viene sprecato
  • In Inghilterra il 30-40% del cibo finisce nella spazzatura
  • 20 miliardi di sterline il valore del cibo scartato dalla fattoria al frigorifero, il che corrisponde a 5 volte il valore degli aiuti inglesi ai paesi poveri
  • 150 milioni le persone del Terzo Mondo che potrebbero essere sfamate dal cibo gettato
  • 852 milioni di persone nel Mondo sono sottoalimentate


E' uno scandalo ed è anche una perdita di soldi che finiscono nel secchio della mondezza.
La nostra risposta è l'ecologia degli avanzi.
Impariamo con qualche semplice consiglio a  "ripulire" il frigo prima di arrivare alla situazione di non ritorno che ci obbliga a buttare ottimo cibo. Dopo il pane, oggi ci occupiamo di verdure e frutta.


Recuperare le verdure: minestrone, caponata, ratatuja e altre delizie
Patate intristite, carote ammosciate e cavoli vecchiotti? Possiamo recuperare tutto con tante ricette saporite. Verdure gratinate e passati, creme di verdura e minestre, le soluzioni sono tantissime. Lava bene le verdure, togli qualche pezzetto rovinato e... al lavoro!
Se le verdure sono biologiche, tanto meglio, soprattutto perché puoi recuperare qualche foglia esterna che spesso eliminiamo per paura dei pesticidi.
Una soluzione sempre a portata di mano (e di coltello!), d'inverno ma anche d'estate, è il classico minestrone. Qui trovate una ricetta semplice e molto gustosa.
Dalla cucina piemontese ci viene in soccorso la ratatuja, che può dare accoglienza a patate, sedano, cipolle, fagiolini, carote, zucchine, peperoni, pomodori, melanzane, aglio e prezzemolo.
Un'altra ricetta simile, sotto il nome di ciabotte, fricandò o caponata, la trovate qui.
Ci sono anche le polpette vegetariane; poi ti consiglio altre ricette per recuperare finocchi, radicchio e melanzane.


Recuperare la frutta: la macedonia
Pere un po' ammaccate, banane stramature, arance con una piccola parte rovinata... l'elenco della frutta che finiamo per buttare è lunghissimo.
Un modo per svuotare il frigo e fare tutti contenti è la classica macedonia.
Visto che siamo in inverno, ti dò qualche consiglio "stagionale":
  • tieni nel congelatore una busta di frutti di bosco surgelati: ti permetteranno di dare un tocco più estivo e saporito alle macedonie invernali;
  • per migliorare il contenuto dietetico, puoi aggiungere un po' di frutta secca: noci, mandorle e nocciole fanno bene e danno un gusto nuovo;
  • non esagerare con lo zucchero; se puoi preferisci lo zucchero di canna integrale grezzo, meglio ancora se biologico;
  • qualche fogliolina di menta non ci sta male;
  • nella macedonia puoi spremere anche parti di arance, mandarini, clementine e pompelmi, dopo aver eliminato qualche porzione rovinata.

Se volete invece una ricetta estiva ed esotica, ecco la macedonia di pesche e tequila.

venerdì 29 ottobre 2010

L' auto a GPL o a metano risparmia e protegge l'ambiente

Per non inquinare l'auto bisognerebbe non averla ma nella vita moderna questo è spesso impossibile.

Un modo per risparmiare in maniera sostanziale e, al tempo stesso, dare una mano all'ambiente è quello di comprare un'auto alimentata a GPL o a metano.
Potete risparmiare, orientativamente, circa il 40% (GPL) e anche oltre il 50% (metano) rispetto alla benzina cosiddetta "verde". 

Qui potete fare due conti e vedere quanto vi conviene usare il GPL o il metano.

Alcune considerazioni utili per l'acquisto e l'uso.

Il metano fa risparmiare più del GPL e inquina meno del GPL
Il problema è che i distributori a metano sono più rari; in alcune zone (tipo la Romagna) ne trovate un buon numero ma in altre aree sono pochissimi. Io ho il primo distributore di metano a 25-30 km da casa e, oltre tutto, lungo una direzione che percorro raramente. Per questo ho preferito il GPL.

Comprate un'auto con l'impianto GPL o metano già installato
Se potete, vi consiglio di comprare un'auto che esce dalla casa produttrice con l'impianto a GPL o a metano già installato. Questo limita la scelta all'acquisto ma secondo me semplifica molto le cose e vi dà maggiori garanzie di un'ottima riuscita. Potete usufruire di incentivi molto interessanti (più alti per le auto a metano). Nei fatti i costi sono pressoché uguali, o poco superiori, a quelli dello stesso modello di auto alimentata a benzina.

Installare l'impianto GPL o metano su auto usate è possibile e anzi consigliabile, ma fate attenzione
Tenete conto che su alcune auto, soprattutto se sono poco diffuse, l'impianto potrà dare dei problemi per il semplice motivo che l'installatore non ha mai sperimentato quel modello. In ogni caso, andate sempre dal concessionario della vostra auto e chiedete esplicitamente se sulla vostra auto si può montare l'impianto GPL o metano.

Usate con regolarità anche l'alimentazione a benzina
Bastano brevi tratti, percorsi a intervalli non troppo lunghi (diciamo una volta a settimana), per mantenere l'auto in perfetta efficienza anche per la sua parte a benzina.

Fate la manutenzione dell'impianto GPL o metano con regolarità
Se volete risparmiare davvero, ridurre al minimo i problemi, inquinare di meno e guidare tranquilli, dovete essere ancora più scrupolosi per la manutenzione, rispettando gli intervalli consigliati (di solito, 10.000 chilometri).
Prossimamente nel blog altri consigli e idee per chi usa (o vuole usare) un'auto a GPL o a metano.

giovedì 28 ottobre 2010

L'amido di mais è ecologico e utile in casa

L'amido di mais (o maizena) è una farina bianca che si ottiene dal mais. Si usa in cucina come addensante o nei dolci per renderli più soffici. E' adatto alle persone celiache, cioè intolleranti al glutine, che tollerano bene le proteine del mais.

L'amido di mais è anche un prodotto ecologico e a basso costo che si può usare in casa per vari usi.
Vediamone alcuni.

Pulire tappeti e moquette
Unire una parte di bicarbonato di sodio e due di amido di mais. Spargere sul tappeto e aspirare dopo 20-30 minuti. Potete anche applicarlo localmente su macchie di unto o grasso.

Pulire gli animali di peluche e le bambole di stoffa
Strofinare orsacchiotti e coniglietti con l'amido di mais, lasciare agire per dieci minuti e poi spazzolare o aspirare.

Pulire macchie di grasso o di olio
Strofinare bene la macchia con l'amido di mais e poi spazzolarlo via. Lavare poi normalmente.

Lavare i piatti
Se avete terminato il detersivo (ecologico) per i piatti, usate una pasta di acqua e amido di mais.

Pediluvio ecologico
Un pediluvio con acqua tiepida e amido di mais è utile per ammorbidire la pelle.

Shampoo secco con l'amido di mais
In condizioni di emergenza, provate a massaggiare i capelli con dell'amido di mais, lasciate agire per un minuto e poi spazzolate i capelli. Utile durante l'influenza o in ospedale.

Chiudere piccoli buchi su un muro bianco
Preparare una pasta con amido di mais e sale fino in parti uguali, impastati con poca acqua. Riempire il buco usando una spatolina.

[fot Ars Usda]

mercoledì 27 ottobre 2010

Ecologia e risparmio anche ad Halloween

Premesso che Halloween mi lascia totalmente indifferente, devo ammettere che ormai questa festa anglosassone, sotto la spinta di interessi commerciali, è dilagata anche da noi. Da giorni vedo tonnellate di zucche in giro e poi addobbi, costumi e tante altre cose costose, inutili ed inquinanti. Sempre poco rispetto agli Stati Uniti, inventori della festa, dove si spendono circa 6 miliardi di dollari (!).

Se proprio dobbiamo, allora, ecco qualche consiglio per festeggiare Halloween risparmiando e senza inquinare.


Maschere, vestiti e travestimenti
Ad Halloween il travestimento deve essere orribile, quindi abbiamo tanto spazio per la creatività. Non sprecate soldi per un  costume già confezionato, non ne vale la pena. Vecchi abiti, vecchi oggetti da riciclare, fantasia: è semplice farsi un costume di Halloween a buon prezzo, riutilizzando cose consumate, inutilizzate e da buttare.

Trovate alcuni utilissimi consigli sui costumi di Halloween qui: vampiri, zombi, dottori pazzi e la classica strega.


Decorazioni per la festa
Evitate di comprare decorazioni già fatte e, se proprio le comprate, ricordate di conservarle per l'anno prossimo.
Visto il tema di Halloween, potete sbizzarrirvi a preparare decorazioni usando vecchie scope, pentole, foglie e rami secchi, ricci di castagne e castagne (che poi potrete sempre mangiare!), addobbi orripilanti fatti con vecchi cartoni dipinti con pitture atossiche, oltre alle ormai classiche zucche (è un peccato sprecarle ma magari con un po' di pazienza si recupera la polpa per cucinarla e si ricompone l'esterno della zucca mostruosa).
Su Internet trovate consigli per tutti i gusti. Solo nel sito di Art Attack ho trovato: una mano verde mostruosa; l'impronta di un gigante; dei disgustosi avanzi di cibo; un dragone; un mostro da cestino; la casa degli spettri; occhi e bocche deformi ecc. Il tutto solo con fantasia, "carta e un po' di colla vinilica! Fatto?".
Anche le decorazioni "fai da te" si possono conservare almeno per qualche anno: basta una scatola nel ripostiglio o in soffitta, simile a quella in cui riponete le decorazioni dell'albero di Natale e le statuine del presepe.


Cena o merenda
Evitiamo, in ogni caso, piatti e bicchieri di plastica "usa e getta". Un consiglio utile, soprattutto se organizzate una festa per bambine/bambini, è quello di comprare piatti e bicchieri di plastica da lavare e riutilizzare. Costano un po' di più, ovviamente, ma si ripagano dopo qualche festa. Io ho comprato quelli di una nota azienda svedese: sono colorati e soprattutto lavabili in lavastoviglie.
Al posto della tovaglia di carta, non scartate l'idea di comprare una volta per tutte una bella tovaglia di cotone color "arancione zucca". In alternativa, tovaglia bianca con vari addobbi e centro-tavola mostruosi.
I tovaglioli di carta, se necessari, almeno comprateli di carta riciclata o di provenienza certificata (Fsc o Pefc). 
Se possibile, comprate alimenti biologici e/o locali. Qui trovate tante idee veloci per stuzzichini, dolci, focacce, pizze e altre ricette facili e adatte a una festa.


Dolcetto o scherzetto?
Due piccoli consigli: se i vostri figli vanno all'avventura al grido di "dolcetto o scherzetto?", dotateli di una borsa rigorosamente di stoffa.
Inoltre, invece di comprare dolciumi industriali, fate qualche biscotto o altri dolcetti che vi vengono bene, magari adattati al clima magico e orrendo di Halloween. Potete per esempio preparare i biscotti scheletrini oppure i biscotti fantasmini.


E voi, avete qualche altro consiglio per una festa (di Halloween) all'insegna dell'allegria ma anche dell'ecologia e del risparmio?

[foto Flickr]

martedì 26 ottobre 2010

Risparmiare energia elettrica: cinque consigli semplicissimi

Risparmiare energia elettrica è la prima fonte di energia alternativa, rinnovabile e pulita.

Invece di pensare al nucleare (una fonte energetica pericolosa, superata e costosa), bisognerebbe realizzare subito una capillare campagna per il risparmio energetico, a partire dagli edifici pubblici.

Intanto, possiamo alleggerire la nostra bolletta elettrica seguendo alcuni piccoli consigli, che non comportano nessun vero sacrificio: nessuno ci chiede di stare al buio o al freddo ma solo di avere un po' di attenzione.

  1. Sostituiamo le lampadine a incandescenza con lampadine a risparmio energetico, come le fluorescenti compatte. Anche le alogene, a parità di luce prodotta, fanno risparmiare: circa il 30% in meno rispetto alle lampadine a incandescenza. Considerate anche le nuove lampadine a LED o diodi luminosi.
  2. Spegniamo le luci quando non ci servono: se usciamo dalla camera, spegniamo la luce. Se nella stessa camera abbiamo due o tre luci accese contemporaneamente e non ci servono tutte, spegniamo quelle inutili.
  3. Installiamo, quando possibile, degli interruttori a tempo, ad es. nelle scale di piccoli condomini o in soffitte e cantine.
  4. Puliamo spesso le lampadine (occhio alle alogene!). La polvere può ridurre del 10% la capacità di illuminazione. Puliamo anche lampade e paralumi.
  5. Non lasciamo mai gli apparecchi elettronici in stand by. Spegniamo sempre la lucina rossa del televisore, stacchiamo il portatile dalla presa di corrente: il risparmio è superiore a quanto potete immaginare. Per avere qualche consiglio sul tema (per esempio come risparmiare con le “ciabatte”) leggi qui.

[foto Flickr]

sabato 23 ottobre 2010

Una guida al consumo critico dell'acqua

L'acqua minerale pesa sulle nostre tasche. Noi italiani siamo tra i maggiori consumatori di acqua imbottigliata nel mondo, pur avendo quasi dappertutto un'ottima acqua del rubinetto a costi irrisori. Comprare acqua minerale costa caro (moltiplicate il consumo per un anno e fate qualche conto), pesa nella busta della spesa, prende spazio in casa, produce tonnellate e tonnellate di bottiglie di plastica, solo in parte riciclate. 

Una soluzione semplice, ecologica e al tempo stesso molto, molto economica c'è: beviamo sempre acqua di rubinetto.
Per fare questo abbiamo dato alcuni semplici consigli per risparmiare almeno 300 euro all'anno bevendo l'acqua del rubinetto.

Vi abbiamo anche suggerito di risparmiare almeno 75 euro all'anno limitando l'uso delle famigerate bottigliette di plastica che ci portiamo appresso. Bere acqua fa bene alla nostra salute ma consumare centinaia di bottigliette di plastica ogni anno fa malissimo all'ambiente e alle nostre tasche.

Ora vi presentiamo una utile Guida al consumo critico dell'acqua dal titolo "Imbrocchiamola". La guida è del giornalista Guido Martinelli ed è legata alla campagna Imbrocchiamola per favorire il consumo di acqua di rubinetto in ristoranti, bar e osterie.

Dal rubinetto del 96 per cento degli italiani esce acqua potabile. Eppure siamo tra i maggiori consumatori d’acqua minerale.
Questa guida racconta una limpida verità: dagli acquedotti esce un’acqua buona e sicura ma le aziende imbottigliatrici, a colpi di spot, impongono ai consumatori la minerale in bottiglia, cara e poco sostenibile.
Scheda per scheda tutte le aziende che si spartiscono un mercato da 3 miliardi di euro lasciando allo Stato le briciole. Ma non ditelo in giro. Acqua in brocca.

Potete comprare la guida sul sito di Altraeconomia al prezzo di 3 euro.

Qui invece potete visitare il sito della campagna "Imbrocchiamola". Trovate tante notizie utili, come l'elenco di ristoranti, bar e locali dove è possibile consumare acqua del rubinetto. Potete anche segnalare direttamente i locali che conoscete dove si può bere un buon bicchiere di "acqua del sindaco", come la chiama il mio amico Carlo.

venerdì 22 ottobre 2010

Usare la soda per pulire in cucina

La soda solvay è un prodotto ecologico ed economico che può essere utilizzato in mille occasioni diverse.

Oggi vediamo come usare la soda in cucina (per pulire, non per cucinare!).

Pulire bottiglie di olio, vino ecc.
Mettete poca soda nella bottiglia sporca, aggiungete acqua calda, agitate e lasciate agire per qualche ora. Ottimo metodo per togliere il deposito sul fondo delle bottiglie d'olio o per pulire altri contenitori di vetro con dei "fondi" ostinati.

Pulire piastrelle e altre superfici (come i piani cottura)
Usare un crema fatta aggiungendo poca acqua alla polvere di soda. Risciacquare con attenzione per evitare aloni.

Pulire il forno (senza fatica)
Beh, senza fatica è un po' un'utopia. Per fare meno fatica, però, usate la solita pasta fatta di soda e acqua 8senza esagerare con le dosi perché poi dovete risciacquare). Come al solito, se pulite il forno quando è ancora tiepido, l'operazione risulta più semplice. Va bene anche per il microonde.

Pulire pentole e padelle
La soda è adatta per pentole di acciaio inox mentre alcuni sconsigliano di usarla per le pentole di alluminio. Se bruciate qualcosa nella pentola e diventa difficile togliere il fondo, potete mettere acqua e soda sul fondo e poi scaldare a fuoco basso. Il fondo bruciato verrà via facilmente, magari usando un cucchiaio di legno.

Pulire i tubi di scarico
Per togliere i cattivi odori, fate scorrere prima abbondante acqua calda, poi versare una soluzione di soda (quattro cucchiai al litro) e fare agire per 10-15 minuti. Risciacquare. Il metodo si può usare anche per sturare i lavandini. Altro metodo ecologico: versate nel tubo un pugno di sale grosso e poi versate una pentola di acqua calda.

[testo rielaborato da bicarbonato.it / foto Flickr]

giovedì 21 ottobre 2010

Biciclette per tutti i gusti: risparmio e salute

La bicicletta è uno strumento indispensabile per il "risparmiatore ecologico", con un occhio anche alla salute e al fitness. Non inquiniamo, facciamo una sano esercizio fisico e spesso arriviamo prima agli appuntamenti, visto il traffico. Tante città e cittadine italiane sono adattissime alla bicicletta ma in realtà le opportunità sono tante altre.

A Roma, nonostante i "sette colli", le distanze e l'inquinamento, c'è il bike sharing pubblico. Per girare nel centro storico, tra divieti e multe, il bike sharing potrebbe essere una soluzione economica ed ecologica ma purtroppo non decolla.
Il bike sharing lo trovate comunque in varie città italiane, come Milano e Torino. Esiste anche un progetto, Bicincittà, che interessa una ventina di città, più o meno grandi: da Bari a Pinerolo, da Brescia a Prato, da Parma a Pistoia.

Un'altra idea per un uso ecologico della bicicletta ci viene da Christophe Machet che ha ideato la camioncyclette o bicicamion: un modo per trasportare fino a 150 kg di roba ma anche per portare un cane di media taglia, ad esempio. Magari 150 kg sono francamente tanti ma la camioncyclette sembra la soluzione ideale, ad esempio, per la spesa settimanale. Del resto, non si inventa nulla: nel dopoguerra le biciclette "modificate" servivano per tantissimi usi, ad esempio per portare il pane, come in questa famosa pubblicità di Carosello con Ninetto Davoli

Un'altra opportunità (ma spesso è anche una necessità) è quella di trasportare in bicicletta bambine e bambini. Attenzione però: bisogna farlo in sicurezza e ci sono delle norme da seguire. Dal 2005 è infatti in vigore la normativa EN14344 sui seggiolini per la bicicletta: dovete sempre cercare questa sigla sul seggiolino che volete acquistare.
Trovate maggiori informazioni sulla scelta del seggiolino da bici per bambini in questa pagina.

E voi, avete qualche suggerimento per usare nel modo migliore la bicicletta negli spostamenti di ogni giorno?

[foto christophemachet.com]

giovedì 10 giugno 2010

Acqua: dieci (primi) consigli per risparmiare

Risparmiare acqua è un impegno preciso per la difesa dell'ambiente ma anche delle nostre tasche. A parte il costo dell'acqua in quanto tale, non è da sottovalutare il fatto che, in molti casi, semplici consigli ci permettono di risparmiare acqua calda, cioè acqua che costa anche energia per essere riscaldata.
Risparmiando acqua, quindi, potremo alleggerire anche la bolletta elettrica o quella del metano.

Ci sono tanti consigli per risparmiare l'acqua: oggi ne pubblichiamo dieci, senza lunghe spiegazioni. Torneremo sui vari aspetti nei prossimi articoli del blog.

  1. Chiudi sempre il rubinetto mentre ti lavi i denti, mentre fai la barba, mentre fai lo shampoo.
  2. Applica i rompigetto ai rubinetti del bagno e della cucina.
  3. Fai attenzione ai rubinetti che gocciano: una goccia moltiplicata per giorni e giorni significa centinaia di litri di acqua sprecata.
  4. Usa sempre lavatrice e lavastoviglie a pieno carico. Sprecherai meno acqua e consumerai anche meno energia elettrica.
  5. Non lavare troppo spesso l'auto; quando necessario, lavala sempre usando un secchio e una spugna. Fai anche attenzione a dove finisce l'acqua usata.
  6. Innaffia le piante del tuo giardino o del tuo balcone senza esagerare e sempre alla sera o al mattino presto.
  7. Se puoi, installa gli scarichi del water che permettono di regolare il flusso di scarico o con il doppio comando per l'erogazione differenziata.
  8. Fai la doccia e non il bagno nella vasca.
  9. Se puoi, recupera l'acqua piovana. E' utilissima, ad esempio, per innaffiare le tue piante.
  10. Quando lavi i piatti o le verdure, metti il tappo al lavandino e riempilo d'acqua. Usa l'acqua corrente del rubinetto solo per risciacquare.

A proposito. Ti abbiamo già dato altri ottimi consigli per risparmiare sull'acqua che beviamo: fino a 320 euro di risparmio in un anno.

E tu, hai altri consigli utili per risparmiare acqua e difendere l'ambiente? Parlane nei commenti di questo articolo.

[foto Flickr]

martedì 8 giugno 2010

In vacanza: risparmiare e difendere l'ambiente

Tempo di vacanze, ormai vicine, e quindi tempo di riflessione per una vacanza all'insegna dello slogan "risparmio ed ecologia".
Nelle prossime settimane pubblicheremo consigli, indicazioni, trucchi e manuali per andare in vacanza senza spendere cifre troppo elevate e, al tempo stesso, proteggendo l'ambviente.
Cominciamo oggi segnalandovi varie iniziative di campi estivi, vacanze e soggiorni per ragazzi all'insegna della difesa dell'ambiente e del territori. Si tratta di proposte a prezzi abbordabili e, soprattutto, all'insegna di un estate un po' diversa dal solito.
E' bene ricordare che i campi di volontariato richiedono un impegno di vario tipo per cui è bene studiare bene i programmi in modo da avere consapevolezza di cosa si va a fare e per non restare delusi!


La Lipu, la Lega per la protezione degli uccelli, organizza campi, trekking e viaggi natura sia per adulti che per ragazzi. Per esempio: turni settimanali per ragazze e ragazzi dagli 8 ai 13 anni all'Osai Lipu di Masaciuccoli (Lucca) fino alla fine di luglio.
Già che ci siamo, qui trovate l'elenco di oasi e centri della Lipu, dove si organizzano visite guidate e altri eventi.

Il WWF propone Campi avventura per bambini e ragazzi e Vacanze natura per famiglie. Qui trovate tutte le proposte.

Legambiente propone i soggiorni per ragazzi: tante le proposte, dal Gran Sasso ai Monti Lattari, in Campania, dalle Foreste Casentinesi al Parco delle Cinque Terre.
Sempre Legambiente propone campi di volontariato nazionali, internazionali con sede in Italia e campi all'estero. Qui trovate un v ero e proprio motore di ricerca per conoscere tutte le proposte.

Non sono direttamente collegati all'ecologia ma sono molto legati alla valorizzazione del nostro territorio e delle ricchezze sconosciute d'Italia sono i campi di scavo organizzati dai Gruppi archeologici d'Italia. Anche in questo caso ci sono proposte in tanti posti diversi, adatte a adulti e ragazzi.

Infine, le proposte di vacanze-lavoro di Oikos.

Nelle prossime settimane, altri articoli su come risparmiare in vacanza rispettando l'ambiente e la natura.

E tu, conosci altre iniziative, anche locali, di vacanze all'insegna di turismo, risparmio e natura? Parlacene nei commenti di questo articolo.

sabato 5 giugno 2010

Pile ricaricabili: risparmi e non inquini l'ambiente

Anche se ormai molti accessori elettronici che utilizziamo possono essere ricaricati con la porta USB del computer oppure sono forniti direttamente con delle batterie ricaricabili, abbiamo ancora molta necessità di usare le comuni pile elettriche. Ormai, tranne usi particolari, quelle più diffuse sono le stilo (AA) e le ministilo (AAA).

Solo nei pressi del televisore, avete di solito tre o quattro telecomandi che hanno bisogno di pile; poi ci sono sveglie e orologi da muro, videocamere e fotocamere digitali, registratori digitali e tanti altri oggetti, come i giocattoli per i bambini.

Abbiamo un modo semplice per risparmiare e, al tempo stesso, fare un favore all'ambiente riducendo l'inquinamento. Basta decidersi una volta per tutte e comprare un caricabatterie. Poi, man mano che ne avremo bisogno, compreremo le pile ricaricabili, che ormai trovate un po' dappertutto, anche nei supermercati (come il caricabatterie, del resto).

Il caricabatterie (o alimentatore) può costare tra i 15 ed i 25 euro mentre le pile ricaricabili costano intorno ai 5-6 euro per una coppia. Tenete conto che i prezzi possono variare parecchio, anche perché ormai il mercato inizia ad essere maturo e così trovate vari tipi di pile ricaricabili. Anche la stessa azienda può arrivare a 2 o 3 tipi diversi. Di base tenete conto che oggetti come una fotocamera digitale hanno bisogno di pile potenti (c'è il rischio di andare in riserva dopo 4 o 5 foto) mentre per oggetti come un telecomando della televisione o un orologio digitale va bene qualunque pila ricaricabile.

Il risparmio economico è evidente, perché una comune pila ricaricabile può essere utilizzata centinaia di volte, con un costo elettrico di ricarica davvero irrisorio; le pile "usa e getta" costano meno, è vero, ma le usate solo una volta!
Il vantaggio per l'ambiente è evidente: ogni volta che ricaricate le vostre pile ricaricabili, pensate che avreste avuto un'altra coppia di pile da buttare, possibilmente negli appositi contenitori che però non sono così facili da trovare (a proposito: ma perché non obbligare chi vende le pile "usa e getta", come i supermercati, ad avere almeno un contenitore per la raccolta differenziata delle pile scariche?).

Tenete conto anche che ci sono oggetti/gadget molto sofisticati, come caricabatterie per la porta USB del computer o con l'adattatore per auto, che va bene anche per il camper o per la barca.Ci sono anche caricabatterie a pannelli solari, molto utili in certe situazioni estreme (es. un ltrekking in cui volete portarvi il ungo GPS o la fotocamera digitale) ma adatti anche alla vita quotidiana. Occhio però perché questi gadget possono essere anche molto costosi e allora vanno fuori dal nostro slogan: ecologia E/E' risparmio!

[foto Flickr]

giovedì 3 giugno 2010

Detersivi Ecolabel: risparmia e proteggi l'ambiente

Il marchio Ecolabel è il marchio di certificazione ambientale dell'Unione Europea. E' nato nel 1992 e riguarda sia i prodotti (come la carta per fotocopie, i detersivi o le vernici), sia i servizi, come quelli turistici (alberghi, agriturismi, rifugi alpini).

Per sapere che cos'è l'Ecolabel puoi leggere questo articolo.

Per avere notizie e dati in dettaglio, potete leggere la Guida Ecolabel  dell'Ispra. Qui trovate anche un elenco aggiornato di tutte le aziende italiane che fanno prodotti ecolabel nei diversi settori.



Oggi ci soffermiamo sui detersivi ed i prodotti per la pulizia della casa Ecolabel. Ce ne sono ormai di tanti tipi, dalle pasticche per lavastoviglie (di cui abbiamo già parlato) ai detersivi per lavatrice, al liquido multiuso per vetri e superfici lavabili al detergente per il water.

I detersivi Ecolabel potete trovarli in ormai in tante catene di supermercati e discount a prezzi accettabili. Li trovate, per esempio, alla Coop (con il marchio Vivi Verde), all'Esselunga, al Lidl (marchio W5 ECO ), al Todis (marchio Neutral) e in tante altre catene. I prezzi sono gli stessi di altri prodotti concorrenti e, in alcuni casi, anche più bassi. Trovate detersivi e prodotti Ecolabel anche in alcuni distributori alla spina. Ci sono prodotti professionali per le pulizie a marchio Ecolabel (per l'elenco dei produttori, vedi sopra la Guida Ecolabel dell'Ispra).

Quando andate a fare la spesa, quindi, date un'occhiata nello scaffale dei detersivi e cercate il fiore Ecolabel. Forse non sono così "ecologici" come i detersivi biologici (che però ancora oggi non rispondono a una precisa normativa italiana o comunitaria) ma sono decisamente meno cari.

Qui potete scaricare un opuscolo dell'Unione Europea (in italiano) sui detersivi Ecolabel.

Il primo trucco per risparmiare è comunque sempre quello di non comprare detersivi e altri prodotti (Ecolabel, ecologici, normali e/o di altro genere) quando non ci servono o sono superflui.

Ricordate sempre i sei amici per la pulizia della casa, tutti prodotti a basso costo: aceto bianco, bicarbonato di sodio, soda Solvay, acido borico, succo di limone, sapone naturale (es. di Marsiglia). Aggiungete acqua e olio (di gomito!) e il gioco è fatto.

E voi, usate altri detersivi e prodotti per la pulizia Ecolabel? Segnalateli nei commenti.

martedì 1 giugno 2010

Ecologia in giardino: così puoi risparmiare

Giardini, orti e terrazzi sono posti dove si può fare "ecologia pratica" e, al tempo stesso, risparmiare. Con un valore aggiunto: nel giardino ci viviamo noi e quindi se evitiamo l'uso di prodotti chimici possiamo creare un ambiente più sano e produrre basilico, limoni e pomodori biologici.

In un precedente post abbiamo già visto come risparmiare in giardino usando alcuni semplici prodotti:

  • la comune ortica;
  • il prezioso bicarbonato di sodio;
  • il sapone di Marsiglia;
  • l'aglio.

Ora vediamo qualche altro consiglio rapido e semplice.

L'equiseto è una pianta spontanea che cresce in ambienti umidi, ad esempio sulle sponde di ruscelli e laghetti. Per le sue virtù è usato anche in medicina naturale. In giardino possiamo usarlo sotto forma di macerato o decotto da spruzzare per rinforzare le nostre coltivazioni. L'equiseto si può utilizzare anche secco, per cui se lo trovate durante una passeggiata potete farvi una piccola scorta. Qui trovate le istruzioni su come fare un decotto o un macerato di piante.


Potete usare anche altre piante spontanee per fare macerati e decotti da spruzzare in giardino. Un macerato rinforzante si può preparare con rosmarino, timo o con entrambe le piante.
Il macerato di consolida è un ottimo concime naturale


Se avete un caminetto o un barbecue, potete usare la cenere di legna come concime. La cosa migliore è unirla al terriccio per rinvasare o cospargerla in superficie accanto alle piante e poi zappettare il terreno. La cenere è molto utile per piante che hanno bisogno di tanto potassio, come ad esempio aglio, cipolla e pomodoro. (attenzione: ovviamente non dovete aver bruciato sostanze "strane", perché poi vi ritrovereste i residui nella cenere stessa).

Per tenere lontane le formiche da balconi e davanzali, si possono usare vari prodotti alternativi ai potenti pesticidi in commercio. Potete usare ad esempio peperoncino in polvere, borotalco, acido borico, olio essenziale di menta. Non hanno l'effetto immediato di tante polveri chimiche (anche se spesso avrete notato che molti prodotti chimici fanno cilecca!) ma costano poco e tengono lontane le formiche, soprattutto se avrete cura di alternare nel tempo varie sostanze e varie tecniche. Se scoprite dei buchi da cui passano le formiche, potete bloccare l'accesso con un po' di stucco o anche con della comune gomma da masticare.

Un altro importante capitolo che mette insieme risparmio ed ecologia è quello dell'innaffiatura di orti e balconi. Risparmiare acqua avendo piante in forma è semplice: ne parleremo in un prossimo post.

Print Friendly