Il blog degli ecorisparmiatori: far convivere l'ambiente e il portafogli. Consigli pratici per risparmiare e difendere la natura, il clima e la nostra salute

sabato 16 agosto 2008

Accendini usa e getta? Meglio i vecchi fiammiferi


Non fumo e quindi vado un po' a ruota libera per quanto riguarda i prezzi.

Mi chiedo: quanto inquinano gli accendini usa e getta che tanti miei amici fumatori usano? Si chiamano appunto "usa e getta", perché una volta esauriti finiscono nel cassonetto dei rifiuti indifferenziati.

Se usassimo di più i fiammiferi, i cari, buoni, vecchi fiammiferi? Tra l'altro, non servono solo per accendere le sigarette o la legna nel camino!

O i cerini (ma esistono ancora)? Oppure un accendino ricaricabile, come lo Zippo a benzina?
Si risparmia usando queste soluzioni più ecologiche? Non lo so ma mi viene da pensare di sì.

Ora vedo che esiste anche l'accendino USB antivento: una volta tanto, un gadget che mi sembra utile (anche se non so dove si compra e soprattutto, per noi ecorispamiatori, quanto costa).
[foto Flickr]

venerdì 13 giugno 2008

Consigli per gli acquisti: una rivista che parla di ambiente e agricoltura

Per risparmiare con un occhio (anzi, qualcosa di più) all'ambiente, all'ecologia e alla nostra salute, spesso è necessario prima spendere ma spendere bene.
Per questo - quando ne avremo l'occasione - vi proporremo i nostri consigli per gli acquisti, comprese le recensioni di libri e riviste utili, che alla fine dei conti ci fanno risparmiare.

Oggi vi parliamo di una rivista che è un vero e proprio caso editoriale: non si trova in edicola eppure ha circa 80mila abbonati (certificati Ads); non parla di gossip, pettegolezzi e altre sciocchezze, eppure è seguita con affetto e attenzione da tanti lettori; non fa pubblicità scoppiettanti, eppure ha superato i 25 anni di vita.

Si tratta di "Vita in Campagna", il mensile di agricoltura pratica ed educazione ambientale. in questa rivista del gruppo Informatore Agrario si parla ogni mese di coltivazioni, allevamenti, agricoltura biologica, turismo rurale, agriturismo. L'attenzione all'ambiente e al paesaggio, a consumi più responsabili, all'autoproduzione di tante cose utili (dalle marmellate alla legna da ardere), è una costante di tutti i numeri di "Vita in Campagna".

Ogni mese, insieme alla rivista, ci sono una serie di supplementi molto utili:
i Lavori del mese
le Guide illustrate
il Calendario (un vero e proprio oggetto da collezione, quasi come quello di Frate Indovino)
il nuovo supplemento Vivere la casa in campagna, molto interessante per le tematiche del nostro blog.

Nel rinnovato sito internet www.vitaincampagna.it trovate parecchi contenuti gratuiti che, oltre ad essere utili in , possono darvi un'idea concreta di quello che potete aspettarvi da questo mensile.
Se volete ricevere una copia gratuita in omaggio come prova, potete richiederla anche on line.

Nei prossimi mesi vi segnaleremo articoli o notizie interessanti dal sommario o dal sito di Vita in Campagna.

mercoledì 4 giugno 2008

Risparmia energia spegnendo la lucina rossa

L'energia costa (e costa caro!).
Consumare energia inquina.
Risparmiare energia vuol dire - sempre - inquinare di meno e risparmiare soldi.

Ribadito questo concetto, il problema è quello di risparmiare energia in modo intelligente, senza rinunciare al frigorifero o all'aspirapolvere o senza ricorrere alle candele (tranne il caso di una cena romantica, ma questa è un'altra storia).

Oggi, tramite il quotidiano gratuito City, ho letto una notizia della Reuters.
Per risparmiare sulla bolletta della luce bisogna spegnere Play Station e televisori al plasma.

Nel caso dei televisori (tutti!) bisogna spegnere la famosa lucina rossa che li lascia in stand by. Per anni ci hanno fatto credere che la posizione di stand by consumava poco o nulla ma non è così, soprattutto se moltiplicate tutto per le migliaia di ore in cui la lucina rossa resta accesa e per i milioni di televisori che ci sono, solo in Italia.

Pare che Play Station (e le consorelle, come la Xbox), televisori al plasma e (ahimè) computer portatili guidino la classifica degli apparecchi elettrici che consumano di più, anche quando sono in stand by. Una Play Station in stand by consuma (o meglio, spreca, visto che in quel momento non serve a nulla) cinque volte più di un frigorifero.

Il consiglio, quindi, è molto semplice: non lasciate mai i vostri apparecchi elettronici in stand by. In alcuni casi alcuni apparecchi (come ad esempio il mio router wireless) non hanno un interruttore, per cui l'unica possibilità per spegnerli sarebbe staccare la spina. Una soluzione comoda, soprattutto dove avete il computer e altri strumenti, è quella di usare una multipresa elettrica (alias "ciabatta") con l'interruttore: si spegne l'interruttore e il gioco è fatto.

Lo studio originale di cui si parla nella notizia è di Choise, un sito di informazione per i consumatori australiani.

In realtà su Choise ci sono tanti altri consigli per risparmiare soldi e inquinare di meno quando usiamo apparecchi elettronici e computer. Ne parleremo in un prossimo articolo.

Il ketchup, un modo economico ed ecologico per pulire il rame

Scienza in cucina è un bellissimo blog di Dario Bressanini, ricercatore universitario e collaboratore de Le Scienze, l'edizione italiana di Scientific American.

[immagine Scienza in Cucina]

Vi segnalo un post molto interessante che spiega un uso alternativo del ketchup, la micidiale salsa rossa forestiera che lascia in me le stesse perplessità gastronomiche che lascia in Bressanini.

Il ketchup è fatto soprattutto di pomodoro (acido) e di aceto (acido), oltre a zucchero, cipolla ecc.

Cosa ha pensato il Bressanini? Spalmare un bello strato di ketchup su pentole e padelle in rame da lucidare, aspettare 30 minuti e poi risciacquare. Il risultato è una padella pulita e lucida (vedi la terza foto a destra), senza sforzo e (aggiungo io) senza inquinare. Il vantaggio, rispetto all'uso del semplice aceto, è che il ketchup è denso e quindi si può spalmare senza scivolare via.
Davvero geniale!

Inutile dire che sicuramente possiamo risparmiare usando il ketchup al posto di uno dei tanti costosi ed inquinanti prodotti "lucidarame", "brillarame" e simili.

Mi resta solo un dubbio: io mi fido del De Mauro e dico "il" ketchup.

martedì 3 giugno 2008

L'utilissima soda per pulire senza inquinare

La soda (o carbonato di sodio), chiamata anche soda solvay,  è uno dei dei "magnifici sei" prodotti per pulire, economici e amici dell'ambiente, di cui abbiamo già parlato.


La soda (solvay), da non confondere con la soda caustica, è stata molto usata in passato  per pulire. Ancora oggi può essere utilissima.

Vediamo alcuni usi:

Inoltre, la soda si può usare per fare il sapone in casa (compreso il sapone per lavastoviglie) e anche per il bucato.

Non usare in questi casi:
  • su superfici di alluminio, legno e cotto
  • su vasche e tubi in fibra di vetro
  • per sgorgare scarichi intasati
Qui trovate un interessante opuscolo sull'uso della soda.

domenica 1 giugno 2008

Il nostro banner

Panni puliti risparmiando energia (e soldi)

La Giornata del bucato intelligente, promossa in Alto Adige per il 10 maggio scorso, è ormai passata.

Sono però sempre di attualità questi consigli del Centro Tutela Consumatori e Utenti dell'Alto Adige. Sono tutti suggerimenti che ci permettono di risparmiare soldi mentre laviamo i nostri indumenti, con un effetto positivo anche per l'ambiente.

Infatti, per risparmiare facendo il bucato bisogna soprattutto:
  • consumare meno acqua, soprattutto meno acqua calda (quindi meno energia)
  • usare meno detersivi (compresi tutti i prodotti più o meno inutili, come ammorbidenti, sbiancanti ecc.) che inquinano
In questo modo, inoltre, spesso abbiamo anche l'effetto di rovinare meno i nostri indumenti, facendoli durare più a lungo: un altro bel risparmio!

Su alcuni di questi argomenti, come le noci lavabiancheria, torneremo presto nel blog.

Panni puliti risparmiando energia
[fonte Centro Tutela Consumatori Utenti]

Temperature di lavaggio troppo alte, detersivi sbagliati e in quantità eccessiva, centrifuga insufficiente. Sono errori comuni quando si fa il bucato, che però costano denaro, accrescono inutilmente l'inquinamento ambientale e spesso rovinano i nostri indumenti. Contro gli sprechi e per una maggiore attenzione verso l'ambiente, la salute e il portafogli, è stata promossa la “giornata del bucato intelligente”, in programma il 10 maggio 2008.

Anche nell'utilizzo della lavatrice o della lavastoviglie possiamo contribuire alla tutela del clima e perfino risparmiare qualche soldo.

Anzitutto, quando acquistiamo questi elettrodomestici scegliamo modelli ad alta efficienza energetica: costano un po' di più, ma si ripagano ampiamente grazie a una maggiore durata e ai minori consumi.

Regole base per fare bene il bucato: un apparecchio ad alta efficienza energetica, basse temperature di lavaggio e la giusta quantità di detersivo aiutano a salvaguardare il nostro clima risparmiando fino al 50 per cento di anidride carbonica. In occasione della "giornata del bucato intelligente" pubblichiamo alcuni consigli pratici per lavare in modo ecologico ed economico.


Principali regole di lavaggio:

  1. separare i capi bianchi da quelli colorati
  2. seguire le istruzioni di lavaggio riportate sull'etichetta dei capi da lavare
  3. utilizzare la lavatrice a pieno carico, tranne quando si lavano capi delicati o in lana
  4. impiegare meno detersivo possibile, scegliendo quello idoneo al tipo di tessuto da lavare (normale, per capi colorati, per capi delicati)
  5. preferire i detersivi concentrati e in confezioni ricaricabili; in ogni caso moderarne sempre il dosaggio.

Tutto ciò che avreste sempre voluto sapere per fare bene il bucato

Come funzionano i detersivi combinati?
I detersivi combinati sono prodotti “3 in 1” composti da un detersivo base, un anticalcare e del sale antimacchia. I detersivi combinati sono ecologici perché l'anticalcare impiegato dipende dalla durezza dell'acqua e in questo modo è possibile dosare al minimo gli altri componenti. Il sale antimacchia, reperibile in tutti i negozi biologici, va utilizzato solo per i capi particolarmente sporchi.

Che differenza c'è tra i classici detersivi in polvere e quelli concentrati?
In passato esistevano soltanto i detersivi in polvere, confezionati in grandi scatole o fustini. Oltre alle sostanze tensioattive, contenevano anche molti (inutili) coadiuvanti. Poi sono arrivati i detersivi concentrati e superconcentrati, nei quali la presenza di additivi è drasticamente ridotta; la quantità utilizzata ad ogni lavaggio è quindi assai inferiore rispetto ai vecchi prodotti.

Qual è la differenza tra detersivi liquidi e in polvere?
I detersivi liquidi, grazie alla loro composizione, sono più efficaci di quelli in polvere nell'eliminare grasso e unto. Per questo si prestano specialmente per il prelavaggio a mano. Al contrario non contengono candeggiante e quindi non eliminano determinate macchie come ad es. quelle di frutta. I detersivi liquidi hanno il vantaggio di non lasciare spiacevoli residui biancastri sui capi lavati, cosa che invece può accadere con i detersivi in polvere.

La noce di sapone è efficace quanto un normale detersivo?
La noce di sapone è il frutto del Sapindus mukorossi o albero del sapone. Il guscio contiene saponina in forma concentrata (14 % circa) e di alta qualità. Questa sostanza ha un alto potere detergente ed è quindi efficace contro grasso e macchie persistenti, senza aggredire colori e fibre tessili. Le lavanoci possono essere impiegate a qualunque temperatura di lavaggio; inoltre garantiscono panni più morbidi rispetto ai normali detersivi chimici, rendendo superfluo l'ammorbidente. Particolarmente adatte per il lavaggio di capi colorati (colori scuri) e poco sporchi.

Per lana e seta si può utilizzare un detersivo qualunque?
La lana non sopporta alte temperature di lavaggio, né manipolazioni aggressive come l'essere strofinata, spazzolata o strizzata. Il rischio in caso di trattamento inadeguato è che si restringa o infeltrisca. I capi in lana lavati a mano non vanno lasciati in ammollo, ma immersi rapidamente nell'acqua saponata e subito risciacquati. Seguire attentamente le istruzioni riportate sull'etichetta. Da evitare assolutamente l'uso dell'asciugabiancheria. Si consiglia di impiegare un detersivo specifico o per capi delicati; in alternativa anche lo shampoo per capelli.

L'anticalcare deve essere utilizzato ad ogni lavaggio?
Tutti i detersivi in commercio contengono già dell'anticalcare, efficace anche in caso di acqua abbastanza dura (campo 3 superiore). L'aggiunta di questo prodotto al normale detersivo è consigliata quindi solo se l'acqua di lavaggio è particolarmente dura.

venerdì 30 maggio 2008

Il risparmio amico dell'ambiente in cucina

Uno degli autori umoristici che preferisco, Enrico Vaime, ha pubblicato qualche mese fa un libro di memorie e ricordi intitolato "Quando la rucola non c'era".
Parafrasando il titolo, avrei potuto chiamare questo post "Quando la carta da cucina non c'era". Chi l'ha inventata? Quando è nata? Quanto ci costa ogni anno? Ma soprattutto: come facevamo, quando non c'era?

Il discorso per la cosiddetta "carta da cucina" è valido anche per altri prodotti usa e getta che si sono diffusi nella pulizia della cucina. Pensate ai sacchetti di plastica per congelare i cibi, alla pellicola trasparente di plastica e a quella di alluminio per avvolgere i cibi, ai nuovi panni usa e getta per pulire ogni superficie (dal parquet ai vetri), per finire al geniale "piumino da spolvero usa e getta".
Tutte cose costose che usiamo una o poche volte e poi buttiamo nella spazzatura.

Eppure basta poco per evitare di riempire il sacco della spazzatura e per non alleggerire il nostro portafogli. Fate il conto di quanto vi costano tutti questi prodotti.
Un esempio: diciamo che una confezione da due rotoli di carta da cucina ci costa 2 euro (per approssimazione). Diciamo, sempre per approssimazione, di consumare due rotoli al mese. Sono giusti giusti 24 euro all'anno.






Quali sono le alternative?

  • Stracci e panni non usa e getta di vario genere al posto della carta da cucina e di tutti gli altri panni da pulizia "usa e getta": ormai ce ne sono per tutti i gusti, in microfibra e in mille altri materiali. Da non sottovalutare vecchie maglie e calze ormai da buttare: possono dare un ultimo servizio prima di finire nella raccolta differenziata.
  • Contenitori in vetro per alimenti e anche barattoli di vetro riutilizzati (in particolare quelli con un'apertura larga) per congelare i cibi e per conservarli nel frigo.
  • Usare un tovagliolo di carta o (meglio ancora) di stoffa per avvolgere il panino da portare in gita (al posto dell'alluminio o della plastica).

Un'ultima considerazione. Se avete bisogno di un sostituto della pellicola di alluminio e di quella di plastica meno inquinante e anche meno dannoso per la salute, usate la carta da forno.

[foto Flickr.com]

mercoledì 28 maggio 2008

Risparmiare 320 euro bevendo acqua ottima

Sapete che noi italiani siamo i primi consumatori al mondo di acqua minerale?
Siamo ormai alle soglie di 200 litri all'anno a testa (in media).

Avete mai pensato a quanto spendete all'anno per l'acqua minerale? Avete mai pensato a quanti quintali d'acqua ogni anno portate su è giù per le scale o nell'ascensore e stipate nelle vostre case?

C'è un modo per risparmiare soldi, tempo e fatica: bere l'acqua dell'acquedotto.
Si tratta di acqua potabile (e ci mancherebbe!), controllata e quindi sicura, comoda perché arriva dal rubinetto in cucina, poco costosa (se la usiamo per bere il costo è davvero irrisorio).

Ne abbiamo già parlato e abbiamo anche dato alcuni consigli per consumarla nel modo migliore.

Perché consumiamo così tanta acqua minerale? Pubblicità, moda, abitudine, ipotetiche virtù terapeutiche ("depura", "purifica", "fa digerire", addirittura "fa dimagrire", tutte virtù puntualmente smentite dai medici) e anche una buona dose di superficialità e abitudine. Io l'ho bevuta per anni e quindi sono la prima vittima di queste accuse.

Quanto possiamo risparmiare, bevendo solo acqua del rubinetto? Facciamo due conti.
Se siete consumatori abituali di acqua minerale, andrete ben oltre i 200 litri all'anno (quella è una statistica, proprio come il pollo di Trilussa). Diciamo una media di un litro al giorno, quindi 243 bottiglie di plastica da un litro e mezzo (quelle più diffuse), quindi 40 casse da sei bottiglie all'anno. Per una famiglia di quattro persone sono 160 casse d'acqua all'anno. Fissiamo un prezzo medio di 2 euro per una cassa da sei bottiglie (è una stima che tiene conto di acque più costose ma anche di offerte e promozioni) e arriviamo alla modica cifra di 320 euro all'anno. Se la vostra acqua del cuore costa di più, fate da soli la moltiplicazione e scoprirete quanto spendete attualmente.





Non mi pare poco!
Non sarà solo il vostro portafogli ad essere contento.
L'ambiente e la vostra salute dovranno sopportare 932 bottiglie vuote di plastica in meno, senza tenere conto del trasporto (cioè Tir che inquinano sulle autostrade, portando su e giù per l'Italia l'acqua minerale, per cui a Roma bevono acqua che viene dal Veneto o dal Piemonte mentre a Milano acqua che viene dalla Basilicata o dalla Campania). Ci sono altri aspetti da non sottovalutare, come il modo con cui l'acqua già imbottigliata dentro le bottiglie di plastica viene conservata in depositi e supermercati, in attesa che noi la compriamo.

Il tema è molto ampio e complesso, per cui ci ritorneremo sopra. Per ora tenete conto che c'è una campagna, "Imbrocchiamola", per promuovere il consumo di acqua dell'acquedotto in ristoranti, bar ma anche mense e ospedali. Ne riparleremo.

lunedì 26 maggio 2008

Stop alle pubblicità inutili

Siete stufi di ricevere montagne di carta di pubblicità inutili e superflue nella cassetta della posta, email improbabili, telefonate pubblicitarie alle ore più fastidiose (di solito, quando state addentando un panino oppure arrotolando gli spaghetti sulla forchetta)?

Pensate a quanta carta, quanta plastica di imballaggio, quanto del vostro tempo prezioso si spreca. Purtroppo è molto difficile difendersi da tutto questo ma qualcosa si può fare.

Una cosa da provare è utilizzare il servizio
CANCELLAMI
creato da alcune aziende che fanno direct marketing. Con questo servizio si chiede a tutte queste aziende (che in molti casi lavorano per più aziende) di NON RICEVERE più i vari tipi di pubblicità che voi indicherete (es. posta al vostro indirizzo, telefonate sul vostro numero di casa ecc.).

E' sufficiente iscriversi, indicare l'indirizzo o gli indirizzi di posta ai quali NON volete più ricevere posta pubblicitaria e poi telefoni fissi, cellulari ed indirizzi di posta elettronica che volete mantenere liberi da pubblicità non richiesta (e quindi inutile).
Non vi garantisco il risultato (l'ho utilizzato appena oggi) ma mi sembra una cosa utile.


Per voi è soprattutto un risparmio di tempo e di scocciature ma c'è anche un beneficio non trascurabile per l'ambiente, soprattutto se evitate la stampa pubblicitaria.

giovedì 22 maggio 2008

Ricicla il tuo telefono cellulare

Questo blog, almeno per ora, non ha una finalità commerciale e quindi non inserisco neanche la pubblicità di Google.
Quindi, quello che segue non è un annuncio pubblicitario!

Mi sembra giusto, però, quando qualche grande azienda, contrariamente a quanto accade di solito, si fa carico di un problema concreto per la difesa dell'ambiente, mi sembra giusto pubblicizzarla.
Vodafone raccoglie telefoni cellulari, batterie e accessori vecchi, anche rotti. Forse lo fanno anche altri gestori telefonici, ma francamente non lo so!

Mi chiederete: dov'è il risparmio? Per le nostre tasche no, ma per l'ambiente, per le discariche, per l'aria che lasciamo in eredità ai nostri figli e nipoti.




[fonte Vodafone.it]

Raccolta telefoni cellulari, batterie e accessori

La "raccolta telefoni, batterie e accessori" è un progetto che Vodafone Italia ha sviluppato a partire dal 2000 con l'obiettivo di sensibilizzare la comunità sulla corretta gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici e ridurre i danni derivanti da una loro dispersione nell'ambiente.

Il progetto è:

  • innovativo, perché primo e unico, così strutturato, ad essere portato avanti con continuità da 8 anni in largo anticipo rispetto alla emanazione della direttiva RAEE (2002/96/CE);
  • capillare, perché coinvolge tutta la rete di vendita con 800 negozi Vodafone One, 130 centri assistenza indipendenti, le sedi Vodafone, grandi aziende clienti;
  • di cultura ambientale, perché ha lo scopo di informare i cittadini sull'importanza della raccolta differenziata di questo tipo di apparecchiature e li invita ad un comportamento rispettoso dell'ambiente, mentre Vodafone Italia garantisce il corretto smaltimento di tutti gli apparati raccolti e l'avvio al riciclo dei materiali
  • non esclusivo, perché è rivolto a tutti, anche ai clienti di altri operatori

Se hai un vecchio telefono che tieni nel cassetto e non sai come disfartene puoi:

  • Portarlo in uno degli 800 negozi Vodafone (clicca qui per conoscere quello più vicino)
  • Seguire il Recycling Tour 2008

mercoledì 21 maggio 2008

Risparmia la carta e salva gli alberi

Quanto spendete in carta per fotocopie ogni anno?
Se avete un'attività, uno studio ma anche se avete solo un computer e una stampante a casa, di sicuro consumate un bel po' di fogli.
Del resto, spesso preferisco stampare dei documenti lunghi per leggerli più comodamente sulla carta, anzichè sul video.
C'è un modo per risparmiare i fogli di carta, mettendo d'accordo portafogli e salvaguardia delle foreste, senza pensare alla minore produzione di rifiuti?
In realtà di modi ce ne sono parecchi.
Vediamone alcuni.

1. Gira i fogli e stampa sul retro
Quanta carta ormai inutile buttiamo? Tantissima e molta di questa (fogli formato A4 stampati solo da un lato) può ancora servire, ad esempio per stampare un documento di lavoro, una bozza oppure un testo che serve solo a noi. Fate qualche prova e scoprirete subito come mettere la carta già stampata da un lato nella vostra stampante per poterla RIstampare sul lato bianco.
Si possono usare anche i fogli di carta che non vi interessano presi nei convegni o in un corso.
Occhio ai punti metallici, però! Io taglio l'angolo dei fogli con il punto metallico e il gioco è fatto.

2. Usa FinePrint
Spesso possiamo stampare più fogli di un documento su una stessa pagina A4 oppure, se abbiamo solo carta nuova, possiamo stampare fronte/retro.
Un programmino molto utile per fare queste cose senza impazzire si chiama FinePrint.
Dopo averlo installato, FinePrint comparirà nell'elenco delle stampanti. Seleziona quindi come stampante proprio "FinePrint" e seguite le semplici informazioni in italiano.
Oltre alla carta, si risparmia anche inchiostro o toner (niente male, no?).

3. Usa carta riciclata o a marchio Ecolabel
Forse costa un po' di più (ma non sempre è vero) però se tutti ne compriamo di più, i prezzi scenderanno e diventeranno simili a quelli della carta "normale".
Ormai si trova anche la carta che viene da foreste gestite in modo ecologicamente corretto, con il marchio Fsc o Pefc.
Questi tipi di carta per fotocopie ormai si trovano anche nei supermercati oppure nei cataloghi on line di vendita di cancelleria: cercate e troverete!


Quanto possiamo risparmiare?

Facciamo due conti.
Consideriamo un costo medio di 4 euro per una risma da 500 fogli e un consumo di 10 risme all'anno (cioè 5.000 fogli). In totale fanno 40 euro.
Stimiamo di recuperare (tra stampa fronte/retro e stampa di più fogli su una pagina) almeno la metà dei fogli, quindi 2.500.
Avremo quindi un totale di 7.500 di pagine da stampare, sempre al prezzo totale di 40 euro e con il consumo reale di soli 5.000 fogli di carta.
Quindi il nostro risparmio finale sarà

Pulizia, ecologia e risparmio: i magnifici sei (più due)


Una mini guida alla pulizia naturale della casa (in italiano) ci viene offerta dal Dipartimento ambiente dell'Australia.

Bene, la miniguida indica i magnifici sei prodotti che servono per pulire la casa senza inquinare, senza rischi per la nostra salute e (aggiungiamo noi) risparmiando parecchi soldi.

Ecco la lista dei magnifici sei:
  • bicarbonato di sodio (ne abbiamo già parlato qui)
  • aceto bianco
  • sapone naturale (es. di Marsiglia)
  • succo di limone (ma anche bucce di limoni spremuti)
  • soda (non quella caustica!)
  • borace
A questi sei prodotti ne vorrei aggiungere altri due:
  • l'acqua, sempre utilissima (in alcuni casi si può usare quella distillata o piovana che non ha calcare);
  • l'olio. Sì, avete capito bene, l'olio: quello di cui parlo è l'olio di gomito. Per risparmiare a volte basta solo fare un po' più di fatica (ma neanche tanta) invece di usare potentissimi (e velenosissimi) prodotti chimici. Tra l'altro, facendo un po' di movimento per pulire la casa si può risparmiare sulla noiosissima palestra.
Bene, ne parleremo prossimamente.

Buon risparmio ecologico!

Giardinaggio ecologico a prova di risparmio

Per chi ha la passione del giardinaggio ci possono essere molte soddisfazioni e molte occasioni di risparmio seguendo alcuni principi del giardinaggio ecologico.
In pratica si tratta di applicare sul terrazzo o nel nostro giardino semplici tecniche dell'agricoltura biologica, con un occhio all'ambiente e uno al portafogli.

Vi daremo in futuro altri consigli ma vogliamo iniziare con qualcosa semplice ed efficace.

Evitare concimi chimici e pesticidi (cioè insetticidi e fungicidi) vuol dire non solo evitare di inquinare e di usare prodotti tossici e dannosi alla nostra salute (attenzione soprattutto ai bambini!) ma anche risparmiare parecchi soldi. Questi prodotti, acquistati nei garden center o nei supermercati, costano spesso cifre esagerate, soprattutto se confrontati con il costo dello stesso prodotto in confezioni più grandi, ad esempio per uso agricolo.

In casa e intorno a noi abbiamo a portata di mano parecchie alternative per risparmiare.
Vediamone alcune.

Con la comune ortica si può fare un buon concime stimolante per la vegetazione: sostituisce in particolare i concimi a base di azoto e quelli per le piante verdi.
Con l'ortica si può anche fare un prodotto per combattere gli afidi, comunemente chiamati "pidocchi" delle piante.
Qui trovate alcune informazioni utili per agire.

Contro i pidocchi delle piante si può usare anche il comune sapone di Marsiglia solido: basta grattuggiarne un po' (oppure comprarlo già in scaglie), scioglierlo in acqua e spruzzarlo sulle piante colpite.
A questo scopo potete fare usare anche un decotto di aglio (meglio se biologico): è un potente aficida. Basta prendere 3-4 spicchi d'aglio e farli bollire in un litro d'acqua per 5-10 minuti.

Contro l'oidio (cioè la muffa bianca che colpisce ad esempio le rose) possiamo usare il comune bicarbonato di sodio, sciolto in acqua (50-70 grammi di bicarbonato per 10 litri di acqua). Per farlo aderire meglio alle piante si può aggiungere un cucchiaio di comune olio, anche di semi.







Questa volta non ho fatto i conti ma basta andare in un vivaio o garden center per rendersi conto di quanto possiamo risparmiare anche in giardino, senza inquinare e senza mettere a rischio la nostra salute.

Qui trovi altri articoli utili per risparmiare e proteggere l'ambiente facendo giardinaggio.

lunedì 14 gennaio 2008

Risparmio ed ecologia senza bottigliette di acqua minerale

Da alcuni anni si è diffusa l'abitudine di avere a portata di mano una bottiglietta d'acqua sul posto di lavoro, a scuola, in viaggio ecc. Una buona abitudine, senza dubbio, perché bere acqua fa bene e spesso ne beviamo troppo poca.

Ma...

C'è un ma, e sono proprio le famigerate bottigliette di plastica, presenti nei distributori automatici diffusi negli uffici, nelle scuole o nelle stazioni e vendute nei bar.
Quanto ci costa questa "sana" abitudine? Ma soprattutto, quanto costa all'ambiente?
Per sapere qualcosa, se già non la sapete, sul business dell'acqua minerale, sul costo ambientale del trasporto, su e giù per l'Italia, di milioni di bottiglie e sui pregi dell'acqua potabile del rubinetto, trovate alla fine dell'articolo alcuni riferimenti utili.

Quanto ci costa l'acqua minerale bevuta alla scrivania dell'ufficio o in treno? Facciamo due conti. Ipotizziamo di comprare una bottiglietta da mezzo litro tre volte a settimana (meno d'inverno ma più in estate). Facciamo conto pari e diciamo di saltare due settimane all'anno. Quindi compriamo 150 bottigliette all'anno.
Diamo un prezzo indicativo per l'acquisto fuori dai supermercati: diciamo mezzo euro. Una media fatta davvero a occhio, dai 0,30 centesimi che si pagano ad esempio in tanti uffici pubblici nei distributori automatici, fino al costo di un euro nei distributori delle stazioni, per arrivare, ad esempio, a 1,50 euro su un treno Eurostar (sì, sono le nuove tariffe entrate in vigore a gennaio 2008).

Arriviamo a una stima plausibile (direi abbastanza al ribasso) di 75 euro all'anno. Ognuno può fare le sue riflessioni su cosa potrebbe fare con 75 euro.


L'alternativa ecologia ed economica?
Comprare un thermos, meglio se di acciaio inox, in cui mettere l'acqua potabile presa dal rubinetto. Il thermos costa sui 20-30 euro ma dura parecchi anni ed è utile in tante occasioni, dalla gita in montagna alla giornata al mare. Occorre solo un po' di attenzione per ricordarsi di non uscire di casa senza l'acqua.

Un trucco per evitare la puzza di cloro dell'acqua di rubinetto.
Basta far decantare l'acqua per trenta minuti, ad esempio mettendola in una brocca coperta con un tovagliolo (di stoffa, non di carta!).

Notizie utili sull'acqua che beviamo

Tra il 1988 ed il 2003 il consumo d'acqua minerale in Italia è più che raddoppiato, arrivando a 182 litri pro capite. In questo articolo del settimanale Carta trovate altre informazioni utili.

Dal sito del Centro Tutela Consumatori Utenti Alto Adige vi suggerisco questa pagina sul confronto tra acqua potabile dell'acquedotto e acque minerali.

Altre interessanti notizie le trovate sul sito del comune di Portomaggiore
(Ferrara) che ha avviato il progetto "Porto... l’Acqua", che prevede la sostituzione della fornitura di acqua in bottiglia con quella di rete in tutte le mense scolastiche a partire dall’anno scolastico 2007-2008.

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