Il blog degli ecorisparmiatori: far convivere l'ambiente e il portafogli. Consigli pratici per risparmiare e difendere la natura, il clima e la nostra salute

martedì 26 ottobre 2010

Risparmiare energia elettrica: cinque consigli semplicissimi

Risparmiare energia elettrica è la prima fonte di energia alternativa, rinnovabile e pulita.

Invece di pensare al nucleare (una fonte energetica pericolosa, superata e costosa), bisognerebbe realizzare subito una capillare campagna per il risparmio energetico, a partire dagli edifici pubblici.

Intanto, possiamo alleggerire la nostra bolletta elettrica seguendo alcuni piccoli consigli, che non comportano nessun vero sacrificio: nessuno ci chiede di stare al buio o al freddo ma solo di avere un po' di attenzione.

  1. Sostituiamo le lampadine a incandescenza con lampadine a risparmio energetico, come le fluorescenti compatte. Anche le alogene, a parità di luce prodotta, fanno risparmiare: circa il 30% in meno rispetto alle lampadine a incandescenza. Considerate anche le nuove lampadine a LED o diodi luminosi.
  2. Spegniamo le luci quando non ci servono: se usciamo dalla camera, spegniamo la luce. Se nella stessa camera abbiamo due o tre luci accese contemporaneamente e non ci servono tutte, spegniamo quelle inutili.
  3. Installiamo, quando possibile, degli interruttori a tempo, ad es. nelle scale di piccoli condomini o in soffitte e cantine.
  4. Puliamo spesso le lampadine (occhio alle alogene!). La polvere può ridurre del 10% la capacità di illuminazione. Puliamo anche lampade e paralumi.
  5. Non lasciamo mai gli apparecchi elettronici in stand by. Spegniamo sempre la lucina rossa del televisore, stacchiamo il portatile dalla presa di corrente: il risparmio è superiore a quanto potete immaginare. Per avere qualche consiglio sul tema (per esempio come risparmiare con le “ciabatte”) leggi qui.

[foto Flickr]

sabato 23 ottobre 2010

Una guida al consumo critico dell'acqua

L'acqua minerale pesa sulle nostre tasche. Noi italiani siamo tra i maggiori consumatori di acqua imbottigliata nel mondo, pur avendo quasi dappertutto un'ottima acqua del rubinetto a costi irrisori. Comprare acqua minerale costa caro (moltiplicate il consumo per un anno e fate qualche conto), pesa nella busta della spesa, prende spazio in casa, produce tonnellate e tonnellate di bottiglie di plastica, solo in parte riciclate. 

Una soluzione semplice, ecologica e al tempo stesso molto, molto economica c'è: beviamo sempre acqua di rubinetto.
Per fare questo abbiamo dato alcuni semplici consigli per risparmiare almeno 300 euro all'anno bevendo l'acqua del rubinetto.

Vi abbiamo anche suggerito di risparmiare almeno 75 euro all'anno limitando l'uso delle famigerate bottigliette di plastica che ci portiamo appresso. Bere acqua fa bene alla nostra salute ma consumare centinaia di bottigliette di plastica ogni anno fa malissimo all'ambiente e alle nostre tasche.

Ora vi presentiamo una utile Guida al consumo critico dell'acqua dal titolo "Imbrocchiamola". La guida è del giornalista Guido Martinelli ed è legata alla campagna Imbrocchiamola per favorire il consumo di acqua di rubinetto in ristoranti, bar e osterie.

Dal rubinetto del 96 per cento degli italiani esce acqua potabile. Eppure siamo tra i maggiori consumatori d’acqua minerale.
Questa guida racconta una limpida verità: dagli acquedotti esce un’acqua buona e sicura ma le aziende imbottigliatrici, a colpi di spot, impongono ai consumatori la minerale in bottiglia, cara e poco sostenibile.
Scheda per scheda tutte le aziende che si spartiscono un mercato da 3 miliardi di euro lasciando allo Stato le briciole. Ma non ditelo in giro. Acqua in brocca.

Potete comprare la guida sul sito di Altraeconomia al prezzo di 3 euro.

Qui invece potete visitare il sito della campagna "Imbrocchiamola". Trovate tante notizie utili, come l'elenco di ristoranti, bar e locali dove è possibile consumare acqua del rubinetto. Potete anche segnalare direttamente i locali che conoscete dove si può bere un buon bicchiere di "acqua del sindaco", come la chiama il mio amico Carlo.

venerdì 22 ottobre 2010

Usare la soda per pulire in cucina

La soda solvay è un prodotto ecologico ed economico che può essere utilizzato in mille occasioni diverse.

Oggi vediamo come usare la soda in cucina (per pulire, non per cucinare!).

Pulire bottiglie di olio, vino ecc.
Mettete poca soda nella bottiglia sporca, aggiungete acqua calda, agitate e lasciate agire per qualche ora. Ottimo metodo per togliere il deposito sul fondo delle bottiglie d'olio o per pulire altri contenitori di vetro con dei "fondi" ostinati.

Pulire piastrelle e altre superfici (come i piani cottura)
Usare un crema fatta aggiungendo poca acqua alla polvere di soda. Risciacquare con attenzione per evitare aloni.

Pulire il forno (senza fatica)
Beh, senza fatica è un po' un'utopia. Per fare meno fatica, però, usate la solita pasta fatta di soda e acqua 8senza esagerare con le dosi perché poi dovete risciacquare). Come al solito, se pulite il forno quando è ancora tiepido, l'operazione risulta più semplice. Va bene anche per il microonde.

Pulire pentole e padelle
La soda è adatta per pentole di acciaio inox mentre alcuni sconsigliano di usarla per le pentole di alluminio. Se bruciate qualcosa nella pentola e diventa difficile togliere il fondo, potete mettere acqua e soda sul fondo e poi scaldare a fuoco basso. Il fondo bruciato verrà via facilmente, magari usando un cucchiaio di legno.

Pulire i tubi di scarico
Per togliere i cattivi odori, fate scorrere prima abbondante acqua calda, poi versare una soluzione di soda (quattro cucchiai al litro) e fare agire per 10-15 minuti. Risciacquare. Il metodo si può usare anche per sturare i lavandini. Altro metodo ecologico: versate nel tubo un pugno di sale grosso e poi versate una pentola di acqua calda.

[testo rielaborato da bicarbonato.it / foto Flickr]

giovedì 21 ottobre 2010

Biciclette per tutti i gusti: risparmio e salute

La bicicletta è uno strumento indispensabile per il "risparmiatore ecologico", con un occhio anche alla salute e al fitness. Non inquiniamo, facciamo una sano esercizio fisico e spesso arriviamo prima agli appuntamenti, visto il traffico. Tante città e cittadine italiane sono adattissime alla bicicletta ma in realtà le opportunità sono tante altre.

A Roma, nonostante i "sette colli", le distanze e l'inquinamento, c'è il bike sharing pubblico. Per girare nel centro storico, tra divieti e multe, il bike sharing potrebbe essere una soluzione economica ed ecologica ma purtroppo non decolla.
Il bike sharing lo trovate comunque in varie città italiane, come Milano e Torino. Esiste anche un progetto, Bicincittà, che interessa una ventina di città, più o meno grandi: da Bari a Pinerolo, da Brescia a Prato, da Parma a Pistoia.

Un'altra idea per un uso ecologico della bicicletta ci viene da Christophe Machet che ha ideato la camioncyclette o bicicamion: un modo per trasportare fino a 150 kg di roba ma anche per portare un cane di media taglia, ad esempio. Magari 150 kg sono francamente tanti ma la camioncyclette sembra la soluzione ideale, ad esempio, per la spesa settimanale. Del resto, non si inventa nulla: nel dopoguerra le biciclette "modificate" servivano per tantissimi usi, ad esempio per portare il pane, come in questa famosa pubblicità di Carosello con Ninetto Davoli

Un'altra opportunità (ma spesso è anche una necessità) è quella di trasportare in bicicletta bambine e bambini. Attenzione però: bisogna farlo in sicurezza e ci sono delle norme da seguire. Dal 2005 è infatti in vigore la normativa EN14344 sui seggiolini per la bicicletta: dovete sempre cercare questa sigla sul seggiolino che volete acquistare.
Trovate maggiori informazioni sulla scelta del seggiolino da bici per bambini in questa pagina.

E voi, avete qualche suggerimento per usare nel modo migliore la bicicletta negli spostamenti di ogni giorno?

[foto christophemachet.com]

giovedì 10 giugno 2010

Acqua: dieci (primi) consigli per risparmiare

Risparmiare acqua è un impegno preciso per la difesa dell'ambiente ma anche delle nostre tasche. A parte il costo dell'acqua in quanto tale, non è da sottovalutare il fatto che, in molti casi, semplici consigli ci permettono di risparmiare acqua calda, cioè acqua che costa anche energia per essere riscaldata.
Risparmiando acqua, quindi, potremo alleggerire anche la bolletta elettrica o quella del metano.

Ci sono tanti consigli per risparmiare l'acqua: oggi ne pubblichiamo dieci, senza lunghe spiegazioni. Torneremo sui vari aspetti nei prossimi articoli del blog.

  1. Chiudi sempre il rubinetto mentre ti lavi i denti, mentre fai la barba, mentre fai lo shampoo.
  2. Applica i rompigetto ai rubinetti del bagno e della cucina.
  3. Fai attenzione ai rubinetti che gocciano: una goccia moltiplicata per giorni e giorni significa centinaia di litri di acqua sprecata.
  4. Usa sempre lavatrice e lavastoviglie a pieno carico. Sprecherai meno acqua e consumerai anche meno energia elettrica.
  5. Non lavare troppo spesso l'auto; quando necessario, lavala sempre usando un secchio e una spugna. Fai anche attenzione a dove finisce l'acqua usata.
  6. Innaffia le piante del tuo giardino o del tuo balcone senza esagerare e sempre alla sera o al mattino presto.
  7. Se puoi, installa gli scarichi del water che permettono di regolare il flusso di scarico o con il doppio comando per l'erogazione differenziata.
  8. Fai la doccia e non il bagno nella vasca.
  9. Se puoi, recupera l'acqua piovana. E' utilissima, ad esempio, per innaffiare le tue piante.
  10. Quando lavi i piatti o le verdure, metti il tappo al lavandino e riempilo d'acqua. Usa l'acqua corrente del rubinetto solo per risciacquare.

A proposito. Ti abbiamo già dato altri ottimi consigli per risparmiare sull'acqua che beviamo: fino a 320 euro di risparmio in un anno.

E tu, hai altri consigli utili per risparmiare acqua e difendere l'ambiente? Parlane nei commenti di questo articolo.

[foto Flickr]

martedì 8 giugno 2010

In vacanza: risparmiare e difendere l'ambiente

Tempo di vacanze, ormai vicine, e quindi tempo di riflessione per una vacanza all'insegna dello slogan "risparmio ed ecologia".
Nelle prossime settimane pubblicheremo consigli, indicazioni, trucchi e manuali per andare in vacanza senza spendere cifre troppo elevate e, al tempo stesso, proteggendo l'ambviente.
Cominciamo oggi segnalandovi varie iniziative di campi estivi, vacanze e soggiorni per ragazzi all'insegna della difesa dell'ambiente e del territori. Si tratta di proposte a prezzi abbordabili e, soprattutto, all'insegna di un estate un po' diversa dal solito.
E' bene ricordare che i campi di volontariato richiedono un impegno di vario tipo per cui è bene studiare bene i programmi in modo da avere consapevolezza di cosa si va a fare e per non restare delusi!


La Lipu, la Lega per la protezione degli uccelli, organizza campi, trekking e viaggi natura sia per adulti che per ragazzi. Per esempio: turni settimanali per ragazze e ragazzi dagli 8 ai 13 anni all'Osai Lipu di Masaciuccoli (Lucca) fino alla fine di luglio.
Già che ci siamo, qui trovate l'elenco di oasi e centri della Lipu, dove si organizzano visite guidate e altri eventi.

Il WWF propone Campi avventura per bambini e ragazzi e Vacanze natura per famiglie. Qui trovate tutte le proposte.

Legambiente propone i soggiorni per ragazzi: tante le proposte, dal Gran Sasso ai Monti Lattari, in Campania, dalle Foreste Casentinesi al Parco delle Cinque Terre.
Sempre Legambiente propone campi di volontariato nazionali, internazionali con sede in Italia e campi all'estero. Qui trovate un v ero e proprio motore di ricerca per conoscere tutte le proposte.

Non sono direttamente collegati all'ecologia ma sono molto legati alla valorizzazione del nostro territorio e delle ricchezze sconosciute d'Italia sono i campi di scavo organizzati dai Gruppi archeologici d'Italia. Anche in questo caso ci sono proposte in tanti posti diversi, adatte a adulti e ragazzi.

Infine, le proposte di vacanze-lavoro di Oikos.

Nelle prossime settimane, altri articoli su come risparmiare in vacanza rispettando l'ambiente e la natura.

E tu, conosci altre iniziative, anche locali, di vacanze all'insegna di turismo, risparmio e natura? Parlacene nei commenti di questo articolo.

sabato 5 giugno 2010

Pile ricaricabili: risparmi e non inquini l'ambiente

Anche se ormai molti accessori elettronici che utilizziamo possono essere ricaricati con la porta USB del computer oppure sono forniti direttamente con delle batterie ricaricabili, abbiamo ancora molta necessità di usare le comuni pile elettriche. Ormai, tranne usi particolari, quelle più diffuse sono le stilo (AA) e le ministilo (AAA).

Solo nei pressi del televisore, avete di solito tre o quattro telecomandi che hanno bisogno di pile; poi ci sono sveglie e orologi da muro, videocamere e fotocamere digitali, registratori digitali e tanti altri oggetti, come i giocattoli per i bambini.

Abbiamo un modo semplice per risparmiare e, al tempo stesso, fare un favore all'ambiente riducendo l'inquinamento. Basta decidersi una volta per tutte e comprare un caricabatterie. Poi, man mano che ne avremo bisogno, compreremo le pile ricaricabili, che ormai trovate un po' dappertutto, anche nei supermercati (come il caricabatterie, del resto).

Il caricabatterie (o alimentatore) può costare tra i 15 ed i 25 euro mentre le pile ricaricabili costano intorno ai 5-6 euro per una coppia. Tenete conto che i prezzi possono variare parecchio, anche perché ormai il mercato inizia ad essere maturo e così trovate vari tipi di pile ricaricabili. Anche la stessa azienda può arrivare a 2 o 3 tipi diversi. Di base tenete conto che oggetti come una fotocamera digitale hanno bisogno di pile potenti (c'è il rischio di andare in riserva dopo 4 o 5 foto) mentre per oggetti come un telecomando della televisione o un orologio digitale va bene qualunque pila ricaricabile.

Il risparmio economico è evidente, perché una comune pila ricaricabile può essere utilizzata centinaia di volte, con un costo elettrico di ricarica davvero irrisorio; le pile "usa e getta" costano meno, è vero, ma le usate solo una volta!
Il vantaggio per l'ambiente è evidente: ogni volta che ricaricate le vostre pile ricaricabili, pensate che avreste avuto un'altra coppia di pile da buttare, possibilmente negli appositi contenitori che però non sono così facili da trovare (a proposito: ma perché non obbligare chi vende le pile "usa e getta", come i supermercati, ad avere almeno un contenitore per la raccolta differenziata delle pile scariche?).

Tenete conto anche che ci sono oggetti/gadget molto sofisticati, come caricabatterie per la porta USB del computer o con l'adattatore per auto, che va bene anche per il camper o per la barca.Ci sono anche caricabatterie a pannelli solari, molto utili in certe situazioni estreme (es. un ltrekking in cui volete portarvi il ungo GPS o la fotocamera digitale) ma adatti anche alla vita quotidiana. Occhio però perché questi gadget possono essere anche molto costosi e allora vanno fuori dal nostro slogan: ecologia E/E' risparmio!

[foto Flickr]

giovedì 3 giugno 2010

Detersivi Ecolabel: risparmia e proteggi l'ambiente

Il marchio Ecolabel è il marchio di certificazione ambientale dell'Unione Europea. E' nato nel 1992 e riguarda sia i prodotti (come la carta per fotocopie, i detersivi o le vernici), sia i servizi, come quelli turistici (alberghi, agriturismi, rifugi alpini).

Per sapere che cos'è l'Ecolabel puoi leggere questo articolo.

Per avere notizie e dati in dettaglio, potete leggere la Guida Ecolabel  dell'Ispra. Qui trovate anche un elenco aggiornato di tutte le aziende italiane che fanno prodotti ecolabel nei diversi settori.



Oggi ci soffermiamo sui detersivi ed i prodotti per la pulizia della casa Ecolabel. Ce ne sono ormai di tanti tipi, dalle pasticche per lavastoviglie (di cui abbiamo già parlato) ai detersivi per lavatrice, al liquido multiuso per vetri e superfici lavabili al detergente per il water.

I detersivi Ecolabel potete trovarli in ormai in tante catene di supermercati e discount a prezzi accettabili. Li trovate, per esempio, alla Coop (con il marchio Vivi Verde), all'Esselunga, al Lidl (marchio W5 ECO ), al Todis (marchio Neutral) e in tante altre catene. I prezzi sono gli stessi di altri prodotti concorrenti e, in alcuni casi, anche più bassi. Trovate detersivi e prodotti Ecolabel anche in alcuni distributori alla spina. Ci sono prodotti professionali per le pulizie a marchio Ecolabel (per l'elenco dei produttori, vedi sopra la Guida Ecolabel dell'Ispra).

Quando andate a fare la spesa, quindi, date un'occhiata nello scaffale dei detersivi e cercate il fiore Ecolabel. Forse non sono così "ecologici" come i detersivi biologici (che però ancora oggi non rispondono a una precisa normativa italiana o comunitaria) ma sono decisamente meno cari.

Qui potete scaricare un opuscolo dell'Unione Europea (in italiano) sui detersivi Ecolabel.

Il primo trucco per risparmiare è comunque sempre quello di non comprare detersivi e altri prodotti (Ecolabel, ecologici, normali e/o di altro genere) quando non ci servono o sono superflui.

Ricordate sempre i sei amici per la pulizia della casa, tutti prodotti a basso costo: aceto bianco, bicarbonato di sodio, soda Solvay, acido borico, succo di limone, sapone naturale (es. di Marsiglia). Aggiungete acqua e olio (di gomito!) e il gioco è fatto.

E voi, usate altri detersivi e prodotti per la pulizia Ecolabel? Segnalateli nei commenti.

martedì 1 giugno 2010

Ecologia in giardino: così puoi risparmiare

Giardini, orti e terrazzi sono posti dove si può fare "ecologia pratica" e, al tempo stesso, risparmiare. Con un valore aggiunto: nel giardino ci viviamo noi e quindi se evitiamo l'uso di prodotti chimici possiamo creare un ambiente più sano e produrre basilico, limoni e pomodori biologici.

In un precedente post abbiamo già visto come risparmiare in giardino usando alcuni semplici prodotti:

  • la comune ortica;
  • il prezioso bicarbonato di sodio;
  • il sapone di Marsiglia;
  • l'aglio.

Ora vediamo qualche altro consiglio rapido e semplice.

L'equiseto è una pianta spontanea che cresce in ambienti umidi, ad esempio sulle sponde di ruscelli e laghetti. Per le sue virtù è usato anche in medicina naturale. In giardino possiamo usarlo sotto forma di macerato o decotto da spruzzare per rinforzare le nostre coltivazioni. L'equiseto si può utilizzare anche secco, per cui se lo trovate durante una passeggiata potete farvi una piccola scorta. Qui trovate le istruzioni su come fare un decotto o un macerato di piante.


Potete usare anche altre piante spontanee per fare macerati e decotti da spruzzare in giardino. Un macerato rinforzante si può preparare con rosmarino, timo o con entrambe le piante.
Il macerato di consolida è un ottimo concime naturale


Se avete un caminetto o un barbecue, potete usare la cenere di legna come concime. La cosa migliore è unirla al terriccio per rinvasare o cospargerla in superficie accanto alle piante e poi zappettare il terreno. La cenere è molto utile per piante che hanno bisogno di tanto potassio, come ad esempio aglio, cipolla e pomodoro. (attenzione: ovviamente non dovete aver bruciato sostanze "strane", perché poi vi ritrovereste i residui nella cenere stessa).

Per tenere lontane le formiche da balconi e davanzali, si possono usare vari prodotti alternativi ai potenti pesticidi in commercio. Potete usare ad esempio peperoncino in polvere, borotalco, acido borico, olio essenziale di menta. Non hanno l'effetto immediato di tante polveri chimiche (anche se spesso avrete notato che molti prodotti chimici fanno cilecca!) ma costano poco e tengono lontane le formiche, soprattutto se avrete cura di alternare nel tempo varie sostanze e varie tecniche. Se scoprite dei buchi da cui passano le formiche, potete bloccare l'accesso con un po' di stucco o anche con della comune gomma da masticare.

Un altro importante capitolo che mette insieme risparmio ed ecologia è quello dell'innaffiatura di orti e balconi. Risparmiare acqua avendo piante in forma è semplice: ne parleremo in un prossimo post.

domenica 30 maggio 2010

Pane: se non lo butti, risparmi

Milano butta ogni giorno nella spazzatura 180 quintali di pane.
Secondo Coldiretti, ogni famiglia butta nella spazzatura ogni anno cibo per 500 euro di valore.
Solo nelle feste natalizie buttiamo in media 50 euro di cibo, dicono i consumatori dell'Adoc. L'elenco potrebbe continuare.

Le considerazioni etiche le lascio a voi. Una volta si diceva (ma mi piace pensare che sia ancora così) che buttare il pane è un peccato.
Voglio però sottolineare che il cibo che buttiamo non solo ci costa ma finisce anche per inquinare, visto che in tantissimi comuni italiani non c'è ancora la raccolta differenziata con il sacchetto per l'organico o umido che dir si voglia. Il pane vecchio, quindi, finisce negli inceneritori e così ci fa anche ammalare di tumore!
Per questo riutilizzare gli avanzi di cibo, cucinare scarti e piccole porzioni scoperte in un angolo del frigo è un gesto di civiltà, di rispetto per l'ambiente e anche di risparmio.

Cominciamo proprio dal pane.
Mi limito solo a qualche esempio: prossimamente torneremo con altre ricette e consigli legati al pane.

  • Pane grattato: fai a pezzetti il pane prima che sia troppo secco, fallo seccare bene in una busta di carta e poi passalo al mixer. Il pane grattato lo usi in tanti modi: per addensare una salsa, per friggere, per aggiungerlo all'impasto delle polpette ecc.
  • Bruschetta: fai a fette il pane, passalo al forno e condiscilo con tutta la fantasia possibile. Oltre alla bruschetta, c'è anche la possibilità di fare degli ottimi crostini da pizzeria, ad esempio con mozzarella e acciughe.
  • Minestroni e minestre: fai il pane a pezzetti e passalo al forno oppure in padella con un goccio d'olio. Puoi anche aromatizzare il pane con aglio o rosmarino. Questi mini-crostini li servirai con le tue minestre ma anche con delle salse come stuzzichini.
  • Acquacotta: tipica minestra della Maremma a base di pane. Può prevedere anche l'aggiunta di un uovo, oltre alle verdure, e così diventa un vero piatto unico.
  • Zuppa di pesce: in tante ricette, come la zuppa alla civitavecchiese, il pane è indispensabile. Trovi qui una buona ricetta di zuppa di pesce.

Con il pane si fanno anche ottimi dolci e torte: ne parleremo in un prossimo articolo.

E tu, hai delle ricette in cui si possa riutilizzare il pane avanzato? Scrivile nei commenti.

sabato 29 maggio 2010

Risparmio alla guida dell'automobile

Vi segnalo la ponderosa "Guida 2010 sul risparmio di carburante e sulle emissioni di CO2 delle autovetture" a cura del Ministero dello sviluppo economico, di quello dell'ambiente e di quello dei trasporti. La parte più interessante la riportiamo qui sotto: sono dei semplici consigli per risparmiare carburante mentre si guida l'automobile. Il risultato è ovvio: meno carburante consumato, meno emissioni di anidride carbonica, meno inquinamento, meno malattie...

Leggete con attenzione i consigli e scoprite quali sono le buone abitudini che proprio non utilizzate o che nemmeno conoscevate prima.


In sintesi i consigli si possono riassumere in tre idee fondamentali:

  • guida con calma, senza provare la partenza del Gran Premio e senza voler battere il record Roma-Milano;
  • cura con regolarità la manutenzione della tua auto, anche con piccoli particolari (es. controlla il gonfiaggio dei tuoi pneumatici con regolarità)
  • usare con giudizio tutti i vari dispositivi (dai tergicristalli all'aria condizionata) che fanno consumare più carburante.

Voi, avete qualche altro consiglio da aggiungere per risparmiare senza inquinare quando si usa l'auto?
Io intanto vi dò la mia regola d'oro: quando possibile, lasciate l'auto a casa e andate a piedi, usate la bicicletta o prendete i mezzi pubblici (anche se con questi ultimi, purtroppo, non sempre si risparmia!).


CONSIGLI AGLI AUTOMOBILISTI PER RIDURRE I CONSUMI DI CARBURANTE E LE EMISSIONI DI CO2

LE 10 REGOLE PER UNA GUIDA ECOCOMPATIBILE (ECODRIVING)
Una guida intelligente e una corretta manutenzione dell’autovettura consentono di ridurre i consumi e le emissioni di CO2 del 10-15 %, migliorando anche la sicurezza sulla strada.
In sintesi, di seguito si riportano alcune indicazioni utili per ridurre i consumi di combustibile, le emissioni di CO2 e migliorare la sicurezza sulla strada.
  1. Accelerare gradualmente
  2. Inserire al più presto la marcia superiore
  3. Mantenere una velocità moderata e il più possibile uniforme
  4. Guidare in modo attento e morbido, evitando brusche frenate e cambi di marcia inutili
  5. Decelerare gradualmente rilasciando il pedale dell’acceleratore e tenendo la marcia innestata
  6. Spegnere il motore quando si può, ma solo a veicolo fermo
  7. Mantenere la pressione di gonfiaggio degli pneumatici entro i valori raccomandati
  8. Rimuovere porta-sci o portapacchi subito dopo l’uso e trasportare nel bagagliaio solo gli oggetti indispensabili, mantenendo il veicolo, per quanto possibile, nel proprio stato originale
  9. Utilizzare i dispositivi elettrici solo per il tempo necessario
  10. Limitare l’uso del climatizzatore

LE CONDIZIONI DEL VEICOLO
1. Curare la manutenzione del veicolo eseguendo i controlli e le registrazioni previste dalla casa costruttrice. In particolare, cambiare l’olio al momento giusto e smaltirlo correttamente.
2. Controllare periodicamente la pressione di gonfiaggio quando gli pneumatici sono freddi, almeno una volta al mese e prima di lunghi percorsi. Pressioni di esercizio troppo basse aumentano significativamente i consumi di carburante in quanto diventa maggiore la resistenza al rotolamento. In tali condizioni, inoltre, lo pneumatico è soggetto ad un’usura più rapida e ad un deterioramento delle prestazioni.
3. Variazioni delle dimensioni degli pneumatici possono alterare le prestazioni originali.
4. Utilizzare gli pneumatici invernali solo nelle stagioni in cui le condizioni climatiche li rendono necessari in quanto essi causano un incremento dei consumi di carburante oltre che del rumore di rotolamento.
5. Non viaggiare in condizioni di carico gravose: il peso del veicolo ed il suo assetto influenzano fortemente i consumi e la stabilità del veicolo. Ricordare che è vietato superare la massa massima complessiva del veicolo indicata sul libretto di circolazione (veicolo sovraccarico).
6. Togliere portapacchi o portasci dal tetto al termine del loro utilizzo. Questi accessori, infatti, come altre modifiche della carrozzeria quali spoiler o deflettori, peggiorano l’aerodinamica del veicolo influendo negativamente sui consumi di carburante.
7. Evitare di viaggiare con i finestrini aperti in quanto ciò determina un effetto negativo sull’aerodinamica del veicolo e, conseguentemente, sui consumi di carburante.
8. Utilizzare i dispositivi elettrici solo per il tempo necessario. Il lunotto termico del veicolo, i proiettori supplementari, i tergicristalli, la ventola dell’impianto di riscaldamento, assorbono una notevole quantità di corrente, provocando di conseguenza un aumento del consumo di carburante.
9. L’utilizzo del climatizzatore incrementa sensibilmente i consumi, anche del 25% in certe condizioni. Pertanto, quando la temperatura esterna lo consente, evitarne l’uso ed utilizzare preferibilmente gli aeratori.

LO STILE DI GUIDA
1. Dopo l’avviamento del motore è consigliabile partire subito e lentamente, evitando di portare il motore a regimi di rotazione elevati. Non far riscaldare il motore a veicolo fermo, né al regime minimo né a regime elevato: in queste condizioni infatti il motore si scalda più lentamente, aumentando consumi, emissioni ed usura degli organi meccanici.
2. Evitare manovre inutili quali colpi di acceleratore quando si è fermi al semaforo o prima di spegnere il motore. Questo tipo di manovre, infatti, provoca un aumento dei consumi e dell’inquinamento.
3. Spegnere il motore in caso di sosta o di fermata (per esempio se incontrate un passaggio a livello chiuso).
4. Selezione delle marce: passare il più presto possibile alla marcia più alta (compatibilmente alla regolarità di funzionamento del motore ed alle condizioni di traffico) senza spingere il motore ad elevati regimi sui rapporti intermedi. Utilizzare marce basse ad elevati regimi per ottenere accelerazioni brillanti comporta un sensibile aumento dei consumi, delle emissioni inquinanti e dell’usura del motore.
5. Velocità del veicolo: il consumo di carburante aumenta esponenzialmente all’aumentare della velocità. Si rende, pertanto, necessario mantenere una velocità moderata e il più possibile uniforme, evitando frenate e riprese superflue che provocano un incremento del consumo di carburante e delle emissioni. Il mantenimento di un’adeguata distanza di sicurezza dal veicolo che precede favorisce un’andatura regolare.
6. Accelerazione: accelerare violentemente bruscamente penalizza notevolmente i consumi e le emissioni. Si consiglia, pertanto, qualora le condizioni di marcia lo consentano, di accelerare con gradualità.
Decelerazione: decelerare, preferibilmente, rilasciando il pedale dell’acceleratore e tenendo la marcia innestata, facendo attenzione ad evitare il fuori giri per non danneggiare il motore
(in questa modalità il motore non consuma combustibile, se dotato del dispositivo “cut-off”).

venerdì 28 maggio 2010

Manuali gratuiti per il compostaggio domestico: concime gratis senza inquinare

In molti comuni intelligenti si fa la raccolta differenziata "porta a porta", che al momento attuale è l'unica forma di gestione dei rifiuti che permette di evitare gli inceneritori (causa di tumori, malattie respiratorie e malformazioni) e le discariche.

Uno dei pilastri della raccolta porta a porta è la separazione della frazione "umida o organica", quella cioè composta da materiali che possono facilmente essere compostati. Scarti di frutta e verdura, fiori secchi, fondi di caffè e té e tanti altri materiali organici vengono raccolti di solito nei sacchetti in plastica biodegradabile (quella prodotta dal mais o dalle patate, per capirci); i sacchetti vengono raccolti e finiscono in grandi impianti di compostaggio.

Se però abbiamo un giardino o un cortile, possiamo vantaggiosamente tenere questi scarti organici e trasformarli in prezioso concime (il compost) che diventerà la ricetta magica del giardino e dell'orto. Per fare questo basta procurarsi una compostiera (puoi comprarla in un garden center o anche costruirla da solo) ed iniziare un processo di compostaggio domestico. In molti comuni le compostiere sono date gratuitamente o a prezzi molto bassi.

Per fare il compostaggio con successo e risolvere tutti i problemi, ti consiglio alcuni manuali gratuiti molto utili.

Il primo è il "Manuale di compostaggio domestico" di 12 pagine a cura della regione Valle d'Aosta. Spiega, tra l'altro, come fare il compostaggio in cumuli e presenta un'utilissima lista dei materiali compostabili.

Il secondo è una Guida pratica di 7 pagine, molto semplice e immediata per la grafica. Si spiega anche come costruire facilmente una compostiera.

Il terzo manuale, più corposo, è della provincia di Varese. Qui si parla in particolare di esperienze didattiche di compostaggio nelle scuole; è ricco di consigli utili e tabelle.

Il quarto manuale è dell'associazione Fare Verde e della scuola agraria del Parco di Monza. Nelle prime pagine ci sono informazioni interessanti di carattere generale sull'utilità del compostaggio e sul rischio di desertificazione nel nostro Paese. Ci sono anche tanti consigli utili sull'impiego del compost come concime nelle varie colture (piante in vaso, frutteto, prato ecc.).

L'ultimo manuale è un libretto di 5 pagine degli Amici della Terra della Toscana. Rapido, semplice, chiaro, utile.

Qui trovi altri articoli utili sul compostaggio.

E tu, conosci altri manuali sul compostaggio utili da segnalare ai nostri lettori?

[foto Comune Macerata]:
Prossimamente su "Ecologia e/é risparmio" alcuni trucchi per un compostaggio efficace.

giovedì 27 maggio 2010

Bicarbonato di sodio contro gli acari

Il bicarbonato di sodio, uno dei nostri sei alleati per risparmiare e non inquinare in casa, può essere utile anche per combattere gli acari della polvere.

In un articolo che vi segnalo si spiega come, cospargendo bicarbonato su tappeti e moquette, si riduca in modo significativo la presenza di acari e si combattano anche le uova.

Il bicarbonato va lasciato agire per almeno un'ora (meglio due) e poi bisogna passare l'aspirapolvere per eliminarlo.

Effetto secondario da non trascurare: il bicarbonato è utile anche per rimuovere cattivi odori dai rivestimenti in tessuto e quindi aiuta ad avere tappeti e moquette "in forma".


Consiglio lampo: il bicarbonato può essere adatto anche per pulire a fondo i rivestimenti in tessuto dell'auto, che spesso prendono odori non proprio gradevoli. La tecnica è sempre la stessa: cospargete i sedili e le altre superfici in stoffa o moquette di bicarbonato, lasciate agire per un'oretta e poi usate la vostra aspirapolvere o andate in un benzinaio e usate l'aspirapolvere a gettone.

lunedì 24 maggio 2010

No alle buste di plastica: "Porta la sporta"

I sacchetti di plastica (forse) saranno vietati anche in Italia dal 1 gennaio 2011, anche se non scommetterei mezzo euro contro una possibile, ulteriore proroga.

Nell'attesa, però, possiamo cominciare tutti a dire: no!

Il modo più semplice e più efficace è quello di portare sempre con noi buste riutilizzabili di stoffa o di altro materiale.  Ormai si trovano un po' dappertutto, in vendita nei supermercati, ma anche ad esempio in tante fiere e manifestazioni, come gadget aziendali gratuiti.

Su questo argomento della guerra alle buste di plastica, vi segnalo il sito "Porta la sporta", creato dall'Associazione comuni virtuosi. Ci sono tante informazioni, materiali e  consigli utili per iniziative da fare come singoli, aziende, negozi e scuole.
Nella homepage trovate anche un interessante e angosciante contatore sui sacchetti usati dall'inizio dell'anno.
[per la cronaca: mentre scrivo questo post, siamo già oltre quota 192 miliardi!].

Tra i tanti materiali e documenti, c'è questa posizione sui sacchetti di plastica e anche sui sacchetti biodegradibili (quelli ottenuti dal mais o dalle patate, per capirci). Giustamente, anche questi ultimi sono ritenuti molto dannosi e inutili, soprattutto se alla fine vanno a finire in un inceneritore o in discarica e non nella frazione umida della raccolta differenziata.
Inoltre, aggiungo io, paghiamo anche i sacchetti di plastica biodegradabile: perchè pagare se posso usare la mia borsa di tela gratis?

In un precedente post ho stimato un risparmio di circa 10 euro all'anno usando borse di tela e rifiutando sempre e comunque le buste di plastica. In tempi di crisi, manovre economiche, stangate, Grecia e via tagliando, non butterei 10 euro! Voi che ne pensate?

venerdì 21 maggio 2010

Aceto come ammorbidente per la lavatrice

Da parecchi mesi, ormai, uso soltanto l'aceto come ammorbidente per la lavatrice.

Uso un aceto bianco, molto scarico di colore per evitare (eventuali) macchie; compro l'aceto più economico al supermercato e lo verso nella vaschetta dell'ammorbidente.

Controindicazioni? Nessuna, secondo me. I panni sono morbidi né più né meno di quando si usa l'ammorbidente e non trattengono nessun odore di aceto (a meno di versarne dei litri!). 

L'unico consiglio è quello di evitare di lasciare l'aceto nella vaschetta per giorni senza utilizzare la lavatrice, per prevenire gli effetti corrosivi dell'aceto stesso.

Risparmio: un litro di aceto, adatto al nostro scopo, lo pagate 0,50-0,60 euro. A questo prezzo non trovate nessun ammorbidente, tanto meno quelli ecologici o presunti tali.
Nel bagno l'aceto lo potete usare anche per altri scopi, come anticalcare nel water o per pulire i vetri.


P.S. una domanda inquietante a cui non so rispondere: potete aiutarmi? Ho trovato da tante parti l'indicazione di non usare gli ammorbidenti per lavare i panni di neonati e piccini. Il motivo? la cosa è inquietante...

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