Il blog degli ecorisparmiatori: far convivere l'ambiente e il portafogli. Consigli pratici per risparmiare e difendere la natura, il clima e la nostra salute

venerdì 10 dicembre 2010

Natale verde: come curare l'albero di Natale vero in casa

Consigli per curare il tuo vero abete di Natale e averlo in forma anche il prossimo anno, con un bel risparmio per il tuo portafogli.
Cosa guardare prima dell'acquisto, le attenzioni da avere in casa, le indicazioni per l'impianto.
L'ultima alternativa: porta il tuo abete al compostaggio.


Se non hai in casa l'albero di Natale, ti consiglio di acquistarne uno vero: un piccolo abete da addobbare secondo il tuo gusto, con il fascino che solo una pianta vera può darti. Con un po' di attenzione, l'abete ti permette anche un bel risparmio.

Gli abeti per la maggioranza sono alberi vivi, venduti in un pane di terra (in un vaso di plastica o in un sacchetto di plastica o di iuta). Puoi anche trovare i cosiddetti puntali, cioè le cime di abeti tagliati. Questi dovrebbero venire da diradamenti controllati di boschi. Ovviamente, però, le cime tagliate sono destinate a seccarsi dopo le feste.

Nella maggioranza dei casi, però, anche gli abeti in vaso sono destinati a morte sicura dopo le feste.
Ovviamente in questo (triste) caso occorre verificare nella propria zona se esiste il modo di riciclare queste piante, ad esempio nelle compostiere.
Però la cosa migliore è quella di dare qualche attenzione al tuo abete per permettergli di sopravvivere e riutilizzarlo il prossimo anno. Un bel risparmio e anche la soddisfazione di aver fatto vivere la tua pianta.
Ecco alcuni consigli utili.

Consigli per l'acquisto
Scegli con attenzione il tuo abete: scarta piante visibilmente malandate, ingiallite, con i rami troppo spogli. È normale, comunque, che un abete naturale sia un po' asimmetrico (il lato cresciuto verso nord è di solito meno rigoglioso), come pure è normale che perda un po' di aghi. Se però lo scuoti e gli aghi vengono giù a frotte, scarta l'albero.

Programma l'acquisto con qualche giorno di anticipo: una volta acquistato l'albero, infatti, è bene sciogliere i rami (di solito legati per diminuire l'ingombro) e lasciare l'albero per qualche giorno a riposo in un ambiente riparato, prima di metterlo in casa. Questo riposo dovrebbe avvenire possibilmente in un locale non riscaldato, come il pianerottolo delle scale. In questo modo permetti all'albero di adattarsi alle temperature calde delle nostre case.

Che cosa fare in casa

La cosa ideale sarebbe rinvasare l'albero appena acquistato. Se il tuo abete è in un vaso di plastica del vivaio, puoi anche lasciarlo lì e rinvasarlo dopo le feste. In ogni caso, il rinvaso è necessario per far vivere a lungo il tuo abete.

Il luogo della casa in cui mettere l'abete per le feste è fondamentale. Evita soprattutto di metterlo vicino ai termosifoni o al camino. Evita anche di lasciarlo in mezzo a correnti troppo fredde quando apri le finestre.

Per l'addobbo evita oggetti troppo pesanti che potrebbero spezzare i rami. Soprattutto, evita assolutamente la neve spray, un prodotto inquinante che oltre tutto rischia di soffocare il tuo abete, visto che si tratta di una pianta viva.

Non fare morire il tuo abete: ha bisogno di un po' d'acqua, senza finire affogato ma anche senza morire di sete. Alcuni consigliano di innaffiare con acqua freddissima o gelata ma io eviterei. Acqua a temperatura ambiente va benissimo.

Dopo le feste: lunga vita all'abete
Se avrai avuto un minimo di attenzione, il tuo abete sarà ancora vivo e vegeto dopo le feste. Togli con attenzione tutti gli addobbi, senza rompere i rami. Non ti preoccupare se cadono un po' di aghi: entro certi limiti, è normale.

Ora il tuo abete deve andare all'aperto. Una premessa: l'abete ha bisogno di un clima con inverni freddi. Forse se stai al mare in un posto caldo il tuo abete non ha grandi speranze di successo, per cui è bene pensare a trasferirlo, ad esempio in una zona di montagna.
In casa puoi fare due cose: piantarlo in un giardino oppure metterlo in un vaso e tenerlo sul terrazzo o sul balcone.

In ogni caso, ti consiglio di fare la stessa operazione che ti ho suggerito dopo l'acquisto. Tieni il tuo abete per qualche giorno in un locale non riscaldato e riparato dai venti freddi. Per esempio un balcone interno o il pianerottolo delle scale.
Dopo il periodo di ambientamento, procedi all'impianto o al rinvaso.

Se non hai un giardino o un terrazzo dove piantare l'abete, ti suggerisco altre ipotesi:
  • cerca un amico o un parente che vuole accogliere il tuo abete, magari in una casa di campagna o di montagna. Un mio amico ha una casa in montagna: ogni anno porta lì il suo abete e lo pianta in fondo alla fila dei suoi predecessori. Ha una siepe a scalare, con gli abeti sempre più piccoli: è molto simpatica ed è inoltre un bel ricordo dei Natali precedenti;
  • chiedi a una scuola o a una parrocchia se vogliono il tuo abete;
  • puoi anche seguire le tecniche della “guerrilla gardening”: trova un giardinetto o un'aiuola abbandonata della tua città e fai la tua "incursione verde", piantando il tuo abete e curandolo fino a che non avrà attecchito bene.

L'ultima soluzione
Se proprio non hai modo di ripiantare il tuo abete, devi rassegnarti a avviarlo alla raccolta differenziata. In nessun caso l'abete deve andare nei rifiuti indifferenziati o nel cassonetto. Chiedi al tuo comune o al vivaio dove è possibile avviare gli abeti al compostaggio.
A Roma, per esempio, lo scorso anno è stata organizzata una raccolta straordinaria degli abeti, fino al 10 gennaio. Ovviamente l'abete può essere usato per il compostaggio domestico, con alcune attenzioni perchè gli aghi si decompoengono lentamente.
In alternativa, se hai un camino o una stufa a legna, puoi usare il tuo abete come legna da ardere.

[immagine AllPosters]

giovedì 9 dicembre 2010

Natale verde: albero vero o di plastica?

Ancora una puntata del nostro Natale verde: meglio l'albero vero o quello di plastica?
Preferisci l'abete vero nei nuovi acquisti. Se però hai già un albero di plastica, riutilizzalo.
Chiedi a parenti e amici: magari hanno un albero di Natale in soffitta ancora in buono stato!



Ogni anno, insieme al dilemma “albero o presepe”, si ripropone l'altro dilemma: albero vero o finto (cioè di plastica)?

Per una persona attenta all'ambiente la risposta sembra ovvia: un bell'abete vero. Attenzione, però, può esserci qualche eccezione (anzi una).
In linea di massima, ti consiglio infatti l'albero vero, che non è inquinante, è riciclabile e riutilizzabile negli anni successivi. Gli abeti di Natale vengono da coltivazioni controllate, danno lavoro a molti agricoltori e servono anche a riutilizzare terreni marginali. Ci sono anche gli aberi con la certificazione forestale, come quello di piazza San Pietro a Roma.

Quest'anno la Coldiretti ha fatto un conto del costo ambientale degli alberi di plastica prodotti in Cina, per dimostrare che sono molto più inquinanti degli abeti coltivati. Un albero di plastica prodotto in Cina consuma 20 kg di petrolio e percorre 9.000 km prima di arrivare da noi.
Tutto vero, anche se per fare un conto esatto bisogna considerare che un albero di plastica si può riutilizzare facilmente per molti anni mentre per riutilizzare l'abete vero abbiamo bisogno di un terrazzo o di un giardino.

Da bravo ecorisparmiatore, inoltre, devi tenere conto della situazione attuale: che cosa fare se hai già in casa un albero di plastica? Riutilizzare è sempre meglio che comprare, sia per l'ambiente che per le tue tasche
.

Detto questo, ecco il mio vademecum per l'albero di Natale:

  • se devi comprare un nuovo albero, orientati sempre sull'albero vero. Compra un albero coltivato con il pane di terra. Scegli una pianta sana e in forma. Usa qualche accorgimento e potrai riutilizzare l'albero anche il prossimo anno, senza costi aggiuntivi.
  • se hai già un albero di plastica, ormai vale la pena di tenerlo e riutilizzarlo. Puoi usarlo in casa oppure come albero “aggiuntivo” sul pianerottolo di casa, in ufficio o nel negozio. Riponilo con attenzione dopo le feste e potrà durare in forma per parecchi anni.
  • sempre in difesa degli alberi di plastica: se devi comprare un nuovo albero, prima chiedi ad amici e parenti se ne hanno uno che non usano (vero o di plastica). Magari hai una zia o una nonna che in soffitta hanno un albero finto abbastanza grande mentre ormai in casa ne usano uno piccolo, magari già completo di addobbi. Prima riutilizzare, poi (eventualmente) comprare: il concetto è sempre valido.

mercoledì 8 dicembre 2010

Detersivi alla spina: trova i punti vendita

Trova i punti vendita dei maggiori produttori di detersivi alla spina.
Puoi acquistare detersivi ecologici e non, anche di origine vegetale, per piatti, pavimenti, bucato, lavatrice ecc.


I detersivi alla spina sono ormai una realtà del nostro consumo. Sono un modo concreto per aiutare l'ambiente, contribuire a ridurre i rifiuti (e quindi anche la cosiddetta “emergenza rifiuti”) e anche un buon risparmio, visto che costano fino al 40% in meno dei detersivi tradizionali, a parità di tipologia.


Una precisazione: non tutti i detersivi alla spina sono anche ecologici. In ogni caso, usando detersivi alla spina si aiuta l'ambiente perché si riduce lo spreco di contenitori di plastica. Se poi i detersivi alla spina sono anche ecologici (Ecolabel, biologici con varie certificazioni ecc.) tanto meglio per noi e per l'ambiente.


Mille Bolle Point offre un'ampia gamma di detersivi alla spina. Per molti prodotti trovate anche la scheda tecnica con i vari componenti.  I detersivi Mille Bolle Point non sono ecologici.
Qui trovi i punti vendita Mille Bolle Point.


AQ System produce e distribuisce detersivi ecologici alla spina. Offre sei diversi tipi di detersivo (lavatrice, lana, ammorbidente, piatti, pavimenti e piastrelle, vetri e specchi). I tensioattivi, cioè il  componente che ha il potere detergente, sono totalmente di origine vegetale, derivati da cocco, riso, mais, patate ecc.
Nei punti vendita potete trovare anche altri prodotti ecologici, come filtri per l'acqua potabile e prodotti per il risparmio idrico.
Qui trovi i rivenditori dei prodotti AQ System.


Ecogoccia è un marchio di detersivi della Solbat. Li trovate sfusi o anche confezionati. I prodotti sono quattro: piatti, pavimenti, bucato (a mano e in lavatrice) e ammorbidente. Per ogni prodotto trovate nel sito la scheda con l'elenco di tutti i componenti.
Qui trovate i distributori alla spina di detersivi Ecogoccia.


Pizzolotto produce detersivi alla spina con il marchio Neutral e anche per conto di grandi catene di supermercati, come Sidis e Coop. Ogni prodotto Neutral utilizza una formula a base di tensioattivi vegetali, coloranti per uso alimentare e profumi da estratti naturali. Tutti i prodotti contengono Bitrex, una sostanza amarissima ed innocua per prevenire avvelenamenti accidentali. I prodotti sono: piatti, pavimenti, lavatrice, bucato delicato, ammorbidente. Con il marchio Neutral, Pizzolotto produce anche detersivi Ecolabel confezionati.
Qui trovi i punti vendita alla spina Neutral.


I negozi biologici Ecor vendono i detersivi ecologici alla spina a marchio Ecor. Potete trovare: detersivo piatti con aloe vera e oli essenziali di arancio e limone; detersivo delicato per bucato a mano e lavatrice al profumo di Marsiglia; ammorbidente con olio essenziale di lavanda; detersivo per pavimenti con olio essenziale di pino.
Qui trovate l'elenco dei punti vendita Ecor in cui si trovano i detersivi alla spina.
Ci sono, tra gli altri, i supermercati biologici Natura Sì.
In molti punti vendita Ecor trovi altri prodotti alla spina, come ad esempio cereali e legumi.

lunedì 6 dicembre 2010

Natale verde: altre idee per il presepe ecologico

Ancora una puntata dello speciale sul Natale verde.
A grande richiesta, altri consigli per il presepe ecologico e a basso costo.
Un prato vero e uno finto; farina di mais, argilla espansa, corteccia di pino;  Totò, mollica di pane, das e plastilina; cartone ondulato per i tetti; stelline fosforescenti; polistirolo di recupero.




Copiare i più piccoli
Se avete in casa bambine e bambini o avete comunque nipotini e figli di amici, cercate di “carpire” alcuni segreti e di farvi prestare qualche materiale. Negli asili e nelle scuole elementari si usano tante tecniche utili per il nostro presepe. Altre fonti di ispirazione sono i siti di alcune notissime trasmissioni, come Art Attack e L'albero azzurro.

Un vero prato
Che cosa c'è ci meglio che avere offrire alle nostre pecore e capre che pascolano nel presepe un prato vero, verde e morbido? Niente di più semplice. Basta una vaschetta di plastica (rigorosamente riciclata dalle decine di confezioni alimentari che girano per casa) con il bordo di 2-3 centimetri. Metti nella vaschetta terra fine e sabbia. Semina in abbondanza semi di prato inglese (loietto). Una comoda alternativa: le bustine di semi di erba per i gatti. Pressa bene i semi, senza mandarli troppo in profondità. Innaffia ogni giorno delicatamente con uno spruzzatore. In pochi giorni avrai il tuo prato vero. Fai attenzione a inserire bene la vaschetta nel presepe per non far vedere i bordi, ad esempio coprendoli usando muschio, zolle, radici, rametti ecc.

Un prato finto per rifinire casette, stalle ecc. autocostruite
Un po' di colla sulla base della tua casa e poi puoi spargere un po' di segatura oppure di vecchio muschio trinciato. La segatura ovviamente va colorata.

Altri materiali ecologici utili e a basso costo
Senza comprare le famigerate “bustine” di materiale per il presepe (tipo i 20 grammi di paglia a 3 euro!), puoi trovare intorno a te tanti bei materiali gratis da usare nel presepe.
Ti dò altre idee:
  • argilla espansa: si usa per i vasi delle piante; può essere utile per fare una stradina o per rifinire una casetta;
  • corteccia di pino: è un altro prodotto usato in giardinaggio; prova a chiedere a un amico. È utile per rifinire alcuni dettagli del tuo presepe;
  • sassolini: una manciata (senza esagerare!) di sassolini li puoi prendere anche nei vialetti del parco comunale!
  • sughero: ne abbiamo già parlato: puoi comprare delle tavolette a poco prezzo nei negozi di articoli per la pesca;
  • farina di mais: è utile per fare la base di un'aia dove ci sono polli e galline oppure puoi metterla vicino al forno o alla statuina che fa il pane o che trasporta sacchi di farina;
  • stuzzicadenti, fiammiferi, rametti: utili per vari scopi;
  • cartone ondulato a faccia singola: è già perfetto per fare il tetto di casette, stalle e ricoveri. Basta stendere un po' di gesso liquido per dare un aspetto rustico, pitturare e l'effetto “tetto in tegole” è ottimo.
Illuminazione senza elettricità
Per avere un effetto suggestivo al buio, puoi inserire nel fondale del presepe delle stelline fatte in materiale fosforescente. Le trovi abbastanza facilmente nei reparti per bambini.

Frutta, sacchi, brocche ecc.
Per modellare piccoli oggetti per arricchire il tuo presepe, puoi usare mollica di pane impastata con un po' di aceto. Lavora fino a ottenere una massa omogenea, modella l'oggetto, fallo seccare e poi dipingilo. In un bellissimo film di Monicelli, “Totò e Carolina”, Totò è l'agente di polizia Antonio Caccavallo che, per hobby, sta costruendo il busto del suo commissario in mollica di pane!
In alternativa, usa il Das: non so se è particolarmente ecologico però costa abbastanza poco. Inoltre, se hai della bambine o dei bambini, puoi trovare in casa qualche confezione già aperta. Esiste anche un Das color terracotta, utilissimo per tanti usi senza bisogno di pitturarlo. Usa anche altre paste per modellare se le trovi già in casa (es. plastilina, didò ecc.).

Alberi
Ti ho già dato alcuni consigli per fare alberi e arbusti del tuo presepe. Aggiungo che anche alcuni bonsai sono adattissimi per abbellire il presepe, come pure piccole felci e piccoli rampicanti, come ad esempio piccole piante di edera (occhio, l'edera è tossica e quindi pericolosa per bambine e bambini).

Polistirolo
Non è un materiale ecologico, ovviamente. Però se ti capita in casa senza averlo cercato (per es. negli imballaggi degli elettrodomestici), puoi recuperarlo perché si lavora molto facilmente.
Puoi usare il polistirolo riciclato, ad esempio, per rivestire le pareti esterne delle tue case di cartone: basta prendere le misure, tagliare e poi incollare. Il polistirolo pitturato darà un effetto rustico alle mura delle tue case. Si può anche spalmare con del gesso liquido prima di pitturarlo. Il polistirolo si taglia con un coltello non seghettato, con un taglierino o cutter oppure con una lama scaldata.

Iuta, sacchi, stoffa e filo
Vecchi sacchi o sacchetti di iuta o canapa sono un'ottima base per tanti usi nel tuo presepe. Sono utili anche piccoli ritagli di stoffa. Con del filo di cotone grezzo puoi, ad esempio, legare insieme piccoli rametti per fare delle fascine di legna oppure per costruire un piccolo recinto per gli animali o ancora per realizzare le sponde di un ponticello.

Pitturare case e altri oggetti

Sarebbe ideale usare colori ecologici. Prima però guarda se in casa hai dei colori (in particolare tempere, olio o acrilici) già aperti: meglio usare questi che dopo un po' di tempo finirebbero per seccarsi. Per migliorare l'effetto, puoi stendere sulle superfici, prima di pitturale, una mano di una soluzione di acqua con poca colla vinilica (1 parte di acqua con 4 di acqua). Stendi una mano di colore di fondo (es. per i muri) e poi inventa le tue soluzioni e sfumature per avere un muro “vissuto” e realistico.

Che cosa usare per costruire il presepe

Cerca di usare materiali e prodotti ecologici e non tossici. Ad esempio, sarebbe meglio preferire colle atossiche, senza solventi, ed evitare al contrario colle tossiche. Cerca di trovare il modo di non rovinare materiali come la carta montagna che puoi riutilizzare. Per fissare la carta montagna alla base in carta o cartone che costituisce lo scheletro delle montagne, puoi usare anche gli spilli, che si recuperano facilmente. Occhio se ci sono in casa bambine e bambini.

Cartucce esauste per stampanti: da Ecostore hanno ancora valore

Risparmia recuperando le cartucce per stampanti esaurite presso i negozi Ecostore.
Guadagni un euro per ogni cartuccia ink-jet rigenerabile e una salvietta per
monitor per tutti gli altri tipi di cartucce.

Per meno di 3 euro hai un kit per la ricarica "fai da te".
Le cartucce per stampanti esauste sono un oggetto molto inquinante che non deve andare nei rifiuti indifferenziati.



Le cartucce per stampanti esauste, che non possono più essere ricaricate, hanno ancora valore se le porti da Eco Store!
Possono infatti essere smaltite negli Eco Point che si trovano nei punti vendita.

Qui puoi cercare il negozio più vicino tra i 300 punti vendita EcoStore in Italia.

Cerca il pannello con il logo di Legambiente all’interno dei negozi di cartucce per stampanti Eco Store: ci troverai l'Eco Point, un vero e proprio centro di raccolta dove potrai consegnare e smaltire le tue cartucce per stampanti vuote.

  • Per le cartucce per stampanti ink-jet rigenerabili riceverai in cambio 1 euro.
  • Per le cartucce per stampanti non rigenerabili riceverai invece una salvietta per il monitor del PC.
  • Da non dimenticare, inoltre, la possibilità offerta dal kit di ricarica “fai da te” per cartucce per stampanti ink jet. Con meno di 3 euro puoi ricaricare da solo le tue cartucce a getto d’inchiostro, con un risparmio notevole (http://www.ecostore.it/it/prodotti/kitdiricaricacartucce/index.html).
In questo modo, nei negozi di cartucce Eco Store, potrai dare valore alle cartucce per stampanti vuote senza inquinare l’ambiente.

Eco Store, da sempre attenta al processo di rigenerazione delle cartucce per stampanti esauste, offre ogni anno nuove iniziative per il riuso ed il corretto smaltimento dei vuoti.
Nei negozi Eco Store, infatti, i clienti hanno varie possibilità per dare valore alle cartucce vuote e evitare che vengano disperse nell’ambiente.

Le cartucce per stampanti che non si possono ricaricare possono essere smaltite nell’Eco Point.
Le cartucce per stampanti ricaricabili possono essere riutilizzate fino a 5 volte, ricaricandole con l'innovativo sistema professionale Ink Evolution .

Eco Store
Eco Store è una catena italiana di negozi in franchising di cartucce per stampanti rigenerate e compatibili, toner rigenerati e carta per stampanti.
Il franchising di cartucce Eco Store offre ai propri clienti prodotti e servizi per la stampa, con la promessa di un’offerta conveniente in termini di costi, qualità, servizi, innovazione, nel rispetto dell’ambiente.

I valori di Eco Store sono:
  • Qualità: le cartucce per stampanti compatibili a marchio Eco Store e le le cartucce rigenerate sono garantite da un test di qualità che mette sul mercato solo i pezzi certificati.
  • Risparmio: con le cartucce per stampanti e gli altri prodotti Eco Store si può ottenere un risparmio che va dal 40% all’80%, senza rinunciare alla qualità.
  • Sostenibilità: il prefisso Eco rappresenta l’idea di fondo che guida il franchising di cartucce Eco Store. Lo testimoniano i servizi di vendita di cartucce rigenerate e compatibili, la proposta di kit di ricarica “fai da te”, l'offerta di un servizio di smaltimento esausti, l'utilizzo di energia alternativa.

domenica 5 dicembre 2010

Miniguida per la riduzione di tovaglioli, asciugatutto e fazzoletti di carta usa e getta

Greenpeace ha fatto una guida, molto utile, per l’acquisto responsabile di carta igienica, rotoloni, tovaglioli e fazzoletti usa e getta.
Qui trovate anche la nostra miniguida per gli ecorisparmiatori alla riduzione o eliminazione del consumo di questi prodotti: un buon modo per risparmiare e ridurre alla fonte l'inquinamento e la distruzione delle foreste.
Parti risparmiando 24 euro all'anno eliminando i rotoloni di carta da cucina.



“Foreste a rotoli” è la nuova guida verde di Greenpeace per l’acquisto responsabile di carta igienica, rotoloni, tovaglioli e fazzoletti usa e getta.
In pratica, un manualetto (che trovate qui) per orientarsi nell'acquisto di questi prodotti, premiando quelli più amici delle foreste.

Una premessa che non ho trovato nella guida (anche se sono sicuro che Greenpeace stessa è consapevole delle questione): almeno nel caso di rotoloni (cioè carta asciugatutto da cucina), tovaglioli e fazzoletti, è possibile limitare al massimo il consumo di prodotti usa e getta, con grande gioia delle foreste del mondo ma anche delle nostre tasche.

Qui vi abbiamo già spiegato come risparmiare 24 euro all'anno eliminando la carta da cucina (asciugatutto o rotoloni).

Ecco allora una miniguida di Ecologia e/è Risparmio alla limitazione del consumo di fazzoletti, rotoloni, tovaglioli e carta igienica.

Carta da cucina o asciugatutto o rotoloni
Da almeno due o tre anni non uso più la carta da cucina. È cominciato per caso perché ci dimenticavamo di comprarla. Abbiamo visto che se ne può fare a meno.
Come? Due o tre “pezzette”, cioè panni in microfibra e simili, e un canovaccio non nuovissimo. Il risultato è che la carta da cucina è uscita dal nostro carrello della spesa dove tra l'altro occupava uno spazio considerevole.

Tovaglioli
Per i tovaglioli, la soluzione è semplice: tovaglioli di stoffa! Certo se fate una festa per quaranta persone è un po' difficile però per i prossimi pranzi di Natale, fino a 10-15 persone, è perfettamente possibile. Non avete forse la lavatrice? Fatela lavorare.
Un consiglio semplicissimo: comprate una bella tovaglia bianca con un buon numero di tovaglioli bianchi per i vostri pranzi numerosi. Potrete pulire più facilmente tovaglia e tovaglioli, anche con l'aiuto della soda. Basterà ravvivare la tavola, ad esempio con un bel centrotavola floreale, e avrete un ottimo effetto.

Carta igienica
Per la carta igienica il consiglio è quello di essere “moderati”!

Fazzoletti di carta
Anche in questo caso la moderazione è d'obbligo. Mi rendo conto che quando infuria il raffreddore, anche per motivi igienici, i fazzoletti di carta possono essere preferibili (peraltro, è igienico buttare decine di fazzoletti sporchi nei cestini di scuole e uffici? Bah...).
In tante occasioni, però, il fazzoletto di carta può essere sostituito dal buon vecchio fazzoletto di stoffa. Spesso, inoltre, i fazzoletti di carta sono adoperati per usi impropri: pensateci e sostituiteli con prodotti non usa e getta. (Un esempio: non avete mai, proprio mai pulito gli occhiali con un fazzoletto di carta? Chiedete una “pezzetta” in più al vostro ottico di fiducia).
A proposito: un consiglio per i superstiziosi. I fazzoletti (di stoffa ma anche di carta) non si regalano!
Un aspetto che Greenpeace non prende in considerazione ma che ritengo importante è l'uso di additivi e sostanze varie, soprattutto sui fazzoletti di carta. Sono sempre più diffusi, infatti, fazzoletti di carta che contengono profumi, balsami e altre sostanze. Sostanze inutili, anzi spesso dannose, perché in certe persone possono provocare allergie e ipersensibilità.

Per la sua classifica Greenpeace ha preso in esame alcuni parametri, combinati tra loro:
  • uso di carta riciclata
  • uso di carta certificata Fsc (dovrebbe esserci anche la certificazione Pefc ma non c'è: questo ha provocato una battaglia di cui francamente mi interessa poco)
  • assenza/limitazione dell'uso del cloro, molto inquinante, nello sbiancamento della carta (TCF: Total Chlorine Free e ECF: Elemental Chlorine Free).

Un'altra osservazione. La guida Greenpeace sottolinea l'abuso dei termini “ecologico, eco o green” per prodotti che di ecologico non hanno nulla. Se volete saperne di più, leggete qui.


Di seguito, per gli interessati, una sintesi del comunicato di Greenpeace.

Greenpeace lancia oggi “Foreste a rotoli”, la guida verde per l’acquisto responsabile di carta igienica, rotoloni, tovaglioli e fazzoletti usa e getta. Sono poche le aziende produttrici virtuose come Coop e AS (Gruppo Schlecker). A rischio, nella fascia rossa, i prodotti di Auchan, Sma e Pam. Tra i non classificabili, i prodotti della multinazionale Georgia Pacific, come quelli a marchio Tenderly e Tutto.
La nuova guida di Greenpeace viene promossa anche da un video virale dal titolo “Deforestation Nightmare” interpretato dall’attrice Barbara Tabita, testimonial della campagna Deforestazione Zero di Greenpeace e protagonista della serie televisiva “I Cesaroni”.

Negli ultimi anni la richiesta di polpa di cellulosa per la produzione di carta sta pericolosamente accelerando la distruzione degli ultimi polmoni del pianeta, minacciati dall’irresponsabilità di aziende come Asia Pulp and Paper (APP) e dai loro clienti. Anche l’industria cartaria italiana ha le sue responsabilità: mantenendo rapporti commerciali con multinazionali coinvolte nella deforestazione, anche le aziende italiane rischiano di immettere sul nostro mercato prodotti che causano fenomeni come la distruzione delle foreste e il cambiamento climatico.

Tra le carte igieniche valutate nella guida “Foreste a rotoli” sono solo cinque i prodotti riciclati al 100%: Coop Vivi Verde, Grazie Lucart, Esselunga Riciclata, Carrefour Ecoplanet e AS. Prima di acquistare, però, si deve fare attenzione al nome completo del prodotto: questo perché alcuni marchi, come Carrefour ed Esselunga, producono anche altre tipologie di carta igienica, valutate come insufficienti o addirittura pericolose. Soltanto Coop e AS utilizzano per tutti i propri prodotti esclusivamente carta riciclata e certificata FSC (Forest Stewardship Council).

E i peggiori? Consultando la guida più dell’80% dei prodotti non raggiungono la sufficienza. Tra i non classificabili, infine, Tenderly e tutti i prodotti dall’azienda Georgia Pacific che si è formalmente rifiutata di fornire a Greenpeace le informazioni necessarie per  l’inserimento in classifica.

“Le etichette dei prodotti che abbiamo valutato sono molto spesso fuorvianti. Denominazioni come: ‘ecologico’, ‘eco’, ‘green’ fioriscono su prodotti che invece non contengono affatto fibre riciclate o certificate FSC o ne contengono bassissime percentuali. In tutti questi casi c’è poco ‘green’ e molto ‘greenwashing’ - avverte Chiara Campione, responsabile della campagna foreste di Greenpeace Italia.

Per realizzare la guida, Greenpeace ha valutato più di 200 prodotti di circa 30 aziende scegliendo tra quelli più distribuiti negli scaffali dei supermercati. Alle aziende produttrici identificate è stato inviato un questionario nel quale veniva chiesto di indicare le percentuali di fibra riciclata e certificata FSC (Forest Stewardship Council) utilizzata nella produzione e informazioni sul processo di sbianca.

sabato 4 dicembre 2010

Ecologia e/è Risparmio ora anche su Twitter


Se ti interessa essere aggiornato su come è possibile mettere d'accordo il risparmio e la difesa dell'ambiente e della salute, oggi hai un'opportunità in più.

Puoi seguire tutti gli aggiornamenti di Ecologia e/è Risparmio anche su Twitter.

Ci trovi qui
http://twitter.com/ecorisparmio

Inoltre, in esclusiva per chi ci segue su Twitter, ci sarà ogni settimana una ecopillola: un consiglio per essere davvero ecorisparmiatori in 140 caratteri.

Qui trovi la prima ecopillola Twitter di Ecologia e/è Risparmio.

Riscaldamento: consigli utili per il risparmio e l'ambiente

Consigli per risparmiare sul riscaldamento.
Fai entrare il sole; non coprire i termosifoni; imposta la temperatura non oltre i 20 gradi; fai controllare il tuo impianto; cambia l'aria in casa per brevi periodi.


Aggiungi didascalia
Il freddo arriva e iniziamo ad accendere i riscaldamenti.
Una voce pesante per le nostre tasche ma anche un rischio per l'aria delle nostre città, già soffocata dagli scarichi delle automobili e da quelli industriali.

Ecco alcuni (primi) consigli per ridurre gli sprechi del tuo riscaldamento, per risparmiare e per diminuire l'inquinamento.

Aprire persiane e tapparelle
Quando c'è il sole, approfittiamone. Apriamo persiane e tapparelle delle finestre esposte al sole per permettere un miglior riscaldamento naturale della casa.

Chiudere persiane e tapparelle
Ma insomma, aprire o chiudere? No, non stiamo scherzando. Quando fa buio, è bene chiudere persiane e tapparelle per migliorare l'isolamento termico delle finestre ed evitare inutile dispersione del calore. Per lo stesso motivo, chiudi anche le tende.

Aprire le finestre per brevi periodi
D'inverno non è necessario tenere aperte le finestre per lunghi periodi per cambiare l'aria. Bastano dieci minuti, possibilmente nelle ore più calde della giornata.

Fai controllare il tuo impianto
Fai fare il controllo e la manutenzione del tuo impianto di riscaldamento da parte di un tecnico esperto di una ditta di manutenzione. Guadagni in sicurezza e sei sicuro di far lavorare il tuo impianto nel modo ottimale, cioè con meno sprechi.

Non coprire i termosifoni
Non coprire mai i tuoi termosifoni con mobiletti di legno, tende o altro e non utilizzare neanche copritermosifoni. L'aria deve circolare liberamente intorno ai radiatori per migliorarne l'efficienza.
Se i tuoi termosifoni si trovano sui muri esterni (ad esempio, sotto la finestra), è utile mettere dietro dei pannelli riflettenti per ridurre le dispersioni.

Bastano venti gradi
Il termostato del tuo impianto non deve superare i venti gradi. Temperature più alte provocano sprechi inutili: mettiti una maglia più pesante e starai benissimo anche a venti gradi. In realtà anche temperature di 18-19 gradi sono molto confortevoli. Verifica ciclicamente la temperatura anche nelle singole stanze della casa. Di notte la temperatura deve essere più bassa (16-17 gradi) per favorire il sonno.

Presto sul blog altri consigli per risparmiare sul riscaldamento senza rinunciare al nostro comfort.

[foto Flickr]

venerdì 3 dicembre 2010

Natale verde: pacchetti, nastri, carte ...

Terza puntata del nostro Natale verde, dopo il presepe ed i regali.
Preparare i nostri doni risparmiando e senza riempire la casa di carte, nastri e coccarde.
Tante idee creative e a basso costo: borse di stoffa, poesie e disegni, origami, noci e nocciole al posto della paglia di plastica, cestini, pacchi sorpresa...



Riduci, riduci, riduci! Riutilizza, riutilizza, riutilizza! Ricicla, ricicla, ricicla! E' il nostro imperativo per confezionare i regali di Natale.

Evita pacchetti inutili, fiocchi, coccarde, bigliettini e tante altre cose inutili, destinate alla discarica e agli inceneritori. Aumentano inutilmente il costo e l'impatto ambientale dei tuoi regali e non aumentano davvero il piacere del dono.

Qui trovi alcuni consigli per presentare bene i tuoi regali, in modo creativo e originale, risparmiando e senza inquinare (o almeno inquinando meno).

  • Evita soprattutto plastica, carte plastificate e metallizzate, coccarde e altri ammennicoli non riciclabili. Se proprio devi usare della carta regalo, verifica almeno che sia carta perfettamente riciclabile. Esiste anche carta regalo di origine riciclata o proveniente da foreste gestite in modo ecocompatibile: se possibile, usa questa.
  • Per confezionare i tuoi pacchetti puoi usare foglie, ricci di castagne, rametti al posto di nastri e coccarde. Puoi fissarli su scatole e pacchetti con un goccio di colla.
  • Puoi usare delle borse o dei sacchetti di stoffa per mettere, ad esempio, tutti i regali dei membri di una stessa famiglia, senza impacchettarli uno per uno.
  • Rifiuta le buste di plastica in tutti i negozi dove farai gli acquisti di Natale: chiedi una busta di semplice carta oppure porta con te una o due borse di stoffa riutilizzabili.
  • Se hai delle borse da regalo di carta, molto diffuse negli ultimi anni, confezionale in modo da permettere di riutilizzarle. Di solito hanno i manici di corda o di plastica: chiudi i manici con due fiocchetti (due pezzi di nastro colorato legati, poi con le forbici ottieni i caratteristici riccioli). Non usare nastro adesivo o punti metallici. Basta togliere i nastri e la busta si riusa perfettamente.
  • Usa scatole, barattoli, ceste e cestini per confezionare i regali: possono essere riutilizzati da chi li riceve in casa o per il prossimo Natale.
  • I libri puoi anche non impacchettarli: usa un segnalibro come biglietto di auguri.
  • Se regali cibi e vini, fai da te la confezione con un cestino o un sacchetto di iuta. Al posto dell'orribile “paglietta di plastica” o di altro materiale inquinante, usa la frutta secca (mandorle, noci ecc.): è bella da vedere e buona da mangiare.
  • Per un grande regalo, ad esempio una bicicletta, basta un bel fiocco colorato.
  • Se regali liquori e marmellate fatte da te, riutilizza bottiglie particolari di vino o di liquore e barattoli di marmellata. Lavali bene (per esempio con la soda), aggiungi un tappo particolare, un'etichetta fatta a mano ed il gioco è fatto.
  • Un mio amico molto bravo fa dei piccoli animaletti di carta con la tecnica dell'origami e li usa come biglietti di auguri. Puoi anche fare degli origami di Natale.
  • Un cartoncino bianco è un'ottima base per creare dei biglietti d'auguri personalizzati, ad esempio con dei disegni. Se c'è una bambina o un bambino in casa, mettili al lavoro: i nonni saranno entusiasti! Un'alternativa: crea piccole poesie di auguri.
  • Fai qualche pacco a sorpresa: prendi 3-4 scatole di cartone recuperate di diverse misure, mettile una dentro l'altra, magari avvolgile di carta di giornale e nascondi dentro i regali, soprattutto per bambine e bambini. Scartare un pacco sorpresa sarà di per sé un bel divertimento!
  • In ogni caso, invita amici e parenti a differenziare e riutilizzare carte, buste e contenitori.

 [foto Origami Club]

giovedì 2 dicembre 2010

Natale verde: risparmia con i regali ecologici

Consigli per risparmiare con i regali di Natale, senza inquinare.
Cini biologici, regali fai da te, libri, abbonamenti al teatro, regali in comune, regali ecologici, buoni acquisto e tante altre idee...


 Facciamola breve: il Natale è diventato ormai un'orgia consumistica, determinante per le sorti del commercio e quindi dell'economia, per i destini dei produttori di spumanti e cotechini ecc.

Il risultato dell'orgia è un salasso per i nostri portafogli e anche un'offesa massiccia per l'ambiente. A Natale riempiamo le nostre case e quelle di amici e parenti di regali inutili, costosi, inquinanti, superflui, di montagne di carte e confezioni inutili.

Come salvarsi da tutto questo? Ci limitiamo a darvi 10 consigli per fare dei regali da ecorisparmiatore Doc.

Riscopri il gusto del dono
Lo scopo del regalo è quello di donare qualcosa di noi a chi amiamo. Può sembrare retorica ma se parti da questa idea, sarà più facile seguire gli altri consigli.

Fai la tua lista e acquista per tempo
Se ti riduci all'ultimo minuto, è più facile che acquisterai cose inutili, costose e inquinanti. Inizia a pensare ai regali, pensando con affetto ai destinatari. Ti verranno in mente tante idee; appuntale e senza sforzi avrai la tua lista dei regali.

Regala cibi biologici, locali ed equosolidali
Se vuoi regalare delle golosità o il classico cesto di Natale, preferisci cibi e vini dell'agricoltura biologica oppure prodotti nella tua zona, magari comprati direttamente nelle aziende agricole, o ancora cibi del commercio equo e solidale. Farai un regalo gradito, amico dell'ambiente e, con un po' di attenzione, non spenderai molto di più di un cesto preconfezionato preso in un negozio.
Puoi procurarti o comprare un cestino (riutilizzabile): al posto della orribile “paglia” di plastica, confeziona il cesto con frutta secca (nocciole, mandorle, noci ecc.), bella e buona da mangiare.

Regali “fai da te”
Ognuno di noi ha le sue qualità nascoste. Un mio amico che vive in un'altra città è un bravissimo fotografo amatoriale: per alcuni anni ci ha regalato una sua foto incorniciata. Oggi queste foto sono ancora nella nostra casa e attirano sempre l'attenzione.
Tira fuori anche tu le tue abilità: liquori fatti in casa, conserve e marmellate, dolci, oggetti di bricolage, sciarpe fatte a maglia, collane ...
Un'altra nostra amica usa sassi, vecchie tegole e mattoni che dipinge per fare fermacarte e soprammobili: anche questi sono tra i regali di Natale che ancora oggi apprezzo di più.

Fai regali non materiali
Invece di riempire armadi e soffitte di cose inutili, regala un abbonamento a teatro, un carnet di biglietti del cinema, la tessera dei musei della tua città, un corso di pittura o di fotografia.

Libri, semplicemente libri
I libri sono un regalo utile e durevole. Il DVD di un bel film tra vent'anni probabilmente sarà inutilizzabile perché avremo chissà quale diavoleria al posto del DVD; lo stesso vale per un gioco elettronico. Un libro invece resiste anche mille anni, basta trattarlo bene!
Puoi anche regalare un buono da spendere in una libreria (ormai lo fanno anche le piccole librerie; in caso contrario, lancia tu l'idea al tuo libraio di fiducia).
Sempre in questa linea: l'abbonamento a una rivista possibilmente utile.
Un altro bel dono: la tessera della biblioteca.

Regali in comune
Invece di regalare 3-4 regali necessariamente poco costosi (con il rischio che si tratti di cose davvero poco utili), puoi fare un regalo collettivo. Per esempio: a una famiglia con figli ancora abbastanza piccoli, regala un gioco da tavolo per giocare insieme. Meno pacchetti, meno carta sprecata, spesso anche un po' di risparmio, ma soprattutto qualcosa che dura nel tempo.
Un consiglio? Per me, Trivial Pursuit e Visual Game. Visual Game è un gioco in cui bisogna disegnare per far indovinare alla propria squadra una parola. Lo abbiamo regalato anni fa a una famiglia di cari amici: ora le loro figlie sono grandi ma ogni tanto ci giochiamo ancora e ci facciamo davvero delle grandi risate.

Fai un regalo apertamente “ecologico”
Guardati intorno, troverai tante idee. Una torcia elettrica a dinamo (senza pile ma con la manovella),  una pianta da tenere in giardino o in terrazzo, un manuale di giardinaggio o di agricoltura biologica, o addirittura una compostiera o una cassetta di lombrichi per il tuo amico che ha un terreno o un orto!
Attenzione, però: evita il regalo ecologico fatto apposta per abbindolarci. Il vaso di fiori in vetro riciclato può ugualmente essere inutile o superfluo, quindi alla fine diventa “antiecologico”. Evita i gadget ecologici, che escono appositamente soprattutto a Natale per tentare di fregare il consumatore attento all'ambiente.

Il buono regalo
Ne abbiamo già parlato per i libri. Forse non è il massimo dell'eleganza, però è un'ottima soluzione per evitare spese inutili, doppioni, oggetti che non servono. Ti assicuro che per una bambina o un bambino un buono regalo, ad esempio per una libreria, diventerà un gioco nel gioco, un regalo nel regalo.

Regali per bambine e bambini
Visto che abbiamo parlato di regali per i più piccoli, qui la questione si fa davvero complicata. Ne riparleremo con un post dedicato solo a questo tema.

[foto Flickr]

mercoledì 1 dicembre 2010

Risparmiare energia elettrica: altri cinque (semplici) consigli

Nuovi consigli per risparmiare energia elettrica.
  • Usa sensori di movimento e crepuscolari nell'illuminazione esterna.
  • Usa lampade solari.
  • Compra solo elettrodomestici di classe energetica A, A+ e A++.
  • Usa sempre le batterie ricaricabili.
  • Usa di meno l'ascensore, a casa e in ufficio.

Il risparmio energetico è una delle parole d'ordine dell'ecorisparmiatore. Dovrebbe essere anche uno dei cardini della politica energetica di un paese come il nostro che non  ha fonti energetiche tradizionali (ah, dimenticavo: “questo è il paese del sole” che però produce meno energia fotovoltaica della fredda Germania!).

Vediamo allora (dopo i primi cinque) altri semplici consigli per risparmiare energia elettrica senza ridursi a lume di candela (tranne che nelle serate romantiche, ovviamente!).

Illuminazione esterna
Per l'illuminazione esterna puoi installare dei sensori di movimento che ti faranno risparmiare energia, accendendo la luce solo quando si avvicina qualcuno. In modo simile, puoi anche installare dei sensori crepuscolari che fanno accendere le luci al tramonto e le spengono all'alba.

Lampade solari
Nei giardini e nei terrazzi si possono usare le lampade solari (fotovoltaiche). Sono ormai molto diffuse e si trovano facilmente in commercio a prezzi accettabili: si ricaricano con il sole e quindi non consumano energia elettrica. Verifica bene le istruzioni per avere un'idea del tempo di ricarica e dell'esposizione necessaria. Esistono anche lampioni stradali solari e lampade solari da tavolo.


Efficienza degli elettrodomestici
Aumenta l'efficienza dei tuoi elettrodomestici preferendo quelli con le classi energetiche A, A+, A++.
Ne abbiamo già parlato a proposito del risparmio per la lavatrice.

Batterie ricaricabili
Le batterie ricaricabili sono ormai diffusissime ma molti ancora preferiscono quelle usa e getta. Il risparmio con le prime è evidente. Anche tenendo conto del costo del caricabatterie (dai 10 ai 20 euro al massimo) e del maggior costo unitario delle batterie ricaricabili, devi tener conto che puoi ricaricarle qualche centinaio di volte. Senza considerare del favore che fai a tutti noi, evitando di buttare nella spazzatura centinaia di pile scariche. Le batterie ricaricabili sono anche un bel modo di completare un gioco a pile da regalare a Natale.

Usa meno l'ascensore
Usa meno l'ascensore. Se abiti ai primi piani di un palazzo, evitalo, a meno di dover trasportare la spesa per il pranzo di Natale. Evita l'ascensore anche quando scendi le scale. Non solo si risparmia (beh, in questo caso risparmia il tuo condominio ma alla fine conviene anche a te) ma puoi fare un esercizio fisico ottimo a costo zero. Molti appassionati di calcio ricordano i “gradoni” di Mister Zeman: una tortura che permetteva alle squadre dell'allenatore boemo di correre a mille.

lunedì 29 novembre 2010

Lavare i piatti a mano o in lavastoviglie: che cosa inquina di più?

Confronto tra lavaggio dei piatti a mano o in lavastoviglie.
Il problema vero è di usare al meglio le due tecniche.
Consigli semplici per risparmiare e inquinare meno lavando i piatti a mano o in lavapiatti.
Risparmiare elettricità, acqua e detersivo.


Mi sono imbattuto su internet in una analisi molto approfondita sul confronto tra lavaggio dei piatti a mano o in lavapiatti. Quale dei due inquina di più? Quale dei due costa di più? Il problema non è semplice perché occorre tenere conto di tutto. Inquinano di più i detersivi per piatti o quelli per lavastoviglie? Quanta acqua consumiamo normalmente per lavare i piatti? E per un ciclo di lavastoviglie? Qual'è l'impatto ambientale di una vecchia lavastoviglie? E quello dei contenitori del sapone per piatti?

Credo però che si tratti in realtà di un falso problema. Per molte persone e famiglie la lavastoviglie è uno strumento utilissimo se non indispensabile. Va bene, qualcuno potrà dire: ma se domani tutto il mondo iniziasse a usare la lavastoviglie, che cosa succederebbe?
Senza avventurarmi in analisi complesse, ecco alcuni (semplici) consigli da seguire per ottimizzare il lavaggio dei piatti a mano o in lavastoviglie, puntando come al solito al risparmio e al rispetto dell'ambiente.

Chi inquina di più, dunque?

Inquini di più usando la lavastoviglie se...
  • usi programmi a temperature altissime che quasi sempre sono inutili.
  • lavi o sciacqui i piatti prima di metterli in lavastoviglie: se esageri, meglio lavare a mano!
  • fai il lavaggio con la lavastoviglie mezza vuota. Fai sempre il lavaggio a pieno carico; se avanza spazio, puoi lavare oggetti come: gli accessori che sono nel tuo frigorifero (ripiani, contenitori ecc.); le parti dei fornelli a gas (dopo il lavaggio, rimontali e poi accedi il fuoco qualche secondo per asciugarli perfettamente) o del forno; altri oggetti della tua cucina, come poggiamestoli e poggiapentole; accessori per i bimbi (es. biberon, bicchieri, piatti ecc.).
  • usi tanti prodotti inutili, costosi e inquinanti, come il brillantante o il deodorante per lavastoviglie (esiste pure quello!). Al posto del brillantante, puoi usare del comune aceto bianco. Ogni tanto, puoi fare un lavaggio a vuoto a bassa temperatura usando la soda Solvay al posto del detersivo per tenere pulita la lavastoviglie.
  • non pulisci spesso i filtri.
  • non usi detersivo Ecolabel o ecologico per lavastoviglie.
  • superi le dosi di detersivo consigliate.
  • non hai scelto una lavastoviglie con consumi elettrici almeno di classe A e con bassi consumi di acqua. Esistono anche lavastoviglie che si possono collegare all'attacco dell'acqua calda sanitaria (scaldare l'acqua con il gas della caldaia è più economico).
  • qui altri consigli utili sull'uso della lavastoviglie.

Inquini di più lavando i piatti a mano se...
  • lasci il rubinetto aperto per tutto il tempo del lavaggio, magari sull'acqua calda. Meglio una bacinella con l'acqua ed il detersivo. Un vecchio consiglio, sempre ottimo: raccogli l'acqua della pasta e usala per lavare i piatti. È già calda e contiene amido che aiuta a sgrassare i piatti.
  • usi inutilmente acqua troppo calda.
  • usi troppo detersivo senza motivi: inquini di più e devi sprecare più acqua per risciacquare i piatti.
  • non usi detersivo per i piatti Ecolabel, ecologico ecc.

sabato 27 novembre 2010

Compostiera gratis: altri comuni che aderiscono

Il compostaggio domestico dei rifiuti organici è una delle soluzioni immediate e poco costose al problema dei rifiuti.
Il risultato è il compost, un ottime concime biologico gratuito per orti e giardini.
Tanti comuni italiani offrono la compostiera gratis ai cittadini e, spesso, una riduzione della tariffa dei rifiuti.
Il caso di Roma, Genova e della provincia di Lucca.


La nuova (o meglio vecchia) emergenza rifiuti di Napoli e della Campania riporta di attualità uno dei problemi reali del nostro paese, cioè la gestione razionale dei rifiuti.
Nel blog ci siamo occupati varie volte di compostaggio domestico e di compost.

Abbiamo già dato informazioni sui tanti comuni italiani che offrono una compostiera gratis ai cittadini per incoraggiare il compostaggio domestico.

Ecco un elenco di altri comuni che offrono questa opportunità per diminuire i rifiuti conferiti, risparmiare sulla tariffa dei rifiuti (in molti casi) e per avere a disposizione un ottimo concime organico perfettamente biologico.

Roma
L'Ama dà gratis la compostiera ai cittadini che fanno il compostaggio domestico e applica loro una riduzione del 30% sulla parte variabile della Tariffa Rifiuti.
Per avere diritto alla riduzione:
  • occorre avere un giardino di almeno 25 mq per ogni componente del nucleo familiare
  • la richiesta deve pervenire ad Ama tra il 1 ottobre ed il 30 novembre di ogni anno (non si capisce bene questa limitazione temporale ma comunque ormai se ne riparla nel 2011).
Provincia di Lucca
In provincia di Lucca possono chiedere una compostiera gratis i cittadini di Pietrasanta, Forte dei Marmi, Seravezza, Massarosa, Stazzema che hanno un giardino.

Capannori (Lucca)
Qui da pochi giorni è stata attivata la prima compostiera collettiva. Serve un nucleo di circa 250 persone; l'impianto permette di produrre compost in sole quattro settimane.
A Capannori si fa anche il compostaggio domestico: la compostiera è gratis e inoltre si ha uno sconto del 10% sulla parte variabile della tariffa di igiene ambientale (TIA).

Genova
Compostiera gratis (in comodato gratuito) anche a Genova. Per riceverla bisogna avere un giardino, un orto o un terrazzo di almeno 15 mq.
I cittadini "virtuosi" possono ottenere in questo modo uno sconto sulla TIA: 10 euro per il singolo utente, 15 euro per il nucleo familiare con due o più componenti.
Ma non basta: il Comune di Genova organizza anche corsi gratuiti per imparare a fare bene il compostaggio.

[immagine Gal Piceno]

venerdì 26 novembre 2010

Natale Verde: il presepe ecologico

Natale verde, ecologico e a basso costo: prima puntata.
Qui potete trovare tutti gli articoli dello speciale Natale verde.

Cominciamo dal presepe.
Usate materiali da riciclare, come cartone e sughero; raccogliete rametti, foglie e muschio nel bosco.
Farina per fare la neve. Usate segatura, sassolini, terriccio...
Costruite da soli casette, ovili, pozzi, alberelli

Cominciamo una serie di articoli che parleranno nei prossimi giorni e settimane del Natale verde, all'insegna del risparmio e dell'ecologia.
Iniziamo oggi con l'antica tradizione del presepe.

Il presepe è una bellissima tradizione di origine tutta italiana, visto che le sue origini risalgono a Francesco di Assisi e al presepe di Greccio.

Dopo parecchi anni di abbandono, il presepe è tornato ad essere più presente nella case degli italiani, soprattutto vedendo le decine di confezioni presenti ormai da qualche settimana sugli scaffali di negozi e supermercati.

Dalla Cina (soprattutto) ci arriva davvero di tutto.
Ho trovato delle bustine che contenevano paglia marcate "made in China". Per capirci: bustine di paglia già confezionate hanno fatto il giro di mezzo mondo su una nave porta container per arrivare sui nostri scaffali.
Riuscite a immaginare qualcosa di più folle, inquinante e costoso?
La bustina di paglia, per la cronaca, costava 1,50 euro:  più o meno, il costo di una balla di paglia comprata direttamente dal contadino! Allora, tanto valeva comprare una balla di paglia e poi rivenderla a tutta la città per fare il presepe!

Aggiornamento
Evidentemente il carovita colpisce anche il presepe.
Oggi ho visto in un supermercato di fascia media due bustine di paglia nel reparto natalizio. Un tipo costava ben 3 euro, l'altro tipo "solo" 2,70 euro: ma siamo impazziti?! Seimila lire per una bustina con 20-30 grammi di paglia?
Un'alternativa: se avete un amico che frequenta un maneggio oppure che ha a casa un coniglio o un porcellino d'India, potete procurarvi una manciata di paglia gratis.
Altra soluzione: una passeggiata domenicale in un agriturismo in cui potete chiedere una manciata di paglia.

Noi vogliamo fare il presepe senza spendere e sprecare soldi inutili, senza inquinare ma anzi riciclando e riutilizzando tanti materiali usati.

Il consiglio di partenza è quindi uno solo (anzi due):
  • non comprare nulla per il vostro presepe ma prima riutilizza, ricicla, reinventa ...
  • soprattutto, non comprare prodotti inutili ed inquinanti: neve spray, muschio e statuine di plastica ecc.

Montagne e paesaggi 
Basta qualche scatola vecchia, un po' di carta di giornale e la "carta montagna" a coprire il tutto per fare un bellissimo scenario per il tuo presepe. Per fissare la carta montagna usa qualche spillo (fai attenzione alle dita!) e un po' di nastro adesivo da applicare sul retro della carta: in questo modo, puoi riutilizzare la carta per parecchi anni. Anche la carta da pacchi usata è utilissima per creare sfondi e scenari.

Facciamo la spesa gratis per il presepe
Inizia a mettere da parte oggetti e materiali destinati ai rifiuti (differenziati, ovviamente!) e che invece possono essere utili per tante applicazioni nel nostro presepe. Basta solo un po' di fantasia.
Un esempio: il cilindro di cartone del rotolo di carta igienica può diventare la base per costruire un bellissimo pozzo per il vostro presepe.
Per colori, tempere, das, plastilina ecc. puoi chiedere aiuto e consiglio a tua figlia o a tuo nipote che sono senz'altro fornitissimi, senza dover spendere soldi inutilmente.

Casette, stalle, ovili, recinti
Con un po' di fantasia e di manualità, puoi arricchire il tuo presepe di varie costruzioni.
Qui ti segnalo il progetto di un ovile, che trovi sul sito del mensile "Vita in Campagna" (vedi la foto).
Il cartone ondulato è ottimo per fare i tetti delle case; applica un po' di gesso (lo compri dal ferramenta, lo impasti con acqua e poi lo stendi con una spatolina) e poi pitturalo. L'effetto del tetto di tegole è ottimo.
Il gesso è utile anche da applicare sui muri esterni delle casette; non c'è bisogno di essere troppo precisi, anzi così puoi aumentare l'effetto di "rusticità" della costruzione.
Il sughero (anche recuperato, compreso quello dei tappi delle bottiglie di vino) è un altro materiale ecologico utilissimo per il tuo presepe.

Neve, prati, strade, alberi
Niente (costosa) neve spray, niente muschio sintetico...
Per la neve a costo (quasi) zero, metti un po' di farina o di bicarbonato in un colino e poi spargila quando hai finito il tuo presepe.
Il muschio lo trovi a costo zero nei boschi. Non esagerare, prendi solo quello che ti serve. Nei boschi puoi raccogliere anche rami, rametti, sassolini, foglie, pezzi di corteccia ecc. Non danneggiare le piante! Non ce n'è bisogno. Guardati intorno e troverai tante cose utili per il presepe.
Per gli alberi, ad esempio, basta una piccola base di cartone e un po' di plastilina o di Das come base in cui inserire un rametto. Alcuni usano anche piante vere prese dal balcone o dal terrazzo: un'altra ottima idea.

Illuminazione
Sarebbe meglio usare le luci a led (già disponibili anche per l'albero di Natale) che consumano meno ma mi rendo conto che l'effetto estetico è pessimo.
Cosa fare allora?
Comprate delle luci tradizionali, cercando di acquistare un prodotto di discreta qualità che duri un po' nel tempo. In qualche caso trovate nelle confezioni una o due lampadine di riserva, molto utili per non dover buttare tutto il filo quando si fulmina una singola lampadina.
Spegnete sempre l'impianto delle luci quando non serve, soprattutto la notte. Io ho fatto così: da una vecchia lampada da terra rotta ho recuperato il filo elettrico che ha un interruttore. Ho costruito così una comoda prolunga a cui è collegato tutto l'impianto elettrico, che posso spegnere in un colpo solo.
Per il presepe personalmente non amo le luci a intermittenza. Ci sono sistemi più sofisticati per simulare ad esempio il passaggio dalla notte al giorno ma qui andiamo sul difficile.
Per migliorare l'effetto, puoi applicare all'interno delle finestre delle vostre case autocostruite dei pezzetti di carta velina o crespata colorata che daranno un bell'aspetto alle luci delle case.

Statuine
Eviterei il più possibile le statuine di plastica dozzinale, mal fatte e mal colorate, che trovi ormai dappertutto. Beh, la faccio facile perchè ho ancora delle bellissime statuine di gesso che ha comprato mio padre 50 anni fa. Sono dei piccoli capolavori in miniatura e, ai loro tempi, costavano abbastanza poco.
Ho ritrovato le stesse statuine (cioè le figure fatte sugli stessi stampi originali) in terracotta ma occorre pitturarle, con colori a tempera o acrilici. Non sono bravissimo ma con un po' di pazienza si può fare. Coinvolgi tua figlia o tuo figlio: di sicuro sono più bravi di noi!

E dopo l'Epifania?
All'Epifania, o giù di lì, il presepe va smontato. Un buon consiglio può essere la domenica dopo l'Epifania, almeno hai tempo di osservare anche i re Magi, se li hai inseriti nel tuo presepe. Io comunque non faccio testo: fin da quando ero ragazzo ero molto, molto restio a smontare il presepe. Diciamo che fine gennaio per me sarebbe il periodo adatto!
Quando smontiamo il presepe dobbiamo essere molto bravi e agire da bravi ecorisparmiatori.
Il consiglio è semplice: conserva con cura tutto quanto puoi riutilizzare l'anno prossimo, compreso paglia, muschio, rametti e alberelli, carta montagna ecc.
Tutto il materiale di contorno usato deve essere assolutamente differenziato prima di buttarlo.
Semplice, no?



Alcuni siti utili
Trovi con facilità libri e siti dedicati al presepe.
Per i libri, puoi anche andare in una biblioteca, non è indispensabile comprarli.
Tra i siti ti consiglio questi. Attenzione: sono dei siti sul presepe, non sul "presepe ecologico e a basso costo", quindi fai attenzione ad eventuali consigli ed indicazioni costosi e inquinanti.

http://www.presepio.org/
http://www.saperlo.it/guida/come-costruire-un-presepe-4526/
http://www.passionepresepe.com/
http://www.presepio.it/


[foto Vita in Campagna]

giovedì 25 novembre 2010

Ecologia in ufficio: penne, portamine ed evidenziatori

Consigli per risparmiare in ufficio e rispettare l'ambiente.
Usa le penne con cartucce (come le stilografiche) e le penne con il corpo in plastica biodegradabile.
Preferisci il portamine alle matite.
Scegli penne ricaricabili e portamine anche come gadget aziendali.
Cerca evidenziatori e correttori (o bianchetti) a base d'acqua e senza solventi organici.


Usare prodotti ecologici in ufficio serve a rafforzare un'immagine positiva della propria azienda ma può anche essere un modo per risparmiare. Non si tratta tanto di usare un tipo di prodotto al posto di un altro quanto di avviare una gestione “verde” dell'ufficio.
Vediamo in questo post alcuni (primi) consigli per un ufficio ecologico e a prova di risparmio. Molti di questi consigli sono ovviamente applicabili anche nelle nostre case: sono utili soprattutto per le nostre bambine e i nostri bambini, grandi consumatori di penne, pennarelli, colori ecc.
Cominciamo proprio da penne, matite, evidenziatori e correttori (o bianchetti)

Penne
Il problema

Molto spesso le penne che usiamo sono destinate ai rifiuti indifferenziati, quindi sono molto inquinanti perché non sono riciclabili.

Le soluzioni
  • Usa penne con cartucce sostituibili (tipo le stilografiche). La singola penna costa di più ma le cartucce permettono alla fine di risparmiare. Inoltre si può usare una penna di migliore qualità e più elegante.
  • Usa penne usa e getta con il corpo in plastica biodegradabile (ottenuta dal mais o dalle patate). Ovviamente il corpo in plastica biodegradabile va riciclato con la frazione organica (o umida) dei tuoi rifiuti. Ci sono anche penne con il corpo in plastica riciclata, in legno o addirittura in cartone. Il corpo della penna va nei rifiuti da differenziare, a seconda del tipo di materiale.
  • Chiudi sempre le penne dopo l'uso per conservarle al meglio e non sprecarle.
  • Se usi una penna con cartuccia ricaricabile anche come gadget aziendale, avrai ottenuto un doppio risultato: la penna inquinerà di meno e soprattutto la tua immagine rimarrà in circolazione per molto tempo, rispetto alle penne usa e getta.

Matite
Il problema

Anche le matite contribuiscono a sprecare risorse, cioè il legno necessario per costruirle.

La soluzione

  • Usa il portamine al posto delle matite. Con 2-3 euro compri un buon portamine. Il costo delle mine che servono per la ricarica è davvero molto basso e quindi ottieni un buon risparmio.
  • Il portamine, come la penna con cartucce, è un ottimo gadget aziendale, perché dura nel tempo. Io uso un portamine che ho preso in omaggio almeno cinque anni fa in una fiera dell'alimentazione a Rimini. Rendo onore al merito, per la cronaca: il portamine è dell'Uniprom, il consorzio per la promozione dei prodotti ittici.
  • Usa quando possibile matite (anche colorate) ottenute da legno di provenienza certificata. Se cerchi, trovi in cartolerie e supermercati matite colorate (adatte anche per bambine e bambini) certificate Pefc e Fsc.
  • Le matite colorate sono un'ottima alternativa agli evidenziatori che spesso (come vedremo) sono molto dannosi per l'ambiente e la salute.

Evidenziatori
Il problema

Gli evidenziatori sono fondamentalmente di tre tipi: a base di acqua, a base di alcool e a base di solventi organici (sostanze tossiche come xilene o toluene). Questi ultimi sono i più dannosi per l'ambiente e la salute. Inoltre gli evidenziatori sono tipicamente un prodotto usa e getta. Per la cronaca: venti anni fa gli evidenziatori non c'erano e vivevamo bene lo stesso.

La soluzione

  • Preferisci gli evidenziatori a base di acqua. Per sapere quali sono puoi consultare i cataloghi on line di materiale per cancelleria.
  • Ci sono evidenziatori fatti (in tutto o in parte) di plastica riciclata oppure di cartone pressato.
  • Esistono anche degli evidenziatori ricaricabili: con un po' di pazienza puoi trovarli, anche on line.
  • Non lasciare gli evidenziatori aperti: si seccano facilmente.

Correttori o bianchetti
Il problema

Anche i correttori contengono spesso solventi chimici pericolosi e inquinanti.

La soluzione

Anche in questo caso, preferisci correttori a base di acqua. In alcuni casi trovi sulla confezione l'indicazione “a base di acqua”. Il prezzo è simile e in alcuni casi inferiore a prodotti concorrenti più inquinanti e pericolosi.

[foto Flickr]

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